#Finsubito news dalla rete – EU4Health 2026, via libera al programma da 680,7 milioni di euro. Tornano i finanziamenti alle associazioni dei pazienti


La Commissione europea ha adottato il programma di lavoro EU4Health per il 2026, mettendo a disposizione 680,7 milioni di euro per sostenere interventi che spaziano dalla preparazione alle emergenze sanitarie alla disponibilità dei farmaci critici, dalla prevenzione delle malattie al rafforzamento dei sistemi sanitari europei. Il documento, pubblicato il 19 ottobre, definisce le priorità e le risorse attraverso le quali l’Unione europea intende proseguire l’attuazione del programma EU4Health 2021-2027. Una decisione attesa anche dalle associazioni dei pazienti, dopo le difficoltà che avevano accompagnato il percorso di approvazione e il confronto sul sostegno economico alla società civile.

Come aveva raccontato Sanità Informazione nell’articolo “EU4Health 2026, manca la maggioranza. L’EPF chiede fondi stabili per le organizzazioni dei pazienti” il 3 agosto scorso, la proposta iniziale non aveva ottenuto la maggioranza necessaria tra gli Stati membri. Al centro delle preoccupazioni espresse dall’European Patients’ Forum (EPF) vi era anche il mancato finanziamento strutturale delle associazioni dei pazienti e delle altre organizzazioni attive nel settore della salute, considerate interlocutori fondamentali nella definizione delle politiche europee.

L’adozione del nuovo programma consente ora di superare quella fase di incertezza, pur lasciando aperta la questione dell’adeguatezza delle risorse riservate al mondo associativo.

Emergenze sanitarie e farmaci critici tra le priorità

Il quadro finanziario delineato dalla Commissione prevede circa 270 milioni di euro in sovvenzioni, 352,5 milioni per appalti, 55,5 milioni per interventi in gestione indiretta e 2,6 milioni per altre spese in gestione diretta. La quota più consistente, pari a circa 429,7 milioni di euro, è destinata alla preparazione e alla risposta alle crisi sanitarie, con un ruolo centrale dell’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA). Gli interventi comprendono il rafforzamento delle capacità di risposta alle minacce transfrontaliere, lo sviluppo di strumenti diagnostici e il sostegno alla disponibilità di contromisure mediche, comprese le capacità produttive necessarie in situazioni di emergenza.

Accanto alla sicurezza sanitaria, il programma dedica attenzione alla continuità delle cure e alla disponibilità dei medicinali. Nell’ambito degli interventi per i sistemi sanitari e il personale, che dispongono complessivamente di circa 111 milioni di euro, sono previsti 40 milioni per i farmaci critici e 13,85 milioni per l’attuazione della normativa europea sulla valutazione delle tecnologie sanitarie, l’Health Technology Assessment (HTA). Quest’ultimo ambito assume rilievo anche per il coinvolgimento dei pazienti nei processi di valutazione: tra le attività previste figura infatti la formazione di pazienti ed esperti clinici per la partecipazione ai lavori congiunti europei.

Un altro capitolo riguarda le Reti europee di riferimento (ERN), che collegano centri di competenza specializzati nella gestione delle malattie rare e complesse. Il programma destina 42,25 milioni di euro a queste reti, sostenendone le attività di coordinamento, gestione e funzionamento. Per i centri clinici italiani che partecipano alle ERN e per le associazioni impegnate nella tutela delle persone con patologie rare, il proseguimento di questi interventi rappresenta un elemento importante nel percorso di collaborazione tra sistemi sanitari e nella condivisione delle competenze specialistiche.

Prevenzione, salute mentale e disabilità

La prevenzione e la promozione della salute costituiscono un ulteriore ambito di intervento, con circa 47,1 milioni di euro complessivi, comprendenti anche le risorse destinate alle Reti europee di riferimento. Tra le iniziative individuate figurano azioni per contrastare le disuguaglianze sanitarie che interessano le persone con disabilità intellettive e dello sviluppo, con particolare attenzione alla salute cardiovascolare, e interventi dedicati alla salute mentale dei bambini e dei giovani. Su quest’ultimo fronte, la Commissione prevede di approfondire gli effetti dei social media sulla salute e sul benessere delle nuove generazioni.

Il programma sostiene inoltre la diffusione del Codice europeo contro il cancro, iniziative per la formazione interdisciplinare in oncologia e interventi nell’ambito della prevenzione e della cura delle malattie cardiovascolari. A queste ultime sono destinati 20 milioni di euro, nel quadro del piano europeo per la salute cardiovascolare, con un approccio multidisciplinare e centrato sul paziente che comprende prevenzione, diagnosi precoce, trattamento e assistenza.

Sanità digitale, risorse per lo Spazio europeo dei dati sanitari

Tra le priorità trova spazio anche la trasformazione digitale della sanità. Sono previsti 46,15 milioni di euro per interventi in questo settore, di cui 44,15 milioni destinati all’attuazione del regolamento sullo Spazio europeo dei dati sanitari, l’European Health Data Space (EHDS). Le azioni riguardano, tra l’altro, la preparazione dei sistemi all’utilizzo secondario dei dati sanitari e lo sviluppo degli strumenti necessari all’applicazione del nuovo quadro normativo. Sono inoltre previste iniziative dedicate all’intelligenza artificiale in sanità, comprese applicazioni nell’assistenza primaria e strumenti per la prevenzione e l’individuazione precoce delle malattie neurodegenerative.

Tornano i finanziamenti alle associazioni dei pazienti

Uno degli aspetti più significativi per il mondo dell’advocacy è il ripristino delle sovvenzioni operative destinate alle organizzazioni della società civile impegnate nella tutela e nella promozione della salute, comprese le associazioni dei pazienti. Il programma EU4Health 2026 prevede uno stanziamento di 1,8 milioni di euro per contributi che sosterranno nel 2027 le attività di queste organizzazioni. Le risorse non sono destinate esclusivamente alla realizzazione di singoli progetti, ma anche al funzionamento delle realtà associative, per consentire loro di svolgere attività continuative di informazione, sensibilizzazione, formazione e partecipazione alle politiche sanitarie europee.

Il ritorno dei contributi arriva dopo la loro eliminazione nel programma 2025 e dopo le richieste avanzate dalle organizzazioni europee dei pazienti. L’European Patients’ Forum ha accolto il ripristino come un passo avanti, sottolineando tuttavia che le risorse restano molto inferiori ai 9 milioni di euro previsti nel 2024. Secondo l’EPF, la disponibilità di finanziamenti stabili è essenziale per consentire alle associazioni di rappresentare le esigenze dei pazienti, partecipare ai processi decisionali e contribuire alla definizione delle politiche sanitarie europee.

Le opportunità per le associazioni e le istituzioni italiane

Per le associazioni dei pazienti italiane e le altre organizzazioni della società civile impegnate nella salute, il programma EU4Health 2026 delinea possibili opportunità di partecipazione alle iniziative europee, sia attraverso i progetti dedicati a prevenzione, salute pubblica e sistemi sanitari, sia attraverso gli strumenti di sostegno al mondo associativo. Le possibilità concrete di accesso dipenderanno dalle caratteristiche dei singoli bandi, dai requisiti di ammissibilità e dalle modalità di partecipazione previste.

Lo stesso vale per le autorità sanitarie, le istituzioni di ricerca, i professionisti e le reti cliniche italiane, che potranno individuare nelle diverse linee di intervento occasioni di collaborazione europea coerenti con le rispettive competenze.

L’adozione del programma rappresenta quindi un passaggio importante per la continuità delle politiche sanitarie dell’Unione, ma non coincide ancora con l’assegnazione dei finanziamenti ai singoli beneficiari. Saranno le successive procedure di attuazione, attraverso bandi, sovvenzioni, appalti e azioni congiunte, a definire concretamente gli interventi finanziati e i soggetti coinvolti.

Per le associazioni dei pazienti, intanto, resta aperto un tema che va oltre il singolo esercizio finanziario: garantire una partecipazione stabile della società civile alla costruzione delle politiche europee per la salute, accompagnata da risorse adeguate a sostenerne il ruolo nel tempo.


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