In occasione dell’Oysho Milano Premier Padel P1, a Milano, CUPRA ha riportato sotto i riflettori il legame con uno sport che ne interpreta l’identità e il modo di entrare in contatto con il pubblico. Ma, dietro l’immagine e la riconoscibilità del marchio, c’è una partita sempre più concreta: quella delle flotte aziendali.
Pierantonio Vianello, Direttore di CUPRA Italia, illustra le ragioni della crescita nel canale business. Il punto non è soltanto il design, ma la capacità di proporre vetture complete già in configurazione di serie, con un occhio al valore residuo e al costo totale di possesso.
I numeri accompagnano questa evoluzione. Nel 2025 CUPRA ha venduto 328.800 auto nel mondo, il 33% in più rispetto al 2024, superando il milione di vetture dal lancio del marchio, nel 2018. Nei primi nove mesi del 2026 le consegne globali hanno superato quota 250.000, con una crescita del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In Italia il percorso è altrettanto significativo. Nel 2025 le immatricolazioni sono state 22.663 (+35% sul 2024), di cui circa 7.500 plug-in hybrid. Nei primi nove mesi del 2026 il totale è salito a 16.962 unità (+6%), con 6.437 plug-in hybrid, pari a circa il 38% delle immatricolazioni.
Un contributo importante arriva dal noleggio a lungo termine: nel 2025 il canale è cresciuto del 56% e nel primo semestre 2026 ha registrato un ulteriore incremento del 2,3%, con le plug-in in aumento del 60%. A rafforzare il posizionamento nel mercato business è arrivato anche il riconoscimento DealerSTAT 2026, che ha premiato CUPRA come miglior marchio nelle vendite business secondo i dealer.
Gamma per flotte: dotazioni complete e formule dedicate
Per le aziende, l’offerta CUPRA si articola oggi su quattro leve: allestimenti Business, nuove proposte commerciali, versioni speciali e motorizzazioni plug-in hybrid.
La Gamma Business, lanciata in Italia a febbraio, nasce per rispondere alle esigenze del mercato professionale e contenere il costo complessivo di utilizzo senza rinunciare all’identità del marchio. Riguarda Terramar, Formentor e Leon Sportstourer, con prezzi di partenza rispettivamente di 43.900, 38.500 e 35.700 euro. La dotazione comprende il pacchetto Edge, la vernice metallizzata e cerchi in lega da 18 pollici. Il vantaggio per il cliente è avere una configurazione già completa, con meno necessità di ricorrere agli optional.
Per Formentor è arrivata anche la versione Impulse, annunciata a fine settembre, che si distingue per cerchi in lega da 19 pollici Artic Black Matt, tetto panoramico, Edge Pack e vernice metallizzata. Abbinata al motore 1.5 mild hybrid DSG da 150 CV, secondo la comunicazione commerciale consente un vantaggio cliente sulle dotazioni fino all’80%. Per aziende e partite IVA, il noleggio CUPRA Drive Way parte da 395 euro al mese, IVA esclusa e senza anticipo, per 36 mesi e 30.000 km complessivi.
Le Tribe Edition, introdotte nel corso dell’anno, aggiungono una componente di esclusività alla gamma di Leon, Leon Sportstourer, Formentor e Terramar. I prezzi di partenza indicati sono rispettivamente 36.100, 37.850, 39.700 e 45.350 euro. Tra gli elementi distintivi figurano i sedili con tecnologia 3D Knitting, i cui tessuti nella parte centrale sono realizzati con materiale riciclato al 100%, cerchi in lega con il 20% di materiale riciclato e la tinta esterna Manganese Matt. Design e attenzione ai materiali diventano così parte della proposta di valore, senza limitarsi alla sola estetica.
Infine, la tecnologia e-HYBRID ha un ruolo centrale per le flotte, anche grazie alla possibilità di coprire molti spostamenti quotidiani in modalità elettrica. Le versioni interessate utilizzano una batteria da 19,7 kWh, con autonomia elettrica superiore ai 100 km a seconda del modello e della configurazione. La ricarica in corrente continua arriva fino a 50 kW, mentre quella in corrente alternata raggiunge 11 kW.
Numeri concreti e valore nel tempo
Investire nel padel, cosa significa?
«Siamo stati i primi a crederci – spiega Vianello – mentre oggi sono in tanti a essere coinvolti. È uno sport che unisce, proprio come vogliamo fare noi, e in più permette di sviluppare una strategia comune sul territorio, in Italia come in Spagna, nel resto d’Europa e in America Latina. È un impegno che portiamo avanti nel tempo».
Come commentate i trend e la crescita del brand che avete mostrato?
«I numeri che comunichiamo sono numeri veri: non facciamo chilometri zero, operazioni strane o attività di push artificiale. L’anno si chiuderà bene anche grazie a un numero importante di contratti, con la quota delle plug-in che conta davvero molto».
Come si è evoluto il rapporto con i gestori delle flotte aziendali?
«All’inizio c’era diffidenza da parte di alcuni gestori: gli utenti chiedevano le nostre auto, ma non tutti erano disposti a inserirle. Oggi CUPRA non è più un marchio esotico: è riconosciuto e in tanti lo vogliono. Ci sono fleet manager più evoluti e altri più tradizionali, ma la percezione del marchio è cambiata».
Le versioni Business puntano su una dotazione completa di serie. Quanto conta questa scelta?
«Auto come queste, Formentor e Leon Business esposte all’evento, sono complete di serie e non richiedono optional aggiuntivi. Per noi sono versioni pensate per le aziende, che semplificano la configurazione della vettura e aiutano a gestire con maggiore chiarezza anche gli aspetti fiscali legati all’auto aziendale (decreto Omnibus, ndr)».
Quanto pesano il valore residuo e il Tco nelle scelte sulle auto aziendale?
«Avere una vettura che mantiene il proprio valore nel tempo e che è ben quotata sul mercato dell’usato aiuta molto. Al lancio del marchio non era scontato, ma le nostre auto sono state considerate bene dal mercato anche senza il nostro supporto, come mostrano le quotazioni Eurotax e l’andamento dell’usato. Spesso si parla solo di prezzo iniziale, ma alla fine conta il valore complessivo. Aggiungiamo i consumi ridotti delle plug-in e il design, molto apprezzato soprattutto dai driver più giovani».
Come vi confrontate con concorrenti particolarmente aggressivi e rapidi?
«Quando non si hanno regole da rispettare, è ovvio che si è più veloci. CUPRA, invece, rivendica la coerenza con il momento di mercato, con le regole e le convenzioni, oltre che con i nuovi trend. Alcuni concorrenti non hanno gli stessi vincoli di compliance. Il punto di forza del marchio è la velocità con cui è nato ed è cresciuto. E sul fatto di essere imitati, ormai molti ci stanno copiando».
Sostenibilità e digitale
Accanto al prodotto, la strategia CUPRA guarda agli strumenti digitali destinati ai fleet manager e ai driver. I team stanno lavorando per trasferire a bordo delle vetture un’esperienza sempre più vicina a quella degli smartphone: l’obiettivo è rendere disponibili in auto funzioni, servizi e informazioni che gli utenti utilizzano già nella vita quotidiana e professionale, con dati aggiornati e accessibili anche da remoto, 24 ore su 24.
C’è poi la gestione delle batterie a fine vita, un tema sempre più rilevante per le aziende attente alla sostenibilità e all’intero ciclo di vita dei veicoli plugin o elettrici (tra le nuove Bev più interessanti, figura infatti Cupra Raval).
Vianello sottolinea che, secondo CUPRA, esiste già una struttura operativa dedicata: «Non è soltanto un progetto futuro. Abbiamo una rete specializzata per gestire le batterie e il loro fine vita, con accordi locali nei diversi Paesi per sostituirle, ripristinarle o smaltirle. Possiamo inoltre contare su una filiera relativamente corta, con la produzione delle batterie direttamente in Spagna: un aspetto importante, considerando il peso della logistica».
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