Il pacchetto europeo sui passeggeri ferroviari rappresenta un’opportunità per rafforzare i diritti dei viaggiatori e rendere più semplice l’organizzazione dei viaggi in treno. Secondo Transport & Environment (T&E), tuttavia, le proposte attuali non sono ancora sufficienti per allineare pienamente la politica ferroviaria agli obiettivi climatici dell’Unione europea e favorire il trasferimento dei passeggeri dall’aereo alla ferrovia.
Nel documento di posizione pubblicato il 12 ottobre 2026, l’organizzazione evidenzia soprattutto due criticità: la limitata estensione geografica dell’obbligo per le principali piattaforme ferroviarie di vendere anche i biglietti di altri operatori e le regole sulle prenotazioni che non garantirebbero una tutela uniforme a tutti i viaggiatori.
Il trasporto è il principale settore responsabile delle emissioni di gas serra nell’Ue e, a differenza di altri comparti, le sue emissioni sono cresciute rispetto al 1990. L’aviazione rappresenta una delle fonti in più rapida crescita, mentre il trasporto stradale continua a generare la maggior parte delle emissioni del settore. Per T&E, rendere la ferrovia più accessibile e competitiva è quindi una componente importante delle politiche europee per la decarbonizzazione.
Biglietti integrati per favorire i viaggi in treno
Uno degli elementi centrali del pacchetto è l’obbligo per le principali piattaforme di prenotazione ferroviaria di mettere in vendita anche i biglietti di altri operatori. L’obiettivo è permettere ai passeggeri di organizzare viaggi con più compagnie attraverso un unico canale, semplificando le prenotazioni e ampliando le tutele in caso di problemi durante il percorso.
Secondo un sondaggio commissionato da T&E, il 61% degli intervistati ha rinunciato almeno una volta a un viaggio a lunga distanza a causa della complessità del processo di prenotazione. L’organizzazione sottolinea inoltre il peso delle piattaforme degli operatori ferroviari storici nella vendita dei biglietti: in Francia, per esempio, nove biglietti ferroviari su dieci sarebbero venduti attraverso SNCF Connect.
Per questo, secondo T&E, le principali piattaforme dovrebbero essere obbligate a vendere collegamenti che coinvolgono più operatori, così da rendere più semplice pianificare viaggi internazionali e favorire l’utilizzo del treno in alternativa all’aereo.
L’obbligo di vendita va esteso alle capitali europee
La proposta attuale, secondo l’organizzazione, limita eccessivamente l’ambito geografico dei collegamenti interessati dall’obbligo di vendita. Questo rischia di lasciare fuori numerose tratte internazionali per le quali il treno potrebbe rappresentare un’alternativa ai voli, rendendo più difficile acquistare un biglietto unico e usufruire delle relative tutele.
T&E chiede quindi di ampliare l’obbligo alle tratte ferroviarie tra capitali dell’Unione europea distanti meno di 1.500 chilometri, purché esista un collegamento ferroviario con un massimo di due cambi. Tra gli esempi citati figura la tratta Bruxelles-Madrid, per la quale operatori come SNCF, SNCB e Renfe dovrebbero essere tenuti a vendere i biglietti del viaggio.
L’organizzazione propone inoltre di includere, su richiesta, i collegamenti in partenza dall’Ue o in arrivo nell’Unione da altre capitali. L’estensione dovrebbe essere coordinata con il Piano europeo per l’alta velocità ferroviaria, in modo da rendere coerenti le politiche per i diritti dei passeggeri con gli obiettivi di sviluppo della rete ferroviaria.
Un solo viaggio anche se i biglietti vengono acquistati in momenti diversi
Un secondo punto riguarda la possibilità di completare una prenotazione in più fasi senza perdere il riconoscimento del viaggio come collegamento unico e le relative tutele.
Le compagnie ferroviarie, infatti, rendono disponibili i biglietti con tempistiche differenti. Un primo segmento può essere acquistabile molti mesi prima della partenza, mentre quello successivo potrebbe non essere ancora in vendita. Se la normativa riconoscesse un biglietto unico soltanto quando l’intero viaggio viene acquistato in un’unica transazione, i passeggeri rischierebbero di ricevere tutele diverse in base al momento e alla modalità della prenotazione.
T&E propone perciò che i viaggiatori possano aggiungere successivamente altri segmenti dello stesso itinerario sulla medesima piattaforma, mantenendo il biglietto unico e i diritti associati. L’esempio riportato dall’organizzazione riguarda un viaggio da Parigi a Madrid: il biglietto per una tratta potrebbe essere disponibile sei mesi prima, mentre quello per il segmento successivo potrebbe arrivare sul mercato soltanto cinque mesi prima.
La possibilità di integrare in un secondo momento la prenotazione consentirebbe di completare il viaggio senza perdere le tutele previste per i collegamenti con più operatori.
Le raccomandazioni di T&E
Nel suo documento di posizione, Transport & Environment individua tre priorità per rafforzare il pacchetto europeo:
- estendere l’obbligo di vendita dei biglietti tra operatori alle tratte ferroviarie tra capitali europee distanti meno di 1.500 chilometri, con un massimo di due cambi;
- rendere obbligatoria la vendita di questi collegamenti sulle principali piattaforme ferroviarie, in coerenza con il Piano europeo per l’alta velocità;
- consentire di completare un viaggio acquistando i diversi segmenti in momenti differenti sulla stessa piattaforma, senza perdere il riconoscimento del biglietto unico e le relative tutele.
Per l’organizzazione, il pacchetto può contribuire a rendere il trasporto ferroviario più semplice da utilizzare e più competitivo rispetto all’aereo. Per raggiungere questo obiettivo, però, le regole dovranno garantire un accesso più ampio ai collegamenti internazionali e diritti omogenei per i passeggeri, indipendentemente dall’operatore coinvolto o dal momento in cui acquistano i biglietti.
Il documento completo è disponibile sul sito di T&E: EU Passenger Package – Position Paper.
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