Le vendite di camion rallentano a settembre 2026. Sono stati immatricolati 2.028 nuovi autocarri. 1,9% in meno rispetto allo stesso mese del 2025. Gli autobus registrano invece una crescita del 2,5%, con 527 nuovi mezzi.
Il bilancio dei primi nove mesi resta positivo. Da gennaio a settembre gli autocarri crescono del 2%. Gli autobus segnano un aumento del 34,8%.
La differenza più marcata riguarda i veicoli elettrici. Le immatricolazioni dei camion a batteria sono diminuite del 47,7%. Quelle degli autobus elettrici sono invece aumentate del 116,2%.
I dati sono stati quelli di ANFIA. L’analisi si basa sulle immatricolazioni rilevate dal MIT.
Vendite camion a settembre 2026
A settembre sono stati immatricolati 2.028 autocarri. Contro i 2.068 dello stesso mese del 2025. Il calo è dell’1,9%.
Il risultato dei primi nove mesi resta positivo. Da gennaio a settembre le immatricolazioni raggiungono 21.102 unità, contro le 20.679 dell’anno precedente. La crescita è del 2%.
I trattori stradali continuano a registrare risultati positivi. Nei primi nove mesi raggiungono 11.280 unità. Il 12,3% in più rispetto al 2025. Gli autocarri rigidi scendono invece a 9.822 immatricolazioni, con un calo del 7,6%.
Anche la suddivisione per peso mostra risultati diversi. Gli autocarri oltre le 16 tonnellate crescono del 3,8%. Tra 3,5 e 16 tonnellate diminuiscono del 6,7%.
Il calo maggiore riguarda gli autocarri tra 3,5 e 5 tonnellate (-41,5%). Scendono anche quelli tra 12,5 e 16 tonnellate (-10,2%).
Aumentano, al contrario, i veicoli tra 5 e 8 tonnellate (+4,9%). Crescono anche quelli tra 8 e 12,5 tonnellate (+1,9%).
Per quanto riguarda gli impieghi, gli autocarri da cantiere registrano un incremento del 10,3%. Più contenuta la crescita dei veicoli stradali, pari all’1%.
Dove aumentano le vendite degli autocarri
Il Nord-Est registra la crescita maggiore nei primi nove mesi del 2026. Le immatricolazioni aumentano del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Seguono Sud e Isole, con un incremento dell’1,5%, e Nord-Ovest (+0,6%). Il Centro è l’unica area geografica in calo, con una flessione del 2%.
Il mercato nazionale chiude quindi i primi nove mesi in crescita. L’aumento delle immatricolazioni, però, non interessa tutte le aree del Paese.
Camion elettrici, immatricolazioni quasi dimezzate rispetto al 2025
Per i camion elettrici il 2026 registra una forte contrazione. Tra gennaio e settembre sono stati immatricolati 260 veicoli, contro i 497 dello stesso periodo del 2025. Il calo è del 47,7%.
Il diesel continua invece a dominare il mercato. Sono stati immatricolati 20.526 autocarri diesel. Il 3,4% in più rispetto al 2025. La quota raggiunge il 97,3% del totale.
Le altre alimentazioni restano su numeri molto inferiori. Il GNL scende a 163 unità (-23,5%). Gli autocarri a metano crescono invece del 34,4%, arrivando a 129 immatricolazioni.
Nel complesso, le alimentazioni a gas rappresentano l’1,4% del mercato. Elettrici e ibridi si fermano all’1,3%, contro il 2,5% dei primi nove mesi del 2025.
Le alimentazioni alternative continuano quindi a occupare una parte molto limitata del mercato degli autocarri.
Resta anche il problema degli investimenti necessari per rinnovare le flotte. Per le imprese di autotrasporto, l’acquisto di nuovi mezzi richiede risorse. La disponibilità si incentivi può influire sulle decisioni di acquisto.
Rimorchi e semirimorchi, settembre chiude a -12,6%
Il calo interessa anche i veicoli trainati. A settembre sono stati immatricolati 1.117 rimorchi e semirimorchi pesanti. Un anno prima erano stati 1.278. La flessione è del 12,6%.
I rimorchi registrano 85 immatricolazioni, con una diminuzione del 19,8%. I semirimorchi scendono invece a 1.032 unità (-11,9%).
Nei primi nove mesi del 2026 il mercato raggiunge 11.385 immatricolazioni. Il risultato è inferiore dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Massimo Menci, Presidente della Sezione Rimorchi di ANFIA, richiama l’attenzione sugli incentivi. Secondo Menci, l’annuncio anticipato delle misure potrebbe aver rallentato gli acquisti. Alcune imprese potrebbero aver deciso di attendere i nuovi contributi prima di investire.
ANFIA auspica una ripresa degli acquisti nei prossimi mesi. Il rinnovo dei mezzi è considerato importante anche per migliorare la sicurezza del parco circolante.
Vendite autobus a settembre: crescono minibus e scuolabus
A settembre 2026 sono stati immatricolati 527 autobus, contro i 514 dello stesso mese del 2025. L’incremento è del 2,5%.
Il risultato complessivo nasconde però forti differenze tra i segmenti. Gli autobus destinati al trasporto pubblico locale scendono da 275 a 204 unità (-25,8%). Ancora più marcato il calo degli autobus turistici. Le immatricolazioni passano da 101 a 50, con una flessione del 50,5%.
A compensare queste diminuzioni sono soprattutto i minibus. Le nuove registrazioni salgono da 51 a 148 unità, con una crescita del 190,2%.
Bene anche gli scuolabus, che passano da 87 a 125 immatricolazioni (+43,7%). Il bilancio dei primi nove mesi è decisamente migliore. Da gennaio a settembre sono stati immatricolati 5.356 autobus, contro i 3.972 del 2025. La crescita raggiunge il 34,8%.
Il trasporto pubblico locale conta 3.139 nuovi autobus. Il 49,3% in più rispetto al 2025. Aumentano anche i minibus (+36,5%), gli scuolabus (+19%) e gli autobus turistici (+6,1%).
La crescita riguarda tutte le aree geografiche. Gli incrementi maggiori si registrano nel Nord-Ovest (+57,3%) e nel Centro (+54,7%). Positivi anche i risultati del Nord-Est (+22%) e di Sud e Isole (+15,3%).
Autobus elettrici, immatricolazioni più che raddoppiate
Per gli autobus elettrici il risultato è positivo. Nel 2026 sono stati immatricolati 1.970 autobus elettrici. Nel 2025 erano stati 911. L’aumento è del 116,2%.
Il diesel mantiene il primo posto, con 2.276 nuove immatricolazioni (+10,4%). Gli autobus elettrici rappresentano però già il 36,8% del mercato.
Crescono anche i mezzi a idrogeno, passati da 7 a 179 unità. L’aumento percentuale è molto elevato, ma parte dai volumi ridotti del 2025.
Gli autobus a metano scendono invece a 694 unità (-3,3%). Gli ibridi diesel/elettrici si fermano a 127 immatricolazioni, con una diminuzione del 51,2%.
Considerando elettrici e ibridi, la quota di mercato raggiunge il 39,7%. Nei primi nove mesi del 2025 era del 29,8%.
Il confronto con gli autocarri è netto. Nel trasporto merci quasi tutti i nuovi mezzi continuano a essere diesel. Negli autobus, invece, più di uno su tre è elettrico.
Una differenza legata anche agli investimenti pubblici per il rinnovo delle flotte del trasporto pubblico locale. Negli ultimi anni il settore ha beneficiato di finanziamenti dedicati, comprese le risorse del PNRR.
Vendite e rinnovo delle flotte: ANFIA chiede nuovi incentivi
Il calo degli autocarri riporta l’attenzione sul rinnovo del parco circolante italiano. Luca Sra, Delegato ANFIA per il trasporto merci, chiede l’attivazione del fondo pluriennale per il rinnovo delle flotte. Lo strumento era stato annunciato nel dicembre 2025.
Il nuovo fondo dovrebbe sostituire il Fondo investimenti, non rinnovato per il 2026. Secondo ANFIA, la mancanza di queste risorse rischia di frenare ulteriormente gli acquisti. Le imprese hanno bisogno di programmare la sostituzione dei mezzi più vecchi.
Il problema riguarda soprattutto l’età del parco circolante. In Italia gli autocarri hanno mediamente quasi vent’anni. La media europea è di quattordici anni.
Per ANFIA, il rinnovo delle flotte è necessario per migliorare sicurezza ed efficienza. Potrebbe inoltre favorire la diffusione delle alimentazioni alternative, compreso il bio-GNL. Chiede anche il ripristino degli incentivi fiscali per gli investimenti sostenibili.
Un’altra richiesta riguarda i costi energetici. ANFIA propone di estendere a tutte le alimentazioni i meccanismi di adeguamento dei corrispettivi in caso di aumento dei costi.
Autobus e PNRR: il problema degli investimenti dopo il 2026
Per gli autobus il mercato continua a crescere, ma resta il problema delle risorse future.
Paolo Marini, Presidente della Sezione Autobus di ANFIA, sottolinea il peso degli investimenti legati al PNRR. Una parte importante delle immatricolazioni attuali deriva ancora dai programmi di rinnovo finanziati negli anni precedenti.
Il settore deve quindi capire come proseguire gli acquisti dopo la conclusione di questi programmi.
ANFIA chiede un fondo strutturale per il rinnovo degli autobus. Le risorse dovrebbero affiancare quelle già previste dal Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile.
L’associazione richiama anche il problema della concorrenza asiatica. Per tutelare la produzione europea servono, secondo ANFIA, strumenti adeguati a sostenere la filiera industriale.
Tra le iniziative considerate importanti figurano l’Industrial Accelerator Act e la revisione delle norme europee sugli appalti pubblici.
L’obiettivo è rafforzare il principio di preferenza europea negli acquisti. ANFIA ritiene necessario salvaguardare la capacità produttiva e le competenze industriali del settore.
I dati dei primi nove mesi del 2026 mostrano intanto risultati molto diversi per camion e autobus.
Gli autocarri registrano una crescita complessiva del 2%, ma le immatricolazioni dei modelli elettrici sono quasi dimezzate. Gli autobus aumentano invece del 34,8%, con una forte crescita dei mezzi a batteria.
Per entrambi i comparti resta da affrontare la questione dei finanziamenti. Le risorse disponibili nei prossimi anni saranno importanti per consentire alle imprese di programmare gli investimenti e sostituire i veicoli più vecchi.
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