Una piattaforma unica regionale per pagare il trasporto pubblico con carta di credito, smartphone, smartwatch o carta prepagata. È uno dei progetti sui quali sta lavorando la Regione Veneto e che, secondo l’assessore ai Trasporti e alla Mobilità Diego Ruzza, dovrebbe diventare operativo nel 2027.
Ruzza ne ha parlato ospite di “Te lo do io il Veneto”, la trasmissione condotta da Alberto Gottardo su Veneto24, affrontando diversi dei principali dossier legati alla mobilità regionale, ma anche il tema dell’impiantistica sportiva, altra delega affidata all’assessore.
Il progetto più ambizioso riguarda la cosiddetta “tappatura” del Veneto, cioè la possibilità di utilizzare un unico sistema di pagamento sui diversi mezzi di trasporto pubblico regionale.
«È una riforma epocale», ha spiegato Ruzza, sottolineando che la Regione ha già recuperato i primi 2 milioni di euro destinati alla realizzazione della piattaforma EMV, lo standard utilizzato per i pagamenti con carte dei circuiti internazionali.
L’obiettivo è permettere al viaggiatore di utilizzare un’unica modalità di pagamento su tutti i mezzi: carta di credito, telefono, smartwatch oppure una carta prepagata regionale.
A questi primi finanziamenti si sono aggiunti 11 milioni di euro, approvati dalla Regione nelle scorse settimane, destinati all’ammodernamento di software, hardware, sistemi di bigliettazione e validatori a disposizione degli enti locali e delle aziende di trasporto.
«Tredici milioni veramente per la prima fase», ha sottolineato Ruzza.
La scadenza del bando è fissata al 4 dicembre, mentre il 2027 dovrebbe essere l’anno indicato per arrivare alla piattaforma unica regionale.
Tra le questioni più delicate affrontate durante l’intervista c’è quella dell’alta velocità ferroviaria. In particolare, il nodo riguarda l’uscita da Vicenza, il cosiddetto “salto del Montone”, uno dei passaggi ancora da definire nell’ambito del completamento del sistema ferroviario ad alta velocità e alta capacità in Veneto.
«Ci stiamo lavorando tantissimo, soprattutto con un confronto con RFI», ha spiegato l’assessore, evidenziando anche il lavoro di raccordo con enti locali, sindaci e comunità interessate dall’opera.
Secondo Ruzza, è necessario arrivare rapidamente a una scelta sulla soluzione da adottare per poter poi avviare gli interventi.
Nel frattempo procede il progetto sulla tratta Brescia-Verona, già in una fase avanzata di testing. L’assessore ha indicato come possibile scenario il secondo semestre del prossimo anno per l’arrivo del primo treno ad alta capacità verso la Lombardia.
Il completamento delle opere, ha spiegato, consentirebbe non soltanto di migliorare i collegamenti a lunga percorrenza, ma anche di liberare capacità sulla rete esistente a beneficio dei treni regionali e del traffico merci.
Ruzza ha difeso anche i risultati raggiunti dal trasporto ferroviario regionale.
«Da tutti i controlli che facciamo, perché il contratto con Trenitalia regionale è gestito direttamente dalla Regione tramite Infrastrutture Venete, abbiamo un livello di puntualità che supera il 94%», ha affermato.
L’assessore ha inoltre ricordato il progressivo rinnovamento del parco ferroviario veneto, definendolo «molto moderno e all’avanguardia», e ha annunciato ulteriori investimenti nelle prossime annualità per sostituire i mezzi più vecchi.
Tra le questioni poste da Gottardo anche il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Venezia. Ruzza ha precisato che l’opera non rientra direttamente nelle sue competenze, ma ha spiegato che la situazione sembra essersi sbloccata.
«Devo chiedere al mio collega Zecchinato delle Infrastrutture», ha risposto, aggiungendo però che, dopo una fase di stallo ereditata all’inizio dell’anno, «sembra essersi sbloccata la situazione».
Al momento, ha precisato, non è ancora possibile indicare una data.
L’altra delega affidata a Ruzza è quella ai lavori pubblici e all’edilizia sportiva. Un settore nel quale l’assessore porta anche l’esperienza maturata come sindaco di Avio, dove per dieci anni ha amministrato il Comune.
Durante il suo mandato, ha ricordato, sono stati realizzati diversi interventi, dalla riqualificazione del palazzetto dello sport alla tensostruttura, dal nuovo campo sportivo alla messa a norma di un altro impianto calcistico.
La Regione, ha spiegato Ruzza, sta ora affrontando una domanda molto ampia da parte di Comuni e associazioni sportive.
«C’è tanta richiesta, c’è proprio fame di interventi sull’impiantistica sportiva», ha detto l’assessore, ricordando che il Veneto dispone di una rete molto capillare di strutture, ma che molte necessitano di interventi di adeguamento e messa a norma.
Tra le priorità figurano anche l’abbattimento delle barriere architettoniche, la sicurezza e l’adeguamento igienico-sanitario degli impianti, oltre alla necessità di rendere le strutture più accessibili anche alle discipline paralimpiche.
Per il 2026 sono stati stanziati 3 milioni di euro, mentre nel bilancio previsionale 2027-2028 sono già previsti ulteriori 10 milioni di euro. Complessivamente, la prima fase dell’operazione mette quindi a disposizione 13 milioni di euro.
L’assessore ha spiegato che i contributi potranno finanziare interventi compresi indicativamente tra 35 mila e 100 mila euro, puntando soprattutto sulle opere urgenti e sull’ammodernamento degli impianti.
L’obiettivo è anche quello di favorire il cofinanziamento: il contributo regionale può infatti essere affiancato da risorse comunali, fondazioni bancarie e imprese del territorio.
«Non dico che fai lo stadio nuovo – ha osservato Ruzza –. Nessuno ha bisogno del Bernabeu».
Una strategia, dunque, orientata soprattutto alla riqualificazione del patrimonio esistente, attraverso interventi puntuali ma capaci di attivare ulteriori risorse sul territorio.
Nel corso dell’intervista Ruzza ha rivendicato infine un’impostazione legata al lavoro quotidiano più che alla comunicazione politica.
«Sono spesso a Venezia che lavoro perché il mio assessorato mi impegna particolarmente e ho delle deleghe particolarmente importanti», ha spiegato.
Trasporti, mobilità, lavori pubblici ed edilizia sportiva concentrano infatti competenze e dossier che coinvolgono quotidianamente Regione, Comuni, aziende di trasporto, RFI e altri soggetti del territorio.
E proprio sul dossier più innovativo, quello del pagamento unico del trasporto pubblico, l’assessore ha fissato una prospettiva temporale precisa: il 2027 come anno di riferimento per la piattaforma regionale unica.
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