#Finsubito news dalla rete – Porsche, 9 mila posti in meno e punto di pareggio sotto le 200 mila auto: il piano al 2035 per uscire dalla crisi


di
Edoardo Nastri

Al Capital Markets Day il ceo Michael Leiters presenta «Sportwagenschmiede ’35». Tagli ai costi, uscita da Rimac e Bugatti Rimac. Nel 2028 le 718 elettriche e un nuovo Suv compatto con motori termici e ibridi

Novemila posti di lavoro in meno, un punto di pareggio da portare sotto le 200 mila vetture e una gamma modelli spinta verso l’alto. Porsche prova a uscire dalla crisi con «Sportwagenschmiede ’35», la strategia al 2035 presentata agli investitori nel Capital Markets Day ospitato a Weissach, il centro di ricerca e sviluppo del marchio, a pochi chilometri da Stoccarda. Il principio guida resta quello adottato da quasi tutti i costruttori automobilistici oggi: meno dipendenza dai volumi, più valore per ogni auto venduta. Una risposta alla crisi delle vendite del 2025 che ha visto un calo del 10%, con un rosso in particolare il Cina (-26%). Il nuovo piano proverà a mettere a posto i conti del costruttore tedesco del gruppo Volkswagen: l’anno scorso i ricavi sono scesi da 40,08 a 36,27 miliardi e l’utile operativo è crollato da 5,64 miliardi a 413 milioni.

Manager ridotti del 40% e piano di azionariato dal 2028

«Con Sportwagenschmiede ’35 seguiamo un piano chiaro – spiega l’amministratore delegato Michael Leiters -. La strategia getterà le basi per rendere Porsche, in tre fasi, significativamente più efficiente, produttiva e redditizia. In questo momento la priorità è ridurre i costi e rendere l’azienda più solida dal punto di vista finanziario. Abbiamo già raggiunto alcune tappe importanti». La prima è il «Future Package» concordato con i rappresentanti dei lavoratori e in cui, si legge nel piano, «è prevista una riduzione di 9 mila posti, nel medio periodo le posizioni manageriali caleranno del 40% e l’organico con funzioni dirette e indirette del 25%, con un obiettivo strategico del 30%». Le misure del pacchetto ridurranno di circa il 10% il costo del personale, mentre bonus e premi saranno legati di più al contributo individuale ai risultati. Inoltre, Porsche proporrà agli organi societari un piano di azionariato per i dipendenti a partire dal 2028.




















































Si punta a ricavi fino a 45 miliardi e 15% di margine

«Il miglioramento atteso di redditività e generazione di cassa si basa su un valore più alto per vettura, un mix di prodotto più attraente e una base di costi e di capitale stabilmente più efficiente», spiega il direttore finanziario Jochen Breckner. Nel medio periodo il gruppo conferma l’obiettivo di un margine operativo tra il 10 e il 15%, punta a ricavi tra 41 e 45 miliardi di euro. Mentre nel lungo periodo gli obiettivi salgono al 15% di margine operativo e al 12% di margine di cassa. 

Nuovi modelli anche compatti e non solo elettrici 

Il riassetto passa anche dal ritorno al core business: le auto sportive. Porsche ha ceduto le quote di Rimac e Bugatti Rimac, firmato l’accordo per vendere la società di consulenza MHP e previsto la chiusura delle attività di sviluppo e produzione di Cellforce Group, Porsche eBike Performance e Cetitec. Infine, Porsche Engineering e Porsche Digital confluiranno in Porsche Technologies. «L’obiettivo finale è rafforzare il nostro marchio di auto sportive, unico nel suo genere, in tutte le gamme e con nuovi modelli molto desiderabili nei segmenti a più alto margine», ha aggiunto Leiters. Nel 2028, saranno 718 Boxster e Cayman elettriche a sostenere le vendite, mentre è attesa la presentazione di un Suv compatto con motori termici e ibridi plug-in che si affiancherà alla Macan elettrica. Secondo Porsche questo nuovo modello contribuirà in maniera sensibile a vendite e redditività a partire dal 2029.

Rafforzata la collaborazione con Audi

Seguiranno altri lanci soprattutto nei segmenti D ed E (grandi dimensioni), i più redditizi, dove la quota dei modelli in gamma dovrà crescere di circa il 45%. Fino al 2030 è previsto almeno un nuovo modello all’anno (o una variante di prodotto già esistente). In cantiere ci sono l’architettura per supersportive a motore centrale, nuove versioni della 911 e lo studio di un Suv di segmento D che si posizionerà sopra la Cayenne. Le varianti di modello caleranno di circa il 20%: una mossa per razionalizzare la produzione e aumentare i margini. Il marchio ha smesso inoltre di guardare solo all’elettrico e conferma la nuova strategia a tre motorizzazioni, con investimenti su motori termici, ibridi plug-in e su nuova generazione di batterie, rafforzando la collaborazione con Audi per l’utilizzo delle piattaforme PPE e PPC.

I prezzi aumenteranno e si punta sulle personalizzazioni

Insomma, il nuovo piano industriale punta a un’azienda più snella: i costi di sviluppo dei nuovi modelli caleranno fino al 20% grazie a tempi più brevi e meno complessità, quelli del personale in produzione fino al 30% anche grazie alla costruzione di più vetture sulla stessa linea. Giù anche le spese di vendita e distribuzione (-20%), mentre il programma sui nuovi materiali taglierà di circa il 10% i costi dei progetti rispetto ai piani precedenti. A crescere saranno i prezzi per una maggiore esclusività dei prodotti. Il listino medio dei modelli di punta dovrà salire di circa il 20%, mentre si punta a fare ampi margini grazie a programmi di personalizzazione. «Vogliamo offrire vetture più sportive per ogni segmento e un assetto fortemente orientato al business. Il nostro obiettivo è essere attrattivi per tutti gli stakeholder: clienti, dipendenti, partner e investitori», dice Leiters. Una sfida con l’ambizione di tornare in vetta. 


7 ottobre 2026


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