Sicurezza, innovazione e certezza normativa: l’Europa sta costruendo un ecosistema regolamentato per la finanza digitale. Dalla diffusione degli stablecoin alla tokenizzazione degli asset, passando per la crescita degli operatori crypto istituzionali, la convergenza tra DORA e MiCA potrebbe rappresentare uno dei principali catalizzatori per lo sviluppo del mercato finanziario europeo nei prossimi anni
La finanza europea sta entrando in una nuova fase della propria evoluzione. Dopo anni caratterizzati da una crescita spesso disomogenea delle tecnologie blockchain, dalla diffusione degli asset digitali e dall’espansione delle piattaforme crypto, l’Unione europea ha scelto di affrontare la trasformazione del settore attraverso una strategia regolamentare strutturata. L’obiettivo è ambizioso: creare un ecosistema nel quale innovazione tecnologica, sicurezza e stabilità finanziaria possano svilupparsi in modo complementare.
In questo contesto, due regolamenti assumono un’importanza centrale: il Digital Operational Resilience Act (DORA) e il Markets in Crypto-Assets Regulation (MiCA). Approvati rispettivamente nel 2022 e nel 2023, rappresentano due pilastri della strategia europea per la digitalizzazione dei servizi finanziari. Il primo affronta il tema della resilienza tecnologica degli intermediari, il secondo introduce un quadro armonizzato per il mercato dei crypto-asset. La loro importanza va ben oltre il semplice adeguamento normativo: l’Europa sta cercando di creare le condizioni affinché banche, fintech, società blockchain, emittenti di stablecoin e investitori istituzionali possano operare all’interno di un ecosistema caratterizzato da regole più chiare e standard condivisi.
DORA: la resilienza digitale come vantaggio competitivo
Il Regolamento UE 2022/2554, conosciuto come DORA, è applicabile dal 17 gennaio 2025 e introduce un quadro comune per la gestione dei rischi legati alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) nel settore finanziario. La sua introduzione segna un cambiamento culturale importante: per la prima volta, la resilienza tecnologica viene affrontata in maniera organica come componente essenziale della stabilità finanziaria.
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Per molto tempo, la cybersecurity è stata considerata principalmente una questione tecnica, affidata ai dipartimenti informatici e ai responsabili della sicurezza. DORA supera questa impostazione, riconoscendo che la continuità dei servizi finanziari dipende direttamente dalla solidità delle infrastrutture tecnologiche. Un attacco informatico, un’interruzione dei servizi cloud o un malfunzionamento dei sistemi di pagamento possono compromettere non soltanto l’operatività di una singola società, ma anche la fiducia dell’intero mercato.
Il regolamento interviene su questo punto introducendo obblighi strutturati in materia di governance del rischio ICT, gestione degli incidenti, test di resilienza operativa, controllo dei fornitori tecnologici e supervisione dei provider considerati critici. Particolarmente interessante è l’attenzione dedicata alla dipendenza dagli operatori tecnologici esterni. Nel sistema finanziario contemporaneo, banche e intermediari utilizzano infrastrutture cloud, piattaforme software e servizi digitali forniti da un numero relativamente ristretto di grandi operatori internazionali. DORA riconosce questa interdipendenza e cerca di renderla maggiormente controllabile.
Da una prospettiva industriale, questa evoluzione può produrre effetti positivi. L’introduzione di standard comuni potrebbe favorire una maggiore fiducia nelle infrastrutture digitali, ridurre le asimmetrie operative tra intermediari e facilitare l’integrazione di nuove tecnologie nei processi finanziari tradizionali. La resilienza digitale, quindi, non deve essere interpretata esclusivamente come un costo di compliance. Nel medio-lungo periodo potrebbe diventare un elemento di differenziazione competitiva, soprattutto per gli operatori capaci di integrare sicurezza, efficienza e innovazione.
MiCA: l’Europa apre una nuova fase per il mercato dei crypto-asset
Se DORA rappresenta la risposta europea alla crescente complessità tecnologica del settore finanziario, MiCA costituisce il tentativo di costruire un mercato regolamentato per le cripto-attività. Il Regolamento UE 2023/1114 è entrato in applicazione progressivamente tra giugno e dicembre 2024, introducendo una disciplina armonizzata per l’emissione, l’offerta al pubblico e la prestazione di servizi relativi ai crypto-asset.
Per anni, uno dei principali ostacoli allo sviluppo istituzionale del settore è stato rappresentato dalla frammentazione normativa. Gli operatori dovevano confrontarsi con regimi nazionali differenti, incertezze interpretative e livelli di tutela non sempre omogenei. MiCA interviene per superare questa frammentazione, introducendo un quadro europeo comune e offrendo maggiore certezza giuridica agli operatori interessati a sviluppare attività nel mercato continentale.
Il regolamento distingue principalmente tra Asset-Referenced Token (ART), Electronic Money Token (EMT) e altre categorie di crypto-asset disciplinate dal suo Titolo II. Gli EMT, in particolare, rappresentano una categoria strategica per l’evoluzione dei pagamenti digitali. Si tratta di token che mirano a mantenere un valore stabile facendo riferimento a una singola valuta ufficiale, come l’euro. La loro diffusione potrebbe contribuire allo sviluppo di nuovi modelli di pagamento, regolamento delle transazioni e trasferimento di valore, soprattutto nell’ambito delle operazioni transfrontaliere e delle infrastrutture finanziarie digitali.
Anche il comparto degli Asset-Referenced Token potrebbe assumere un ruolo significativo, soprattutto nello sviluppo di strumenti digitali collegati a panieri di attività o ad altri diritti e valori. Un altro elemento centrale di MiCA riguarda i Crypto-Asset Service Provider (CASP), ovvero gli operatori che prestano professionalmente servizi relativi alle cripto-attività. Exchange, custodian, piattaforme di negoziazione e altri intermediari devono rispettare requisiti specifici in materia di autorizzazione, organizzazione, governance e tutela dei clienti.
L’introduzione del passaporto europeo rappresenta uno degli aspetti più interessanti del nuovo regime. Un CASP autorizzato in uno Stato membro può infatti prestare servizi negli altri Paesi dell’Unione secondo le procedure di notifica previste dal regolamento. Questo elemento potrebbe favorire la nascita di operatori con una dimensione realmente europea, aumentando le possibilità di espansione commerciale e rendendo il mercato più accessibile agli investitori istituzionali. Il punto centrale è che MiCA non si limita a regolamentare un settore già esistente: contribuisce a creare le condizioni per una sua ulteriore evoluzione, rendendo potenzialmente più agevole l’integrazione tra industria finanziaria tradizionale ed economia degli asset digitali.
DORA e MiCA: due regolamenti, una strategia comune
A prima vista, DORA e MiCA possono sembrare due interventi normativi indipendenti. In realtà, la loro interazione è destinata ad avere conseguenze importanti per l’intera industria finanziaria digitale. La distinzione è relativamente semplice: MiCA disciplina il mercato dei crypto-asset, mentre DORA si occupa della resilienza operativa digitale degli intermediari finanziari. Il primo definisce le condizioni per emettere determinati crypto-asset e prestare servizi professionali nel settore. Il secondo stabilisce come le organizzazioni finanziarie devono proteggere i propri sistemi tecnologici, gestire gli incidenti informatici e controllare i rischi derivanti dai fornitori ICT.
La complementarità emerge chiaramente osservando il funzionamento di un exchange europeo autorizzato. Per operare, la piattaforma deve soddisfare i requisiti previsti da MiCA, dimostrando di possedere un’organizzazione adeguata, procedure di tutela della clientela e sistemi di gestione degli asset digitali coerenti con la normativa. Parallelamente, deve rispettare DORA, implementando un sistema strutturato di gestione dei rischi ICT, testando periodicamente le proprie infrastrutture e predisponendo procedure per affrontare eventuali interruzioni operative.
Non è una coincidenza. L’articolo 2, paragrafo 1, lettera u), di DORA include espressamente tra le entità finanziarie i fornitori di servizi per le cripto-attività autorizzati ai sensi di MiCA. Questo significa che i CASP autorizzati sono soggetti a entrambi i regolamenti. La convergenza è particolarmente interessante perché contribuisce a ridurre una delle principali criticità storiche del settore crypto: la distanza tra innovazione tecnologica e standard di affidabilità richiesti alla finanza tradizionale. L’obiettivo europeo è rendere possibile l’integrazione dei servizi digitali nell’industria finanziaria senza rinunciare ai requisiti di sicurezza e trasparenza.
Stablecoin e tokenizzazione: le opportunità della nuova finanza digitale
È probabilmente osservando l’evoluzione degli stablecoin e della tokenizzazione che si comprende meglio il potenziale della convergenza tra DORA e MiCA. Gli stablecoin denominati in euro potrebbero diventare strumenti sempre più rilevanti nell’economia digitale. La possibilità di trasferire valore attraverso infrastrutture blockchain, con tempi potenzialmente ridotti e disponibilità operativa estesa, apre prospettive interessanti per i pagamenti internazionali, il regolamento delle transazioni e i servizi finanziari automatizzati. La presenza di un quadro normativo armonizzato potrebbe contribuire a favorire l’ingresso di nuovi operatori e l’interesse delle istituzioni finanziarie tradizionali.
Naturalmente, la loro diffusione dipenderà da diversi fattori, tra cui la domanda effettiva, la competitività rispetto ai sistemi di pagamento esistenti, la liquidità e la capacità degli emittenti di garantire un’effettiva affidabilità. Tuttavia, la possibilità di sviluppare strumenti digitali regolamentati in euro rappresenta un’opportunità interessante per rafforzare il ruolo della moneta europea nell’economia digitale.
Anche la tokenizzazione degli asset rappresenta un’area di particolare interesse. La possibilità di rappresentare digitalmente obbligazioni, quote di fondi e altri strumenti finanziari potrebbe contribuire a rendere alcuni processi più efficienti, migliorando la gestione delle transazioni, la riconciliazione e il regolamento. È importante precisare che gli strumenti finanziari tokenizzati sono generalmente esclusi dal perimetro di MiCA quando qualificano come strumenti finanziari ai sensi della normativa europea. In questi casi continuano ad applicarsi le discipline finanziarie pertinenti, compresa MiFID II, mentre DORA può interessare gli intermediari coinvolti. Il potenziale, tuttavia, rimane significativo. La combinazione tra infrastrutture blockchain, smart contract, sistemi di custodia regolamentati e requisiti di resilienza operativa potrebbe favorire la progressiva integrazione della tecnologia distributed ledger nei mercati finanziari tradizionali. In questa prospettiva, l’Europa dispone di un’opportunità importante: posizionarsi come uno dei mercati di riferimento per lo sviluppo di un’infrastruttura finanziaria digitale istituzionale.
Il 2026: dalla regolamentazione alla maturità del mercato
Il 2026 rappresenta un momento particolarmente significativo per l’evoluzione del quadro europeo. DORA è ormai entrato nella fase operativa e gli intermediari devono dimostrare che i propri sistemi di gestione del rischio tecnologico siano effettivamente funzionanti. Per MiCA, invece, il 2026 segna un passaggio importante nella conclusione del regime transitorio. L’articolo 143 del regolamento prevedeva infatti che gli operatori già attivi secondo le normative nazionali potessero continuare a prestare servizi, alle condizioni stabilite, fino al rilascio o al rifiuto dell’autorizzazione e comunque non oltre il 1° luglio 2026. Gli Stati membri potevano inoltre ridurre o non applicare tale periodo. Al 19 ottobre 2026, il termine massimo europeo ordinario è quindi già trascorso.
Questo passaggio contribuisce a delineare un mercato più selettivo, nel quale l’accesso e la permanenza dipendono dal rispetto di requisiti regolamentari definiti. Nel medio periodo, una maggiore selettività potrebbe favorire gli operatori dotati di strutture organizzative solide, capacità finanziarie adeguate e infrastrutture tecnologiche affidabili. Non significa necessariamente che tutti gli operatori più piccoli saranno penalizzati. Significa piuttosto che la capacità di operare secondo standard istituzionali potrebbe diventare un fattore sempre più importante per attrarre capitali, clienti e partnership commerciali. La regolamentazione potrebbe quindi contribuire a una progressiva maturazione del settore, creando condizioni più favorevoli per l’ingresso di banche, asset manager e investitori professionali.
La Svizzera: un’opportunità strategica nel nuovo ecosistema europeo
Il confronto tra DORA e MiCA presenta implicazioni interessanti anche per la Svizzera, uno degli ecosistemi più sviluppati nell’ambito della finanza digitale europea. La Confederazione ha costruito negli anni un ambiente favorevole allo sviluppo delle tecnologie blockchain, grazie a un quadro giuridico relativamente evoluto, alla presenza di istituzioni finanziarie specializzate e alla concentrazione di competenze tecnologiche.
Il modello svizzero, tuttavia, non coincide con quello europeo. DORA e MiCA non si applicano automaticamente alle società svizzere per il solo fatto che operano dalla Confederazione. La loro rilevanza dipende dalle attività svolte, dalla struttura societaria e dall’eventuale presenza di entità autorizzate nell’Unione europea. Un operatore svizzero che intenda prestare servizi regolamentati di crypto-asset nel mercato europeo deve quindi valutare i requisiti di accesso previsti da MiCA. Allo stesso tempo, le società tecnologiche svizzere che forniscono servizi a intermediari europei possono essere coinvolte indirettamente dagli obblighi contrattuali e di gestione del rischio introdotti da DORA.
Questo scenario potrebbe generare opportunità interessanti. Le società svizzere che sviluppano soluzioni di custodia istituzionale, cybersecurity, infrastrutture blockchain e servizi di tokenizzazione possono trovare nuovi spazi commerciali collaborando con operatori europei impegnati nell’adeguamento regolamentare. La convergenza degli standard europei potrebbe inoltre favorire la nascita di partnership transfrontaliere, con la Svizzera in grado di valorizzare le proprie competenze tecnologiche e finanziarie. La sfida sarà riuscire a mantenere la flessibilità e la capacità innovativa del proprio ecosistema, continuando a dialogare con un mercato europeo sempre più strutturato.
Una nuova opportunità per banche, fintech e investitori istituzionali
Uno degli effetti potenzialmente più rilevanti di DORA e MiCA riguarda il rapporto tra industria finanziaria tradizionale e operatori digitali. Per anni, banche e istituzioni finanziarie hanno osservato il settore crypto con un atteggiamento prudente, anche a causa delle incertezze regolamentari e dei rischi operativi. Un quadro normativo più definito potrebbe contribuire a ridurre alcune di queste barriere, rendendo più semplice valutare partnership, investimenti e integrazioni tecnologiche.
Per le banche si aprono prospettive legate alla custodia digitale, ai servizi per gli asset tokenizzati e all’integrazione di strumenti di pagamento basati su blockchain. Per le fintech, la possibilità di operare in un mercato europeo armonizzato potrebbe facilitare la crescita oltre i confini nazionali, favorendo economie di scala. Per gli asset manager e gli investitori istituzionali, la progressiva standardizzazione dei requisiti potrebbe rendere più agevole la valutazione di nuovi strumenti e infrastrutture digitali.
Anche il settore della cybersecurity potrebbe beneficiare di questo processo. La crescente attenzione alla resilienza operativa e alla gestione dei fornitori ICT genera infatti una domanda strutturale di servizi specializzati. Non si tratta di ipotizzare una trasformazione immediata del sistema finanziario, ma di riconoscere che la regolamentazione europea sta contribuendo a costruire le condizioni per una maggiore integrazione tra finanza tradizionale e innovazione digitale.
Quale sarà il nuovo motore della finanza digitale
DORA e MiCA rappresentano molto più di due interventi normativi. Sono il segnale di una trasformazione strutturale nel modo in cui l’Europa intende sviluppare la propria industria finanziaria digitale. MiCA introduce un quadro comune per il mercato dei crypto-asset, contribuendo a creare maggiore certezza giuridica per emittenti, intermediari e investitori. DORA rafforza invece le infrastrutture tecnologiche sulle quali poggia l’intero ecosistema finanziario.
La loro interazione potrebbe diventare uno dei principali fattori abilitanti per la crescita dei servizi finanziari digitali nei prossimi anni. Stablecoin, tokenizzazione, custodia istituzionale e pagamenti basati su blockchain sono soltanto alcune delle aree che potrebbero beneficiare di questa evoluzione. Naturalmente, il successo non è garantito. Saranno determinanti la capacità delle autorità di mantenere un approccio proporzionato, l’effettiva domanda di servizi digitali e la competitività delle imprese europee rispetto agli ecosistemi internazionali.
Tuttavia, la direzione è interessante. L’Europa sta cercando di trasformare la regolamentazione da elemento difensivo a infrastruttura di sviluppo del mercato. Se questo equilibrio verrà mantenuto, DORA e MiCA potrebbero contribuire a rendere il continente un punto di riferimento per la prossima generazione di servizi finanziari. La vera opportunità non consiste semplicemente nel regolamentare il mondo crypto, ma nel creare un ambiente nel quale la tecnologia blockchain possa essere utilizzata su scala istituzionale, con livelli di sicurezza, trasparenza e affidabilità compatibili con le esigenze della finanza moderna.
La prossima fase della rivoluzione finanziaria digitale potrebbe non essere guidata soltanto da chi sviluppa la tecnologia più innovativa, ma da chi riuscirà a integrarla meglio all’interno di un sistema finanziario affidabile. Ed è proprio qui che DORA e MiCA potrebbero fare la differenza.
Fonti:
- Unione europea – Regolamento DORA (UE) 2022/2554. Digital Operational Resilience Act
- Unione europea – Regolamento MiCA (UE) 2023/1114. Markets in Crypto-Assets Regulation
- European Banking Authority (EBA). Digital Operational Resilience Act – attività di vigilanza e implementazione
- European Securities and Markets Authority (ESMA). MiCA – normativa, orientamenti, standard tecnici e registro degli operatori
- European Insurance and Occupational Pensions Authority (EIOPA). Digital Operational Resilience Act
- Commissione europea. Markets in Crypto-Assets Regulation – quadro normativo e atti di implementazione
- Banca centrale europea (BCE). Digital euro e innovazione nei sistemi di pagamento
- FINMA – Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari. Blockchain e fintech: quadro normativo svizzero
- Unione europea – Regolamento (UE) 2022/858. Regime pilota per le infrastrutture di mercato basate sulla tecnologia a registro distribuito (DLT Pilot Regime)
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