Il mondo agricolo padovano alza la voce contro il caro carburanti e l’aumento dei costi di produzione, chiedendo alla Regione interventi urgenti per evitare che le imprese siano costrette a lavorare in perdita. Venerdì 23 ottobre gli agricoltori di Coldiretti Padova parteciperanno alla mobilitazione regionale a Venezia, mentre Cia Padova ha già scritto al presidente Alberto Stefani e all’assessore all’agricoltura Dario Bond per chiedere contributi straordinari per il gasolio agricolo e agevolazioni sui prestiti. Due iniziative diverse, unite dalla richiesta di sostegni concreti per tutelare il reddito delle aziende, la produzione alimentare e il futuro dell’agricoltura veneta.
Gli agricoltori di Coldiretti a Venezia
Anche gli agricoltori padovani saranno a Venezia venerdì 23 ottobre per la mobilitazione di Coldiretti Veneto, che coinvolge tutte le province della regione, contro il caro gasolio e l’aumento dei costi di produzione, che continuano a pesare sul reddito delle imprese agricole. Venerdì 23 ottobre alle 10 imprenditori agricoli e della pesca provenienti dalle sette province si danno appuntamento sotto palazzo Grandi Stazioni a Venezia per chiedere alla Regione del Veneto interventi straordinari a sostegno delle imprese agricole, sempre più schiacciate dall’aumento dei costi di produzione.
Agricoltori, pescatori, allevatori provenienti da tutto il Veneto arriveranno in corteo nel Piazzale della Stazione Santa Lucia per ribadire la necessità di risposte tempestive ed efficaci alle difficoltà che stanno mettendo in ginocchio le aziende agricole. Ci sarà anche una folta rappresentanza degli agricoltori padovani, in testa il presidente Roberto Lorin insieme a numerosi imprenditori agricoli della provincia che giorno dopo giorno fanno i conti con i rincari del gasolio e delle materie prime che pesano sul reddito.
«Al centro della manifestazione – spiega Lorin riprendendo le parole del presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan – la richiesta di stanziare risorse regionali straordinarie che si concretizzino in uno sconto sul gasolio agricolo, per alleggerire il peso dei rincari sui bilanci aziendali. Il caro gasolio sta mettendo in ginocchio l’agricoltura regionale e nazionale, anche a Padova ovviamente risentiamo di questi continui aumenti. Non possiamo chiedere agli agricoltori di produrre cibo di qualità, garantire la sicurezza alimentare e la tutela della salute dei consumatori, oltre a presidiare i territori mentre i costi di produzione continuano a divorarne il reddito per ragioni che nulla hanno a che fare con la loro attività. Porteremo la voce delle aziende agricole dai campi, alle serre, alle stalle, alle cantine, ai pescherecci perché non si può continuare a produrre in perdita e scaricare sulle imprese ogni emergenza. Difendere il reddito degli agricoltori, dare loro in questa fase così delicata più respiro attraverso il credito agevolato per sostenere le loro liquidità, significa tutelare la salute dei consumatori e dare un futuro all’agricoltura veneta. Per questo vogliamo condividere le nostre richieste con i cittadini, i sindaci del territorio e le istituzioni locali al nostro fianco per ricordare a tutti noi il ruolo centrale dell’agroalimentare e venire in sostegno delle aziende in questo momento così delicato».
Coldiretti Veneto già un anno fa, in campagna elettorale, aveva chiesto più risorse per il comparto agricolo regionale: «In coerenza col nostro percorso – evidenzia il presidente Carlo Salvan – e dato il periodo storico che stiamo attraversando, è il momento giusto per dare una svolta nelle politiche regionali sull’agricoltura; siamo la seconda economia agricola d’Italia: se vogliamo continuare ad esserlo dobbiamo dare più supporto e strumenti; risposte sul credito, gestione del rischio, distribuzione del valore sulla fiera è quanto ci chiedono le nostre imprenditrici ed i nostri imprenditori che ogni giorno fanno grande la nostra agricoltura».
In protesta anche gli agricoltori di Cia
Nell’ultimo anno i prezzi sono schizzati in alto: +40% per il carburante agricolo e +12% per i fertilizzanti. Oltre ai danni relativi alla siccità, che in provincia ammontano ad almeno 50 milioni di euro. Un danno che lamentano anche da Cia Padova: «O il mondo della politica ci viene incontro mediante appositi sostegni, o siamo destinati al collasso», è il grido di dolore dei lavoratori.
Nella mattinata del 22 ottobre, Cia Padova ha inviato una missiva al presidente della Regione, Alberto Stefani, e all’assessore regionale all’agricoltura, Dario Bond, per domandare l’attivazione di due misure ad hoc: in primo luogo, viene proposta l’attivazione di un contributo straordinario per l’acquisto del gasolio agricolo. Questo sarebbe destinato a compensare una parte dei maggiori costi sostenuti dalle imprese, sulla base dei consumi documentati e delle assegnazioni riconosciute, con procedure semplici e tempi rapidi di erogazione.
In seconda battuta, precisa il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello, «occorre un intervento in conto interessi sui prestiti agrari, sia per i finanziamenti di conduzione che, dove possibile, per quelli già in essere, con particolare attenzione alle aziende colpite dalla siccità e dalle perdite produttive».
Un intervento, questo, da accompagnare con un confronto assieme agli istituti di credito al fine di favorire condizioni sostenibili e scadenze coerenti con i cicli agricoli. «Si tratta di istanze che provengono direttamente dai territori – osserva il presidente di Cia Padova – Siamo consapevoli che tali misure non possono risolvere tutte le criticità del settore. Rappresentano, però, due passi concreti verso una risposta al mondo agricolo, così da alleggerire le spese immediate, restituendo alle aziende la possibilità di programmare il proprio futuro».
Non solo, secondo gli imprenditori, oggi difendere la continuità dell’attività agricola significa tutelare produzione alimentare, occupazione, presidio del territorio e vitalità delle comunità rurali del Veneto.
Nella medesima missiva, Cia Padova chiede un incontro a stretto giro con l’amministrazione regionale «per approfondire le proposte e individuare insieme modalità operative, risorse e tempi di attuazione». Nell’attuale contesto, peraltro, il ricorso al credito per finanziare la gestione ordinaria rischia di trasformarsi in un progressivo aggravamento dell’indebitamento: «Le aziende sono tenute ad anticipare le spese per avviare le nuove campagne, pagare fornitori e dipendenti e rispettare le scadenze dei finanziamenti, disponendo però di una liquidità sempre più limitata». Motivo per cui «riteniamo necessario individuare una dotazione finanziaria dedicata, verificando le risorse regionali e gli strumenti attivabili nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato, con criteri che assicurino un beneficio concreto alle imprese ed evitino duplicazioni con altri sostegni».
«L’agroalimentare è un settore strategico – conclude – lo comprendiamo ancor di più in questi giorni di mobilitazioni. La politica rimetta davvero al centro il comparto, con decisioni coraggiose e impattanti».
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