Come si compila una nota di credito in fattura elettronica? È un nuovo file XML, come una fattura, con tipo documento TD04 (oppure TD08, se rettifichi una fattura semplificata). Ripeti i dati di fornitore e cliente della fattura da ridurre, indichi imponibile e imposta da stornare (o la natura, se non c’è IVA), assegni alla nota un numero e una data propri e riporti nel blocco DatiFattureCollegate il numero e la data della fattura originaria. Gli importi, nel file, si scrivono di norma in positivo: è il tipo documento a dire allo SdI che l’importo si riduce.
Per chi esercita una professione sanitaria c’è una premessa che cambia tutto. Per le prestazioni sanitarie l’XML da trasmettere esiste solo se il cliente è un soggetto con partita IVA: un’azienda, una struttura, un ente. Se la fattura è intestata a un paziente persona fisica non passa dallo SdI, quindi non c’è nessuna TD04 da compilare: la nota di credito è un documento cartaceo o in PDF e la correzione verso il Sistema TS segue le sue regole, con cancellazione o rimborso.
Questa guida si occupa del documento: codici, campi, importi, numero, registrazione e caso sanitario. Se invece parti da una fattura già inviata e non sai ancora se annullarla, correggerla o ritrasmetterla, comincia da come annullare una fattura elettronica già inviata: lì scegli il percorso in base all’esito dello SdI, qui scopri come si scrive la nota quando hai deciso che serve. Per le regole generali sul numero rimandiamo alla guida sulla numerazione delle fatture elettroniche.
I riferimenti sono quelli ufficiali in vigore a ottobre 2026: la guida alla compilazione delle fatture elettroniche dell’Agenzia delle Entrate (versione 1.10), le specifiche tecniche dello SdI 1.9.1 e le specifiche del Sistema Tessera Sanitaria (versione 1.3). Per importi rilevanti o dubbi sul trattamento IVA, l’ultima parola spetta al commercialista.
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Quando serve una nota di credito (e quando no)
La nota di credito è il documento con cui riduci, in tutto o in parte, ciò che hai fatturato. Per l’Agenzia delle Entrate è una nota di variazione in diminuzione ai sensi dell’articolo 26, comma 2, del DPR 633/1972: la emette il fornitore, cioè il cedente o prestatore, nei confronti del cliente, e non si sostituisce con una email o con un accordo a voce.
Per un professionista sanitario che fattura a clienti con partita IVA i casi tipici sono quattro:
- l’operazione viene meno in tutto o in parte, per annullamento, risoluzione, rescissione e simili: per esempio un pacchetto di sedute non fruito;
- uno sconto o un abbuono previsto da contratto e riconosciuto dopo la fattura;
- un errore che ha portato a un importo o a un’imposta superiori al reale;
- un documento duplicato o intestato al cliente sbagliato, da stornare per intero.
Non serve invece quando la fattura è stata scartata dallo SdI (non è emessa: la correggi e la ritrasmetti), quando il problema è solo la consegna al destinatario, con PEC o codice destinatario non aggiornati, o quando hai fatturato troppo poco: in quel caso la variazione è in aumento e si usa la nota di debito TD05. Il percorso di scelta, con le ricevute dello SdI e i termini, è nella guida sull’annullamento di una fattura elettronica inviata.
Nota di credito fattura elettronica: i codici TD04, TD05 e TD08
Il codice che inserisci in TipoDocumento decide che cosa è il documento. Per le variazioni i codici sono pochi e la guida dell’Agenzia li assegna in modo preciso.
Per una fattura ordinaria, anche di importo piccolo, la nota di credito è sempre la TD04. La TD08 appartiene a un altro tracciato, quello della fattura semplificata, e rettifica soltanto una TD07. Lo SdI controlla che la fattura semplificata non superi 400 euro, ma il tetto non si applica alle rettifiche e, dalle specifiche 1.9, nemmeno a chi emette in regime forfettario. Resta un percorso alternativo, da scegliere con il commercialista, non il default di uno studio sanitario.
Una precisazione utile se leggi altre guide: più di una ripete che la TD08 serve a rettificare la sola IVA. Era un esempio contenuto nella versione 1.4 della guida dell’Agenzia, che rinviava a una FAQ del 19 luglio 2019; nelle versioni 1.9 e 1.10 non compare più, e oggi la guida collega la TD08 alle fatture semplificate. Esistono poi casi particolari, come le integrazioni e le autofatture per reverse charge o per acquisti dall’estero (TD16-TD29), in cui la guida chiede di rettificare con lo stesso tipo documento, con importi positivi o negativi a seconda dell’errore, senza usare la TD04: non riguardano la normale fatturazione di uno studio sanitario.
Come compilare una nota di credito elettronica, campo per campo
La nota di credito usa lo stesso tracciato FatturaPA di una fattura ordinaria. Cambiano pochi campi, ma sono quelli che decidono se lo SdI accetta il file e se il cliente lo capisce. I numeri di blocco sono quelli delle specifiche tecniche ufficiali dello SdI, versione 1.9.1 del 31 marzo 2026, utilizzabili dal 15 maggio 2026.
Intestazione: chi la emette e a chi arriva
I dati del cliente sono quelli che compili una volta sola nell’anagrafica: in Appuntoo la scheda azienda raccoglie ragione sociale, partita IVA, codice fiscale, codice destinatario e PEC, cioè esattamente ciò che la nota di credito deve ripetere.
Corpo del documento: che cosa stai stornando
Il campo che collega la nota alla fattura: DatiFattureCollegate
In DatiFattureCollegate scrivi il numero (IdDocumento) e la data (Data) della fattura originaria, gli stessi che compaiono nel suo file o nel suo PDF. Non è un campo di cortesia: permette al cliente di abbinare la nota alla fattura nel suo gestionale e all’Agenzia di leggere il documento come una variazione. Tre regole pratiche:
- un blocco per ogni fattura richiamata: lo schema ammette più occorrenze, quindi una nota può citare più fatture, ma conviene una nota per fattura, anche perché al Sistema TS il rimborso richiama un solo documento originario;
RiferimentoNumeroLineaè facoltativo e indica a quali righe della nota si riferisce il richiamo; se manca, vale per l’intero documento;- la data della fattura collegata non può essere successiva alla data della nota: in quel caso lo SdI scarta il file con il codice 00418.
Se la fattura originaria aveva una serie o un anno nel numero, per esempio 12A-26, riportalo identico a come compare nel suo campo Numero.
Importi nella nota di credito: positivi o negativi?
È la domanda che i gestionali rendono più confusa, perché molti mostrano la nota di credito con il segno meno a video. Nel file XML la regola pratica è questa: gli importi della TD04 si riportano in positivo, e il tipo documento dice allo SdI che la fattura si riduce.
Lo schema tecnico, a onor del vero, non lo impone: il formato degli importi ammette anche un segno meno opzionale. Ma la guida dell’Agenzia parla di importi con segno solo quando si rettifica con lo stesso tipo documento un’integrazione o un’autofattura (TD16-TD29): per ridurre, per esempio, un TD18 si trasmette un nuovo TD18 con imponibile di −20 euro e imposta di −4,4 euro, e in quei casi non si usa la TD04. Per la nota di credito ordinaria il segno lo porta il codice.
Un meno davanti a un documento che è già una riduzione è un’ambiguità inutile: chi la riceve e chi la registra potrebbero leggerlo in modo opposto. Se il tuo programma mostra importi negativi, controlla cosa scrive nel file prima di trasmettere. Lo stesso criterio vale al Sistema TS, dove nelle specifiche l’importo di un rimborso deve assumere sempre valori positivi.
Esempio compilato: una nota di credito parziale, con l’XML
Una fisioterapista in regime forfettario ha fatturato a un’azienda dieci sedute di trattamento per i dipendenti, 60 euro l’una. La fattura n. 18 del 2 settembre 2026 è già stata consegnata. A fine mese risulta che una seduta non è stata fruita: serve una nota di credito parziale di 60 euro.
La fattura vale 602 euro: 600 di prestazioni più 2 di bollo, dovuto perché l’operazione è senza IVA e supera 77,47 euro. La nota storna una sola seduta, 60 euro, sotto la soglia del bollo, quindi senza un nuovo bollo. Ecco l’estratto del file, con i soli blocchi del corpo e i dati anagrafici dell’intestazione omessi:
<DatiGenerali>
<DatiGeneraliDocumento>
<TipoDocumento>TD04</TipoDocumento>
<Divisa>EUR</Divisa>
<Data>2026-09-30</Data>
<Numero>NC 2/2026</Numero>
<ImportoTotaleDocumento>60.00</ImportoTotaleDocumento>
<Causale>Storno parziale fattura n. 18 del 02/09/2026:</Causale>
<Causale>una seduta non fruita.</Causale>
</DatiGeneraliDocumento>
<DatiFattureCollegate>
<IdDocumento>18</IdDocumento>
<Data>2026-09-02</Data>
</DatiFattureCollegate>
</DatiGenerali>
<DatiBeniServizi>
<DettaglioLinee>
<NumeroLinea>1</NumeroLinea>
<Descrizione>Seduta di trattamento non fruita</Descrizione>
<Quantita>1.00</Quantita>
<PrezzoUnitario>60.00</PrezzoUnitario>
<PrezzoTotale>60.00</PrezzoTotale>
<AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA>
<Natura>N2.2</Natura>
</DettaglioLinee>
<DatiRiepilogo>
<AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA>
<Natura>N2.2</Natura>
<ImponibileImporto>60.00</ImponibileImporto>
<Imposta>0.00</Imposta>
<RiferimentoNormativo>Regime forfettario L. 190/2014</RiferimentoNormativo>
</DatiRiepilogo>
</DatiBeniServizi>
Come leggerlo, riga per riga:
TipoDocumentoTD04 eNumeroNC 2/2026: è una nota di credito con un numero proprio, in una serie dedicata;Data2026-09-30 è posteriore alla data della fattura collegata, 2026-09-02: il contrario farebbe scartare il file;DatiFattureCollegaterichiama la fattura n. 18 con la sua data, scritta come compare nella fattura originaria;- gli importi sono positivi, 60.00: la riduzione la dice il tipo documento;
AliquotaIVA0.00 imponeNaturaN2.2, e ilRiferimentoNormativoindica il regime;ImportoTotaleDocumento60.00 è imponibile più imposta, qui pari a zero.
La struttura è identica per le altre situazioni: cambia solo il riepilogo. Il regime fiscale del fornitore, per esempio RF19 per il forfettario, sta nell’anagrafica del cedente e resta quello della fattura.
Natura, regime e testo fiscale della nota devono ripetere quelli della fattura che rettifichi. Se negli ultimi mesi sono cambiati regime o valori predefiniti, controlla che la nota riprenda quelli della fattura originaria e non quelli attuali: in Appuntoo regime fiscale, aliquota e natura predefinite, cassa e testo fiscale si impostano una volta nel Profilo studio e si applicano alle nuove fatture. Per capire quando si applica l’esenzione, la guida all’IVA sulle prestazioni sanitarie chiarisce l’articolo 10, n. 18, e le nature da usare.
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Numero e data: come numerare la nota di credito
Una nota di credito è un documento a sé: ha un numero e una data propri, mai quelli della fattura che rettifica. La norma chiede un numero progressivo che identifichi il documento in modo univoco (articolo 21, comma 2, lettera b, del DPR 633/1972); i formati ammessi sono spiegati nella guida sulla numerazione delle fatture elettroniche. Per la nota di credito restano tre scelte pratiche:
- serie separata, per esempio NC 1/2026, NC 2/2026: è la più leggibile, perché fatture e note non si mescolano;
- stessa sequenza delle fatture: la nota prende il numero successivo all’ultimo documento emesso;
- numero uguale a quello di una fattura: lo SdI lo tollera, perché il controllo di duplicazione (codici 00404 e 00409) considera cedente, anno, numero e tipo documento e ammette una TD04 con lo stesso numero di una fattura. È una tolleranza tecnica, non una scorciatoia: senza l’indicazione del tipo, la fattura 3 e la nota 3 si confondono in un estratto conto.
Qualunque modello scegli, decidilo una volta e mettilo per iscritto: serie diverse non tracciate sono una delle cause più frequenti di disallineamento con i registri. Nel file il campo Numero accetta fino a 20 caratteri e almeno una cifra; senza cifre il file viene scartato (00425).
Sulla data la regola è semplice: è la data in cui emetti la nota. Non può essere antecedente a quella della fattura collegata (00418) e non può essere successiva al giorno in cui lo SdI riceve il file (00403). Se correggi a distanza di settimane, la data resta quella reale di emissione: non retrodatare la nota per farla coincidere con il mese della fattura.
Anche il Sistema TS guarda il numero: il rimborso di una spesa sanitaria richiama la fattura originaria con partita IVA, data di emissione e numero, e porta con sé il documento rettificativo con il suo numero e la sua data. Per questo, nei casi sanitari, un numero chiaro vale due volte.
Come si trasmette la nota di credito e cosa controlla lo SdI
La TD04 si trasmette come una fattura: allo SdI, tramite il tuo software, un intermediario come il commercialista o gli strumenti gratuiti dell’Agenzia (procedura web su Fatture e Corrispettivi, software da installare e app FatturAE), dove tra i campi obbligatori c’è proprio il tipo documento. Poi arriva una ricevuta: consegna, impossibilità di recapito oppure scarto. Come leggerle e che cosa fare in ciascun caso è nella guida sull’annullamento della fattura elettronica.
Prima della trasmissione conviene conoscere i controlli che scartano più spesso una nota di credito. Sono quelli dell’Appendice 1 delle specifiche tecniche:
Registrazione della nota di credito: dove e quando
La nota di credito non finisce nell’archivio e basta: va annotata. La guida dell’Agenzia è netta sul criterio: chi la emette la annota nel registro delle fatture emesse nel mese in cui è stata effettuata l’operazione, e il cliente la annota nel registro degli acquisti nel mese in cui l’ha ricevuta. Nel registro la nota è una rettifica in diminuzione (la versione 1.9 della guida lo precisava con la formula «segno negativo»), e la stessa guida avverte che compilare bene il tipo documento serve anche a far annotare correttamente la nota nelle bozze dei registri IVA precompilati.
Poi c’è la liquidazione. Se la nota riguarda un’operazione con IVA, l’imposta stornata riduce l’IVA a debito del periodo in cui la registri. La circolare 20/E del 2021 precisa che, se la nota è emessa entro il termine della dichiarazione annuale IVA relativa all’anno in cui si verificano i presupposti della variazione, l’imposta confluisce nella liquidazione periodica o, al più tardi, nella dichiarazione annuale. Resta il limite di un anno dall’operazione per le variazioni dovute a un accordo sopravvenuto tra le parti e per la correzione di errori che avevano portato a corrispettivi o imposta superiori al reale (articolo 26, comma 3). Gli esempi numerici, con la scrittura in partita doppia, sono nella sezione sullo storno della guida che spiega come annullare e stornare una fattura elettronica.
Se la prestazione è esente o sei in regime forfettario non c’è IVA da recuperare, ma il documento resta: numerato, collegato alla fattura e conservato insieme a lei. L’effetto sul reddito dipende dal momento in cui incassi e restituisci la somma, secondo il principio di cassa; anche questo punto è sviluppato nella guida sullo storno e, per il quadro del forfettario, in quella sulla fattura elettronica per i forfettari sanitari.
Due precisazioni finali. Dal 1° gennaio 2027 gli articoli 21 e 26 del DPR 633/1972 sono abrogati e le regole confluiscono nel nuovo testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026), che riordina la materia senza cambiare il quadro: da quella data i riferimenti normativi vanno citati dal nuovo testo. Poi c’è il bollo. L’articolo 13 della Tariffa allegata al DPR 642/1972 riguarda «fatture, note, conti e simili documenti, recanti addebitamenti o accreditamenti» ed esclude l’imposta quando la somma non supera 77,47 euro. Per questo, quando la nota di credito non ha IVA e supera quella soglia, di regola sconta i 2 euro, come spiega la guida sul bollo nelle fatture sanitarie. Nel file l’assolvimento si annota con BolloVirtuale valorizzato a SI nel blocco DatiBollo, come indica la guida dell’Agenzia sul bollo. Se stai stornando una fattura che il bollo lo aveva già assolto, come trattarlo va chiarito con il commercialista.
Il caso sanitario: cliente con partita IVA o paziente persona fisica
Per chi esercita una professione sanitaria la domanda decisiva è una sola: a chi è intestata la fattura da rettificare? Da qui dipende se esiste un XML da compilare.
Cliente con partita IVA: si usa la TD04 via SdI
Le fatture verso soggetti con partita IVA, come aziende, strutture, enti e assicurazioni, sono elettroniche e passano dallo SdI. Le FAQ dell’Agenzia sulle prestazioni sanitarie precisano che nel B2B la fattura non deve contenere dati identificativi del paziente. Lo stesso vale per la nota di credito, e tutto ciò che hai letto in questa guida si applica così com’è. È il caso di chi collabora con poliambulatori e centri medici o fattura a enti e aziende.
In più, attenzione alla causale. Scrivi solo ciò che serve a identificare il documento stornato, cioè numero, data e un motivo generico come «seduta non fruita», e nessun dato sulla salute di singole persone: è la logica di minimizzazione del regolamento europeo sulla privacy, perché il file passa dallo SdI e dal canale del cliente.
Le fatture intestate ad aziende non rientrano nella comunicazione al Sistema TS, che serve alla dichiarazione precompilata delle persone fisiche. In Appuntoo, per esempio, una fattura a un’azienda compare con lo stato «Non inviabile» nella colonna Sistema TS.
Paziente persona fisica: niente SdI, niente TD04
La fattura a un paziente persona fisica non può passare dallo SdI: l’Agenzia lo ribadisce anche per chi non è tenuto all’invio al Sistema TS e anche quando il paziente si oppone alla trasmissione dei dati, e il divieto è stato reso strutturale dal D.Lgs. 81/2025. Il quadro completo è nella guida alla fatturazione elettronica sanitaria e al divieto SdI. Non esiste quindi una TD04 da compilare: la fattura è cartacea o in PDF e la nota di credito segue lo stesso canale.
Un punto di partenza utile: l’articolo 21 del DPR 633/1972 considera la fattura emessa quando è consegnata, spedita, trasmessa o messa a disposizione del cliente. Se non hai ancora consegnato né inviato per email la fattura al paziente, non è ancora emessa e puoi correggerla. Se l’hai già consegnata, serve un documento rettificativo: la tua nota di credito.
Per questo documento non esiste un modello ufficiale. Gli elementi che lo rendono riconducibile alla fattura sono quelli della tabella qui sotto, gli stessi della fattura medica e dei suoi dati obbligatori che stai rettificando; concordane il formato con il commercialista.
Sistema TS: cancellazione, variazione o rimborso
Il Sistema TS è un flusso separato dal documento fiscale. Le specifiche tecniche dell’invio dei dati di spesa sanitaria, versione 1.3, descrivono quattro operazioni su un documento: inserimento, variazione (modifica dei suoi attributi), cancellazione e rimborso, cioè l’inserimento di un documento che rettifichi gli importi di uno già inviato, per esempio una nota di credito.
Una regola vale per tutte: al Sistema TS gli importi sono sempre positivi, anche nel rimborso, che richiama il documento originario con partita IVA, data di emissione e numero e porta con sé il documento rettificativo. Le specifiche precisano che la gestione del documento è disponibile anche come applicazione web sul portale del Sistema TS, con le stesse regole: se il tuo gestionale non copre variazione e rimborso, è lì che trovi le operazioni mancanti, con le credenziali spiegate nella guida alle credenziali del Sistema TS.
Quale operazione scegliere dipende dal caso: se l’intero documento non andava comunicato basta la cancellazione, se hai restituito una somma già comunicata il rimborso è lo strumento pensato per quello. La scelta va concordata con il commercialista. Per il confronto in tre righe tra nota di credito, cancellazione TS e rimborso, vedi la guida su annullamento e storno di una fattura elettronica; per il processo di invio, quella su come inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria.
Gli errori più comuni nella compilazione
- Usare TD01 con importi negativi al posto della TD04: il documento sembra una fattura e non una variazione.
- Lasciare vuoto
DatiFattureCollegate: la nota non è collegata a nulla e il cliente non sa che cosa stai rettificando. - Riusare il numero o la data della fattura: la nota ha identità propria, e la data non può essere anteriore a quella della fattura collegata.
- Cambiare il cliente o i suoi identificativi: la nota riguarda lo stesso cessionario della fattura, con partita IVA e codice fiscale presi dall’originale.
- Cambiare natura o aliquota senza un motivo: salvo errore da correggere, la nota ripete il trattamento fiscale della fattura.
- Stornare più di quanto fatturato: la nota può ridurre al massimo l’importo della fattura originaria.
- Scrivere dati sanitari nella causale di una nota destinata a un’azienda: bastano numero, data e un motivo generico.
- Inviare una TD04 allo SdI per un paziente persona fisica: il divieto vale anche per le note, che seguono il canale della fattura.
- Eliminare la fattura dal gestionale dopo averla consegnata invece di emettere la nota: il documento fiscale resta valido, e il numero rischia di tornare libero.
- Usare la TD08 per una fattura ordinaria: la TD08 rettifica solo una fattura semplificata TD07.
Checklist prima di trasmettere una nota di credito
Se vuoi un secondo controllo sugli errori più frequenti dell’intera fatturazione sanitaria, la lista dei 12 errori da evitare nella fatturazione elettronica è pensata per questo.
Come Appuntoo ti aiuta con fatture, Sistema TS e correzioni
Una nota di credito è semplice quando la fattura da correggere è in ordine. È su questo che Appuntoo lavora, e conviene dire subito dove lavora e dove no.
Cosa fa. Con la fatturazione di Appuntoo crei la fattura dalla scheda del paziente, dalla lista fatture (anche intestata a un’azienda) o direttamente dall’appuntamento in agenda. Numero e anno sono proposti, puoi tenere più numerazioni con progressivi annuali indipendenti, per ogni riga scegli aliquota IVA e natura e per la fattura la cassa previdenziale; l’imposta di bollo scatta da sola sopra 77,47 euro e puoi escluderla. Il campo Note fattura diventa la causale nell’XML. Per i clienti con partita IVA l’anagrafica aziende conserva codice destinatario e PEC.
Per il Sistema TS l’invio parte con un clic dalla lista fatture: ogni fattura mostra lo stato (Non inviata, Inviata, Cancellata), lo storico conserva protocollo, esito e messaggi, e dopo l’invio la fattura è protetta da modifica ed eliminazione, per non disallineare i dati. Se devi correggerla, «Cancella da TS» e una conferma la rendono di nuovo modificabile e reinviabile. L’invio al Sistema TS è gratuito e illimitato in tutti i piani, anche nel Free. Il passo passo è nella guida alla fatturazione.
Per il commercialista c’è «Esporta XML», un file per fattura in un unico ZIP, con filtri per paziente e per date, e «Esporta Excel»: è il modo più rapido per consegnargli i dati su cui emettere la nota di credito.
Dove si ferma. Appuntoo non emette note di credito né note di debito: l’XML che esporta è sempre una fattura di tipo TD01 e non c’è un documento «nota di credito» da generare. Non trasmette allo SdI, non gestisce la variazione né il rimborso al Sistema TS (solo invio e cancellazione), non tiene registri IVA, non gestisce la ritenuta d’acconto e non è un sistema di conservazione a norma. Nell’XML esportato il bollo è una riga «BOLLO» e non il blocco DatiBollo: ricordalo al commercialista che trasmette il file.
In pratica: per una TD04 usi lo strumento del commercialista o quelli gratuiti dell’Agenzia, per un paziente prepari il documento rettificativo concordato con lui, e usi Appuntoo per tenere insieme fattura originaria, incasso, protocollo del Sistema TS e storico. Se emetti la nota con un altro strumento, puoi caricarne il PDF tra gli allegati della scheda paziente, la stessa in cui trovi le sue fatture: serve ad averlo a portata di mano, non è una conservazione a norma. Le statistiche calcolano il fatturato dalle fatture emesse in Appuntoo: una nota di credito emessa altrove non lo riduce, e ne devi tenere conto quando confronti i numeri.
Il Free parte da 0 € con fino a 30 pazienti, fatturazione e Sistema TS inclusi; i piani a pagamento eliminano il limite di pazienti e aggiungono promemoria WhatsApp, import dei dati e Google Calendar. Professionista (34,99 € al mese più IVA) e Studio (79,99 € al mese più IVA, con collaboratori) hanno 14 giorni di prova senza carta di credito: tutti i dettagli sono nella pagina piani e prezzi di Appuntoo. Nello Studio ruoli e permessi decidono chi lavora sulle fatture (Proprietario, Amministratore e Segreteria), come descrive la gestione dei collaboratori. Le pagine dedicate a fisioterapisti e psicologi mostrano come funziona Appuntoo in uno studio come il tuo; lo stesso fanno quelle per dentisti e medici specialisti.
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Domande frequenti
Che cos’è una nota di credito elettronica e quale codice si usa?
È la fattura elettronica con cui il fornitore riduce o azzera, in tutto o in parte, una fattura già emessa. Per una fattura ordinaria si usa il tipo documento TD04; la TD08 è la nota di credito semplificata e rettifica soltanto una fattura semplificata TD07, che ha un tracciato diverso. La nota richiama la fattura originaria in DatiFattureCollegate, riporta gli importi da stornare e si trasmette allo SdI come una fattura; per la variazione in aumento i codici sono TD05 e TD09. Vale solo per i clienti con partita IVA: al paziente persona fisica la nota di credito si consegna in forma cartacea o PDF.
Gli importi di una nota di credito vanno in negativo?
No, di norma vanno in positivo. È il tipo documento TD04 a indicare che si tratta di una riduzione. Lo schema ammette tecnicamente anche il segno meno, ma la guida dell’Agenzia parla di importi con segno solo per rettificare con lo stesso tipo documento le integrazioni e le autofatture (TD16-TD29), non per la nota di credito. Al Sistema TS gli importi, anche nei rimborsi, sono sempre positivi.
Che cosa si scrive in DatiFattureCollegate?
Il numero (IdDocumento) e la data (Data) della fattura originaria, identici a come compaiono nel suo file. Il blocco si ripete se la nota richiama più fatture, e RiferimentoNumeroLinea indica le righe a cui si riferisce il richiamo. La data della fattura collegata non può essere successiva a quella della nota, altrimenti lo SdI scarta il file con il codice 00418.
La nota di credito ha una numerazione separata dalle fatture?
Puoi scegliere: serie separata (per esempio NC 1/2026), stessa sequenza delle fatture o, tecnicamente, anche lo stesso numero di una fattura, perché il controllo di duplicazione dello SdI considera anche il tipo documento. Resta la regola dell’articolo 21: il numero deve identificare il documento in modo univoco. Vedi la guida alla numerazione per le regole generali.
Posso emettere una nota di credito via SdI per un paziente persona fisica?
No. Le fatture per prestazioni sanitarie a persone fisiche non passano dallo SdI, nemmeno se il paziente si oppone alla trasmissione dei dati al Sistema TS, e lo stesso vale per la nota di credito: è un documento cartaceo o in PDF che richiama la fattura rettificata. Il Sistema TS si aggiorna con le sue operazioni di cancellazione o rimborso.
Come si comunica una nota di credito al Sistema TS?
Con l’operazione di rimborso: le specifiche la definiscono come l’inserimento di un documento che rettifica gli importi di uno già inviato, per esempio una nota di credito. Richiama il documento originario (partita IVA, data di emissione e numero) e porta con sé il documento rettificativo, con importi positivi. Se l’intero documento non andava comunicato, si usa la cancellazione. Appuntoo gestisce invio e cancellazione.
Come si registra una nota di credito e serve la marca da bollo?
Chi la emette la annota nel registro delle fatture emesse nel mese in cui è stata effettuata l’operazione; il cliente soggetto IVA la annota nel registro degli acquisti nel mese in cui la riceve. Se c’è IVA, riduce l’imposta a debito del periodo di registrazione, con il limite di un anno per gli accordi sopravvenuti e per gli errori di fatturazione. Il bollo da 2 euro, di regola, si applica quando la nota non ha IVA e supera 77,47 euro, perché l’articolo 13 della Tariffa del DPR 642/1972 riguarda anche le «note» che recano accreditamenti; nel file si annota con BolloVirtuale a SI. Se stai stornando una fattura che il bollo lo aveva già assolto, chiedi al commercialista come trattarlo.
Appuntoo emette note di credito?
No. L’XML che Appuntoo esporta è sempre una fattura TD01: non genera TD04 né TD08, non trasmette allo SdI e al Sistema TS gestisce invio e cancellazione, non variazione e rimborso. Appuntoo tiene in ordine la fattura originaria, lo stato di pagamento, il protocollo del Sistema TS (gratuito e illimitato in tutti i piani, anche nel Free) e l’esportazione XML ed Excel per il commercialista che emette la nota.
Conclusione
Una nota di credito ben fatta è un documento nuovo e riconoscibile: tipo TD04, numero e data propri, i dati della fattura originaria in DatiFattureCollegate, importi in positivo e un riepilogo che quadra. Per i clienti con partita IVA la trasmetti allo SdI; per un paziente persona fisica resta un documento fuori dallo SdI, e con il Sistema TS ti serve la cancellazione o il rimborso giusti.
Se il problema di partenza è una fattura già inviata, rileggi come annullare una fattura elettronica per scegliere il percorso; se il tuo studio ha già fatture, clienti e invii al Sistema TS in ordine, correggere diventa molto più semplice.
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