I futures sugli indici azionari statunitensi hanno registrato ribassi giovedì, mentre le preoccupazioni per le valutazioni delle società di intelligenza artificiale, l’indebitamento aziendale e la prospettiva di tassi di interesse più elevati hanno continuato a pesare sul sentiment degli investitori, nonostante le notizie sulla forte crescita dei ricavi di Anthropic e sugli utili trimestrali record di Taiwan Semiconductor Manufacturing Company.
Alle 02:54 ET (06:54 GMT), i futures sul Dow Jones guadagnavano 27 punti, pari allo 0,1%, mentre quelli sull’S&P 500 perdevano 38 punti, ovvero lo 0,5%. I futures sul Nasdaq 100 scendevano di 407 punti, pari all’1,4%, segnalando ulteriori pressioni sui titoli tecnologici prima dell’apertura di Wall Street.
La debolezza seguiva il forte calo della seduta precedente, quando dati sull’inflazione statunitense superiori alle attese avevano spinto gli investitori a rivedere le prospettive sui tassi di interesse della Federal Reserve.
L’S&P 500 e il Nasdaq Composite avevano registrato le maggiori perdite giornaliere da luglio, con le società legate all’intelligenza artificiale particolarmente penalizzate.
I timori sugli investimenti nell’IA pesano sui titoli tecnologici
Le vendite di mercoledì sono seguite alla pubblicazione dei dati sui prezzi al consumo negli Stati Uniti, che hanno mostrato un aumento dell’inflazione di settembre superiore alle aspettative.
I dati hanno spinto gli investitori ad aumentare le probabilità attribuite a un possibile rialzo dei tassi della Federal Reserve nella riunione prevista entro la fine del mese, facendo salire i rendimenti dei Treasury statunitensi e mettendo sotto pressione le valutazioni azionarie.
Le vendite sui titoli di Stato si sono attenuate nella parte finale della seduta, con alcuni analisti che hanno attribuito il movimento al trasferimento di capitali dalle azioni più rischiose legate all’IA verso il debito pubblico americano.
Sono inoltre aumentate le preoccupazioni sulla sostenibilità dell’indebitamento su larga scala utilizzato per finanziare le infrastrutture di intelligenza artificiale, soprattutto in un contesto di costi di finanziamento elevati e crescente concorrenza nel settore.
CoreWeave (NASDAQ:CRWV), società di infrastrutture cloud fortemente esposta alla domanda di capacità di calcolo per l’IA, è stata tra le più colpite.
Le sue azioni hanno perso oltre il 15%, mentre alcune obbligazioni della società sono scese a nuovi minimi sul mercato secondario.
I movimenti hanno evidenziato la crescente attenzione degli investitori ai rischi finanziari associati all’espansione del settore dell’intelligenza artificiale finanziata attraverso il debito.
Anthropic avrebbe registrato una crescita trimestrale dei ricavi del 45%
Anthropic (NASDAQ:ANTP) avrebbe comunicato mercoledì agli investitori istituzionali un aumento del 45% dei ricavi nel terzo trimestre, fino a circa 16,8 miliardi di dollari.
Secondo il Wall Street Journal, la società sviluppatrice del chatbot Claude aveva precedentemente registrato ricavi pari a 11,6 miliardi di dollari nel secondo trimestre e inferiori a 5 miliardi nel primo trimestre.
I dati suggeriscono che la domanda per i prodotti di intelligenza artificiale di Anthropic abbia continuato a crescere in misura significativa, sebbene il ritmo di espansione trimestrale abbia rallentato.
Gli analisti di Vital Knowledge hanno osservato che l’incremento riportato sarebbe considerato particolarmente elevato nella maggior parte dei settori, ma che le aspettative nei confronti delle società di IA sono diventate eccezionalmente alte.
Secondo gli analisti, una crescita di questa portata sarebbe accolta positivamente “in qualsiasi contesto normale”, ma il rallentamento del ritmo di espansione potrebbe influenzare il sentiment degli investitori.
“Nel mondo dell’intelligenza artificiale, dove gli investitori sono abituati a numeri dalla crescita parabolica, un rallentamento della crescita indebolisce il sentiment”, hanno scritto gli analisti.
I dati riportati hanno attirato l’attenzione anche per le aspettative legate alla possibile quotazione in Borsa di Anthropic.
Secondo il Wall Street Journal, la società starebbe valutando una raccolta di capitali fino a 100 miliardi di dollari, sulla base di una valutazione di circa 2.000 miliardi di dollari.
Non è stato annunciato un calendario definitivo per la possibile offerta pubblica iniziale, anche se il quotidiano ha indicato che Anthropic potrebbe comunicare ulteriori dettagli operativi nella documentazione relativa alla quotazione nelle prossime settimane.
TSMC registra utili record grazie alla domanda di chip per l’IA
Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (NYSE:TSM) ha comunicato utili trimestrali record, fornendo ulteriori indicazioni sulla solidità della domanda di semiconduttori utilizzati nelle infrastrutture di intelligenza artificiale.
Il maggiore produttore mondiale di chip per conto terzi ha registrato un utile netto di 763,06 miliardi di dollari taiwanesi (NT$) nei tre mesi conclusi il 30 settembre, in aumento del 69% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il risultato ha superato la previsione di 746,3 miliardi di NT$, basata sulle stime LSEG citate da Reuters.
I ricavi trimestrali sono aumentati del 50%, raggiungendo 1.490 miliardi di NT$.
TSMC ha riportato un margine lordo del 66,4%, un margine operativo del 58,7% e un margine di utile netto del 51,1%.
La società ha inoltre indicato di aver valutato un ampliamento della propria presenza produttiva negli Stati Uniti, potenzialmente attraverso ulteriori impianti in Texas.
L’espansione prevista sosterrebbe gli sforzi per aumentare la capacità produttiva in risposta alla crescente domanda di semiconduttori avanzati.
I risultati di TSMC hanno contrastato con la debolezza delle azioni legate all’IA, evidenziando la differenza tra la domanda effettiva di infrastrutture di calcolo e le preoccupazioni degli investitori sulle valutazioni e sui finanziamenti.
Attesa per i prezzi alla produzione USA prima della riunione della Fed
Gli investitori attendevano anche la pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione statunitense di settembre, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sulle pressioni inflazionistiche.
Gli economisti prevedevano un aumento dello 0,6% su base mensile dei prezzi alla produzione per la domanda finale, rispetto al rialzo dello 0,4% registrato ad agosto.
Su base annua, l’inflazione dei prezzi alla produzione era attesa al 5,3%, leggermente al di sotto della precedente rilevazione del 5,4%.
I dati seguono il rapporto sui prezzi al consumo di mercoledì, superiore alle aspettative, che ha evidenziato l’impatto dell’aumento dei costi energetici associato al conflitto che coinvolge l’Iran.
Le ultime rilevazioni sull’inflazione saranno particolarmente importanti in vista della riunione di politica monetaria della Federal Reserve, prevista per il 27 e 28 ottobre.
Gli investitori seguiranno inoltre i prossimi dati sulle vendite al dettaglio statunitensi e sulle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione per ottenere ulteriori indicazioni sull’attività economica e sulle condizioni del mercato del lavoro.
Petrolio in calo nonostante i rischi per il trasporto marittimo in Medio Oriente
I prezzi del petrolio sono diminuiti giovedì, mentre gli operatori valutavano le persistenti minacce alle spedizioni energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz e le notizie secondo cui gli Stati Uniti potrebbero considerare un allentamento delle sanzioni che interessano alcune petroliere.
Alle 03:35 ET, i futures sul Brent perdevano l’1,9% a 104,02 dollari al barile, mentre quelli sul West Texas Intermediate scendevano dell’1,1% a 94,04 dollari al barile.
Secondo funzionari marittimi citati da Reuters, due navi commerciali sono affondate nei pressi dello Stretto di Hormuz nelle 24 ore precedenti dopo essere state colpite da proiettili distinti.
Gli attacchi al traffico marittimo nella regione hanno aumentato le preoccupazioni per possibili interruzioni delle esportazioni di petrolio dal Golfo Persico.
Nel frattempo, i combattimenti tra Arabia Saudita e miliziani Houthi nello Yemen hanno alimentato ulteriori timori sulla sicurezza delle rotte marittime attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden.
Secondo alcune notizie, il presidente statunitense Donald Trump starebbe inoltre valutando un allentamento delle sanzioni nei confronti di determinate navi appartenenti alla cosiddetta “flotta ombra”, utilizzata per trasportare petrolio e prodotti petroliferi da Paesi soggetti a sanzioni, tra cui Russia, Iran e Venezuela.
Una misura di questo tipo potrebbe essere finalizzata a ridurre i costi di trasporto e ad attenuare parte delle pressioni sui mercati energetici globali.
Nonostante il calo di giovedì, i prezzi del petrolio sono rimasti elevati, con i rischi geopolitici per le forniture che continuano a influenzare le aspettative sull’inflazione e il sentiment dei mercati finanziari.
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