#Finsubito news dalla rete – L’economia cinese cresce più del previsto grazie all’export, domanda interna ferma


Le borse della Cina hanno iniziato la settimana con un modesto rialzo. L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen sale dello 0,1%, da inizio mese il ribasso è del 4,2%.  

L’economia cinese dipende dall’estero

La crescita economica si posizione nell’intervallo indicato dalle autorità  di Pechino, ma solo grazie alla produzione industriale e alle esportazioni, mentre i consumi interni restano deboli. 

Nel terzo trimestre il Pil è salito del 4,5% sull’anno, sopra le attese e in accelerazione dal 4,3% del secondo trimestre. Nei primi nove mesi l’espansione è del 4,6%, entro l’obiettivo annuo del 4,5-5%.

A settembre la produzione industriale è cresciuta del 5,5%, il ritmo più alto da sei mesi, le vendite al dettaglio solo dell’1,1% (con l’aiuto di prezzi in lieve risalita e di una festività anticipata), mentre gli investimenti in immobilizzazioni sono scesi del 7,2% da gennaio.

Il mercato immobiliare resta in crisi da cinque anni, la disoccupazione è al 5,2% ma il dato è migliorato anche dalla diffusione dei lavori occasionali, e le esportazioni corrono a ritmi superiori a un terzo. Il surplus commerciale supererà così i 1.200 miliardi di dollari del 2025. Lo yuan è ai massimi dal luglio 2022.

I commenti degli economisti

Gli economisti ritengono che le misure varate da fine settembre, rivolte soprattutto agli investimenti, bastino a centrare l’obiettivo senza altri stimoli. Il sostegno resterà sui livelli attuali e Dave Chia di Moody’s Analytics,  avverte che la crescita dipende da un solo motore esterno che mostra i primi segni di affaticamento.

Per Michelle Lam di Société Générale l’espansione dell’export ha dei limiti, senza un sostegno ai redditi delle famiglie la Cina resterà a lungo con bassa inflazione e crescita modesta.

Il resto del mondo sta iniziando a mettere a freno l’aggressività cinese. L’Unione europea ha concordato con Pechino un tetto all’export di auto ibride e prepara altre restrizioni, dopo che a settembre i surplus con Germania e Francia sono più che triplicati.

Come cambia la vita in Cina 

Reuters racconta di Zhang Chao, manager delle vendite di un’azienda per fari per motociclette, ha quasi smesso di vendere in Cina: “C’è troppa concorrenza e non ci sono profitti”, dice, mentre all’estero gli ordini sono raddoppiati e le barriere all’ingresso sono più basse. La guerra dei prezzi spinge le imprese a tagliare i costi, personale compreso.

Laura Shi, senza lavoro come venditrice da giugno, ha comunque fatto un viaggio in auto durante la settimana di festa di ottobre, ma ha dormito in macchina quasi ogni notte per risparmiare sugli alberghi. Nelle stesse vacanze la spesa media per viaggio è scesa ai minimi da quattro anni.

A Ningbo il proprietario di un ristorante, di cognome Dai, racconta che molti clienti portano il vino da casa invece di ordinarlo: “Ormai tutti tagliano posti di lavoro”, dice.

Banca centrale in manovra

La banca centrale cinese vuole rendere il tasso overnight il nuovo riferimento della politica monetaria, avvicinandosi alle principali banche centrali e aprendo la strada a un possibile calo del costo del denaro. Lo ha annunciato il governatore Pan Gongsheng al Financial Street Forum di Pechino.

La Pboc studierà quando spostare le operazioni di mercato aperto sulla scadenza a un giorno, e il tasso sui pronti contro termine inverso overnight sostituirà quello a sette giorni, oggi all’1,4%.

Per Huatai Securities, la mossa anticipata nel forum equivale a un taglio dei tassi di fatto.

Il tasso interbancario a un giorno, il più scambiato, è già l’obiettivo della banca centrale e a ottobre è sceso sotto l’1,3%, ai minimi da maggio.

Per Xing Zhaopeng di Anz,  la mossa cambierà in modo sostanziale il quadro della politica monetaria, anche se il livello del nuovo tasso resta incerto.

Investire nelle borse cinesi tramite gli ETF

Tra gli ETF quotati alla Borsa di Milano che investono sulle borse della Cina, segnaliamo i seguenti, ciascuno dei quali contraddistinto da caratteristiche specifiche. Ciò consente acquisti complementari: il primo offre maggiore esposizione ai titoli dell’alta tecnologia; il secondo replica l’indice CSI 300; il terzo direziona le risorse verso le società tech quotate a Taiwan.

 

Da inizio 2026: -10,89%

L’ETF (FLXC) investe in azioni a grande e media capitalizzazione in Cina e replica il rendimento dell’indice FTSE China 30/18 Capped. L’indice ha un’ampia copertura delle classi di azioni cinesi, tra cui le azioni A, B, H, N; le azioni Red, P, S Chips. I componenti di tipologia A sono disponibili per gli investitori internazionali attraverso il Northbound China Stock Connect Scheme. Il peso dei singoli componenti viene ponderato tenendo conto del flottante e delle restrizioni applicate agli investitori stranieri. E’ rivisto semestralmente. Replica fisica. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Non distribuisce dividendi. Costi di gestione 0,19% annuo. Leggi il documento KID. 

Gli indici FTSE Russell UCITS Capped sono ponderati per la capitalizzazione di borsa e progettati per limitare la concentrazione in ogni singola azione nel rispetto dei requisiti di diversificazione richiesti dall’Unione Europea (UCITS). In particolare, l’indice FTSE China 30/18 Capped rappresenta la performance delle società medio/grandi quotate sulla borsa cinese. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l’eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%. I primi cinque titoli presenti in ordine di peso sono:

 

 

Da inizio 2026: +2,6%

L’ETF (XCHA) replica l’andamento dell’indice CSI  300, indice che riflette l’andamento delle azioni di 300 società quotate sulla Borsa Valori di Shanghai e sulla Borsa Valori di Shenzhen (Azioni Cina A). Non distribuisce un dividendo. Spesa corrente annua 0,50%. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Leggi il Documento KID.

Per investire con la massima diversificazione sulla Borsa di Taiwan, Piazza Affari mette a disposizione il seguente strumento specializzato:

 

Da inizio 2026: +74,3%

Obiettivo dell’ETF (FLXT) è replicare con acquisti fisici (azioni e non derivati) l’andamento delle principali blue chip della borsa di Taiwan tramite l’indice FTSE Taiwan 30/18 Capped Net Return. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Commissioni totali annue (Ter) 0,19%. Leggi il documento KID. L’indice FTSE Taiwan 30/18 Capped, a sua volta, replica l’andamento dei titoli azionari a grande e media capitalizzazione della borsa di Taiwan. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l’eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%.

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ICHN – L’iShares MSCI China UCITS ETF USD (Acc) replica fisicamente e integralmente l’indice MSCI China, investendo direttamente nei titoli che lo compongono. Offre un’esposizione ampia alle società cinesi a grande e media capitalizzazione, includendo diverse tipologie di azioni cinesi, tra cui A Shares, H Shares, B Shares, Red Chips e P Chips, oltre a società cinesi quotate all’estero. È quindi uno strumento diversificato per esporsi al mercato azionario cinese. L’ETF è ad accumulazione, con reinvestimento dei dividendi, presenta un TER dello 0,28% annuo e un patrimonio gestito di circa 2,21 miliardi di euro.

Da inizio anno -14%.

Per chi preferisce la distribuzione dei dividendi, è disponibile anche l’ETF ICHD (ISIN – IE00BL977C92), che replica lo stesso indice ma con politica di distribuzione anziché di accumulazione.

 

 

 


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