Di seguito le riflessioni di Giuseppe Carlucci (Logistics manager di Strammiello Trasporti srl associata Confindustria) emerse a margine del convegno organizzato nel pomeriggio da Confindustria Basilicata all’Unahotel Mh al borgo Venusio di Matera sullo sviluppo infrastrutturale del Mezzogiorno.
Il focus dell’intervento riguarda le riforme strutturali non più rimandabili per il territorio lucano e materano. In particolare, viene dato ampio risalto alla firma del protocollo d’intesa per l’interporto di Ferrandina, inteso come nuova e cruciale opportunità intermodale per la Basilicata, insieme ai nodi storici del raddoppio della SS7 Matera-Ferrandina, della trasversale Murgia-Pollino e dei collegamenti verso Gioia del Colle e il Porto di Taranto. Si tratta di interventi decisivi per consentire alle imprese di produzione e di trasporto di integrarsi stabilmente nei grandi flussi economici del Mediterraneo.
Isolamento infrastrutturale e sfide globali: la Basilicata alla prova del nuovo baricentro mediterraneo L’analisi di Giuseppe Carlucci, Logistics Manager di Strammiello Trasporti, sulle riforme strutturali urgenti per inserire i distretti produttivi lucani e materani nei grandi flussi del commercio internazionale e abbattere tempi e costi per le imprese.
La competitività di un territorio non si misura più soltanto sulla qualità intrinseca delle sue produzioni o sulla capacità d’innovazione delle sue imprese. Oggi, nell’era delle catene di fornitura globali e della digitalizzazione dei mercati, il vero fattore discriminante è la connettività. Produrre eccellenza è vano se quell’eccellenza resta bloccata in un imbuto logistico che ne raddoppia i tempi di transito e ne gonfia i costi di trasporto. È questo il cuore della riflessione emersa a margine del recente dibattito sullo sviluppo infrastrutturale del Mezzogiorno: una fotografia nitida che impone una scelta di campo non più rimandabile per la Basilicata. Oggi la sfida strategica che abbiamo davanti non è semplicemente “collegare” la Basilicata alle regioni limitrofe, bensì integrarla stabilmente nei grandi flussi economici e logistici del Mediterraneo. II Mare Nostrum sta vivendo una storica centralità, tornando a essere il vero baricentro degli scambi tra Oriente ed Europa. In questo scenario, il Sud Italia ha l’opportunità di smettere di essere la “periferia d’Europa” per diventare la sua principale porta d’ingresso per l’import e l’export. Ma per far si che questo disegno si realizzi, la Basilicata deve saper giocare il ruolo che la geografia le ha assegnato: quello di cerniera naturale e logistica tra le regioni del Mezzogiorno. Tuttavia, la posizione geografica da sola non basta più. Senza un sistema infrastrutturale moderno e intermodale, capace di agganciare le aree industriali lucane alle grandi arterie stradali e ferroviarie continentali, la regione rischia una marginalizzazione economica irreversibile. L’isolamento si traduce in una vera e propria “tassa invisibile”, un sovraccosto logistico pesante che grava sulle spalle delle aziende che vogliono investire, crescere ed esportare. Per spezzare questo isolamento e permettere alle merci del territorio di viaggiare ad armi pari sui mercati internazionali, il mondo della logistica e dei trasporti individua quattro nodi strutturali prioritari e urgenti, attorno ai quali pianificare i cantieri reali:
1 Il raddoppio e la messa in sicurezza della SS7 Appia nel tratto Matera-Ferrandina: un’arteria vitale ma drammaticamente satura, che necessita urgentemente di una trasformazione a quattro corsie per unire in modo sicuro ed efficiente la città del design e dell’innovazione con le aree industriali della Val Basento e con lo snodo ferroviario nazionale.
2 -I completamento del corridoio Matera-Gioia del Colle: l’asse stradale prioritario e fondamentale per consentire alla provincia materana di agganciarsi direttamente alla direttrice dell’autostrada A14 Adriatica, aprendo una corsia preferenziale per le merci dirette verso i mercati del Nord Italia e dell’Europa.
3. L’efficientamento del collegamento stradale Matera-Taranto: la via preferenziale e geograficamente naturale per garantire alle imprese lucane un accesso rapido alle banchine del Porto di Taranto e ai vantaggi doganali della sua Zona Economica Speciale (ZES), lo scalo marittimo di riferimento per l’import/export della regione.
4. II potenziamento della trasversale interna Murgia-Pollino: l’infrastruttura di collegamento Nord-Sud indispensabile per rompere lo storico isolamento delle aree interne della regione, creando un corridoio fluido capace di connettere i distretti agricoli e industriali lucani direttamente con la Calabria e l’autostrada A2 del Mediterraneo. La logistica e l’autotrasporto non possono più essere considerati come meri servizi di movimentazione merci, ma vanno riconosciuti come la vera e propria spina dorsale dello sviluppo industriale e occupazionale di un territorio. Come operatori sul campo, che ogni giorno coordinano flotte e flussi complessi affrontando le inefficienze della rete, avvertiamo l’urgenza di superare la stagione delle pianificazioni teoriche e dei tavoli programmatici.
5. La firma del protocollo d’intesa per l’interporto di Ferrandina non è solo un atto formale, ma rappresenta la pietra miliare di una nuova visione logistica per la Basilicata», sottolinea Giuseppe Carlucci. «Come operatori sul campo, vediamo nel nuovo polo logistico di Ferrandina l’opportunità concreta di creare un vero e proprio “retroporto terrestre” e un hub intermodale d’eccellenza. Questa infrastruttura permetterà finalmente alle nostre merci di passare in modo fluido dalla gomma al ferro, abbattendo i tempi di transito e riducendo l’impatto economico e ambientale dei trasporti. Ferrandina può e deve diventare il baricentro logistico della Val Basento, capace di attrarre nuovi investimenti industrialí e di connettere direttamente le nostre imprese d’eccellenza ai grandi corridoi europei e ai flussi commerciali del Mediterraneo».
Le nostre imprese possiedono il coraggio, il capitale e la visione per competere a livello globale. Chiediamo però che l’ecosistema pubblico e infrastrutturale faccia la sua parte, non solo posando asfalto e binari, ma investendo nella digitalizzazione dei sistemi per abbattere i colli di bottiglia amministrativi e doganali. Collegare e integrare la Basilicata significa dare ossigeno e competitività a tutto il tessuto produttivo del Mezzogiorno, trasformando le carenze storiche di ieri nelle grandi piattaforme logistiche di domani.
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