Sentenza San Raffaele, audizione di Urbani in commissione Trasparenza
Al centro del confronto il risarcimento di circa 77 milioni di euro, la previsione di 82 milioni nella proposta di legge e i chiarimenti sugli interessi. Il direttore annuncia il mandato all�Avvocatura per il ricorso e il pagamento della sola quota certa. Il Pd chiede audizione del presidente Rocca prima della discussione in Aula.
20/10/2026 –
La commissione Trasparenza del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Massimiliano Valeriani, ha svolto un�audizione con il direttore regionale Salute, Andrea Urbani sulla sentenza del Consiglio di Stato relativa al risarcimento dovuto dalla Regione a San Raffaele Spa. Al centro della seduta, la quantificazione del debito, il calcolo degli interessi, le iniziative giudiziarie e le conseguenze sul bilancio sanitario.
In apertura, Valeriani ha ricostruito la vicenda, originata nel 2011 dalla riorganizzazione dell�offerta sanitaria del San Raffaele prevista dal decreto 62 del commissario e dagli interventi normativi sugli accordi per la riconversione delle strutture e la salvaguardia occupazionale. Il presidente ha ricordato il ricorso presentato dalla societ� al Tar nel 2012, con una richiesta risarcitoria di circa 21 milioni di euro, la pronuncia favorevole alla Regione del 2019 e il successivo giudizio di segno opposto del Consiglio di Stato del 2023, fino alla sentenza di ottemperanza del luglio 2026.
Valeriani ha chiesto chiarimenti sulla distanza tra la proposta regionale di accordo, pari a 3 milioni di euro e rifiutata dalla societ�, e l�importo riconosciuto in giudizio. Ha inoltre domandato perch� non fossero state intraprese prima ulteriori iniziative giudiziarie e quali fossero gli orientamenti dell�amministrazione sui ricorsi. Sul piano finanziario, ha richiamato la differenza tra i circa 77 milioni indicati dall�Avvocatura e gli 82 milioni previsti dalla proposta di legge, chiedendo ragione della quota di interessi contestata, richiamata nel dibattito in circa 6 milioni.
Urbani ha spiegato che la sentenza del luglio 2026 interviene in ottemperanza alla decisione del 2023 e riconosce circa 60 milioni di euro, cui si aggiungono circa 16,9 milioni per rivalutazione monetaria, oltre agli interessi legali fino al pagamento. Il direttore ha segnalato un�incertezza interpretativa sul calcolo degli interessi, legata alla formulazione della sentenza rispetto alla consulenza tecnica d�ufficio. La previsione di 82 milioni nella proposta di legge, ha precisato, risponde al criterio di prudenza e all�esigenza di garantire la copertura anche nell�ipotesi pi� sfavorevole per l�amministrazione: il pagamento riguarder� invece la quota certa, mentre sugli interessi saranno chiesti chiarimenti al Consiglio di Stato. Urbani ha inoltre dichiarato che � gi� stato conferito mandato all�Avvocatura per presentare ricorso.
Alessio D�Amato (Azione) ha chiesto perch� non si fosse proceduto con un ricorso gi� dopo la sentenza del 2023, richiamando i rilievi contenuti nella relazione regionale, i controlli dei ministeri dell�Economia e della Salute sul Dca 62 e la questione dei requisiti autorizzativi delle strutture. Ha inoltre sollevato il tema delle differenze tra la richiesta iniziale della societ� e la quantificazione della consulenza tecnica, rilevando difformit� nella perizia di parte rispetto ai posti letto considerati. D�Amato ha domandato chiarimenti sul riavvio dell�iter relativo alla struttura di Velletri nel settembre 2024, sull�andamento dei contratti con il gruppo e sull�aumento dei ricavi dal Servizio sanitario regionale che, secondo i bilanci da lui richiamati, sarebbe stato del 29 per cento tra il 2023 e il 2025. Ha infine chiesto se vi fossero stati rapporti professionali con Fiori, autore della perizia richiamata nel dibattito, anche in occasione degli Stati generali della Sanit�.
Adriano Zuccal� (M5s) ha concentrato le proprie domande sul passaggio dai 3 milioni proposti dalla Regione ai 60 milioni, oltre rivalutazione e interessi, riconosciuti in giudizio. Ha chiesto quali elementi avessero determinato tale differenza, quali fossero le basi del ricorso e da quali risorse sarebbero stati prelevati gli 82 milioni, con particolare attenzione ai fondi destinati ai livelli essenziali di assistenza. Anche Zuccal� ha sottolineato la necessit� di individuare con certezza la spesa da sostenere.
Marietta Tidei (Iv) ha sollecitato l�utilizzo di tutti gli strumenti di tutela della Regione, chiedendo di chiarire la forte discrepanza tra la valutazione regionale e quella del consulente tecnico d�ufficio. La consigliera ha inoltre osservato che l�importo riconosciuto risulta superiore alla richiesta inizialmente avanzata dalla societ�, pur a fronte dell�esclusione di alcune voci di danno. Claudio Marotta (Verdi-sinistra) ha chiesto un�assunzione di responsabilit� politica sulla gestione della vicenda, approfondimenti sugli interessi e sulle conseguenze per il bilancio, richiamando anche la questione dell�eventuale nomina di un commissario ad acta.
Marco Bertucci (FdI) ha richiamato il lavoro gi� svolto dalla commissione Bilancio e la lunga durata del contenzioso. Ha chiesto se, tra il 2012 e il 2019, fossero stati avviati tavoli o interlocuzioni per raggiungere un accordo e se esistesse documentazione al riguardo. Il consigliere ha inoltre posto il tema del possibile danno erariale connesso alla gestione del pagamento di una somma stabilita da una sentenza.
Emanuela Droghei (Pd) ha chiesto se il rischio di danno erariale potesse riguardare anche il pagamento di interessi non dovuti e se l�amministrazione intendesse versare l�intera cifra prevista dalla proposta di legge. Mario Ciarla (Pd) ha ribadito le prerogative del Consiglio nell�esame del provvedimento, chiedendo documentazione sulla stima degli interessi e sulla decisione di rinviarne il pagamento. Ha inoltre sollevato nuovamente il tema del mancato ricorso dopo la sentenza del 2023 e dei rapporti tra la Regione e il gruppo San Raffaele.
Daniele Leodori (Pd) ha ricordato i vincoli che, durante il commissariamento, subordinavano le scelte regionali al confronto con i ministeri competenti. Ha quindi indicato tre priorit�: definire con certezza il debito, riformulare la proposta di legge e presentare i ricorsi. Leodori ha espresso favore per un pagamento precauzionale della quota certa, sostenendo che gli interessi controversi dovrebbero essere riconosciuti soltanto una volta certificati.
Luciano Crea (Lista Rocca) ha sostenuto la correttezza della procedura, richiamando il carattere esecutivo della sentenza di ottemperanza e il fatto che la valutazione del consulente tecnico sia stata recepita dal Consiglio di Stato. Secondo Crea, il pagamento tempestivo, anche in presenza di un ricorso, consente di evitare ulteriori interessi in caso di soccombenza e di non esporre l�amministrazione ad altri rischi.
Nelle risposte, Urbani ha ribadito la distinzione tra la copertura finanziaria prudenziale e il pagamento della quota certa. Sulla distanza tra le valutazioni economiche, si � impegnato a depositare la perizia regionale, affermando che il consulente tecnico d�ufficio avrebbe sostanzialmente recepito la perizia di parte. Quanto alla mancata impugnazione della sentenza del 2023, ha ricondotto le strategie processuali alle competenze dell�Avvocatura.
Sul versante finanziario, il direttore ha indicato il Fondo sanitario nazionale come fonte delle risorse, precisando che l�equilibrio sar� valutato a fine anno. Ha richiamato accantonamenti per 17 milioni su indicazione dell�Avvocatura e ulteriori accantonamenti, specificando che la parte restante costituir� un costo del 2026. Ha inoltre escluso di aver indicato come fonte i fondi destinati al contenzioso delle Asl e ricordato che i vincoli del piano di rientro restano in vigore anche dopo la fine del commissariamento.
Urbani ha escluso collegamenti tra l�eventuale riapertura della struttura di Velletri e la vicenda risarcitoria. Ha spiegato che le scelte sui budget rispondono a criteri complessivi di sistema e non riguardano singoli gruppi, ricordando il peso del San Raffaele nell�offerta regionale di post-acuzie. Sui rapporti professionali con Fiori, ha dichiarato che non gli risultano, riservandosi un�ulteriore verifica.
A una successiva domanda di D�Amato su eventuali pignoramenti da parte di soggetti terzi titolari di crediti ceduti dal San Raffaele, Urbani ha risposto che l�Avvocatura sta seguendo le problematiche, segnalando casi relativi a fatture gi� pagate e cedute a terzi.
Prima della fine dell�audizione Ciarla ha chiesto che, prima dell�approdo del provvedimento in Aula, il presidente della Regione e assessore alla Sanit�, Francesco Rocca, intervenga in commissione Trasparenza per fornire ulteriori chiarimenti.
� A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio
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