Le donazioni di Musk a 73 milioni di minori e Anthropic che destina il 5% al bene pubblico: le risposte della tecnologia ai timori su AI e lavoro
Un’azione SpaceX a ogni bambino americano, a partire dal prossimo anno. Elon Musk annuncia una donazione potenziale di quasi 11 miliardi di dollari e il titolo della società, che controlla anche xAI, sale del 2,8% sul Nasdaq. La promessa arriva dopo l’annuncio di Anthropic, che il 18 ottobre ha presentato un fondo per il bene pubblico al quale intende destinare il 5% di azioni proprie. Due iniziative diverse, mentre crescono i timori per gli effetti dell’intelligenza artificiale sull’occupazione e sulle comunità che ne ospitano le infrastrutture.
L’annuncio di Musk
«L’anno prossimo darò una delle mie azioni SpaceX a ogni bambino in America», ha scritto Musk su X, fissando il post e presentando l’iniziativa come la prima di molte. Ai 150,15 dollari della quotazione attuale (+2,82% a metà seduta), distribuire un titolo a ciascuno dei circa 73 milioni di minori negli Stati Uniti significherebbe trasferire un patrimonio di quasi 11 miliardi di dollari. Sono azioni personali del fondatore: il valore ricevuto dai beneficiari seguirebbe quindi l’andamento di Borsa della società.
Mancano ancora le modalità operative: chi avrà diritto ai titoli, come li riceverà e quando potrà venderli. Un possibile canale sono i Trump Accounts, conti di investimento per i minori ai quali possono contribuire privati e imprese. La presidente di SpaceX, Gwynne Shotwell, e il marito hanno già promesso azioni a oltre due milioni di bambini attraverso questo programma. Musk non ha però precisato se seguirà la stessa strada.
La sua è anche una risposta ad Anthropic: commentando l’annuncio del gruppo di Dario Amodei, ha infatti raccomandato di dare le azioni direttamente ai cittadini. Il progetto della società che sviluppa Claude prevede invece di riunire una parte del capitale in un veicolo destinato a finanziare interventi di interesse pubblico.
Nel post del 18 ottobre, Anthropic indica un primo conferimento del 5%, subordinato all’approvazione degli azionisti. La partecipazione potrà crescere: per ogni aumento del 50% del valore dell’azienda oltre una soglia prestabilita, il consiglio avrà la facoltà di assegnare al fondo un ulteriore 2% delle azioni. L’incremento non sarà dunque automatico.
Il fondo sarà una società a responsabilità limitata interamente controllata da Anthropic, una struttura scelta per consentire forme diverse di intervento: grandi donazioni a organizzazioni non profit oppure distribuzioni dirette a specifiche categorie di persone. Non potrà utilizzare le azioni per lobbying o contributi politici, negli Stati Uniti o all’estero, mentre i dettagli su governance e soglie di valutazione saranno illustrati nei prossimi mesi.
Il lavoro è uno degli ambiti indicati in modo esplicito nel post. «L’AI può generare un enorme valore economico, ma potrebbe anche causare instabilità per molti lavoratori», scrive Anthropic. La società ha già impegnato 200 milioni di dollari per studiare e affrontare il problema, ma riconosce che la velocità del progresso potrebbe richiedere interventi più ambiziosi.
Il nuovo fondo si aggiunge all’impegno assunto dai cofondatori alla nascita di Anthropic: donare l’80% delle proprie partecipazioni. E al programma che affianca con azioni aziendali quelle donate dai dipendenti. Sommando queste iniziative, secondo Anthropic circa il 20% del capitale sarà destinato al bene pubblico. Non si tratta di liquidità già disponibile: valore e capacità di spesa dipenderanno dalle azioni e dalle modalità con cui saranno impiegate.
La scelta comune è usare una parte della proprietà delle imprese per distribuire la ricchezza tecnologica. Musk punta sulla partecipazione individuale; Anthropic sulla possibilità di finanziare interventi mirati. In entrambi i casi, la dotazione resta legata al valore delle aziende dalle quali proviene.
Queste iniziative arrivano in un clima meno favorevole all’industria. Un sondaggio Associated Press-Norc rileva che il 64% degli americani considera troppo rapido lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, contro l’8% che lo giudica troppo lento. Alle preoccupazioni sulla sicurezza si affiancano quelle per la perdita del lavoro e per l’impatto sociale e ambientale della costruzione dei data center.
Gli annunci di Anthropic e Musk possono essere letti anche come un tentativo di rispondere a questa opposizione, offrendo benefici più riconoscibili della promessa di una futura crescita della produttività. Anche se lo fanno in modo diverso: un’azione assegnata a un bambino costituisce un risparmio potenziale, mentre un fondo che può intervenire sul mercato del lavoro potrebbe contribuire a sostenere persone che devono cambiare occupazione.
Il problema sarà finanziare il tempo necessario per cambiare lavoro: sostenere i redditi, riqualificare le persone e accompagnarle verso nuove occupazioni durante la transizione richiederà risorse notevoli in un momento in cui il debito pubblico cresce in tutto il mondo, riducendo lo spazio fiscale dei governi. Anche se l’AI creerà altri impieghi, chi perde il proprio potrebbe non avere subito le competenze richieste. Big Tech prova a lanciare un primo segnale.
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