#Finsubito news dalla rete – perdere le parole non significa perdere l’intelligenza, ecco perché


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Afasia e capacità cognitive: cosa sapere in breve

  • L’afasia è un disturbo acquisito del linguaggio che può compromettere la capacità di parlare, comprendere, leggere e scrivere. La causa più frequente è l’ictus cerebrale.
  • Afasia non significa perdita dell’intelligenza: una persona può incontrare notevoli difficoltà nell’esprimersi, pur conservando le capacità di ragionamento, le emozioni e le proprie opinioni.
  • Le conseguenze vanno oltre il linguaggio: le difficoltà comunicative possono influenzare le relazioni sociali, l’autonomia e il benessere psicologico.
  • La riabilitazione logopedica può favorire il recupero e aiutare a sviluppare modalità alternative di comunicazione.

Trovare le parole giuste, seguire una conversazione o esprimere un pensiero sono attività che vengono generalmente svolte senza particolare difficoltà. Per le persone con afasia, invece, anche una semplice richiesta può diventare complicata. Non perché manchino necessariamente le idee, ma perché il cervello incontra difficoltà nel trasformarle in linguaggio.

È una distinzione importante, spesso poco compresa. Chi presenta un disturbo del linguaggio può continuare a pensare, ragionare e provare emozioni, anche quando non riesce a comunicarle come vorrebbe.

Che cos’è l’afasia e quali sono i sintomi?

L’afasia è un disturbo neurologico acquisito che interessa le funzioni del linguaggio. Compare quando vengono danneggiate alcune regioni cerebrali coinvolte nella produzione o nella comprensione delle parole.

Nella maggior parte delle persone, queste funzioni dipendono soprattutto da reti nervose situate nell’emisfero sinistro del cervello, in particolare nelle regioni frontali e temporali.

Le manifestazioni variano in base alla sede e all’estensione della lesione. Alcune persone faticano a trovare i termini appropriati, mentre altre riescono a parlare ma producono frasi difficili da comprendere.

Possono comparire anche difficoltà nella lettura, nella scrittura e nella comprensione del linguaggio parlato.

Perché una persona afasica non riesce a trovare le parole?

Il cervello utilizza una rete di regioni interconnesse per riconoscere le parole, recuperarne il significato e organizzarle in frasi.

Quando questi processi vengono alterati da una lesione, può diventare difficile recuperare un termine conosciuto oppure utilizzarlo correttamente.

In alcuni casi, la persona sa perfettamente quale oggetto desidera indicare, ma non riesce a pronunciarne il nome. In altri, sostituisce involontariamente una parola con un’altra.

Queste difficoltà non devono essere confuse con le occasionali dimenticanze che possono verificarsi anche nelle persone sane.

Qual è la differenza tra afasia fluente e non fluente?

Una distinzione clinica frequente riguarda due grandi categorie.

Nell’afasia non fluente, di cui l’afasia di Broca è un esempio, il linguaggio tende a essere lento, frammentato e faticoso. La comprensione può essere relativamente meglio conservata rispetto alla capacità di esprimersi.

Nell’afasia fluente, come quella di Wernicke, la persona può produrre frasi scorrevoli che contengono parole inappropriate o risultano poco comprensibili. Possono essere presenti anche importanti difficoltà nella comprensione.

Esistono ulteriori forme e combinazioni di sintomi. Per questo, la valutazione deve essere individuale.


Per approfondire:
Afasia: Cos’è, Sintomi e Cause Disturbo del Linguaggio

L’afasia compromette anche l’intelligenza?

La presenza di afasia non implica necessariamente una riduzione delle capacità intellettive.

Il linguaggio e il ragionamento sono strettamente collegati nella vita quotidiana, ma non dipendono completamente dalle stesse reti cerebrali.

Una revisione scientifica pubblicata su Nature nel 2024 ha approfondito proprio il rapporto tra linguaggio e pensiero. Secondo gli autori, le evidenze neuroscientifiche indicano che il linguaggio svolge soprattutto un ruolo nella comunicazione, mentre diversi processi cognitivi complessi possono funzionare anche indipendentemente dalle reti linguistiche.

Questo aiuta a comprendere perché alcune persone con gravi disturbi del linguaggio conservino la capacità di risolvere problemi, effettuare calcoli e interpretare situazioni sociali.

Si può continuare a ragionare anche senza riuscire a parlare?

Sì. La capacità di esprimere un pensiero attraverso le parole non coincide necessariamente con quella di elaborarlo.

Alcune persone con afasia grave possono mantenere abilità di ragionamento logico, matematico e sociale, nonostante le difficoltà nella produzione delle frasi.

Occorre però evitare generalizzazioni. Una lesione cerebrale può interessare anche i circuiti coinvolti nella memoria, nell’attenzione e in altre funzioni cognitive.

Le capacità intellettive, quindi, non devono essere considerate automaticamente compromesse, ma neppure sempre completamente preservate. È necessaria una valutazione neuropsicologica appropriata, utilizzando strumenti compatibili con le difficoltà linguistiche della persona.

Quali sono le cause dell’afasia?

La causa più frequente è l’ictus cerebrale, che può interrompere l’afflusso di sangue a una regione del cervello oppure provocare un’emorragia.

Quando vengono coinvolte le aree deputate al linguaggio, la capacità di comunicare può modificarsi improvvisamente.

L’afasia può comparire anche in seguito a traumi cranici, tumori cerebrali e alcune infezioni del sistema nervoso.

Esistono inoltre forme che si sviluppano progressivamente, come l’afasia primaria progressiva, associata a processi neurodegenerativi. In questi casi, il deterioramento del linguaggio avviene gradualmente e segue un decorso diverso rispetto all’afasia conseguente a un ictus.

Quando la difficoltà a parlare è un segnale di ictus?

Una difficoltà improvvisa nel parlare o comprendere le parole può essere un segnale di ictus o di attacco ischemico transitorio (TIA).

Il sospetto aumenta se compaiono altri sintomi, come debolezza di un braccio, asimmetria del volto, disturbi visivi o perdita dell’equilibrio. Tuttavia, le difficoltà linguistiche possono presentarsi anche senza questi segnali.

In caso di comparsa improvvisa è necessario chiamare immediatamente il 112 o il 118, senza attendere che il disturbo si risolva spontaneamente.

Anche la scomparsa dei sintomi dopo pochi minuti richiede una valutazione urgente.

Perché l’afasia può provocare isolamento e sofferenza psicologica?

Le conseguenze dell’afasia non riguardano soltanto la comunicazione verbale. La difficoltà a partecipare alle conversazioni può interferire con le relazioni familiari, il lavoro e le attività quotidiane.

Una persona può comprendere una situazione e avere una propria opinione, ma non riuscire a comunicarla in modo efficace.

Il problema può essere aggravato dalle reazioni degli altri. Parlare lentamente o utilizzare parole inappropriate viene talvolta interpretato erroneamente come un segno di ridotte capacità intellettive.

Questa incomprensione può favorire frustrazione, perdita di fiducia e progressivo isolamento.

Una revisione sistematica pubblicata su Archives of Physical Medicine and Rehabilitation ha individuato nella sofferenza emotiva, nelle limitazioni comunicative e nella qualità delle relazioni sociali alcuni fattori importanti per la qualità della vita delle persone con afasia.

Afasia e depressione sono collegate?

Le persone con afasia conseguente a ictus possono presentare sintomi depressivi e altre forme di disagio psicologico.

Le difficoltà nel comunicare i propri sentimenti possono rendere più complesso anche il riconoscimento di questi problemi.

Per questo, l’assistenza non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sul recupero delle parole, ma comprendere la valutazione del benessere emotivo e il coinvolgimento dei familiari.

Come comunicare con una persona che soffre di afasia?

Le difficoltà linguistiche possono essere affrontate anche modificando il modo in cui si svolgono le conversazioni.

Il principio fondamentale consiste nel rispettare le capacità e i tempi della persona, senza presumere che abbia perso la possibilità di comprendere, scegliere o esprimere un’opinione.

Alcuni accorgimenti possono rendere gli scambi più agevoli:

  • Utilizzare frasi semplici e chiare, mantenendo un tono naturale e adatto a una persona adulta.
  • Lasciare il tempo necessario per rispondere, evitando interruzioni e correzioni continue.
  • Affiancare alle parole gesti, immagini, disegni o indicazioni scritte, quando risultano utili.
  • Coinvolgere direttamente la persona nelle conversazioni e nelle decisioni, verificando che le informazioni siano state comprese.

La comunicazione può essere facilitata anche riducendo i rumori e le distrazioni nell’ambiente.

È importante ricordare che le strategie devono essere adattate al tipo di afasia. Non tutte le persone comprendono meglio le indicazioni scritte o riescono a utilizzare con facilità risposte affermative e negative.

L’afasia si può curare? Come funziona la riabilitazione

Le possibilità di recupero dipendono dalla causa, dalla gravità del danno cerebrale e dalle condizioni generali della persona.

Dopo un ictus, possono verificarsi miglioramenti spontanei nei primi mesi. Questo processo è legato anche alla plasticità cerebrale, cioè alla capacità del sistema nervoso di modificare il proprio funzionamento e riorganizzare alcune connessioni.

La riabilitazione logopedica svolge un ruolo importante nel favorire il recupero delle abilità linguistiche e nell’insegnare strategie per compensare le difficoltà persistenti.

Il trattamento può comprendere esercizi per recuperare le parole, migliorare la comprensione e facilitare la costruzione delle frasi. In altri casi, si utilizzano strumenti di comunicazione aumentativa e alternativa, come immagini, tabelle o dispositivi digitali.

Una revisione Cochrane ha rilevato che la terapia logopedica può migliorare la comunicazione funzionale delle persone con afasia dopo un ictus.

Quanto tempo serve per recuperare il linguaggio?

Non esiste un tempo di recupero uguale per tutti.

Alcune persone registrano progressi significativi nei primi mesi, mentre altre continuano a migliorare anche negli anni successivi, grazie alla riabilitazione e all’utilizzo quotidiano delle abilità comunicative.

In alcuni casi rimangono difficoltà persistenti. Questo non significa, però, che non sia possibile migliorare la partecipazione alla vita familiare e sociale.

L’obiettivo della riabilitazione non è soltanto recuperare le parole, ma anche restituire alla persona maggiori possibilità di comunicare, esprimere preferenze e partecipare alle decisioni che la riguardano.

Comprendere l’afasia significa, quindi, riconoscere che un ostacolo nel linguaggio non definisce le capacità, la personalità o il valore di chi lo sperimenta. La possibilità di comunicare passa anche attraverso l’ascolto, il rispetto e la disponibilità a utilizzare modalità espressive differenti.

Bibliografia

  1. National Institute on Deafness and Other Communication Disorders. Aphasia. Bethesda (MD): National Institutes of Health; 2025. Disponibile su: https://www.nidcd.nih.gov/health/aphasia.
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  3. Hilari K, Needle JJ, Harrison KL. What are the important factors in health-related quality of life for people with aphasia? A systematic review. Arch Phys Med Rehabil. 2012;93(1 Suppl). doi:10.1016/j.apmr.2011.05.028.
  4. Brady MC, Kelly H, Godwin J, Enderby P, Campbell P. Speech and language therapy for aphasia following stroke. Cochrane Database Syst Rev. 2016;(6). doi:10.1002/14651858.CD000425.pub4.
  5. Ministero della Salute. Ictus: riconosci subito i sintomi e risparmia tempo prezioso. Roma: Ministero della Salute; 2024. Disponibile su: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/malattie-cardio-cerebrovascolari/ictus-riconosci-subito-i-sintomi-e-risparmia-tempo-prezioso/.


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