#Finsubito news dalla rete – I cortei nelle città blindate, tensioni con le forze dell’ordine: 4200 persone identificate, 9 arresti e 87 denunce. Meloni: la sinistra teme più i militari dei violenti


di
Rinaldo Frignani

Nessun saccheggio. Piantedosi: basta zone franche. Indagata la «mente» del movimento

Doveva essere il giorno più lungo, quello dell’assalto ai negozi e della reazione degli ultrà, della tensione che avrebbe dovuto portare alla guerriglia come il 17 e il 18 ottobre scorsi a Milano e in altre città del Nord. Qualche scontro fra manifestanti e forze dell’ordine c’è stato ugualmente, ma non ci sono stati saccheggi, e anche i disordini sono stati contenuti rispetto alle previsioni. 

La strategia di prevenzione attuata dal Viminale ha consentito, dopo le oltre cento perquisizioni di venerdì, di ripeterne altre 150 ieri mattina, con il ritrovamento di indumenti per il travisamento ma anche oggetti d’offesa, insieme con l’identificazione del creatore ed amministratore della pagina social del Movimento 17 ottobre, Youssef Siher, trentenne italiano di seconda generazione di origini marocchine e residente in provincia di Brescia, scoperto dalla polizia postale e trovato dalla Digos: alle 14.30 di ieri, come aveva annunciato sulle piattaforme social con un seguito di migliaia di persone, avrebbe dovuto indicare via web le nuove piazze per le proteste dei «maranza» in 8 città, ma l’appuntamento è clamorosamente saltato. Perché lui era in Questura dove, dopo essere stato interrogato, è stato denunciato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo.




















































La premier ringrazia le divise e accusa la sinistra

«Dopo il rafforzamento della presenzavdell’esercito nelle nostre città, qualcuno a sinistra ha gridato alla `militarizzazione´. Curioso che a preoccupare siano i militari che contribuiscono alla sicurezza dei cittadini anziché i violenti che cercano di trasformare le nostre piazze in luoghi
di scontro». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni postando foto dei militari nelle città. «A tutto il personale dell’Esercito impegnato nell’operazione Strade sicure va il mio ringraziamento. La loro
presenza – ha concluso – è una garanzia per gli italiani».

Le manifestazioni

Le scene di violenze e devastazioni che si erano viste lo scorso weekend — con vetrine sfondate e negozi saccheggiati — non ci sono state. Non sono però mancate tensioni in piazza, soprattutto a Roma: polizia e carabinieri hanno identificato e accompagnato in ufficio circa 200 persone prima del corteo anti Nato (30 delle quali sottoposte a fermo preventivo), poi l’assalto al Colosseo di una cinquantina fra studenti, antagonisti e appartenenti ai centri sociali incappucciati che hanno occupato per qualche minuto l’Anfiteatro Flavio davanti ai turisti spaventati. Scontri quindi in serata con gli agenti schierati vicino al Quirinale che hanno utilizzato più volte l’idrante per disperdere i manifestanti.

Come è successo anche a Bologna, con le barricate alzate da chi aveva partecipato al corteo bloccato poi dalle forze dell’ordine, e ancora anche cariche a Firenze con uso dei lacrimogeni per disperdere chi voleva sfondare il cordone di sicurezza per raggiungere le vie dello shopping. Tensione anche a Torino, con scontri fra manifestanti al corteo (organizzato anche da Askatasuna) e poliziotti. Bruciata un’immagine della premier Giorgia Meloni. È stato un pomeriggio complicato per l’ordine pubblico anche a Milano, con numerosi giovani fermati prima dell’inizio delle proteste e trovati in possesso di passamontagna. Sempre nel pomeriggio in centro, blindato anche con l’aiuto di 500 militari dell’Esercito, alcuni studenti hanno cercato di occupare il Duomo ma sono stati fermati prima.

I dati

Le operazioni preventive delle forze dell’ordine per scongiurare il rischio di conseguenze peggiori delle chiamate social per causare incidenti hanno portato all’arresto di 9 persone e alla denuncia di altre 87. Complessivamente sono stati 4.200 i soggetti identificati. Centodieci i minorenni accompagnati nelle Questure o nelle caserme sui 371 manifestanti controllati e 69 cittadini stranieri. Per la maggior parte, secondo i dati del Dipartimento di pubblica sicurezza, proprio a Milano, con quasi 2.900 identificazioni preventive. Iniziative analoghe sono state adottate anche a Bergamo (dove le persone controllate sono state 788), Napoli, Padova. Nove gli arresti eseguiti.

Il Viminale

«Non saranno possibili zone franche e la risposta dello Stato sarà immediata contro chiunque pensa di poter organizzare aggressioni e rivolte credendo di riuscire a nascondersi dietro un passamontagna o l’anonimato dei social», rivendica il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, congratulandosi con le forze dell’ordine. «Le nostre forze di polizia sono riuscite a isolare e contenere le frange di violenti con equilibrio e competenza. La forza della legge — ha quindi aggiunto in relazione all’arresto del capo del Movimento 17 ottobre —, la forza dello Stato, prima o poi presenta il conto». Quindi un pensiero ai «più giovani: il messaggio deve arrivare forte e chiaro. La libertà di manifestare è un diritto prezioso garantito dalla nostra Costituzione, ma chi ne fa scempio e spreco scegliendo la strada dell’illegalità e della violenza poi se ne assume la responsabilità».

24 ottobre 2026 ( modifica il 25 ottobre 2026 | 02:11)


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