DPFP 2027: I conti non possono tornare a spese di lavoratori e pensionati
Crescita debole, inflazione e fiscal drag mettono nuovamente sotto pressione i redditi. Per la FLP la Legge di bilancio deve cambiare le priorità: lavoro pubblico, salari, pensioni, sanità e servizi pubblici.
Il Documento programmatico di finanza pubblica 2027 (DPFP) approvato dal Governo definisce la cornice entro la quale verrà costruita la prossima Legge di bilancio.
Un quadro caratterizzato da una crescita che resta debole, da una nuova accelerazione dell’inflazione e da rilevanti impegni di spesa legati alla difesa e all’emergenza energetica.
Per la FLP, proprio perché le risorse disponibili sono limitate, è necessario chiarire quali siano le priorità del Paese e soprattutto chi dovrà sostenere il costo delle scelte che verranno effettuate.
CRESCITA DEBOLE E INFLAZIONE: TORNA L’EMERGENZA SALARI
Le previsioni del Governo indicano una crescita del PIL dell’1% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027, con livelli analoghi negli anni successivi.
Numeri insufficienti per un Paese che deve aumentare la produttività, sostenere gli investimenti e affrontare la fase successiva alla conclusione del PNRR.
Contemporaneamente torna a preoccupare l’inflazione, spinta in particolare dall’aumento dei prezzi dell’energia.
Per milioni di lavoratori e pensionati significa una nuova erosione del potere d’acquisto dopo quella pesantissima già subita negli ultimi anni.
Il problema riguarda direttamente anche il pubblico impiego.
La FLP ha contribuito responsabilmente alla chiusura delle tornate contrattuali, consentendo di recuperare una parte significativa dell’inflazione accumulata. Ma se i prezzi tornano a crescere sensibilmente più delle previsioni sulle quali sono stati costruiti i rinnovi contrattuali, quel recupero rischia rapidamente di essere eroso.
Per questo la tutela del potere d’acquisto deve tornare al centro della politica economica.
FISCAL DRAG: L’INFLAZIONE NON PUÒ DIVENTARE UNA TASSA OCCULTA
A questo si aggiunge il fiscal drag.
Quando gli stipendi aumentano nominalmente per recuperare l’inflazione, lavoratori e pensionati possono pagare più IRPEF senza essere diventati realmente più ricchi.
Una parte degli aumenti salariali finisce così nelle casse dello Stato.
Gli interventi sulle aliquote IRPEF possono essere utili, ma non risolvono strutturalmente il problema.
La FLP chiede quindi di introdurre un meccanismo di sterilizzazione del fiscal drag, almeno sui redditi da lavoro dipendente e da pensione medio-bassi e medi.
Non sarebbe accettabile utilizzare il maggiore gettito prodotto dall’inflazione per restituirne successivamente soltanto una parte sotto forma di riduzione delle tasse.
LAVORO PUBBLICO: ORA SERVE UNA VERA EQUIPARAZIONE
La prossima manovra deve essere anche l’occasione per eliminare alcune ingiustificate disparità tra lavoro pubblico e privato.
La detassazione del salario accessorio dei dipendenti pubblici introdotta con la Legge di bilancio 2026 rappresenta un primo passo, ma è ancora troppo limitata.
La FLP chiede di ampliare la detassazione del salario accessorio, della produttività e dello straordinario, avvicinandola realmente al regime previsto per il settore privato.
Va inoltre superato il tetto di 7 euro ai buoni pasto del pubblico impiego, risalente alla stagione della spending review, portandone il valore almeno a 10 euro, coerentemente con la nuova soglia di esenzione fiscale prevista per i buoni pasto elettronici.
E deve finalmente essere affrontata la questione dei tetti ai Fondi per il salario accessorio, che continuano a limitare la contrattazione integrativa, impedendo di utilizzare pienamente le risorse per valorizzare professionalità, responsabilità e produttività.
PENSIONI E SANITÀ: NON POSSONO DIVENTARE IL BANCOMAT DELLA MANOVRA
Anche sulle pensioni occorre evitare nuove penalizzazioni.
Con un’inflazione nuovamente elevata, la tutela della rivalutazione degli assegni deve essere garantita. Va inoltre riaperta una riflessione sulla flessibilità in uscita, sui lavori gravosi e sulla previdenza complementare, soprattutto pensando alle future pensioni delle giovani generazioni.
Analoga attenzione deve essere riservata alla sanità pubblica.
Non basta aumentare nominalmente il Fondo sanitario se le nuove risorse vengono assorbite dall’inflazione e dall’aumento dei costi.
Servono investimenti strutturali nel Servizio sanitario nazionale, nel personale e nella medicina territoriale, contrastando liste d’attesa sempre più lunghe e il progressivo spostamento verso la sanità privata.
DIFESA, PACE ED ENERGIA: SERVE EQUILIBRIO NELLE PRIORITÀ DEL PAESE
Il DPFP prevede l’utilizzo di ulteriori spazi di bilancio per sostenere, tra l’altro, l’incremento delle spese per la difesa e la sicurezza, nel quadro degli impegni assunti a livello europeo e internazionale.
La FLP è consapevole del mutato scenario geopolitico e delle nuove esigenze di sicurezza.
In una fase caratterizzata da crescita debole, inflazione e perdita del potere d’acquisto, non può determinarsi uno squilibrio tra le risorse destinate alla difesa e quelle necessarie per sostenere salari, pensioni, sanità, istruzione, welfare e servizi pubblici.
Ma c’è anche una questione più generale che non può essere elusa. La sicurezza e la pace non possono essere perseguite soltanto attraverso una continua crescita delle spese militari e una nuova corsa agli armamenti.
La FLP ritiene necessario che l’Italia e l’Europa lavorino con altrettanta determinazione per prevenire e superare i conflitti, rilanciando il ruolo della politica, del dialogo, della cooperazione internazionale e della diplomazia.
La diplomazia deve tornare a essere uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali affrontare le crisi internazionali, ricercare soluzioni negoziate e costruire condizioni durature di convivenza e sicurezza.
La sicurezza di un Paese, del resto, non ha soltanto una dimensione militare. Significa anche sicurezza economica ed energetica, tutela delle infrastrutture strategiche, cybersicurezza, protezione civile, coesione sociale, contrasto alle disuguaglianze e capacità delle Pubbliche Amministrazioni di garantire servizi efficienti ai cittadini.
Per questo la FLP ritiene necessario evitare che il progressivo incremento della spesa per la difesa finisca per restringere gli spazi finanziari destinati alle politiche sociali, al lavoro e ai servizi pubblici.
La stessa capacità dimostrata nel reperire risorse per rispondere alle nuove esigenze internazionali deve essere utilizzata per affrontare emergenze altrettanto concrete: la perdita del potere d’acquisto dei salari, le difficoltà della sanità pubblica, la tutela delle pensioni e la necessità di rendere nuovamente attrattivo il lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni.
Sul fronte dell’energia, gli interventi resi necessari dall’aumento dei prezzi devono essere accompagnati da una strategia strutturale capace di ridurre la dipendenza energetica del Paese e il costo dell’energia per famiglie e imprese, evitando di affidarsi esclusivamente a misure emergenziali e bonus temporanei.
La questione che la FLP pone è quindi una questione di equilibrio nelle priorità: garantire la sicurezza del Paese senza indebolire quella economica e sociale e, nello stesso tempo, lavorare per la pace utilizzando fino in fondo le armi della politica e della diplomazia, e non affidandosi soltanto alla logica del riarmo.
LE PRIORITÀ DELLA FLP PER LA LEGGE DI BILANCIO 2027
Per la FLP la prossima manovra deve prevedere:
-
tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni e risorse adeguate per i rinnovi contrattuali;
-
sterilizzazione del fiscal drag sui redditi da lavoro e da pensione;
-
ampliamento della detassazione del salario accessorio, della produttività e dello straordinario nel pubblico impiego;
-
eliminazione del tetto di 7 euro e aumento ad almeno 10 euro dei buoni pasto;
-
superamento dei tetti ai Fondi per il salario accessorio;
-
tutela del valore reale delle pensioni;
-
rafforzamento strutturale della sanità pubblica e valorizzazione del personale;
-
trasparenza e sostenibilità nell’incremento delle spese per la difesa;
-
una politica strutturale per ridurre il costo dell’energia;
-
investimenti nella Pubblica Amministrazione, nell’innovazione e nel capitale umano per sostenere realmente la crescita.
LA FLP È PRONTA A MOBILITARSI
Il DPFP costituisce soltanto la cornice. Sarà la Legge di bilancio a dimostrare quali siano realmente le priorità del Governo.
Per la FLP la stabilità dei conti pubblici è necessaria, ma non può essere perseguita comprimendo salari, pensioni, sanità e servizi pubblici.
Le risorse e gli spazi finanziari individuati dimostrano che esistono margini per operare delle scelte. Il problema, quindi, non è soltanto quanto spendere, ma dove e per chi spendere.
Su queste proposte la FLP chiederà l’apertura di un confronto con il Governo.
Ma non ci limiteremo a presentare le nostre richieste o a registrare le decisioni che verranno assunte.
Se nella Legge di bilancio non arriveranno risposte concrete sul recupero del potere d’acquisto, sulla valorizzazione del lavoro pubblico, sulla fiscalità, sui buoni pasto, sul salario accessorio, sulle pensioni e sul rafforzamento dei servizi pubblici, la FLP è pronta a mettere in campo tutte le iniziative sindacali e di mobilitazione che si renderanno necessarie.
Perché dopo anni nei quali il lavoro pubblico ha sostenuto le emergenze, il PNRR e i processi di modernizzazione dello Stato, è arrivato il momento che il suo valore venga riconosciuto concretamente.
I conti devono tornare. Ma non possono tornare ancora una volta a spese di lavoratrici, lavoratori e pensionati.
La Segreteria Generale FLP
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