#Finsubito news dalla rete – Manifesto e linee guida ESG


Si conclude oggi a Catania la prima edizione del Forum nazionale dello sport sostenibile. 

Da giovedì 15 a sabato 17 ottobre il Centro fieristico congressuale Le Ciminiere ha ospitato tre giorni di lavori, dalle 9.30 alle 18.30. La giornata conclusiva è dedicata a buone pratiche, legacy, casi studio e laboratori di sintesi, e culmina con la presentazione del documento finale e le conclusioni istituzionali.

“Con il Forum Nazionale dello Sport Sostenibile vogliamo portare Catania al centro di una riflessione nazionale nuova, concreta e necessaria”, aveva spiegato alla vigilia Salvo Peci, amministratore delegato di Amazing, la società organizzatrice. E ancora: “Siamo orgogliosi che tutto questo parta da Catania”.

Che cos’è il Forum

Il Forum nasce come appuntamento di confronto e proposta, con l’obiettivo di costruire una strategia nazionale che renda lo sport parte integrante delle politiche di sostenibilità. Al centro c’è il rapporto tra pratica sportiva, ambiente, salute, educazione, prevenzione, economia circolare, impianti efficienti e coesione sociale.

Lo sport viene letto non soltanto come attività fisica o competizione, ma come linguaggio collettivo, leva educativa e strumento di trasformazione delle comunità. In questa prospettiva, la sostenibilità diventa la terza dimensione dello sport italiano, accanto alla salute e all’istruzione.

Gli obiettivi strategici

Il Forum si è dato sette obiettivi:

– promuovere una nuova cultura dello sport sostenibile;

– favorire il dialogo tra istituzioni, federazioni, società sportive, imprese e territori;

– diffondere modelli ESG applicati allo sport e alla gestione degli impianti;

– valorizzare eventi sportivi a ridotto impatto ambientale;

– rafforzare il ruolo dello sport come strumento di inclusione, prevenzione e salute pubblica;

– costruire una rete stabile di soggetti pubblici e privati impegnati nella sostenibilità dello sport;

– produrre un documento di indirizzo nazionale e linee guida operative dopo l’evento.

Il Manifesto e la visione

Il cuore culturale dell’iniziativa è il Manifesto dello sport sostenibile, un appello all’azione rivolto a istituzioni, mondo sportivo, imprese, comunità educanti e cittadini. Il documento riconosce nello sport una forza aggregatrice capace di promuovere comportamenti virtuosi, benessere, inclusione e rispetto del pianeta.

La visione è ambiziosa: fare dell’Italia un modello internazionale di sport sostenibile, in cui ogni attività, dal livello di base ai grandi eventi, sia in armonia con l’ambiente, promuova inclusione e benessere e contribuisca agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

I principi fondamentali

Il Manifesto poggia su sei pilastri.

– Integrazione con l’Agenda 2030: lo sport tocca tutti i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile e può contribuire a persone, prosperità, pace, partnership e tutela del pianeta.

– Responsabilità ambientale: bisogna ridurre l’impatto di eventi, impianti e pratiche sportive, promuovendo modelli organizzativi e stili di vita sostenibili.

– Valorizzazione sociale: lo sport deve essere accessibile, inclusivo e capace di ridurre le disparità geografiche e sociali.

– Innovazione ed efficienza: servono impianti efficienti, eventi plastic-free, mobilità sostenibile, energie rinnovabili e gestione responsabile delle risorse.

– Cultura del movimento e prevenzione: la pratica sportiva è lo strumento per contrastare la sedentarietà e migliorare gli indicatori di salute pubblica.

– Monitoraggio e trasparenza: occorrono indicatori chiari per misurare progressi, impatti e risultati delle politiche sportive sostenibili.

Le aree tematiche: dall’ESG alla sanità, dall’architettura alle scuole

Il programma ha intrecciato convegni e pratica sportiva. La sezione ESG (acronimo di Environmental, Social, Governance, cioè ambiente, società e governance), definita il cuore operativo del Forum, si è articolata in quattro moduli: quadro normativo e standard, ESG e strategia aziendale, strumenti operativi per indicatori e rendicontazione, e infine il legame tra ESG e valore economico, cioè bandi, finanziamenti, rating e reputazione.

La Mostra convegno sanità, hub scientifico interno al Forum, si è concentrata sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, sull’alimentazione consapevole, sulla lotta al tabagismo e su innovazioni come digital health, intelligenza artificiale e telemedicina. Ampio spazio anche alla nutraceutica, con esposizione e seminari sul ruolo degli integratori come supporto, e non sostituto, di una dieta equilibrata.

Il ciclo “Progettare impianti, città e legacy”, patrocinato dal Consiglio nazionale degli architetti, ha messo a confronto quattro casi: il sistema Juventus tra Allianz Stadium, Continassa e J-Village, i progetti degli stadi di Palermo e Venezia firmati GAE Engineering, e il nuovo centro tennis “Magna Grecia” per i Giochi del Mediterraneo 2026 di Taranto, dello studio Pettene & Partners.

Accanto ai convegni, il padiglione F1 ha ospitato le aree dedicate a fitness, arti marziali e sport da combattimento (compreso il tradizionale bastone siciliano), benessere, danza e folklore, nuovi sport come parkour e aerial yoga, e un’area “non violenza” con percorsi di autodifesa, contro il bullismo e per la prevenzione della violenza sulle donne. 

Completano il quadro il villaggio sportivo dell’Università, con formazione, ricerca e tirocini, e le attività per gli studenti di ogni ordine e grado su riciclo, economia circolare e stili di vita sani. 

Un focus specifico è stato dedicato agli sport ad alta sostenibilità, dalla corsa al ciclismo, dagli sport d’acqua senza motore all’arrampicata in falesia.

I numeri dello sport sostenibile, dalla tecnologia agli investimenti

Dietro il tema della sostenibilità c’è un’industria che pesa sempre di più sull’economia. Secondo il Rapporto Sport 2025, curato dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale con Sport e Salute, il settore genera 32 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’1,5% del Pil, e dà lavoro a 421mila persone. La domanda è in crescita: gli italiani attivi sono 38 milioni, due su tre.

Il collo di bottiglia restano le infrastrutture. Oltre il 40% degli impianti sportivi ha bisogno di essere riqualificato, ed è qui che la sostenibilità diventa anche un’opportunità di business. Efficientamento energetico, rinnovabili, gestione dell’acqua e dei materiali riducono i costi operativi di palestre, piscine e stadi, e un buon profilo ESG apre l’accesso a bandi, finanziamenti agevolati e investitori attenti ai rating di sostenibilità. Anche il ritorno sociale è misurabile: i progetti infrastrutturali finanziati dall’Icsc generano un ritorno sociale superiore a 4,8 volte l’investimento. Il secondo motore è la tecnologia. Secondo Fortune Business Insights, il mercato globale della sports technology passerà da 39,64 miliardi di dollari nel 2026 a 192,27 miliardi entro il 2034, con una crescita media annua del 21,8%. Per l’American College of Sports Medicine, la wearable technology è la prima tendenza del fitness nel 2026: dispositivi indossabili collegati a sistemi di intelligenza artificiale analizzano movimento, carichi di lavoro e parametri fisiologici. Al Forum questa frontiera si è vista in concreto, dalla telemedicina alla teleriabilitazione in realtà virtuale dell’Asp di Siracusa, fino all’innovazione di prodotto, come le palline da tennis Triniti di Wilson, progettate per durare quattro volte di più di quelle tradizionali e vendute in confezioni di materiale riciclato.

Anche in Italia si muove il capitale di rischio. A settembre, all’Allianz Stadium di Torino, l’acceleratore VitalMatch, parte della rete nazionale di CDP Venture Capital, ha presentato sette startup tra sport, benessere e salute nel suo primo Demo Day. A marzo Wearable Robotics, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che sviluppa esoscheletri per la riabilitazione, ha chiuso una Series A da 5 milioni di euro. È il segnale che sport, salute e innovazione stanno diventando una filiera unica, in cui la sostenibilità non è più solo un valore, ma un vantaggio competitivo.

Il Forum è organizzato da Amazing srl, società catanese di eventi, con Pianeta Consulting e Seven MHF, e con RSC Radio Studio Centrale come radio ufficiale. Ampio il fronte istituzionale dei patrocini: il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, l’Ispra e il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, la Presidenza della Regione Siciliana, il Comune e la Città metropolitana di Catania, l’Università di Catania, Sport e Salute e il Coni Sicilia. Hanno aderito anche il Consiglio nazionale degli architetti, l’Ordine dei medici di Catania e la Fondazione Inarcassa, insieme a enti di promozione sportiva come Asi, Csain e Us Acli.

Sul territorio, la rete si è allargata alla sanità e alla scuola. L’Asp di Siracusa ha presentato soluzioni che integrano sport, tecnologia e inclusione nei percorsi di cura, tra cui il progetto Nirvana di teleriabilitazione con realtà virtuale e il progetto Aree verdi per la riabilitazione all’aperto. Tra gli espositori anche l’Iis Fermi-Eredia di Catania: secondo la circolare dell’istituto, le attività per le scuole sono finanziate dall’assessorato regionale all’Istruzione, con il Mercato agroalimentare di Sicilia (Maas) che ha fornito frutta di stagione distribuita dagli studenti ai visitatori.

Dopo Catania: le linee guida ESG per lo sport

Il Forum non si esaurisce nei tre giorni di evento. Il risultato principale atteso è un documento di indirizzo nazionale, le “Linee guida ESG per il settore sportivo”, pensato per accompagnare enti, imprese e organizzazioni sportive verso modelli di gestione sostenibili, misurabili e trasparenti. I temi spaziano dalla riduzione dell’impatto ambientale di eventi e impianti all’efficienza energetica, da inclusione e parità di genere alla governance trasparente, fino alla rendicontazione e al monitoraggio periodico degli standard. La vera sfida, ora, è trasformare il Manifesto in pratiche concrete: negli impianti, nei grandi eventi e nelle piccole società sportive dei territori.


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