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Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce un Piano straordinario per affrontare gli effetti del bradisismo nell’area dei Campi Flegrei. Previsti due fondi da 50 milioni di euro annui ciascuno per dieci anni, interventi di riduzione della vulnerabilità sismica, contributi per la riparazione degli edifici danneggiati e nuove disposizioni urbanistiche. Il Presidente della Regione Campania assumerà il ruolo di Commissario straordinario fino al 2036.
Un Piano straordinario decennale per la sicurezza dei Campi Flegrei
Il Governo interviene sulla gestione del rischio bradisismico nei Campi Flegrei con un provvedimento che punta a rafforzare la sicurezza del patrimonio edilizio, sostenere le popolazioni colpite dagli eventi sismici e programmare interventi strutturali di lungo periodo.
Il decreto-legge, approvato dal Consiglio dei ministri di ieri, 13 ottobre, su proposta della Presidente Giorgia Meloni e del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, introduce un nuovo modello di gestione degli interventi che interessa i comuni di Bacoli, Napoli, Pozzuoli e Monte di Procida.
Al centro del provvedimento figurano un piano decennale di investimenti, il rafforzamento della governance commissariale e una serie di misure destinate alla riparazione, alla riqualificazione e alla riduzione della vulnerabilità sismica degli immobili pubblici e privati.
L’obiettivo è affiancare alle misure emergenziali una programmazione capace di intervenire sulle fragilità del patrimonio costruito, affrontando contemporaneamente le esigenze abitative, la sicurezza degli edifici strategici e la pianificazione urbanistica.
La principale novità del decreto riguarda l’organizzazione degli interventi di prevenzione e ricostruzione. Il Presidente della Regione Campania viene nominato Commissario straordinario per l’area dei Campi Flegrei fino al 31 dicembre 2036, con competenza sui territori di Bacoli, Napoli, Pozzuoli e Monte di Procida.
Il Commissario sarà affiancato da una struttura di supporto dedicata e potrà operare anche attraverso ordinanze, con l’obiettivo di coordinare e accelerare le attività di riparazione, riqualificazione e messa in sicurezza.
Il nuovo assetto prevede inoltre che, a partire dal sesto mese successivo all’entrata in vigore del decreto, il Commissario subentri nelle funzioni dell’attuale struttura commissariale incaricata degli interventi pubblici nell’area flegrea. Il provvedimento disciplina anche il progressivo trasferimento di specifiche competenze attualmente esercitate dalla Regione e dai comuni interessati.
L’intento è costruire una gestione unitaria e continuativa, superando la frammentazione degli interventi e garantendo un coordinamento più stretto tra amministrazioni, enti territoriali e soggetti attuatori.
Due fondi da 50 milioni di euro annui per edifici pubblici e privati
Uno degli elementi centrali del Piano è rappresentato dall’istituzione di due fondi, ciascuno con una dotazione di 50 milioni di euro all’anno per dieci anni, per un investimento complessivo programmato di un miliardo di euro.
Il primo fondo è destinato alla riduzione della vulnerabilità sismica, alla riparazione e alla riqualificazione del patrimonio edilizio privato. Il secondo è rivolto agli edifici pubblici, alle infrastrutture e ai servizi essenziali.
Le risorse consentiranno di programmare interventi sia sugli immobili che hanno già subito danni sia, secondo i criteri previsti dal Piano, sulle costruzioni che presentano condizioni di vulnerabilità da affrontare preventivamente.
Accanto agli investimenti edilizi, il Commissario potrà prevedere contributi per l’assistenza e il sostegno alle famiglie e alle imprese, utilizzando le risorse specificamente destinate a queste finalità.
Il Piano introduce dunque una prospettiva pluriennale nella gestione del rischio, nella quale la riparazione dei danni viene affiancata da interventi finalizzati ad aumentare la sicurezza del patrimonio immobiliare esistente.
Riqualificazione sismica degli edifici privati: contributi, riparazioni e delocalizzazioni
Una parte rilevante del decreto è dedicata agli edifici residenziali privati danneggiati dagli eventi sismici.
Per gli immobili comprendenti almeno un’abitazione principale, danneggiati e sgomberati in conseguenza di eventi sismici successivi all’entrata in vigore del provvedimento, viene introdotto un sistema di contributi per la riparazione e la riqualificazione sismica.
Le risorse saranno individuate annualmente dal Consiglio dei ministri, mentre i contributi concessi non concorreranno alla formazione del reddito imponibile e saranno sottoposti a controlli a campione.
Particolare attenzione viene riservata alla regolarità urbanistica ed edilizia degli immobili. Per favorire il rientro delle famiglie nelle abitazioni, i comuni interessati dovranno esaminare prioritariamente le domande di sanatoria e condono ancora pendenti, rispettando tempistiche definite.
L’accesso ai contributi sarà subordinato alla conclusione positiva delle procedure di regolarizzazione, mentre gli eventuali oneri della sanatoria rimarranno a carico dei proprietari.
Il decreto disciplina inoltre la possibilità di ricorrere alla delocalizzazione volontaria, attraverso l’acquisto di aree o immobili alternativi rispetto a quelli esposti al rischio.
Questa possibilità dovrà essere valutata prioritariamente nelle zone caratterizzate dalle maggiori criticità, introducendo un’alternativa agli interventi di recupero degli edifici esistenti quando le condizioni territoriali rendano opportuno uno spostamento.
Danni lievi e ripristino dell’agibilità: contributi fino a 30.000 euro
Per favorire il rapido ritorno nelle abitazioni principali sgomberate, il decreto introduce un contributo economico destinato alla riparazione dei danni lievi e al ripristino delle condizioni di agibilità.
La misura riguarda gli immobili situati nei comuni di Bacoli, Monte di Procida, Napoli e Pozzuoli e prevede un finanziamento fino a 30.000 euro per ciascuna unità immobiliare, con la possibilità di intervenire anche sulle parti comuni degli edifici.
Le domande dovranno essere presentate entro il 31 dicembre 2026, secondo le modalità applicative previste dal provvedimento.
L’intervento mira a favorire il recupero delle abitazioni interessate da danni riparabili, evitando che le famiglie debbano affrontare lunghi periodi di sistemazione alternativa anche nei casi in cui le opere necessarie siano relativamente contenute.
Viene inoltre estesa la possibilità di beneficiare del contributo per l’autonoma sistemazione ai nuclei familiari le cui abitazioni siano state sgomberate fino al 30 settembre 2026.
Contributi fino al 100% per i nuclei familiari con redditi più bassi
Il provvedimento rafforza anche il sostegno economico ai nuclei familiari con minori disponibilità.
In particolare, per gli interventi di riduzione della vulnerabilità sismica delle abitazioni principali, viene prevista la possibilità di ottenere un contributo fino al 100% dei costi ammissibili per i nuclei familiari con reddito inferiore a 28.000 euro.
La disposizione punta a ridurre gli ostacoli economici che potrebbero impedire ai proprietari di realizzare interventi di miglioramento della sicurezza strutturale.
Tra le operazioni specifiche finanziate dal decreto figura anche la delocalizzazione del complesso di edilizia residenziale pubblica di Via Coste d’Agnano-Solfatara, nel comune di Pozzuoli.
Per l’intervento vengono autorizzati 10 milioni di euro per il 2027, altri 10 milioni per il 2028 e 10,078 milioni per il 2029, per uno stanziamento complessivo di circa 30,1 milioni di euro.
Patrimonio edilizio pubblico: priorità a scuole, università e servizi essenziali
Il Piano straordinario dedica una specifica linea di intervento alla riqualificazione sismica degli edifici pubblici e delle infrastrutture.
Il Commissario dovrà predisporre un programma pluriennale di riparazione e riduzione della vulnerabilità, individuando le opere prioritarie in relazione alla funzione degli immobili e alle esigenze delle comunità locali.
Tra gli edifici destinatari degli interventi figurano innanzitutto scuole e università, considerati strategici per garantire la continuità delle attività formative e la sicurezza degli studenti.
Un’attenzione particolare sarà inoltre riservata agli immobili destinati ai servizi pubblici essenziali, agli edifici di edilizia residenziale pubblica e alle strutture che ospitano persone in condizioni di particolare vulnerabilità, come minori, detenuti e persone con disabilità.
Il programma comprenderà anche gli interventi sul patrimonio infrastrutturale e sui servizi pubblici, con l’obiettivo di migliorarne l’affidabilità rispetto agli effetti dell’attività sismica.
Per la riparazione dei danni e la riduzione della vulnerabilità sismica di chiese ed edifici di culto, il decreto dispone uno stanziamento specifico di 5 milioni di euro per il 2027 e altrettanti per il 2028.
La programmazione degli interventi pubblici rappresenta un passaggio significativo anche per i professionisti delle costruzioni, chiamati a operare nelle attività di valutazione della vulnerabilità, progettazione degli interventi, miglioramento sismico e gestione delle opere.
Urbanistica e consumo di suolo: nuove regole per la pianificazione nell’area flegrea
Il decreto interviene anche sugli strumenti di pianificazione territoriale, introducendo nuove disposizioni per limitare l’espansione urbanistica nelle aree interessate dal fenomeno bradisismico.
Viene istituita la Conferenza permanente per l’area dei Campi Flegrei, presieduta dal Commissario straordinario, con competenze di coordinamento e valutazione degli strumenti urbanistici e dei progetti pubblici.
L’organismo sarà chiamato a esprimere un parere obbligatorio e vincolante sugli strumenti urbanistici attuativi dei comuni interessati e ad approvare i progetti relativi agli interventi pubblici.
Una delle disposizioni più rilevanti riguarda il consumo di suolo. Nei territori compresi nel Piano, gli strumenti urbanistici potranno prevedere nuove trasformazioni che comportino consumo di suolo soltanto in circostanze eccezionali e adeguatamente motivate.
Le deroghe saranno ammissibili in particolare quando risultino necessarie per ridurre l’esposizione al rischio, soddisfare esigenze di protezione civile o garantire la disponibilità di servizi essenziali.
In ogni caso, sarà necessario dimostrare l’impossibilità tecnica ed economica di intervenire attraverso la riqualificazione di aree già edificate.
Questa impostazione attribuisce un ruolo prioritario al recupero del patrimonio esistente, orientando le trasformazioni territoriali verso la riduzione delle vulnerabilità piuttosto che verso l’espansione edilizia.
La pianificazione urbanistica diventa così uno degli strumenti attraverso cui affrontare il rischio bradisismico, integrando le esigenze di sicurezza con quelle di rigenerazione urbana e organizzazione dei servizi.
ANIDIS 2025, Campi Flegrei: storia eruttiva, cenere e bradisismo. Le priorità tecniche viste dall’INGV
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Sospensione di tributi e mutui: le misure economiche per famiglie e imprese
Accanto agli interventi edilizi e infrastrutturali, il decreto introduce misure economiche destinate ai cittadini e alle attività produttive interessate dagli eventi sismici del 31 luglio e del 1° agosto 2026.
Per i soggetti residenti o con sede in immobili sgomberati, oppure per i quali sia stata richiesta una verifica di agibilità, viene prevista la sospensione, dal 31 luglio al 30 novembre 2026, di una serie di adempimenti e versamenti.
La sospensione riguarda i termini tributari, i contributi previdenziali e assistenziali, i premi assicurativi obbligatori e i pagamenti derivanti da cartelle esattoriali e atti di accertamento esecutivi.
Un’ulteriore disposizione interessa i mutui e i finanziamenti relativi alle abitazioni principali sgomberate e agli immobili utilizzati per attività economiche e professionali. In questi casi, il pagamento delle rate viene sospeso fino al 31 dicembre 2027.
Sono inoltre previste tutele per i conduttori di abitazioni principali situate nell’area di intervento.
Per i nuclei familiari con reddito inferiore a 28.000 euro, i contratti di locazione in scadenza tra il 1° ottobre 2026 e il 30 ottobre 2027 potranno essere prorogati di due anni, salvo la presenza di esigenze indifferibili del locatore.
Le misure intendono attenuare le conseguenze economiche degli sgomberi e delle limitazioni nell’utilizzo degli immobili, sostenendo la permanenza delle famiglie sul territorio e la continuità delle attività produttive.
Protezione civile: proroghe per la ricostruzione post-alluvione e interventi in altri territori
Oltre al Piano straordinario per i Campi Flegrei, il decreto contiene ulteriori disposizioni urgenti in materia di protezione civile e gestione delle emergenze.
Tra queste figura la proroga al 31 marzo 2027 della gestione commissariale relativa alla ricostruzione nei territori dell’Emilia-Romagna, delle Marche e della Toscana colpiti dagli eventi alluvionali del 2023 e del 2024.
Il provvedimento interviene anche sulle strutture emergenziali realizzate dopo il terremoto del Centro Italia del 2016, prevedendone il trasferimento gratuito ai comuni, che potranno valutarne la trasformazione in strutture permanenti.
Un’ulteriore proroga, fino al 31 dicembre 2027, riguarda il completamento delle attività del Commissario straordinario incaricato della gestione dei materiali acquisiti durante l’emergenza sanitaria da Covid-19.
Infine, per il comune siciliano di Niscemi viene introdotto un contributo destinato alla delocalizzazione e alla riattivazione delle attività economiche e produttive interessate dai dissesti.
La misura potrà essere riconosciuta anche alle attività esercitate in immobili non di proprietà, ampliando quindi la platea dei potenziali beneficiari.
Dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione: le prospettive per i Campi Flegrei
Il nuovo Piano straordinario introduce un orizzonte di intervento decennale per un territorio caratterizzato da condizioni di rischio che richiedono un monitoraggio continuo e una programmazione strutturata.
La disponibilità di risorse pluriennali, l’introduzione di una governance commissariale unitaria e il rafforzamento degli strumenti urbanistici costituiscono i principali elementi del nuovo impianto previsto dal Governo.
Per il settore delle costruzioni, il provvedimento apre una fase nella quale le attività di conoscenza del patrimonio edilizio, valutazione della vulnerabilità sismica, progettazione degli interventi e riqualificazione delle infrastrutture assumono un ruolo centrale.
Un aspetto particolarmente importante riguarda l’integrazione tra gli interventi di riparazione dei danni e le azioni preventive. La possibilità di intervenire anche sulle vulnerabilità degli immobili, infatti, permette di affrontare il tema della sicurezza edilizia con un approccio più ampio rispetto al solo recupero successivo agli eventi sismici.
Resta fondamentale la definizione delle procedure attuative, delle modalità di accesso ai finanziamenti e delle priorità operative che saranno individuate dal Commissario straordinario.
La sfida sarà trasformare le risorse previste dal Piano in interventi concreti, capaci di ridurre progressivamente la vulnerabilità del patrimonio costruito e migliorare la sicurezza delle comunità dei Campi Flegrei.
Fonte: Comunicato stampa Consiglio dei Ministri
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