#Finsubito news dalla rete – Vendere criptovalute come società: guida contabile e fiscale


PUNTI CHIAVE

  1. L’aggiornamento FASB degli standard contabili 2023-08 (Accounting Standards Update) ora richiede alle società di misurare le proprie disponibilità in criptovalute al fair value in ogni periodo di rendicontazione, con utili e perdite riconosciuti direttamente nel conto economico.
  2. L’IRS classifica tutte le valute virtuali come proprietà, il che significa che ogni vendita, scambio o swap di token da parte di una società genera un evento imponibile da dichiarare nel modulo annuale Form 1120.
  3. Strategy deteneva 528.185 Bitcoin per un valore di 43,5 miliardi di dollari al termine del primo trimestre contabilizzato al fair value, chiuso a marzo 2025, e ha registrato un adeguamento cumulativo di 12,7 miliardi di dollari agli utili non distribuiti dopo l’adozione del nuovo standard.
  4. Un sondaggio Deloitte condotto nel luglio 2025 ha rilevato che il 99% dei CFO intervistati si aspetta che le criptovalute diventino parte integrante delle proprie operazioni aziendali.
  5. La SEC ha revocato lo Staff Accounting Bulletin 121 nel gennaio 2025 emanando il SAB 122, eliminando il trattamento penalizzante in bilancio che in precedenza scoraggiava le banche dall’offrire servizi di custodia di criptovalute ai clienti.

Le tesorerie aziendali che detengono Bitcoin e altri asset digitali devono ora affrontare un panorama contabile radicalmente diverso. Il Financial Accounting Standards Board (FASB) ha adottato l’ASU 2023-08 alla fine del 2023, imponendo la misurazione al fair value degli asset in criptovalute a partire dagli esercizi fiscali che iniziano dopo il 15 dicembre 2024.

Questo cambiamento ha sostituito il vecchio modello basato esclusivamente sulla svalutazione (impairment-only), che imponeva rettifiche al ribasso ma impediva le rivalutazioni al rialzo delle disponibilità apprezzate. I CFO devono ora gestire la volatilità trimestrale legata alla valutazione mark-to-market, i complessi obblighi di dichiarazione presso l’IRS e le linee guida in evoluzione della SEC sulla custodia di criptovalute.

Questo articolo analizza il trattamento contabile, le regole fiscali e gli sviluppi regolamentari che riguardano le vendite di criptovalute da parte delle società.

La contabilizzazione al fair value secondo il FASB previsto dall’ASU 2023-08

L’aggiornamento degli standard contabili FASB 2023-08, codificato nell’ASC 350-60, ha modificato il modo in cui le società contabilizzano gli asset in criptovalute nei propri bilanci. Secondo le regole precedenti, le criptovalute erano classificate come asset immateriali a vita utile indefinita, iscritti al costo storico al netto delle eventuali perdite da impairment riconosciute.

Il vecchio modello generava una distorsione permanente al ribasso, poiché le società potevano svalutare il valore solo quando i prezzi scendevano sotto il costo di acquisto, senza poter mai rivalutarlo, nemmeno quando i prezzi recuperavano significativamente rispetto ai livelli di acquisto originari. Il nuovo standard impone la misurazione al fair value in ogni periodo di rendicontazione, con utili e perdite riconosciuti entrambi nel conto economico.

Gli asset coperti devono soddisfare cinque criteri specifici previsti dalle regole aggiornate. Devono essere asset immateriali secondo i principi contabili statunitensi (GAAP), risiedere su una blockchain, utilizzare la sicurezza crittografica ed essere fungibili. L’entità che redige il bilancio non deve aver creato essa stessa il token. Questo ambito comprende Bitcoin ed Ethereum, ma esclude i token non fungibili (NFT), le stablecoin e i token wrapped.

Le società devono presentare gli asset in criptovalute separatamente dagli altri asset immateriali nello stato patrimoniale. Le variazioni nel conto economico devono comparire in una voce distinta. L’informativa annuale richiede ora l’indicazione del nome, del costo di acquisto, del fair value e del numero di unità per tutte le disponibilità significative in criptovalute.

Obblighi fiscali quando le società vendono criptovalute

L’Internal Revenue Service (IRS) classifica le valute virtuali come proprietà ai sensi dell’ Avviso 2014-21, e non come valuta. Ciò significa che ogni vendita, scambio o swap token-to-token da parte di una società genera un evento imponibile. La plusvalenza tassabile corrisponde al ricavo meno il costo di acquisto dell’asset ceduto.

Le società dichiarano le plusvalenze e le minusvalenze legate alle criptovalute nello Schedule D del Form 1120, la dichiarazione dei redditi delle società statunitensi (U.S. Corporation Income Tax Return). I metodi di determinazione del costo di acquisto ammessi includono il first-in-first-out (FIFO), il last-in-first-out (LIFO) e l’identificazione specifica. Il metodo scelto deve rimanere coerente una volta adottato.

A partire dal 2025, i broker di criptovalute centralizzati e con funzione di custodia devono emettere il Form 1099-DA per tutte le operazioni rientranti nelle regole finalizzate dall’IRS. Il Congresso ha abrogato l’estensione di queste regole ai broker decentralizzati all’inizio del 2025, lasciando in vigore per l’anno fiscale in corso solo l’obbligo di rendicontazione per i broker centralizzati.

Tutte le società devono rispondere alla domanda sugli asset digitali presente nelle loro dichiarazioni fiscali federali, indipendentemente dal fatto che abbiano effettuato operazioni in criptovalute durante l’anno. Le società con obbligo di dichiarazione trimestrale e asset superiori a 10 milioni di dollari devono rispettare ulteriori obblighi di rendicontazione intermedia sulle proprie posizioni in criptovalute durante tutto l’esercizio fiscale.

Come le grandi società gestiscono le disponibilità in criptovalute

Strategy, precedentemente nota come MicroStrategy, deteneva 528.185 Bitcoin con un costo di acquisto complessivo di 35,6 miliardi di dollari al termine di marzo 2025, il primo trimestre rendicontato secondo il nuovo standard del fair value. Il fair value di quella posizione si attestava a 43,5 miliardi di dollari, calcolato a un costo medio di acquisto di 67.457 dollari per Bitcoin.

Alla fine di settembre 2026, le disponibilità di Strategy erano salite a circa 847.666 BTC, rendendo il dato del primo trimestre 2025 un valore di riferimento di partenza più che una cifra attuale.

Tesla ha detenuto 11.509 Bitcoin durante tutto il primo trimestre del 2025 senza effettuare vendite in quel periodo. Il fair value della posizione di Tesla era di circa 951 milioni di dollari alla fine di marzo 2025, secondo il modulo 10-Q depositato dall’azienda presso la Securities and Exchange Commission.

Block, precedentemente nota come Square, deteneva 8.997,89 Bitcoin con un costo di acquisto di 312,66 milioni di dollari, equivalente a un prezzo medio di 34.749 dollari per moneta. Al primo trimestre 2025, il fair value si attestava a circa 664 milioni di dollari, con un rendimento del 112% rispetto all’investimento iniziale. Le criptovalute rappresentavano circa l’1,5% del valore complessivo dell’azienda Block a quella data.

Steve Gallucci, responsabile globale del Deloitte CFO Program, ha dichiarato che le criptovalute restano un’asset class unica e che il trattamento contabile per gli asset digitali appare ancora in evoluzione. Un sondaggio Deloitte condotto nel luglio 2025 ha rilevato che il 99% dei CFO intervistati si aspetta che le criptovalute diventino parte integrante delle proprie operazioni aziendali.

Implicazioni regolamentari

La SEC ha revocato lo Staff Accounting Bulletin (SAB) 121 il 23 gennaio 2025, emanando il SAB 122. Il SAB 121 imponeva alle società che detenevano criptovalute per conto dei clienti di iscrivere in bilancio le passività di custodia, scoraggiando così le banche dall’offrire servizi di custodia. Il SAB 122 elimina tale obbligo e indirizza le entità verso l’applicazione della contabilità delle passività potenziali prevista dall’ASC 450-20.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il primo anno completo di adozione dell’ASU 2023-08 produrrà una volatilità rilevante degli utili per le società con ampie posizioni in criptovalute per il resto del 2025 e fino al 2026. Il sondaggio Deloitte ha segnalato la volatilità dei prezzi (43%), la complessità contabile (42%) e le lacune regolamentari (40%) come le principali preoccupazioni dei CFO riguardo a una maggiore integrazione delle criptovalute.

Domande frequenti

Come contabilizzano le società le criptovalute nei propri bilanci?
Le società misurano ora gli asset in criptovalute al fair value in ogni periodo di rendicontazione secondo il FASB ASU 2023-08, con utili e perdite non realizzati riconosciuti direttamente nel conto economico.

La vendita di criptovalute da parte di una società costituisce un evento imponibile?
Sì, l’IRS classifica le criptovalute come proprietà, quindi ogni vendita, scambio o swap di token effettuato da una società genera un’imposta sulle plusvalenze calcolata sulla differenza tra ricavo e costo di acquisto.

Quali moduli fiscali utilizzano le società per dichiarare le vendite di criptovalute?
Le società dichiarano le plusvalenze e le minusvalenze su criptovalute nello Schedule D allegato al Form 1120, la dichiarazione dei redditi standard delle società statunitensi presentata annualmente all’Internal Revenue Service.

Quale metodo di costo di acquisto dovrebbero usare le società per le vendite di criptovalute?
L’IRS consente i metodi first-in-first-out, last-in-first-out e identificazione specifica per calcolare il costo di acquisto delle criptovalute, ma il metodo scelto deve rimanere coerente una volta adottato formalmente.

Quanti Bitcoin detiene Strategy nel 2025?
Strategy ha dichiarato di detenere 528.185 Bitcoin per un fair value di 43,5 miliardi di dollari e un costo di acquisto complessivo di 35,6 miliardi di dollari nella relazione sugli utili del primo trimestre 2025, il primo periodo rendicontato secondo la contabilità al fair value. L’azienda ha continuato ad acquistare Bitcoin da allora e deteneva circa 847.666 BTC alla fine di settembre 2026.

Cos’è l’ASU 2023-08 del FASB e quando è entrato in vigore?
L’ASU 2023-08 del FASB impone la contabilità al fair value per gli asset in criptovalute idonei ed è diventato efficace per gli esercizi fiscali che iniziano dopo il 15 dicembre 2024, con la possibilità di adozione anticipata per le società ammissibili.

Cosa ha cambiato la SEC riguardo alle regole di custodia delle criptovalute nel 2025?
La SEC ha revocato il SAB 121 emanando il SAB 122 nel gennaio 2025, eliminando l’obbligo per le società di iscrivere in bilancio le passività di custodia quando detengono asset digitali per conto dei clienti.

Riferimenti

  1. BusinessWire: risultati finanziari del primo trimestre 2025 di Strategy, 528.185 BTC a un fair value di 43,5 miliardi di dollari.
  2. KPMG: analisi della revoca del SAB 121 e dell’emanazione del SAB 122 da parte della SEC per la contabilità della custodia di criptovalute.
  3. Fortune: sondaggio Deloitte sui CFO che mostra come il 99% dei CFO si aspetti l’integrazione delle criptovalute nelle operazioni aziendali.
  4. Weaver: approvazione da parte del FASB della contabilità al fair value per gli asset in criptovalute secondo l’ASU 2023-08 a partire dal 2025.


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