#Finsubito news dalla rete – Il regalo più bello per i suoi 100 anni: nel centro storico di Benevento tutta la famiglia riunita per nonna Lola – NTR24.TV


Ci sono compleanni che si festeggiano con una torta, i fiori e le fotografie ricordo. E poi ci sono compleanni che diventano una storia collettiva, un abbraccio lungo cento anni, un viaggio nella memoria di una famiglia intera. Quello di Lorenza Maiatico, per tutti semplicemente nonna Lola, è uno di questi.

Oggi, 24 ottobre, nonna Lola compie cento anni. Un traguardo che ha sempre desiderato, quasi una promessa fatta a se stessa e ripetuta nel tempo con la determinazione di chi, nella vita, ha imparato a non arrendersi: «Io c’aggia arrivà a 100 anni». E alla fine ci è arrivata davvero, circondata dall’affetto delle persone che più ama.

Per festeggiarla, la famiglia si riunirà a pranzo in via Tiengo, a pochi passi dall’Arco di Traiano, nel cuore di quella Benevento che custodisce tanti dei suoi ricordi. Ci sono i fiori, c’è il sindaco Mastella con la fascia e la pergamena, una torta incredibile, le foto per conservare una giornata destinata a restare nella memoria. Ma soprattutto ci sono loro: figlie, nipoti e pronipoti, arrivati da ogni parte d’Italia per celebrare insieme questo compleanno speciale. Una riunione di famiglia che non accadeva da anni e che, proprio per questo, assume un significato ancora più profondo. Perché cento anni sono un secolo di vita, ma anche cento anni di legami, sacrifici, abitudini e piccoli gesti che diventano patrimonio di tutti.

La storia di nonna Lola comincia il 24 ottobre 1926, anche se sui documenti la sua nascita risulta registrata il 27. Una differenza di tre giorni che, in famiglia, ha alimentato per anni una disputa ormai diventata tradizione. Lei non ha mai avuto dubbi: la sua data era quella vera, quella che le aveva sempre raccontato sua madre, il giorno storico dedicato a San Raffaele. E non c’era carta capace di convincerla del contrario.

Perché con nonna Lola le tradizioni non si discutono. Si rispettano, si tramandano e, quando arriva il momento, si festeggiano. I preparativi per il compleanno cominciavano settimane prima, con quell’attenzione ai dettagli che racconta molto del suo carattere. Cento anni, del resto, non sono un traguardo qualsiasi. Sono un desiderio coltivato a lungo, un appuntamento che lei ha sempre voluto raggiungere.

Ultima di quattro figli, dopo Esterina, Cleomena e Mario, Lola è cresciuta in un mondo fatto di privazioni, lavoro e pazienza. Della guerra ha raccontato tante volte, ricordando le file che bisognava affrontare al mattino per prendere il pane o ciò che il governo riusciva a distribuire. Mandavano lei, perché era paziente, sapeva aspettare. E ogni volta che tornava su quei ricordi, la conclusione era sempre la stessa, pronunciata con l’orgoglio di chi conosce bene il valore della perseveranza: «Io so’ special pe’ file».

“Io sono speciale per le file”. Una frase che fa sorridere, ma che racchiude molto più di un aneddoto: la capacità di resistere, di adattarsi, di andare avanti anche quando la vita non offre scorciatoie.

Poi è arrivato l’amore. Lorenza sposa Antonio, di professione poliziotto, e con lui ha costruito la sua famiglia, diventando mamma di Virginia e Antonietta.

Ma il destino le riserva una prova durissima. Suo marito muore improvvisamente, a soli 47 anni, tra le sue braccia. Un ricordo che nonna Lola ha custodito per tutta la vita, raccontando spesso di quella sera in cui stavano guardando insieme Rischiatutto in televisione. Dieci minuti dopo, si era ritrovata sola, con due figlie giovanissime.

Da quel momento non c’era più tempo per lasciarsi andare al dolore. Bisognava rimboccarsi le maniche, trovare il modo di andare avanti, crescere due ragazze e garantire loro un futuro.

Ha cominciato a lavorare per il fratello, nel frattempo diventato notaio. E, quasi come in un gioco del destino, sono tornate le file. Questa volta non più soltanto quelle per il pane, ma quelle negli uffici, tra carte, documenti e pratiche da sbrigare per lo studio notarile. Una vita trascorsa a fare ciò che serviva, senza tirarsi indietro, con la stessa pazienza che l’aveva accompagnata fin da bambina.

Accanto a lei c’era anche sua madre, la bisnonna, che Lola ha accudito fino all’ultimo istante, portandola a vivere con sé e prendendosene cura fino alla fine. Un’altra dimostrazione di quell’amore concreto, fatto di presenza e responsabilità, che sarebbe diventato il tratto distintivo di tutta la sua vita.

Se c’è un luogo che racconta davvero nonna Lola, è la sua casa all’Arco di Traiano. Un posto del cuore, a cui è sempre rimasta profondamente legata. Dopo la morte della madre è andata a vivere con la figlia Virginia, ma ogni tanto tornava anche a Circello, da Antonietta. Perché, spiegava lei, «devo fare un poco qua e un poco là per non far pigliare collera a nessuno».

Anche in questa frase c’è tutta Lola: il bisogno di esserci per tutti, di non scontentare nessuno, di dividere il proprio tempo e il proprio affetto tra le figlie, senza far sentire nessuno meno importante.

Eppure, la sua casa è sempre rimasta quella all’Arco, con il balcone da cui amava affacciarsi e osservare il passeggio. Da lì, attraverso il varco del monumento, riusciva a vedere fino a piazza Roma. Una posizione perfetta per la sua attività preferita: fare la vedetta.

Soprattutto all’ora di pranzo, bastava scorgere da lontano qualcuno della famiglia per farla scattare verso la cucina. In pochi minuti era tutto pronto. E non importava quanti fossero gli ospiti: cinque persone potevano tranquillamente trovare cinque pietanze diverse, perché, secondo la sua filosofia, «ognuno deve mangiare ciò che ama».

La cucina di nonna Lola è stata molto più di un luogo in cui preparare da mangiare. È stata una forma d’amore, un modo per prendersi cura degli altri, per dire senza troppe parole: ti aspettavo, ho pensato a te, so cosa ti piace.

Per le figlie, per i sei nipoti – Antonio, Luca, Francesca, Mimmo, Chiara e Lorenzo – e per i pronipoti, nonna Lola c’è sempre stata. E continua a esserci.

Non ha mai saltato un compleanno. Se uno dei suoi cari festeggiava a Benevento, lei doveva essere lì. Se la festa era a Circello, si organizzava per raggiungerlo. La distanza non contava, così come non contavano gli impegni o la fatica. C’era un appuntamento da rispettare e lei non avrebbe mancato.

È stata una presenza costante, una di quelle figure familiari che diventano un punto fermo, il posto sicuro a cui tornare. Ha cresciuto figli, nipoti e accompagnato la crescita dei pronipoti con mille attenzioni, attraverso quei gesti che sembrano piccoli soltanto a chi non ne conosce il valore: un piatto preparato apposta, una tavola apparecchiata in fretta, una data da non dimenticare, una finestra da cui controllare che tutti arrivino sani e salvi.

Lola ha avuto una vita difficile. Ha conosciuto la guerra, le privazioni, la perdita improvvisa del marito e la responsabilità di crescere due figlie ancora giovani. Eppure, in cento anni, non ha smesso di trovare il modo di esserci per gli altri. La sua forza non è stata quella di non soffrire, ma quella di continuare ad amare anche dopo aver sofferto.

Oggi, a cento anni dalla sua nascita, il regalo più bello è forse proprio questo: vedere la famiglia riunita, con figli, nipoti e pronipoti arrivati da diverse parti d’Italia per festeggiarla tutti insieme.

Una tavolata che diventa il simbolo di ciò che Lola ha costruito in un secolo: non soltanto una famiglia numerosa, ma una rete di affetti che resiste al tempo e alle distanze. Un legame che continua a tenerli uniti e che trova le sue radici in quella casa all’Arco, tra i profumi della cucina, le bellezze del centro storico, le attese dal balcone e le premure di una nonna che ha sempre trovato il modo di far sentire ciascuno speciale.

Un pensiero particolare va a Francesca, una dei suoi sei nipoti, giornalista e operatrice video di Ntr24, legata a nonna Lola da un rapporto viscerale. Un legame profondo, di quelli che non hanno bisogno di troppe spiegazioni perché si riconoscono negli sguardi, nei ricordi condivisi e nell’emozione di poter celebrare una donna che è stata, ed è ancora, una presenza fondamentale nella propria vita.

Oggi ci sono una torta incredibile, fiori, fotografie e cento candeline da festeggiare. Ma, al di là della festa, resta una storia che merita di essere raccontata: quella di una donna che ha attraversato un secolo senza perdere la capacità di prendersi cura degli altri, che ha trasformato le difficoltà in forza e la quotidianità in una lunga dichiarazione d’amore.

E chissà se, guardando tutti i suoi cari riuniti intorno alla tavola, nonna Lola non abbia pensato ancora una volta a quanto sia importante averli tutti lì, proprio come ha sempre desiderato.

Magari, tra una fotografia e una fetta di torta, avrà già controllato che nessuno sia rimasto senza mangiare. Perché cento anni non cambiano certe abitudini. E se c’è una cosa che nonna Lola sa fare meglio di chiunque altro è amare, ciascuno a modo suo, senza lasciare indietro nessuno.

Buon centesimo compleanno, nonna Lola, per altri cento ancora. Che la tua storia continui a vivere nei racconti di chi ti vuole bene, nelle tavole imbandite, nelle risate di famiglia e in quella finestra sull’Arco da cui, per cent’anni, hai guardato il mondo aspettando di vedere arrivare i tuoi cari. Perché ci sono persone che attraversano il tempo. E poi ci sono persone che, con il loro amore, diventano casa per tutti gli altri.




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