#Finsubito news dalla rete – Un’esperienza virtuosa: come è nato alle Grazie il Porto delle Vele d’epoca


LE GRAZIE – E’ stata aggiudicata al nuovo gestore Antonio Ricciotti, a seguito di gara dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, la concessione demaniale della Calata di Ria alle Grazie.

di Corrado Ricci

Cantiere della Memoria

Con l’aggiudicazione riteniamo opportuno ritessere la storia della genesi e dello sviluppo del “Porto delle vele d’epoca” perché le barche storiche – tenute in splendida forma – restino di casa nel borgo, impreziosendolo e consolidando l’interazione virtuosa con la portata dei loro valori culturali, accolte con slancio e riconoscenza.

Ebbene, esattamente poco più di ventidue anni  fa, il 15 luglio 2004, il Comune di Porto Venere si lanciò in una dichiarazione d’impegno promettente. Adottò una delibera per dare corso alle Grazie al Porto delle Vele d’epoca: non solo ormeggi dedicati ma iniziative per valorizzare il patrimonio culturale rappresentato dalle barche storiche e le cure per la loro manutenzione.

Era sindaco Salvatore Calcagnini, che raccolse il testimone dell’istruttoria avviata dal sindaco Gianfranco Della Croce, col ruolo propulsivo del funzionario alla cultura Angela Valdettaro . L’impulso venne dall’Associazione italiana vele d’epoca, all’epoca presieduta da Gianni Loffredo, con l’inossidabile Giorgio Balestrero a fargli da apripista.

Diceva all’epoca Calcagnini su La Nazione, intervistato da chi ora sta qui scrivendo: “L’amministrazione civica ha inteso qualificare il territorio, con una caratterizzazione che salda insieme passato e futuro: il passato della cantieristica navale fondata sull’arte dei maestri d’ascia, il futuro del borgo destinato a diventare oasi privilegiata delle barche d’epoca a vela. Tutto ciò nella consapevolezza del valore di queste, quali preziose testimonianze storiche, espressione di ingegno costruttivo, eleganza: belle da ammirare passeggiando sulla banchina (con una scheda illustrativa che ne ripercorre storia e caratteristiche tecniche) e magari anche posando i piedi sul ponte, confidando nella disponibilità degli armatori ad interagire nel progetto, di valenza culturale. Sì, perché l’obiettivo è anche quello di rendere la barche d’epoca occasioni di studio, di didattica, soprattutto per i più giovani”.

Propositi, riteniamo, sempre attuali, che abbiamo coltivato e che poggiamo sulla presenza consolidata nel porto antico, andata alternandosi nel tempo, delle signore del mare, di cui resta ‘faro’ da delibera comunale adottata dalla giunta il 15 luglio del 2004.

Da essa, sullo sfondo di Orion, Astra, Candida, Star Sapphire e Deva (solo per citare alcuni dei tesori naviganti ospitati nel tempo alle Grazie) e dell’impegno del comandante Ignazio Torrente a portare qui le barche storiche innescando il percorso virtuoso, presero impulso il primo raduno di vele latine andato in scena nel 2006, l’ospitalità dedicata lo stesso anno al Lulworth e successivamente, ogni due anni – col concorso dell’equipaggio dello yacht dell’allora armatore olandese, l’impegno in prima linea di Francesco Barthel dell’Associazione Vele Storiche Viareggio e l’incoraggiamento dell’Autorità portuale (presidente Cirillo Orlandi) che editò un libro ad hoc – il raduno di barche d’epoca (prima denominato ‘Sulla rotta di Imperia’ poi ‘Valdettaro Classic Boat’) a cornice della festa patronale; accadde, con parallela pubblicazione delle storie delle barche storiche all’ormeggio in porto sulla rivista Ria edita dalla Pro Loco, fino al 2015, quando il Cantiere Valdettaro, sull’onda del sequestro dei capannoni (per effetto di un’inchiesta poi risoltasi nell’archiviazione a fronte della caduta dell’accusa di abuso edilizio per la mancanza dell’elemento psicologico del reato) decise, in presenza anche dell’ostilità ambientalista al progetto di un porticciolo ritenuto troppo invasivo in mare e piovuto dall’alto, di rinunciare all’evento.

Fu da quella interruzione del percorso virtuoso del Porto delle Vele d’epoca che, per tenere accesa la fiammella alimentata dal maestro d’ascia Pietro Ricci, nel 2016, nacque il Cantiere della Memoria; stella polare restò la delibera del 2004, nell’alternanza della guida politica sulla plancia dell’ente locale. Ciò accadde con l’iniziale sostegno – per dare corso agli eventi in banchina – della società pubblico privata Servizi portuali turistici consapevole allora (con Ferruccio Rossi e Lorenzo Casella poi sfilatisi dalla stessa) del valore aggiunto della qualificazione del porto antico (dedicato al compianto Armando Esperti) attraverso il micro museo del mare. Nel frattempo andavano consolidandosi le sinergie culturali con l’associazione La Nave di Carta (di cui nel 2018 siamo diventati progetto culturale e a cui si deve la nuova configurazione interattiva della location immersiva), le premure di Alfredo Bruni; cio’  mentre l’Associazione italiana vele d’epoca spostava dalla Spezia alle Grazie il raduno annuale di inizio stagione, nella continuità delle positive sinergie con l’associazione Vele storiche Viareggio.

Sette anni fa, purtroppo, sparì la cartellonista stradale approntata dall’ amministrazione civica per fregiarsi del titolo di “Comune delle vele d’epoca e delle vele latine”: un gesto, oltreché sconsiderato, non supportato da atti amministrativi che lo giustificassero. Nel 2024 l’evento di inizio primavera rischiava di saltare per carenza di risorse e motivazioni. E’ a quel punto che il Cantiere Valdettaro, col ruolo chiave del direttore Alessio Donno, decise  di dare un segnale di recupero degli slanci virtuosi contribuendo a sostenere i propositi dell’Aive; questi avevano già trovato nella Sezione velica della Marina Militare – storico riferimento delle attività veliche nel golfo oltreché palestra formativa a braccetto con la Lega Navale – l’elemento propulsivo per centrare l’obiettivo del rilancio del raduno; ciò insieme alla disponibilità dalla Pro Loco a curare il tassello gastronomico del mosaico, al concorso operativo neo campi di regata della sezione velica della Forza e Coraggio, alla disponibilità dell’associazione Vela Tradizionale a riportare alle Grazie le vele latine, all’impegno del Cantiere della Memoria a dedicare una mostra al campione di vela Agostino Straulino nel ventennale della scomparsa. Erano cosi state poste le basi per la crescita dell’evento che segna il benvenuto alla bella stagione. Nel 2025 e nel 2026 le nuove edizioni col coordinamento della Lega Navale e le mostre documentarie al Cdm curate insieme ad Obiettivo Spezia per valorizzazione anniversari tondi: dal  novantennale   di Marivela ai compleanni di Margaret (cento anni), Ilda (80), Artica II (70), Crivizza (60).  Ciò nell’ambito delle 104 esposizioni – dedicate a barche e imprese – realizzate dal dal 2016 nel nostro micromuseo immersivo, ultima quella in corso di Garibaldi con le opere di pittura di Solo Arte e le ricerche curate da Leon Carassale sui trascorsi nel territorio dell’Eroe dei due mondi. Non poco, ovviamente, ha pesato per dare corso a questo impegno (fonte di fatica, spese e consapevolezza di fare belle cose per il borgo) la memoria della delibera comunale di ventidue anni fa. Ne riproponiamo qui il dispositivo per il suo significato storico e strategico; lo facciamo salutando la ritrovata mancina ora esposta  con funzioni museali (che abbiamo caldeggiato e vorremmo siano consolidate), le barche d’epoca oggi presenti in porto (Airone, Freya, Meltemi, Melisande, Elmo’s fire, Bufeo Blanco) sperando nella presenza di altre signore del mare  di prestigio che da tempo hanno fatto richiesta di ormeggio e – questo il sogno – che anche i piccoli gozzi di legno di proprietà di armatori graziotti possono trovare un molo dedicato, magari in continuità con quello di nuova concessione, per un effetto vetrina di sicura suggestione.

Ma ecco il testo della delibera-faro: “Tenuto conto che il territorio del Comune di Porto Venere è storicamente legato al mare e alla marineria ed i suoi abitanti esercitano da sempre le arti e i mestieri legati alla navigazione; che sulle sue coste, così come in quelle del Golfo dei Poeti, sono state per secoli presenti attività cantieristiche e di produzione di mezzi navali; tenuto conto che ai nostri giorni il turismo e le attività artigianali legate alla nautica rappresentano una delle principali risorse economiche e sociali del nostro territorio; ritenuto per questi motivi opportuno attivare tutte le energie per rendere il nostro territorio un punto di riferimento delle ‘vele d’epoca’, tenendo anche conto del fatto che all’interno del Golfo dei Poeti esistono numerose attività qualificate per vari interventi tecnici di cui tali imbarcazioni necessitano durante l’anno; la Giunta comunale di Porto Venere delibera: di dichiarare il Comune di Porto Venere <COMUNE DELLE VELE D’EPOCA> destinato ad ospitare e a promuovere la conoscenza delle imbarcazioni a vela d’epoca, considerate quale strumento di valorizzazione delle tradizioni legate alle nostre genti e di sviluppo dei mestieri del mare”.

Tanto era dovuto  per salutare il nuovo gestore destinato a subentrare a gennaio e  ringraziare quegli ormeggiatori della Porto Venere sviluppo che hanno garantito  aperture e chiusure del micro museo che impreziosisce il Porto delle vele d’epoca, un unicum nel Mediterraneo.

Credit: Post Cantiere della Memoria Le Grazie


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