#Finsubito news dalla rete – Rafforzare le cure neonatali in Etiopia: due anni di impegno condiviso e risultati concreti


Come si può rafforzare l’assistenza neonatale e renderla più sostenibile? È stata questa la domanda centrale alla base del progetto Strengthening Neonatology in Ethiopia, realizzato in collaborazione con la Union of European Neonatal and Perinatal Societies (Uenps) e con il sostegno finanziario della Cooperazione Italiana.

L’iniziativa ha mirato a migliorare la qualità delle cure nei reparti di maternità e neonatologia dell’Ospedale Generale Suhul a Shire (Tigray) e dell’Ospedale Black Lion ad Addis Abeba, attraverso l’ammodernamento sostenibile delle infrastrutture e delle attrezzature e il rafforzamento delle competenze nazionali nell’assistenza neonatale.

Coinvolgendo il Ministero della Salute Federale Etiope (EFMoH), promuovendo la collaborazione con la Società Etiope di Pediatria (Eps) e coinvolgendo esperti internazionali della Uenps, il progetto ha mirato anche a costruire partnership sostenibili e a promuovere scambi nazionali e internazionali per rafforzare il sistema sanitario neonatale nel suo complesso.

Il progetto si è concluso di recente con un evento ufficiale ad Addis Abeba, che ha riunito le istituzioni e i partner coinvolti per riflettere sui risultati raggiunti e sulle sfide future.

«È un giorno emozionante per me, poiché due anni fa ho partecipato al lancio del progetto in Tigrai. Abbiamo visto quanto abbia contribuito a sostenere le comunità vulnerabili. Questo progetto riguarda anche l’equità e l’investimento sui neonati, rafforzando la capacità dell’Etiopia di crescere e prosperare. La nostra ambizione è sostenere lo sviluppo di un sistema sanitario integrato e sostenibile, in cui ogni madre e ogni bambino abbiano l’opportunità di sopravvivere e prosperare, indipendentemente da dove nascano», ha dichiarato Luca Carpintieri, Ambasciata d’Italia.

L’evento di chiusura è stato l’occasione per fare il punto su due anni di sforzi congiunti volti a ridurre la mortalità materna e neonatale, e per riaffermare l’impegno condiviso a migliorare le cure per madri e neonati.

«Il Ministero ha fatto della salute dei neonati una priorità, ma siamo ancora lontani dal raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG). Le evidenze mostrano che sappiamo cosa occorre fare — ha commentato la Dr.ssa Mariamawit, Direttrice per la Salute Materno-Infantile presso il Ministero della Salute — Ora dobbiamo agire. Il Ministero della Salute garantirà che gli investimenti siano efficaci, efficienti e raggiungano i neonati più vulnerabili. Dobbiamo ampliare questo sostegno e mettere a sistema ciò che impariamo, insieme».

L’importanza degli investimenti a lungo termine e dell’appropriazione locale è stata sottolineata anche dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).

«Oggi celebriamo la conclusione di questo progetto, ma è anche un’opportunità per riflettere sul futuro. L’AICS rimane impegnata a investire ulteriormente nell’assistenza neonatale. La salute materno-infantile resta una priorità, e investire nella cura neonatale significa non solo fornire attrezzature, ma anche rafforzare la qualità delle cure e le risorse umane. Le lezioni apprese da questo progetto forniranno le basi per migliorare l’assistenza neonatale nell’ambito di un sistema sanitario integrato in Etiopia», ha commentato Michele Morana, Direttore dell’Aics.

Rafforzare gli ospedali e i professionisti sanitari

Uno degli investimenti più strategici del progetto è stato la fornitura e l’installazione di apparecchiature biomedicali in entrambi gli ospedali. Le attrezzature e le forniture essenziali hanno incluso macchinari CPAP, isole neonatali radianti, unità di fototerapia, incubatrici, concentratori di ossigeno, aspiratori e attrezzature per la rianimazione neonatale, oltre a farmaci postnatali, parti di ricambio biomedicali e strumenti di manutenzione.

Tuttavia, rafforzare la cura neonatale richiede molto più di infrastrutture e attrezzature. Garantire che le strutture sanitarie possano mantenere i propri servizi nel tempo dipende anche dalle competenze dei professionisti sanitari e dalla capacità delle istituzioni locali di sostenere gli investimenti effettuati.

Per questo motivo, la formazione e il rafforzamento delle competenze sono stati componenti centrali del progetto. In totale, 370 professionisti sanitari hanno preso parte alle iniziative di formazione sostenute dal progetto, mentre 121 operatori sanitari, rappresentanti del settore e altri stakeholder hanno partecipato a workshop dedicati.

Combinando gli investimenti in attrezzature con lo sviluppo professionale e la collaborazione istituzionale, il progetto ha cercato di rafforzare non solo i servizi disponibili oggi, ma anche la capacità di offrire cure neonatali di qualità in futuro.

Risultati chiave del progetto

Da agosto 2024 a settembre 2026, il progetto ha ottenuto risultati tangibili nel migliorare l’accesso alle cure materno-infantili, rafforzare le competenze dei professionisti sanitari e ammodernare le strutture ospedaliere.

  • 30.841 beneficiari diretti raggiunti
  • 22.083 donne in gravidanza hanno ricevuto servizi di assistenza alla maternità.
  • 8.267 neonati sono stati ricoverati nelle unità di terapia intensiva neonatale (TIN) e hanno ricevuto cure.
  • 370 professionisti sanitari hanno rafforzato le proprie competenze nell’assistenza neonatale.
  • 121 operatori sanitari, rappresentanti del settore sanitario e partner hanno partecipato ai workshop sostenuti dal progetto.
  • Il 90% dei neonati ricoverati in terapia intensiva neonatale è guarito.
  • Il 91% delle donne in gravidanza e delle neo-mamme ha riferito di aver ricevuto servizi adeguati, empatici, rispettosi e premurosi (CRC).
  • 2 reparti di neonatologia riabilitati o ristrutturati.
  • 2 centri di manutenzione delle apparecchiature biomedicali rafforzati.

La conclusione del progetto segna un importante traguardo, ma il lavoro per migliorare l’assistenza neonatale in Etiopia deve proseguire.

I risultati raggiunti dimostrano l’importanza di combinare gli investimenti in infrastrutture e attrezzature sanitarie con la formazione professionale, la collaborazione istituzionale e la sostenibilità a lungo termine. Sulla base dell’esperienza acquisita, delle partnership stabilite e delle lezioni apprese, l’obiettivo condiviso rimane chiaro: garantire che ogni neonato abbia accesso a cure di qualità e che ogni madre abbia l’opportunità di ricevere un’assistenza sanitaria sicura, rispettosa e adeguata, ovunque viva.


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