La 31ª conferenza annuale dell’International Consortium on Applied Bioeconomy Research si svolgerà dal 6 al 9 luglio 2027. Al centro, politiche e investimenti per trasformare la ricerca in applicazioni industriali sostenibili e resilienti
La capacità di trasformare le innovazioni scientifiche in prodotti, imprese e filiere industriali sarà al centro della 31ª conferenza annuale dell’International Consortium on Applied Bioeconomy Research (ICABR), in programma dal 6 al 9 luglio 2027 a Berkeley, in California.
Il titolo scelto per l’edizione 2027, “Enabling Innovations for a Sustainable and Resilient Bioeconomy”, indica con chiarezza l’impostazione dell’incontro: non limitarsi a descrivere le potenzialità della bioeconomia, ma individuare le condizioni normative, finanziarie e organizzative necessarie per renderle concretamente realizzabili.
La capacità di generare valore riducendo l’impatto ambientale
Il punto di partenza è rappresentato dalla crescente attenzione internazionale verso modelli produttivi fondati sull’impiego responsabile delle risorse biologiche, sulla ricerca scientifica e sulla capacità di generare valore riducendo l’impatto ambientale. La call della conferenza richiama, in particolare, gli High-Level Principles on Bioeconomy elaborati dal G20 nel 2025, basati sull’innovazione scientifica e tecnologica, sull’utilizzo sostenibile della biodiversità e sul contributo della bioeconomia allo sviluppo economico.
Secondo l’impostazione dell’ICABR, tuttavia, questo potenziale non potrà essere pienamente espresso senza un maggiore coinvolgimento delle piccole e medie imprese. Le PMI possiedono spesso maggiore agilità rispetto alle grandi organizzazioni e possono introdurre rapidamente nuovi prodotti, processi e tecnologie. Allo stesso tempo, incontrano difficoltà nell’accesso ai capitali, nella sperimentazione, nella tutela della proprietà intellettuale e nel passaggio dalla ricerca alla produzione su scala industriale.
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Politiche pubbliche e strumenti finanziari risultano ancora frequentemente costruiti sulle esigenze delle grandi imprese internazionali. L’edizione 2027 intende quindi approfondire come rendere la bioeconomia più inclusiva, sostenibile e resiliente, creando condizioni favorevoli anche per startup, spin-off universitari e PMI innovative.
I tre temi della conferenza
Il primo tema della conferenza riguarderà gli ostacoli alla sostenibilità e all’innovazione. Saranno esaminate le difficoltà nello sviluppo e nella commercializzazione delle tecnologie, i vincoli derivanti dai quadri regolatori e dagli accordi internazionali, i fattori che limitano la formazione di nuovi mercati e le questioni connesse alle biotecnologie più avanzate. Tra gli esempi indicati figurano la biologia sintetica, le cellule artificiali e lo sviluppo e il rilascio ambientale di microrganismi geneticamente modificati.
Un secondo filone sarà dedicato alle politiche e agli investimenti necessari per rafforzare le catene di approvvigionamento. L’innovazione dipende dalla disponibilità di capitali, ma gli investitori richiedono prospettive credibili di commercializzazione. Regole incerte, mercati insufficientemente sviluppati e politiche non coordinate possono aumentare il rischio e interrompere il percorso che conduce dal laboratorio al mercato.
In questo ambito saranno approfonditi gli incentivi agli investimenti, i diritti di proprietà intellettuale, la libertà di operare, il trasferimento tecnologico dalle istituzioni pubbliche alle imprese e gli effetti della crescente adozione di intelligenza artificiale, robotica e automazione.
La terza area riguarderà le opportunità economiche derivanti da bioeconomie più mature. Una maggiore partecipazione delle PMI può produrre occupazione, consolidare le filiere, favorire la diffusione delle competenze e rafforzare i distretti dell’innovazione. Particolare attenzione sarà dedicata alle strategie per ridurre il rischio tecnologico e finanziario, rendendo i progetti più interessanti per investitori pubblici e privati.
Le tre categorie di contributi
La conferenza accetterà tre categorie di contributi. Gli abstract scientifici, di massimo 400 parole, dovranno essere organizzati nelle sezioni “Context”, “Objectives”, “Methods”, “Results” e “Implications”. Saranno inoltre ammessi casi di studio dedicati a tecnologie specifiche, purché descrivano chiaramente l’oggetto della valutazione, il contesto, il termine di confronto, il periodo considerato e il metodo di raccolta dei dati.
La terza modalità riguarda panel e sessioni organizzate. Le proposte dovranno indicare tema, obiettivi, relatori confermati o proposti e contributo previsto da ciascun partecipante. L’ICABR precisa che saranno respinte le proposte prive di un’adeguata diversità nella composizione dei panel.
Le candidature
Le candidature sono aperte dal 5 ottobre 2026 e dovranno essere presentate entro il 30 novembre 2026. La comunicazione dell’accettazione degli abstract è prevista per il 20 dicembre 2026. I lavori selezionati dovranno essere consegnati entro il 30 aprile 2027, data che coincide anche con la scadenza per l’iscrizione a tariffa agevolata.
L’appuntamento di Berkeley si propone dunque come un luogo d’incontro fra ricercatori, imprese, investitori e decisori pubblici. La questione centrale non sarà soltanto quali innovazioni siano tecnicamente possibili, ma come creare regole, capitali e mercati capaci di accompagnarle fino alla loro applicazione industriale.
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