#Finsubito news dalla rete – Coltivare l’equità: cresce la presenza femminile nel sistema agroalimentare


Una maggiore presenza femminile lungo tutta la filiera dell’agroalimentare non è soltanto una questione di equità, ma rappresenta un fattore di innovazione, sostenibilità industriale e competitività imprenditoriale. Lo dimostrano le ricerche dell’Università Statale di Milano presentate oggi nel corso della conferenza “Coltivare l’equità e l’innovazione: identità, ruoli e prospettive delle donne nel sistema agroalimentare di oggi”, che ha inaugurato le iniziative dell’Ateneo dedicate all’Anno Internazionale della Donna Agricoltrice 2026 promosso dalla FAO. 

Ad aprire i lavori della giornata sono stati la rettrice della Statale, Marina Brambilla, la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo e l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia Alessandro Beduschi, che ha mandato un messaggio non potendo partecipare. All’introduzione di Sara Borin, già presidente del Comitato di Direzione della Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università Statale di Milano, è seguito l’intervento di Maurizio Martina, direttore generale aggiunto della FAO.  

“Con la nostra Facoltà di Scienze agrarie e alimentari e i dipartimenti impegnati in questi ambiti abbiamo aderito con convinzione all’iniziativa della FAO: le sfide della nutrizione globale e della tutela degli ecosistemi richiedono competenze e sguardi nuovi, che prendono avvio da una formazione di altissima qualità. Investire nelle nostre studentesse significa infatti formare una nuova generazione di scienziate e professioniste capaci di incidere concretamente sulla salute del pianeta e sul nostro futuro”,ha spiegato la rettrice Marina Brambilla.

 I dati illustrati nel corso della mattinata mostrano che i gruppi di ricerca caratterizzati da una maggiore diversità di genere sviluppano brevetti con una protezione mediamente più ampia (+6%) e famiglie brevettuali più estese (+7%). Parallelamente, le aziende agricole guidate da donne presentano una maggiore propensione verso l’agricoltura biologica (5,6% contro 4,3%) e una probabilità più elevata di investire in attività agrituristiche (7,4% contro 3,5%). Tuttavia, ci sono ancora ampi margini di crescita nella partecipazione femminile ai processi di innovazione: circa il 70% dei brevetti relativi alle tecnologie per l’adattamento climatico in agricoltura è ancora sviluppato da gruppi composti esclusivamente da uomini. 

Le analisi di Stefano Corsi, docente di Economia agraria, alimentare ed estimo rurale, delineano un’imprenditoria agricola femminile in crescita, ma ancora segnata da divari strutturali. Tra il 2012 e il 2021 la quota di imprenditrici laureate è quasi triplicata, dal 3,8% al 9,8%, mentre aumentano dimensione, investimenti e partecipazione al biologico delle aziende guidate da donne. Restano però significative disuguaglianze economiche e nell’accesso alle risorse produttive, con oltre metà delle imprese femminili ancora concentrata nella classe economica più piccola. 

Le ricerche illustrate da Maria Teresa Trentinaglia, ricercatrice in Economia agraria, alimentare ed estimo rurale, indicano inoltre una maggiore propensione delle aziende femminili verso scelte sostenibili e di diversificazione: a parità delle principali caratteristiche aziendali, la probabilità di adottare il biologico passa dal 4,3% delle imprese maschili al 5,6% di quelle femminili e quella di svolgere attività agrituristica dal 3,5% al 7,4%. Un quadro che evidenzia il ruolo crescente delle donne nelle scelte imprenditoriali, nella multifunzionalità e nell’innovazione del settore agroalimentare. 

Questa crescita trova un parallelo anche nella formazione e nella ricerca: come ricorda Monica Battini, docente di Benessere Animale, la presenza femminile nella Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari è ormai sostanzialmente bilanciata fino al ruolo di professore associato. Più lento resta invece l’accesso alle posizioni apicali, anche se negli ultimi dieci anni il numero delle professoresse ordinarie è aumentato del 25%, arrivando a sfiorare mediamente il 35% delle cattedre. Una dinamica che accompagna la maggiore presenza delle donne nell’intera filiera, soprattutto negli ambiti della trasformazione e dell’alimentazione.  

“Il lavoro pionieristico nella promozione della parità di genere attraverso iniziative di sensibilizzazione, formazione e valorizzazione delle competenze femminili svolto dalla Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari, fin dai primi anni Duemila, sta portando risultati concreti e misurabili. Abbiamo infatti visto crescere negli ultimi tempi la rappresentanza delle donne nel corpo docente e nella comunità studentesca. È la dimostrazione della qualità di un impegno quasi trentennale che continua con una attiva rete di referenti per le politiche di genere. Secondo un trend che vede un significativo parallelismo tra l’università e la realtà imprenditoriale, si conferma come il settore agroalimentare sia sempre più attrattivo per le giovani donne e come investire nell’equità rappresenti una leva strategica per costruire un sistema più innovativo, sostenibile e capace di affrontare le sfide del futuro”, ha commentato Sara Borin, già presidente del Comitato di Direzione della Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari.

Il progetto “Coltivare l’equità”

L’incontro ha inaugurato il progetto “Coltivare l’equità”, un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori appuntamenti dedicati alle donne nel settore vitivinicolo, nella filiera lattiero-casearia e nei processi di innovazione e imprenditorialità agroalimentare, consolidando il contributo dell’Università degli Studi di Milano al dibattito nazionale sul futuro dell’agricoltura, della sostenibilità e della parità di genere.  A partire dai temi introdotti durante la presentazione odierna, il percorso proseguirà infatti con altri appuntamenti.

“Coltivare l’equità e l’innovazione nel sistema del vino italiano: identità, ruoli e prospettive delle donne tra università, ricerca e impresa”, 23 ottobre ore 14, via Mangiagalli 25, organizzato in collaborazione con l’Associazione Donne del Vino, il patrocinio di Accademia della Vite e del Vino e Assoenologi, in partnership con la Milano Wine Week e FISAR Milano;

 “Agri-MOOD – Agricoltura: un MOndO di Donne tra ricerca e innovazione”, 18 novembre ore 16, Webinar, con la testimonianza di donne scienziate, interpreti e protagoniste di sfide tecnologiche, su come i nuovi sentieri tracciati da ricercatrici innovative ridisegnano l’agricoltura attraverso moderni approcci metodologici integrati e trans-disciplinari;

 “Coltivare l’equità e l’innovazione nella filiera lattiero-casearia: identità, ruoli e prospettive delle donne tra università, ricerca e impresa”, 20 novembre ore 14.30, via Mangiagalli 25.  organizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Allevatori, l’associazione Quelle del Latte, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi (ONAF).


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