Settembre positivo per il mercato automobilistico europeo, che registra un aumento delle immatricolazioni del 10,2%. A trainare le vendite sono soprattutto le auto elettriche, che però in Italia continuano a faticare. Ecco i dati.
Il mercato automobilistico europeo continua a mostrare segnali di crescita, sostenuto soprattutto dalla diffusione delle auto elettriche. A settembre 2026, le nuove immatricolazioni nell’area composta da Unione Europea, Paesi Efta e Regno Unito hanno raggiunto quota 1.363.210 unità, facendo segnare un incremento del 10,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
È quanto emerge dai dati pubblicati dall’Acea, l’associazione europea dei costruttori di automobili, che confermano un andamento positivo anche considerando l’intero periodo da gennaio a settembre. Nei primi nove mesi del 2026 sono state infatti immatricolate 10,55 milioni di vetture, il 6,3% in più rispetto al 2025.
Limitando l’analisi ai Paesi dell’Unione Europea, la crescita si attesta al 9,3% nel solo mese di settembre e al 5,7% dall’inizio dell’anno. A determinare buona parte dell’espansione sono ancora una volta le auto completamente elettriche, protagoniste di un’accelerazione particolarmente marcata. Nello stesso periodo, però, emergono differenze significative tra i principali gruppi automobilistici, con alcuni marchi in forte ripresa e altri alle prese con una contrazione delle vendite. E il mercato italiano come si sta comportando?
Auto elettriche da record: benzina e diesel continuano a perdere quote
La crescita del mercato europeo passa soprattutto dalle vetture a batteria (BEV). A settembre, nell’area Ue, Efta e Regno Unito, le immatricolazioni di auto esclusivamente elettriche hanno raggiunto 416.433 unità, con un incremento del 59,9% rispetto all’anno precedente. Ancora più evidente l’aumento registrato all’interno dell’Unione Europea, dove le vendite sono salite del 72,9%, arrivando a 290.117 automobili nel mese.
Guardando ai primi nove mesi del 2026, le elettriche hanno conquistato una quota del 22,7% del mercato comunitario, contro il 16,1% dello stesso periodo del 2025. Complessivamente, le immatricolazioni BEV nell’Ue hanno raggiunto 1,93 milioni di unità, in aumento del 48,5%.
Tra i principali mercati europei spiccano la Francia, con una crescita del 79,1%, e la Germania, dove l’incremento è stato del 58,1%. Positivo anche il risultato italiano, con oltre 101 mila vetture elettriche immatricolate da gennaio e un progresso del 66,7%.
Con la diffusione delle auto a batteria, cresce anche l’importanza di poter organizzare facilmente le soste per ricaricare il veicolo, soprattutto durante i viaggi più lunghi. In questo contesto, i servizi di ricarica elettrica consentono di individuare le colonnine disponibili e gestire la ricarica presso le infrastrutture compatibili, semplificando gli spostamenti quotidiani e quelli sulle lunghe distanze.
Nonostante l’avanzata delle auto a batteria, la tecnologia più richiesta resta quella ibrida tradizionale, che rappresenta il 36,3% delle nuove immatricolazioni nell’Unione Europea. Da inizio anno ne sono state vendute 3,09 milioni. Aumenta anche l’interesse per le ibride plug-in, cresciute del 18,6% fino a 860.257 unità, con una quota di mercato del 10,1%.
Il quadro è invece negativo per le alimentazioni convenzionali. Nei primi nove mesi, le auto a benzina hanno registrato una flessione del 19,1%, mentre quelle diesel hanno perso il 19,5%. Sommandole, le due motorizzazioni rappresentano ormai il 28,2% del mercato europeo, una percentuale nettamente inferiore al 36,9% rilevato un anno prima.
Stellantis cresce a settembre: bene Fiat e Citroën, in difficoltà Alfa Romeo
Tra i protagonisti del mercato europeo figura Stellantis, che chiude settembre con un incremento delle immatricolazioni del 4,5%. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha venduto 172.977 automobili nell’area Ue, Efta e Regno Unito. La crescita dei volumi non è però bastata a mantenere invariata la quota di mercato, scesa dal 13,4% al 12,7%.
Il bilancio dei primi nove mesi rimane positivo, con 1.533.540 vetture immatricolate, pari a un aumento del 4,7%. Anche in questo caso, tuttavia, il peso del gruppo sul mercato si è leggermente ridotto, passando dal 14,8% al 14,5%. A sostenere i risultati è soprattutto Fiat, protagonista di un settembre particolarmente favorevole. Il marchio italiano ha registrato 28.350 immatricolazioni, con un balzo del 23,4%. Da gennaio, la crescita complessiva raggiunge il 27,6%.
Buona anche la performance di Citroën, che guadagna il 20,8% nel mese, mentre Peugeot chiude con un incremento più contenuto, pari allo 0,8%. Non tutti i marchi del gruppo, però, seguono lo stesso andamento. Alfa Romeo registra una flessione del 44,5% a settembre, fermandosi a 3.126 vetture, mentre nei primi nove mesi il calo è del 24,8%.
Risultati negativi anche per Jeep, che perde il 4,1% nel mese e il 6,3% da gennaio, e per DS, in contrazione del 31,7% a settembre. Di segno opposto l’andamento di Leapmotor, costruttore cinese la cui distribuzione sui mercati internazionali è gestita attraverso una joint venture controllata al 51% da Stellantis.
Nella sola Unione Europea, Leapmotor ha raggiunto 10.229 immatricolazioni a settembre, con un aumento del 255,7%. Nei primi nove mesi il marchio ha totalizzato 72.760 vetture, segnando una crescita del 393,6%. Considerando anche i risultati di Leapmotor, la quota complessiva riconducibile a Stellantis nell’Ue arriva al 16,7% dall’inizio dell’anno.
Mercato auto in Europa: Volkswagen rallenta, Tesla e costruttori cinesi accelerano
La classifica dei principali gruppi automobilistici europei continua a essere guidata da Volkswagen, nonostante un settembre meno favorevole rispetto al resto del mercato. Il gruppo tedesco ha registrato 308.474 immatricolazioni nell’area Ue, Efta e Regno Unito, con una diminuzione del 2,9% su base annua. La quota di mercato è scesa dal 25,7% al 22,6%.
Nei primi nove mesi Volkswagen mantiene comunque la leadership, con 2,67 milioni di automobili vendute, anche se l’incremento rispetto al 2025 si limita allo 0,5%. Tra i singoli marchi, Volkswagen perde il 5% a settembre, Audi il 3,7% e Porsche il 7,5%. Tengono invece meglio Cupra, in crescita dell’8,1%, e Skoda, che registra un lieve progresso dello 0,5%.
Uno dei risultati più significativi del mese arriva da Tesla, che torna a crescere dopo le difficoltà incontrate in precedenza. Il costruttore guidato da Elon Musk ha immatricolato 68.776 vetture, il 72,5% in più rispetto a settembre 2025. La quota di mercato passa così dal 3,2% al 5%, mentre il totale da gennaio raggiunge 260.575 automobili, con un aumento del 50%.
Prosegue intanto l’espansione dei marchi automobilistici cinesi, sempre più presenti nel mercato europeo. Tra questi spicca BYD, che a settembre ha sfiorato il raddoppio delle vendite rispetto a un anno prima, raggiungendo 49.953 immatricolazioni, pari a un incremento del 98,7%. Nei nove mesi il marchio totalizza 283.997 vetture, con una crescita del 134,6%.
Ancora più marcato il progresso di Chery, che chiude settembre con 52.801 automobili e un aumento del 185,5%. Da gennaio, il costruttore ha registrato un’espansione del 255,9%. Continua a crescere anche SAIC Motor, le cui immatricolazioni sono aumentate del 23,7% nel mese.
Auto elettriche in Italia: il mercato cresce ma resta lontano dagli obiettivi del 2030
Se a livello europeo la diffusione delle auto elettriche procede a ritmi sostenuti, in Italia la situazione presenta ancora diverse criticità. Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) prevede che entro il 2030 circolino nel nostro Paese 4,3 milioni di automobili elettriche. Un traguardo che, alla luce dei dati attuali, appare ancora distante.
Ad agosto 2026, infatti, le vetture elettriche presenti sulle strade italiane erano circa 445 mila, poco più di un decimo dell’obiettivo previsto per la fine del decennio. È quanto emerge dal rapporto annuale sull’avanzamento del PNIEC elaborato da ECCO, il think tank italiano specializzato nelle politiche climatiche.
Secondo l’analisi, gli incentivi destinati all’acquisto di automobili elettriche avevano contribuito a portare la quota delle nuove immatricolazioni fino al 9% tra la fine del 2025 e il 2026, un risultato comunque inferiore alla media europea indicata nel rapporto, pari al 22%. Terminati gli incentivi a giugno, il mercato italiano è però tornato sui livelli precedenti, evidenziando le difficoltà nel sostenere la domanda senza misure di supporto.
La questione assume particolare importanza considerando il peso dei trasporti sulle emissioni nazionali. In Italia, infatti, il settore rappresenta oltre il 30% delle emissioni complessive, risultando il principale responsabile. ECCO sottolinea inoltre come le risorse attualmente disponibili per la decarbonizzazione dei trasporti siano limitate e distribuite tra diverse tecnologie, con il rischio di rendere meno efficaci gli interventi necessari per raggiungere gli obiettivi climatici nazionali.
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