A pochi giorni dalla conclusione del Salone Nautico Internazionale di Genova, una nuova indagine conferma come la cantieristica nautica e navale italiana sia uno dei motori più dinamici della manifattura nazionale. L’Area Studi Mediobanca ha analizzato le aziende attive che operano prevalentemente nella costruzione e riparazione di navi e strutture galleggianti per impieghi civili e militari, nonché nella realizzazione di imbarcazioni da diporto e sportive. Nell’analisi rientrano inoltre le imprese impegnate in attività complementari, riconducibili alle opere di completamento, allestimento, verniciatura e finitura delle imbarcazioni. Una impostazione metodologica che consente di analizzare in modo unitario i diversi comparti della nautica e della cantieristica navale, considerandoli come un’unica filiera manifatturiera.
3460 SOCIETÀ DI CAPITALI ATTIVE
Una filiera che al 30 giugno risulta comprendere 3.460 società di capitali attive, secondo le elaborazioni dell’Area Studi Mediobanca su dati Infocamere. Imprese disseminate lungo tutto lo stivale, favorite dalla conformazione geografica del nostro Paese, allungato sul mare con vaste aree costiere: il 35,5% delle è localizzato nel Centro Italia, il 32,4% nel Mezzogiorno e nelle Isole e il restante 32,1% nel Nord. Certo, i cantieri principali si trovano in distretti storici: Toscana, Liguria e Campania, i principali poli territoriali della filiera.
RISULTATI RILEVANTI
I risultati sono rilevanti. In un decennio, dal 2016 al 2025, il fatturato è più che raddoppiato, con un incremento del 115,8%. Il comparto continua a crescere anche in uno scenario internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità. Si stima infatti una ulteriore crescita nell’anno in corso, A sostenere la competitività industriale contribuiscono la capacità di innovazione, la qualità della produzione e una consolidata vocazione all’export.
Il COMPARTO PIÙ DINAMICO DEI MEZZI DI TRASPORTO
Si tratta del comparto più dinamico tra i mezzi di trasporto. La performance è superiore a quella registrata dagli altri principali segmenti della filiera dei mezzi di trasporto, un confronto reso possibile da un’indagine a tutto campo, realizzata sempre dall’Area studi di Mediobanca “Dati Cumulativi di 1700 società industriali italiane”. L’export è indubbiamente il driver più importante della crescita: nel decennio considerato le vendite sui mercati esteri sono aumentate del 122,9%. Ma anche il mercato domestico è particolarmente dinamico, con un incremento di oltre il 100%. Un comparto manifatturiero caratterizzato da elevato contenuto tecnologico e industriale della produzione, caratteristica che consente di creare alto valore aggiunto, che cresce in modo marcato, +134,9%.
ROI E ROE IN MIGLIORAMENTO
Lo stato di salute è confermato anche dal miglioramento della redditività e dell’occupazione. Rispetto al 2016 il ROI e il ROE sono aumentati rispettivamente di 8 e di 7,8 punti percentuali arrivando a valori finali pari al 12,5% e al 10,5%. Nello stesso periodo la forza lavoro è cresciuta del 36,8%, segno di una crescita diffusa, non soltanto del volume d’affari, ma anche dell’efficienza economica e della capacità occupazionale del settore. Un drappello di punta fortemente orientato all’internazionalizzazione e caratterizzato da una rilevante capacità di crescita. Queste aziende di punta hanno chiuso il 2025 con un fatturato aggregato pari a 14,8 miliardi di euro, in aumento del 10,8% sul 2024. La componente estera continua a svolgere un ruolo centrale e rappresenta circa il 65% delle vendite complessive. Anche l’occupazione è cresciuta (+6,9%), confermando il rafforzamento della capacità produttiva.
DAZI USA: LE IMPRESE SI DIFENDONO
Il 55% delle imprese intervistate esporta negli Stati Uniti, confermando la centralità del mercato americano per il settore. Un mercato reso ancor più dinamico dalla normativa che consente sgravi fiscali ai chi decide di affittare in charter per un periodo di tempo nel corso dell’anno la propria imbarcazione. Di fronte ai dazi, le aziende hanno reagito principalmente attraverso strategie di adattamento commerciale, preferite rispetto a interventi più strutturali. La risposta più diffusa consiste nel mantenimento dei prezzi di vendita senza riduzione dei volumi esportati, quadro che ha interessato il 58,8% delle imprese. Il 29,4% dichiara di aver mantenuto invariati i listini subendo tuttavia una contrazione delle quantità esportate, mentre il 23,5% ha avviato strategie di diversificazione verso mercati alternativi a quello statunitense.
I PRINCIPALI PUNTI DI FORZA
La competitività della cantieristica nautica e navale si fonda sempre più su asset immateriali e capacità distintive. Il principale punto di forza riconosciuto dalle imprese è la personalizzazione dell’offerta (82,7% delle rispondenti), seguita dalle competenze del personale (76,9%), dall’innovazione tecnologica e dal valore del brand (entrambi al 75%). La competizione basata esclusivamente sul prezzo risulta invece marginale (1,9%). Non è un caso che, soprattutto nel settore del lusso, ovvero dei superyacht le imprese del Made in Italy guidano la classifica del Global Order Book di Boat International, il principale report annuale che monitora l’industria mondiale dei superyacht. Il brand conta, conta il prodotto ben fatto, elegante nel design oltre che tecnologicamente avanzato. E in questo i Brand italiani non hanno concorrenti. Brand storici, come Azimut-Benetti, numero uno al mondo, Sanlorenzo, Ferretti,i Cantieri del Pardo; ma non mancano brand che hanno scalato le classifiche internazionali, come Tankoa, della famiglia Orsi, con base a Genova. In questo scenario dinamico rinascono anche cantieri caduti in disgrazia. E’ il caso di Next Yacht Group, con cantieri di base a Viareggio e Massa, quest’anno è tornata ai vertici della classifica Global Order Book; lo era già in passato quando faceva parte del Gruppo FIPA, ma poi aveva perso terreno. Ora, il grande rilancio. dopo l’acquisizione da parte di GB Invest Holding. Ma non ci sono solo gli yacht. L’indagine dell’Area Studio di Mediobanca analizza anche il mondo delle grandi imbarcazioni. Fincantieri, con base a Monfalcone (Gorizia) e altri cantieri per l’Italia, è uno dei big mondiali sia per le grandi navi civili che per il settore della difesa. L’Italia è infatti leader mondiale nella costruzione di navi da crociera, e Fincantieri traina il settore. Fincantieri è anche leader globale nella progettazione e costruzione di navi per la difesa, navi da guerra.
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