TARANTO – Un esposto all’Autorità di Regolazione dei Trasporti, trasmesso per conoscenza anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con la richiesta di adottare un provvedimento inibitorio urgente nei confronti della Policy Commerciale 2026-2028 per l’aeroporto di Taranto Grottaglie. L’iniziativa è stata assunta questa mattina dal Comitato Cittadino Taras Futura attraverso il coordinatore, l’avvocato Nicola Russo.
Al centro dell’atto ci sono quelle che il Comitato indica come irregolarità contenute nella procedura predisposta da Aeroporti di Puglia per raccogliere manifestazioni di interesse da parte delle compagnie aeree disponibili ad attivare nuovi collegamenti passeggeri di linea dall’aeroporto Marcello Arlotta.
Secondo Taras Futura, le questioni sollevate nell’esposto avrebbero dovuto essere affrontate anche durante un’audizione della Quinta Commissione della Regione Puglia programmata per il 1 ottobre e successivamente rinviata, il 29 settembre, a data da destinarsi. Il Comitato sostiene che si tratti del secondo rinvio avvenuto nell’arco di alcuni mesi e riferisce che quest’ultimo sarebbe stato disposto su richiesta del presidente della Giunta regionale Antonio Decaro.
Nell’esposto viene ricostruito innanzitutto il quadro nel quale si inserisce lo scalo ionico. Taras Futura ricorda che l’aeroporto di Taranto-Grottaglie fa parte della rete aeroportuale pugliese, circostanza che, nella lettura proposta dal Comitato, dovrebbe comportare una gestione integrata e coordinata con gli altri aeroporti regionali.
Vengono inoltre richiamati i principi fissati dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti per gli incentivi commerciali riconosciuti dai gestori aeroportuali alle compagnie, con particolare riferimento a trasparenza, predeterminazione delle condizioni e non discriminazione.
Un altro capitolo riguarda il Piano Nazionale degli Aeroporti e la programmazione relativa all’utilizzo dello scalo di Grottaglie. Nell’esposto si sostiene che il Piano non sarebbe stato ancora modificato in modo da recepire strutturalmente l’apertura dell’aeroporto ionico ai voli commerciali passeggeri di linea. Parallelamente, viene richiamata l’interlocuzione avviata dalla Regione Puglia con il Governo per l’eventuale introduzione degli Oneri di Servizio Pubblico, che secondo il Comitato non sarebbe stata accompagnata da un Piano Economico Finanziario.
Taras Futura riporta poi l’attenzione sul Protocollo d’Intesa di Area Vasta per l’aeroporto di Grottaglie, sottoscritto il 20 ottobre 2009. Per il Comitato quel documento rappresenterebbe uno dei passaggi fondamentali della programmazione dello scalo, perché avrebbe impegnato Regione ed enti locali a collaborare per la valorizzazione dell’infrastruttura non esclusivamente sotto il profilo cargo e industriale, ma anche nella prospettiva dello sviluppo della componente civile.
Una delle contestazioni principali formulate nell’esposto riguarda il rapporto tra il cosiddetto fallimento del mercato e il test MEO, Market Economy Operator.
Secondo la ricostruzione di Taras Futura, la Policy commerciale partirebbe dal presupposto dell’esistenza di una difficoltà strutturale del mercato nell’area ionica ma, contemporaneamente, subordinerebbe l’accesso agli incentivi alla verifica del comportamento di un operatore economico in condizioni di mercato.
Il Comitato definisce questa impostazione contraddittoria. Nell’esposto si sostiene infatti che «invocare logiche di pura redditività da investitore privato in un contesto in cui il gestore stesso certifica il fallimento del mercato rappresenta un artificio giuridico».
Secondo Taras Futura, il meccanismo finirebbe inoltre per trasferire sulle compagnie aeree il rischio economico connesso all’avvio delle nuove rotte, lasciando al gestore margini eccessivamente ampi nella valutazione delle manifestazioni di interesse.
Un secondo fronte della contestazione riguarda quella che il Comitato considera una mancata applicazione degli impegni contenuti nel Protocollo di Area Vasta e nella deliberazione regionale n. 490 del 2009.
Nell’esposto viene sottolineata la natura che Taras Futura definisce duale e civile dell’aeroporto di Grottaglie, collegandola al sistema produttivo, logistico e tecnologico del territorio: dal comparto aerospaziale alla presenza di Leonardo, dall’Area di Crisi Industriale Complessa al porto e al retroporto, fino alla Zona economica speciale e ai processi di transizione dell’area ionica.
Partendo da questa impostazione, il Comitato ritiene che la strada da seguire per i collegamenti passeggeri sia quella del Servizio di Interesse Economico Generale, SIEG, accompagnato da una compensazione pubblica destinata a sostenere la fase iniziale delle nuove rotte.
Per Taras Futura, il ricorso al test MEO contenuto nella Policy commerciale determinerebbe invece un’elusione di questo modello. L’esposto sostiene che Aeroporti di Puglia dovrebbe prevedere «una compensazione pubblica» adeguata a coprire lo start up dei collegamenti, inserendola in una programmazione coerente con gli atti regionali richiamati dal Comitato.
Un ulteriore punto riguarda la trasparenza nella gestione delle risorse economiche della rete aeroportuale pugliese. Secondo quanto sostenuto nell’atto, la procedura non indicherebbe con sufficiente chiarezza i criteri utilizzati per distribuire le risorse tra i diversi aeroporti e non stabilirebbe una dotazione finanziaria minima e vincolata destinata allo sviluppo dei voli passeggeri da Grottaglie.
Taras Futura contesta quindi quella che considera una eccessiva discrezionalità del gestore nell’utilizzo dei proventi commerciali generati dalla rete regionale, ritenendola incompatibile con i principi di trasparenza e non discriminazione richiamati nell’esposto.
Il Comitato solleva infine la questione della programmazione nazionale dello scalo, sostenendo che una Policy commerciale relativa al triennio 2026-2028 non dovrebbe precedere la definizione formale della destinazione e del ruolo dell’aeroporto di Taranto Grottaglie nell’ambito della pianificazione nazionale.
Da queste premesse deriva la richiesta avanzata all’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Taras Futura chiede che Aeroporti di Puglia venga diffidata dal proseguire con l’attuale procedura e che si arrivi alla sospensione o al ritiro della Policy Commerciale Taranto Grottaglie 2026-2028.
L’obiettivo indicato nell’esposto è una completa riformulazione dell’avviso entro un termine definito.
Tra le modifiche richieste figura innanzitutto l’eliminazione del test MEO, considerato dal Comitato incompatibile con il fallimento del mercato richiamato nella stessa impostazione della procedura. Viene chiesta inoltre l’applicazione degli indirizzi contenuti nella deliberazione regionale n. 490 del 2009 e l’adozione del modello SIEG, qualificando la connettività passeggeri dell’aeroporto ionico come Servizio di Interesse Economico Generale collegato al sistema industriale, logistico e scientifico del territorio.
La nuova procedura, secondo la proposta contenuta nell’esposto, dovrebbe anche stabilire preventivamente una compensazione economica proporzionata e fissare con precisione l’importo massimo degli incentivi, indicandolo in euro per passeggero oppure per singola rotta.
Taras Futura chiede inoltre contratti con una durata definita, indicando come riferimento una base triennale, e criteri di valutazione delle offerte chiari, oggettivi e non discriminatori, in modo da eliminare quelle che il Comitato considera asimmetrie informative a danno dei vettori interessati.
Fra le richieste compare anche la costituzione di una quota finanziaria protetta e vincolata, ricavata dai proventi della rete aeroportuale pugliese e destinata esclusivamente alla fase di avvio dei collegamenti commerciali passeggeri da Taranto Grottaglie.
L’ultimo punto riguarda l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Il Comitato chiede l’apertura di un tavolo di coordinamento con l’Antitrust perché vengano valutate le condotte di Aeroporti di Puglia e della Regione.
Nell’esposto Taras Futura sostiene infatti che tali condotte possano configurare una «pratica escludente e abuso di posizione dominante», finalizzata, secondo la tesi del Comitato, a preservare la posizione degli altri aeroporti della rete regionale a discapito dello sviluppo civile del Marcello Arlotta.
Si tratta, in questa fase, delle contestazioni e delle richieste formulate dal Comitato nell’esposto, sulle quali saranno le autorità chiamate in causa a svolgere le proprie valutazioni e ad assumere le eventuali determinazioni di competenza.
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