#Finsubito news dalla rete – Campania bloccata dai Tir, Salvini tratta e Urso promette fondi


Autostrade e porto di Napoli in difficoltà per il caro gasolio. Il governo cerca risorse mentre le imprese temono lo stop dei rifornimenti.

La protesta dei camionisti ferma una parte dei trasporti in Campania e comincia a colpire supermercati, pastifici e attività produttive. I Tir presidiano gli svincoli autostradali e il porto di Napoli. Il governo convoca le categorie, mentre il ministro delle Imprese Adolfo Urso annuncia nuovi sostegni per gli autotrasportatori.

Autostrade bloccate tra Caserta e Avellino

Sull’A1 si formano code fino a otto chilometri tra Caserta Sud e Santa Maria Capua Vetere, in direzione Roma. Sull’A30 viene chiuso temporaneamente il collegamento con l’Autostrada del Sole. Altri presidi interessano l’A16 e gli accessi alla rete viaria tra Frosinone e Avellino.

La mobilitazione dei Tir contro il caro carburanti si estende dalle regioni meridionali verso il Centro. I manifestanti non cercano lo scontro con le forze dell’ordine, ma i blocchi rendono difficile la circolazione delle merci.

A Napoli viene presidiato anche il varco Bausan del porto commerciale. Alcuni trasportatori provano a raggiungere gli imbarchi attraverso via Marina, altri si dirigono verso Pozzuoli. Il traffico cittadino assorbe così parte dei mezzi costretti a cambiare percorso.

Dai Tir fermi agli scaffali senza prodotti

Il problema si sposta rapidamente dalle autostrade ai magazzini. La piattaforma di Carinaro, che rifornisce catene come Sole 365 e Conad, registra forti difficoltà nelle consegne.

Nei supermercati iniziano a scarseggiare frutta, verdura e formaggi. Il fermo dei trasporti penalizza soprattutto i prodotti freschi, che richiedono rifornimenti quotidiani. Ma le difficoltà raggiungono anche i pastifici campani.

Aziende come Garofalo e Rummo devono fare i conti con i ritardi nella consegna di farine e semola. Senza materie prime, diventa più difficile mantenere la produzione e rispettare gli ordini della distribuzione.

Il presidente dell’Unione Industriali Napoli, Vittorio Genna, avverte che la paralisi dei rifornimenti può compromettere i livelli produttivi. I disagi riguardano quindi sia le famiglie sia le aziende.

Salvini incontra gli autotrasportatori

La trattativa si concentra sugli incontri convocati dal ministro Matteo Salvini a Milano. Sono previsti due tavoli: il primo in Prefettura con le principali associazioni dell’autotrasporto, il secondo con le altre rappresentanze della categoria.

Salvini, contattato telefonicamente dal coordinatore campano della Lega Giampiero Zinzi durante un incontro con i manifestanti, invita ad «allentare un po’ i problemi al traffico».

La frase provoca la replica del deputato Pd Stefano Graziano, che accusa il governo di sottovalutare le difficoltà del settore.

Il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante e l’eurodeputato Fulvio Martusciello ricordano le risorse già stanziate: 2,5 miliardi per gli interventi sulle accise e 430 milioni per il credito d’imposta destinato all’autotrasporto.

Il meccanismo di ristoro dei maggiori costi del gasolio rappresenta uno degli strumenti messi a disposizione delle aziende, ma i camionisti chiedono ulteriori aiuti immediati.

Urso annuncia altri interventi

Adolfo Urso conferma che l’esecutivo sta cercando nuove coperture per autotrasportatori, agricoltori e pescatori.

«Stiamo reperendo le risorse per fare altri interventi per gli autotrasportatori, gli agricoltori e i pescatori, oltre quelli già in vigore», spiega il ministro.

Urso collega l’aumento dei prezzi al conflitto nel Golfo Persico. Secondo la sua ricostruzione, il taglio delle accise e il tetto ai prezzi applicato dalle compagnie hanno contenuto gli effetti dei rincari.

Nei distributori che aderiscono agli sconti, sostiene, la benzina si trova sotto i due euro al litro, mentre il gasolio costa circa 2,25 euro. L’obiettivo è prorogare il sistema per il tempo necessario, anche se le imprese giudicano ancora troppo elevati i costi di esercizio.

Per Confesercenti Campania, rappresentata dal presidente Vincenzo Schiavo, sarebbe utile ridurre le accise almeno del 50 per cento. Anche l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, guidata da Eliseo Cuccaro, segue la situazione con attenzione per le possibili ripercussioni sui collegamenti marittimi.

Rc auto, la promessa agli automobilisti del Sud

L’intervista a Urso apre un altro fronte che riguarda da vicino la Campania: quello delle assicurazioni automobilistiche.

Il ministro vuole modificare il sistema che porta molti guidatori napoletani a pagare polizze più care rispetto ad assicurati con caratteristiche analoghe residenti nel Nord Italia.

La riforma dell’Rc auto annunciata da Urso dovrebbe premiare maggiormente gli automobilisti virtuosi. Il progetto interviene sul bonus-malus, sulle classi di merito e sul risarcimento diretto.

Tra i criteri allo studio figurano le infrazioni che comportano la perdita di punti della patente e i dati raccolti dai dispositivi telematici delle auto. Il ministero sta lavorando alla riforma con l’obiettivo di renderla operativa prima della conclusione della legislatura.

Resta intanto il confronto con l’Ivass e il sistema di regolazione dell’Rc auto, chiamati a misurare l’effettiva capacità delle nuove regole di ridurre le disparità tariffarie.

Imprese, incentivi e Zes restano sul tavolo

La crisi dei trasporti arriva mentre il governo prepara la prossima legge di Bilancio. Urso indica tra le priorità gli investimenti, la digitalizzazione delle aziende e il sostegno alle nuove imprese.

Il ministro annuncia l’intenzione di prorogare Transizione 5.0, introdurre incentivi per il cloud e realizzare il Business Wallet, un portafoglio digitale destinato alle aziende.

Quanto al Mezzogiorno, individua nuovi margini di crescita nell’economia del mare, nell’aerospazio, nel turismo, nella farmaceutica e nelle tecnologie digitali e ambientali.

La Zes unica resta uno strumento riservato agli investimenti meridionali. Il governo valuta di estendere alle regioni settentrionali il modello delle autorizzazioni rapide, ma non gli stessi vantaggi finanziari, incompatibili con le regole europee sugli aiuti di Stato.

Intanto, nelle zone industriali della Campania, la priorità è far ripartire i camion. Perché finché i collegamenti restano bloccati, anche le imprese che avrebbero ordini da evadere rischiano di non avere materiali da lavorare o merci da consegnare.




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