Il Consiglio dei ministri si è riunito martedì 13 ottobre 2026, alle ore 19.18 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.
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DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI BILANCIO
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) 2027.
Il Documento conferma tutti gli obiettivi programmatici indicati nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), come approvato dalle Camere, e, in particolare, il tasso di crescita dell’indicatore della spesa netta. Tale tasso, inclusivo dell’utilizzo degli spazi di bilancio connessi all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale in materia di difesa ed energia, è pari al 3,3 per cento nel 2027 e all’1,7 per cento nel 2028. Nel 2029, l’indicatore è previsto allo 0,2 per cento. Al netto degli impieghi derivanti dall’utilizzo della suddetta clausola, il tasso di crescita annuo della spesa netta è previsto all’1,9 per cento nel 2027, all’1,7 per cento nel 2028 e all’1,5 per cento nel 2029, rispettando i limiti previsti dalla raccomandazione del Consiglio.
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EX ILVA: LAVORATORI E RILANCIO INDUSTRIALE DI TARANTO
Misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell’ex ILVA, dell’indotto e per il rilancio industriale del territorio (decreto-legge)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e dei Ministri delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone e dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell’ex ILVA e dell’indotto, per la salvaguardia della funzionalità degli impianti dell’area a caldo e per il rilancio industriale del territorio.
Dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027 è riconosciuta un’integrazione al reddito, con la relativa contribuzione figurativa, ai lavoratori delle imprese dell’indotto che sospendono o riducono l’attività in conseguenza della sospensione o della riduzione dell’attività produttiva di un’impresa in amministrazione straordinaria con almeno uno stabilimento di interesse strategico nazionale, nonché ai dipendenti di ADI Servizi Marittimi S.r.l. in amministrazione straordinaria. L’integrazione è erogata direttamente dall’INPS, con una procedura di accesso semplificata. Il collegamento con la crisi dell’impresa committente è riconosciuto in presenza di monocommittenza o di rapporti contrattuali prevalenti con la stessa, certificati dai commissari straordinari.
Il trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria dei dipendenti di Acciaierie d’Italia S.p.a. in amministrazione straordinaria è integrato con ulteriori risorse, anche ai fini della formazione professionale in materia di bonifiche. I lavoratori possono inoltre essere impiegati in lavori di pubblica utilità, sulla base di convenzioni con le amministrazioni pubbliche operanti sul territorio. I beneficiari delle misure di sostegno al reddito sono iscritti al Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e sottoscrivono il patto di attivazione digitale e il patto di servizio; il rifiuto ingiustificato di un percorso di formazione o di un’offerta di lavoro congrua comporta la decadenza dal trattamento.
Ai datori di lavoro privati che, dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, assumono con contratto a tempo indeterminato dipendenti di Acciaierie d’Italia S.p.a. e di ILVA S.p.a. in amministrazione straordinaria è riconosciuto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, al quale si aggiunge un contributo per ciascun lavoratore assunto. Il beneficio è subordinato al mantenimento in servizio del lavoratore, all’assenza di licenziamenti nella medesima unità produttiva nel periodo precedente l’assunzione e alla corresponsione di un trattamento economico non inferiore al cosiddetto “salario giusto”. Ne sono esclusi i datori di lavoro collegati alle società in amministrazione straordinaria e quelli che ne acquisiscono i complessi aziendali.
I commissari straordinari di ILVA S.p.a. e di Acciaierie d’Italia S.p.a. in amministrazione straordinaria sono autorizzati a mantenere in condizioni di riscaldo gli impianti dell’area fusoria, in modo da non pregiudicarne irrimediabilmente la funzionalità, fino alla pubblicazione della motivazione della pronuncia della Corte di cassazione relativa all’impugnazione dell’inibitoria della continuazione dell’attività produttiva e, in ogni caso, non oltre il 15 dicembre 2026. Restano fermi, anche in assenza di attività produttiva, gli obblighi del gestore di monitoraggio delle immissioni in atmosfera.
Per salvaguardare la funzionalità degli impianti siderurgici, nelle more della procedura di vendita in corso, è inoltre autorizzato il trasferimento diretto ad Acciaierie d’Italia S.p.a. in amministrazione straordinaria dell’ultima quota del finanziamento già previsto in suo favore, a titolo oneroso e in conformità alla disciplina europea in materia di aiuti di Stato.
Per il rilancio industriale del territorio, il Ministero delle imprese e del Made in Italy raccoglie e coordina le manifestazioni di interesse per investimenti privati nelle aree ex ILVA e nelle aree del demanio marittimo e militare attigue idonee a insediamenti industriali, ed elabora un Piano degli investimenti da sottoporre al Consiglio dei ministri ai fini della dichiarazione di preminente interesse strategico nazionale e della nomina di un Commissario straordinario. Il Commissario coordina il Piano con gli interventi del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto. Nell’ambito della procedura di cessione, i commissari di ILVA S.p.a. in amministrazione straordinaria possono cedere separatamente o dare in gestione le aree non utilizzate a fini produttivi, a condizione che le relative iniziative siano ricomprese nel Piano.
Ai contratti di sviluppo per gli investimenti ricompresi nel Piano si applica una procedura accelerata. Le imprese beneficiarie si impegnano ad assumere in via prioritaria i lavoratori dell’ex ILVA che percepiscono interventi di sostegno al reddito o che sono stati licenziati nell’ambito di procedure collettive, nonché i lavoratori delle imprese dell’indotto.
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CAMPI FLEGREI E PROTEZIONE CIVILE
Piano straordinario per i Campi Flegrei nonché ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile (decreto-legge)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha approvato un decreto-legge che introduce un Piano straordinario per fronteggiare gli effetti dell’evoluzione del fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei, nonché ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile.
Il Presidente della Regione Campania è nominato, fino al 31 dicembre 2036, Commissario straordinario per gli interventi nell’area dei Campi Flegrei, con competenza sui territori dei comuni di Bacoli, Napoli, Pozzuoli e Monte di Procida. Il Commissario, che si avvarrà di un’apposita struttura di supporto e può operare anche mediante ordinanze, subentra, a decorrere dal sesto mese successivo all’entrata in vigore del decreto, nelle funzioni del Commissario straordinario per l’attuazione degli interventi pubblici nell’area dei Campi Flegrei, nonché, secondo le modalità stabilite con propria ordinanza, nelle funzioni della Regione Campania e dei comuni interessati.
Sono istituiti due fondi, ciascuno con una dotazione di 50 milioni di euro annui per dieci anni, destinati rispettivamente alla riduzione della vulnerabilità sismica, alla riparazione e alla riqualificazione sismica del patrimonio edilizio privato e del patrimonio edilizio pubblico, delle infrastrutture e dei servizi pubblici. Inoltre, il Commissario potrà disporre la concessione di contributi per l’assistenza e il sostegno alle famiglie e alle imprese, nei limiti delle risorse specificamente destinate a tale finalità.
È istituita la Conferenza permanente per l’area dei Campi Flegrei, presieduta dal Commissario, che esprime parere obbligatorio e vincolante sugli strumenti urbanistici attuativi dei comuni e approva i progetti degli interventi pubblici. Nei comuni interessati, gli strumenti urbanistici possono prevedere nuovo consumo di suolo soltanto in casi eccezionali e adeguatamente motivati, legati in particolare alla riduzione del rischio, alla protezione civile e alla fornitura di servizi essenziali, e solo se è dimostrata l’impossibilità tecnica ed economica di riqualificare aree già edificate.
Per gli edifici privati con almeno un’abitazione principale, danneggiati e sgomberati in conseguenza di eventi sismici successivi all’entrata in vigore del decreto, il Consiglio dei ministri individua annualmente le risorse da destinare ai contributi per la riparazione e la riqualificazione sismica, che non concorrono alla formazione del reddito imponibile e sono soggetti a controlli a campione. Per accelerare il rientro delle famiglie, i comuni definiscono con priorità e in tempi certi le domande di sanatoria e di condono pendenti; il contributo è concesso solo dopo la loro conclusione positiva e gli oneri della sanatoria restano a carico degli interessati. È disciplinata, inoltre, la delocalizzazione volontaria, con l’acquisto di aree o di immobili alternativi, da attuare in via prioritaria nelle zone più esposte al rischio.
Per la riparazione dei danni lievi e il rapido ripristino dell’agibilità delle abitazioni principali sgomberate a Bacoli, Monte di Procida, Napoli e Pozzuoli, è previsto un contributo fino a 30.000 euro per ciascuna unità immobiliare e per le parti comuni degli edifici, con domande da presentare entro il 31 dicembre 2026. Il contributo per l’autonoma sistemazione dei nuclei familiari è esteso alle abitazioni sgomberate fino al 30 settembre 2026. È autorizzata la delocalizzazione del complesso di edilizia residenziale pubblica di Via Coste d’Agnano – Solfatara, a Pozzuoli, con una spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028 e di 10,078 milioni di euro per il 2029. Il contributo per la riduzione della vulnerabilità sismica delle abitazioni principali è elevato fino al 100 per cento del costo per i nuclei familiari con reddito inferiore a 28.000 euro.
Per il patrimonio pubblico, il Commissario predispone un programma pluriennale di riparazione e riqualificazione sismica, con priorità per le scuole e le università, per gli edifici destinati a servizi pubblici essenziali, per l’edilizia residenziale pubblica e per gli edifici che ospitano minori, detenuti o persone con disabilità. Per il ripristino e la riduzione della vulnerabilità sismica delle chiese e degli edifici di culto sono stanziati 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.
In favore dei soggetti residenti o con sede in immobili sgomberati, o per i quali è stata richiesta la verifica di agibilità, in conseguenza degli eventi del 31 luglio e del 1° agosto 2026, sono sospesi, dal 31 luglio al 30 novembre 2026, i termini dei versamenti tributari, degli adempimenti e dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, nonché dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento e da atti di accertamento esecutivi. Fino al 31 dicembre 2027 è sospeso il pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti relativi alle abitazioni principali sgomberate e agli immobili delle attività economiche e professionali. I contratti di locazione delle abitazioni principali situate nella zona di intervento, in scadenza tra il 1° ottobre 2026 e il 30 ottobre 2027, sono prorogati di due anni per i conduttori con reddito inferiore a 28.000 euro, salvo indifferibili esigenze del locatore.
Il decreto reca, infine, ulteriori disposizioni di protezione civile. È prorogata fino al 31 marzo 2027 la gestione commissariale per la ricostruzione nei territori dell’Emilia Romagna, delle Marche e della Toscana colpiti dagli eventi alluvionali del 2023 e del 2024. Le strutture emergenziali realizzate dopo il sisma del 2016 sono trasferite a titolo gratuito ai comuni, che potranno renderle permanenti. È prorogato al 31 dicembre 2027 il termine per il completamento delle attività del Commissario straordinario per la gestione dei materiali acquisiti durante l’emergenza da Covid-19. Nel comune di Niscemi è previsto un contributo per la delocalizzazione e la riattivazione delle attività economiche e produttive interessate dai dissesti, anche se esercitate in immobili non di proprietà.
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NUOVO CODICE DELLA STRADA
Nuovo codice della strada (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della delega di cui all’articolo 35 della legge 25 novembre 2024, n. 177, introduce il nuovo Codice della strada, destinato a sostituire quello vigente (decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285).
Il nuovo Codice riconduce a un quadro unitario una disciplina stratificatasi nel tempo, lungo quattro direttrici: la digitalizzazione di documenti, notifiche, accertamenti e banche dati; il rafforzamento della sicurezza stradale e della tutela degli utenti vulnerabili; la disciplina delle nuove forme di mobilità e della guida automatizzata; la revisione complessiva del sistema sanzionatorio. Il testo codifica inoltre i principi generali che orientano il comportamento degli utenti della strada (precauzione, responsabilità, adeguatezza delle condotte, solidarietà sociale) e riordina competenze, controlli, regole di comportamento, patenti e titoli abilitativi, veicoli, strade e autotrasporto. L’educazione stradale è integrata nell’insegnamento dell’educazione civica.
Tra le principali novità:
- la possibilità di esibire in formato digitale i documenti di guida e di circolazione;
- l’innalzamento da 50 a 65 anni del limite di età fino al quale è previsto il rinnovo decennale delle patenti del gruppo 1, tra cui quelle per motocicli e autoveicoli;
- la possibilità, per i titolari delle patenti per i veicoli pesanti e per il trasporto di persone che abbiano avviato da almeno un anno il corso di qualificazione iniziale, di guidare i veicoli per i quali è richiesta la carta di qualificazione del conducente prima del suo conseguimento;
- per i veicoli oggetto di un richiamo di sicurezza del costruttore, l’obbligo di effettuare gli interventi entro ventiquattro mesi, in mancanza dei quali non si può procedere alla revisione né al passaggio di proprietà;
- nuove regole di sicurezza per i pedoni, tra cui l’obbligo di cautela negli attraversamenti e di rendersi visibili, di notte, sulle strade extraurbane prive di illuminazione;
- l’obbligo per conducenti e passeggeri dei motoveicoli di utilizzare in autostrada protezioni per la schiena e per le mani;
- l’estensione ai cicli a propulsione dell’obbligo del casco e del contrassegno già previsto per i monopattini elettrici e, per questi ultimi, il divieto di manovre improvvise e a zig-zag e l’obbligo di documentare con una fotografia, al termine di ogni noleggio, il corretto posizionamento del mezzo;
- l’estensione dell’accertamento a distanza delle violazioni alla sosta nelle aree riservate al carico e allo scarico delle merci e al mancato rispetto della precedenza a pedoni e ciclisti sugli attraversamenti;
- la riduzione da 90 a 45 giorni del termine per la notifica dei verbali relativi alle violazioni accertate a distanza;
- un criterio progressivo per le sanzioni per eccesso di velocità, che crescono per ciascun chilometro orario oltre il limite, in luogo del sistema per scaglioni;
- la possibilità di recuperare, entro cinque anni, le sanzioni non pagate dai conducenti stranieri;
- l’obbligo per i comuni di iscriversi alla Piattaforma unica nazionale informatica dei contrassegni unici per le persone con disabilità e nuove misure contro l’uso improprio dei contrassegni e dei permessi per le donne in gravidanza;
- una disciplina della guida automatizzata, con la figura del controllore in grado di assumere prontamente la guida in caso di emergenza, e l’istituzione di un Osservatorio sui presupposti per la circolazione dei veicoli a guida totalmente automatizzata;
- l’utilizzabilità come fonte di prova, nei giudizi per il risarcimento dei danni, delle riprese video e fotografiche realizzate dalle parti sul luogo e nell’immediatezza del sinistro;
- nuovi obblighi per le imprese di trasporto sull’uso corretto del tachigrafo.
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AUTONOMIA DIFFERENZIATA
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha approvato, in via definitiva, gli schemi di intesa tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa” e nella materia “tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica”.
Ha quindi approvato i seguenti disegni di legge, che recano in allegato le intese sottoscritte dai Presidenti relative a ciascuna Regione:
- Attribuzione alla Regione Liguria di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione (disegno di legge)
- Attribuzione alla Regione Lombardia di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione (disegno di legge)
- Attribuzione alla Regione Piemonte di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione (disegno di legge)
- Attribuzione alla Regione Veneto di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione (disegno di legge)
Le intese, predisposte ai sensi della legge 26 giugno 2024, n. 86, tengono conto del parere della Conferenza unificata e degli atti di indirizzo delle Camere e sono state approvate dalle Regioni interessate. I disegni di legge, che richiamano il principio di leale collaborazione cui deve orientarsi l’attuazione delle intese, stabiliscono che ciascuna legge di approvazione possa essere modificata, derogata o abrogata solo in modo espresso, da una legge successiva approvata ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione.
Disposizioni comuni. Per ciascuna intesa è istituita una Commissione paritetica Stato-Regione-autonomie locali, che verifica annualmente l’attuazione e valuta gli oneri finanziari, informandone le Camere e la Conferenza unificata. Le intese individuano in un apposito allegato le disposizioni statali che cessano di avere efficacia nel territorio regionale con l’entrata in vigore delle leggi regionali di attuazione. Le intese hanno durata decennale e si intendono rinnovate per un uguale periodo, salvo diversa volontà dello Stato o della Regione manifestata almeno dodici mesi prima della scadenza.
Protezione civile. Per far fronte alle emergenze che interessano esclusivamente il territorio regionale, il Presidente della Regione può adottare ordinanze in deroga, oltre che alla normativa regionale, anche a quella statale. Le ordinanze devono essere specificamente motivate, indicano le disposizioni derogate e hanno efficacia limitata al territorio regionale. Sono adottate previa autorizzazione del Consiglio dei ministri; nei casi di grave urgenza possono essere emanate, sentito il Capo del Dipartimento della protezione civile, e sottoposte all’approvazione del primo Consiglio dei ministri utile, in mancanza della quale cessano di produrre effetti. Le deroghe alla normativa statale non possono superare la durata dello stato di emergenza e comunque i due anni dalla sua deliberazione. Fino alla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni, le ordinanze non possono derogare alle norme statali relative a prestazioni concernenti i diritti civili e sociali. Il Presidente della Regione, o una persona da questi indicata, è nominato commissario delegato per le emergenze di rilievo nazionale che interessano il territorio regionale. Alla Regione sono attribuite, inoltre, funzioni in materia di reclutamento, anche d’urgenza, e di formazione del personale di protezione civile, ed è estesa ai veicoli e ai conducenti della protezione civile regionale la disciplina statale su targhe e patenti.
Professioni. La Regione può disciplinare professioni di rilievo regionale: attività intellettuali rivolte alla prestazione di servizi nel territorio regionale, con un nesso diretto con le caratteristiche peculiari del territorio e della sua economia, che richiedono competenze ulteriori acquisibili attraverso l’esperienza e la formazione su base locale. Restano escluse le professioni ordinistiche e le professioni sanitarie. La Regione è, inoltre, autorità competente per il riconoscimento delle qualifiche professionali regionali conseguite all’estero.
Previdenza complementare e integrativa. La Regione può promuovere forme di previdenza complementare e integrativa su base regionale, anche mediante convenzioni con fondi pensione esistenti, disciplinandone il funzionamento operativo e organizzativo. Per il personale della Regione, degli enti regionali, degli enti locali e del servizio sanitario regionale, alla Regione spetta la rappresentanza negoziale negli accordi con i fondi pensione regionali.
Tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica. Nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza (LEA), previa intesa con i Ministri della salute e dell’economia e delle finanze, sulla base delle verifiche del Comitato permanente per l’erogazione dei LEA e del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti e sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, la Regione può:
- definire tariffe di rimborso e di remunerazione delle prestazioni differenti da quelle nazionali, a carico del proprio bilancio;
- gestire in autonomia le risorse statali per gli investimenti sul patrimonio edilizio e tecnologico delle aziende sanitarie;
- istituire e gestire fondi sanitari integrativi;
- destinare risorse all’assunzione di personale sanitario o all’incremento delle prestazioni aggiuntive;
- impiegare in altri ambiti della spesa sanitaria le economie realizzate sulle risorse nazionali vincolate, previa attestazione del raggiungimento degli obiettivi per cui sono state assegnate.
La maggiore autonomia non incide sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale né sui criteri di riparto delle risorse, garantendo la neutralità degli effetti per lo Stato e per le altre regioni, compresi quelli relativi alla mobilità sanitaria. L’efficacia dell’intesa è condizionata al mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario in ambito sanitario e alla corretta erogazione dei LEA, verificati anche sulla base di monitoraggi trimestrali.
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MODIFICHE ALLO STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA
Disposizioni concernenti l’adeguamento dello Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia (disegno di legge costituzionale – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge costituzionale recante disposizioni concernenti l’adeguamento dello Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia.
Il disegno di legge interviene sulle competenze legislative regionali e sui relativi limiti, eliminando quello delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica, introducendo il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, e qualificando espressamente come “esclusiva” la competenza legislativa primaria regionale. Viene, inoltre, ampliato l’elenco delle materie di competenza esclusiva, che ricomprende, tra l’altro, il rapporto di lavoro e la contrattazione collettiva del personale regionale e degli enti locali, il governo del territorio, i contratti pubblici di interesse locale e regionale, la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di interesse regionale, compresa la gestione della fauna selvatica, nonché la tutela e la conservazione dei beni storici, artistici e popolari di interesse regionale e locale, la cui individuazione e le cui modalità di tutela saranno definite con norme di attuazione.
Il testo adegua, altresì, all’articolo 127 della Costituzione la disciplina dell’impugnazione delle leggi regionali e statali dinanzi alla Corte costituzionale e introduce, per la revisione dello Statuto, l’“intesa” sul testo approvato dalle Camere in prima deliberazione, sulla quale il Consiglio regionale delibera a maggioranza assoluta dei componenti entro sessanta giorni. In mancanza dell’intesa, le Camere possono comunque adottare le modificazioni a maggioranza assoluta dei propri componenti nella seconda votazione, fermi restando i livelli di autonomia già riconosciuti. Le norme di attuazione dello Statuto possono recare anche disposizioni volte ad armonizzare l’esercizio della potestà legislativa regionale con quella statale.
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RIFORMA FISCALE
Interventi di coordinamento e correttivi di disposizioni emanate in attuazione della delega fiscale (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 9 agosto 2023, n. 111, introduce interventi di coordinamento e correttivi dei testi unici adottati per il riordino del sistema tributario.
Il provvedimento interviene sui testi unici delle sanzioni tributarie amministrative e penali, dei tributi erariali minori, della giustizia tributaria, dei versamenti e della riscossione, dell’imposta di registro e degli altri tributi indiretti, dell’imposta sul valore aggiunto, delle imposte sui redditi e degli adempimenti e accertamento, con l’aggiornamento dei riferimenti normativi, la correzione di refusi e il completamento della trasposizione di disposizioni vigenti. Sono inoltre corrette la collocazione di alcune modifiche e alcuni richiami contenuti nei decreti legislativi 5 agosto 2026, n. 141, e 7 agosto 2026, n. 148, integrativi e correttivi dei testi unici.
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PROVVEDIMENTI APPROVATI IN ESAME DEFINITIVO
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’università e della ricerca Anna Maria Bernini, ha approvato, in esame definitivo, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, recante Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328 per la disciplina dei titoli abilitanti per l’esercizio della professione di biologo. Il testo tiene conto dei pareri espressi dal Consiglio di Stato e dalle competenti Commissioni parlamentari.
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PIANO CASA
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, ai sensi dell’articolo 9, comma 8, del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, ha deliberato la costituzione della struttura di supporto del Commissario straordinario di Governo per la realizzazione del programma di edilizia integrata presentato dal Fondo di investimento “ADD Italy living”, da disporsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
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STATI DI EMERGENZA
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha deliberato la proroga, per dodici mesi, dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 10 al 13 settembre 2025 nel territorio della provincia di Como e dal 22 al 27 settembre 2025 nel territorio della provincia di Como e dei comuni di Barlassina, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Giussano, Lentate sul Seveso, Limbiate, Meda, Seveso e Varedo, in provincia di Monza e della Brianza.
Il Consiglio dei ministri ha inoltre deliberato lo stanziamento di ulteriori 5.600.000 euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, per la realizzazione degli interventi relativi allo stato di emergenza già dichiarato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni 16 e 17 novembre 2025 nel territorio delle province di Gorizia e di Udine.
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NOMINE
Il Consiglio dei ministri ha deliberato:
- su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ai sensi dell’articolo 5, comma 1-bis, del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, l’attribuzione al Commissario unico per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla vigente normativa delle discariche abusive, generale di brigata dell’Arma dei carabinieri Giuseppe Vadalà, dell’incarico di realizzare le attività di chiusura e di post-gestione del sito di discarica “CO.BE.MA” di Canosa di Puglia, ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36;
- su proposta del Ministro della salute Orazio Schillaci, ai sensi dell’articolo 19, commi 3 e 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il conferimento dell’incarico ad interim di Capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della salute al dottor Sergio Iavicoli, Direttore generale della prevenzione del medesimo Ministero, fino alla nomina del titolare e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, e la contestuale revoca del medesimo incarico conferito alla dottoressa Maria Rosaria Campitiello, a seguito di dimissioni.
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LEGGI REGIONALI
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato undici leggi regionali e ha quindi deliberato di non impugnare:
- la legge della Regione Calabria n. 27 del 17/08/2026, recante “Modifiche della legge regionale 14 marzo 1985, n. 9 (Esercizio della navigazione da diporto sui laghi naturali ed artificiali della Calabria)”;
- la legge della Regione Calabria n. 28 del 17/08/2026, recante “Modifiche della legge regionale 6 novembre 2012, n. 51 (Sicurezza e salute sui Luoghi di lavoro – norme per l’attuazione del d.lgs. 81/2008 in materia di Sanzioni)”;
- la legge della Regione Calabria n. 29 del 17/08/2026, recante “Modifiche della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio – legge urbanistica della Calabria)”;
- la legge della Regione Basilicata n. 29 del 17/08/2026, recante “Valorizzazione e interventi a favore dell’apicoltura regionale”;
- la legge della Regione Basilicata n. 30 del 17/08/2026, recante “Disciplina dell’Avvocatura regionale”;
- la legge della Regione Basilicata n. 31 del 17/08/2026, recante “Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 dell’Agenzia Regionale per il Lavoro e l’Apprendimento Basilicata (ARLAB)”;
- la legge della Regione Basilicata n. 32 del 17/08/2026, recante “Modifiche alla legge regionale 9 aprile 2025, n. 18 recante: Obbligatorietà dello Screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale – SMA”;
- la legge della Regione Basilicata n. 33 del 17/08/2026, recante “Misure per il potenziamento dello screening di popolazione sui tumori eredo-familiari e istituzione del programma di valutazione del rischio per pazienti e famiglie con mutazioni genetiche”;
- la legge della Regione Basilicata n. 34 del 17/08/2026, recante “Nuove norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”;
- la legge della Regione Valle d’Aosta n. 14 del 06/08/2026, recante “Assestamento al bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste per l’anno 2026. Seconda variazione al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2026/2028”;
- la legge della Regione Campania n. 11 del 31/08/2026, recante “Misure straordinarie in favore dei Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli per l’emergenza conseguente allo sciame sismico dei Campi Flegrei del 31 luglio 2026, come individuati dall’articolo 12 del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144”.
Il Consiglio dei ministri ha, inoltre, deliberato di rinunciare totalmente all’impugnativa delle seguenti leggi, in quanto la Regione Sardegna ha apportato modifiche alle disposizioni oggetto di impugnativa che consentono di ritenere totalmente superate le censure di illegittimità rilevate:
- la legge della Regione Sardegna n. 1 del 06/02/2026, recante “Legge di stabilità regionale 2026”;
- la legge della Regione Sardegna n. 4 del 06/02/2026, recante “Disposizioni per la gestione e la valorizzazione delle ferrovie turistiche della Sardegna e disciplina degli organi della Fondazione Trenino verde storico della Sardegna”.
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Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 20.26.
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