L’Unione europea e la Cina hanno raggiunto un’intesa per ridurre di oltre la metà le esportazioni cinesi di veicoli ibridi e ibridi plug-in verso il mercato europeo, migliorare l’accesso dei prodotti Ue al mercato cinese e agevolare le licenze per l’esportazione di terre rare e magneti permanenti.
L’accordo, sottoscritto a Pechino venerdì scorso, dopo due giorni di trattative tra le delegazioni guidate dal ministro del commercio cinese, Wang Wentao, e dal commissario europeo per il commercio, Maros Sefcovic, prevede inoltre minori dazi per una serie di prodotti europei, dai componenti automobilistici all’olio d’oliva e alle calzature, con un risparmio stimato di almeno 225 milioni di euro.
“Sono venuto qui con un obiettivo chiaro: avviare il riequilibrio delle relazioni commerciali tra Ue e Cina e garantire che questa prima fase dei negoziati nell’ambito delle consultazioni su commercio e investimenti porti ai primi risultati concreti” ha dichiarato Sefcovic. Il commissario ha sottolineato come il deficit rappresenti “una sfida enorme per l’Ue”, avvertita in tutti gli Stati membri, definendo la situazione “insostenibile” e richiamando la necessità di un percorso credibile per ristabilire condizioni di concorrenza eque.
Anche da parte cinese, il ministero del commercio ha sottolineato che le discussioni sono state pragmatiche e produttive. “L’elenco (degli accordi, ndr.) definisce 16 punti specifici di consenso che coprono l’equilibrio tra commercio e investimenti, i controlli sulle esportazioni, i diritti di proprietà intellettuale e la riforma dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC/WTO)”, ha precisato il ministero cinese.
Secondo il ministero cinese, le due parti hanno concordato di continuare a esplorare la possibilità di ridurre i dazi su determinati beni all’interno del quadro delle regole del WTO. La Cina e l’UE hanno raggiunto un’intesa sul commercio di veicoli ibridi in modo coerente con le norme del WTO. Le due parti continueranno inoltre le relative procedure riguardanti gli impegni sui prezzi delle aziende e i riesami nel caso anti-sovvenzioni dell’UE che coinvolge i veicoli elettrici cinesi, ha precisato il ministero cinese.
L’intesa si articola in tre ambiti. Il primo riguarda le esportazioni cinesi di veicoli ibridi e ibridi plug-in verso l’Ue, per le quali è stata concordata una moderazione che, secondo Sefcovic, potrebbe portare a una riduzione superiore alla metà. Il secondo punta a migliorare l’accesso al mercato cinese per una serie di prodotti europei attraverso l’applicazione delle tariffe più basse previste dalla clausola della nazione più favorita (Npf). Le misure interessano esportazioni di calzature, olio d’oliva e gelati per un valore complessivo vicino ai 4 miliardi di euro e consentirebbero di risparmiare almeno 225 milioni di euro in dazi. Il terzo ambito riguarda le procedure cinesi per il rilascio delle licenze di esportazione di terre rare e magneti permanenti.
Sefcovic ha accolto positivamente il risultato dei negoziati, sottolineando che, per la prima volta, Pechino ha accettato di moderare le proprie esportazioni senza una precedente fase di tensioni commerciali. “L’accordo”, ha aggiunto, “ha superato le aspettative e dovrebbe essere accolto favorevolmente dall’industria automobilistica europea, sottoposta a forti pressioni”.
“Si tratta di un primo passo cruciale – ma pur sempre solo di un primo passo – nel processo di riequilibrio. Come ha affermato la presidente von der Leyen, il dialogo deve portare a risultati. E laddove il dialogo non dovesse produrre esiti, l’Ue utilizzerà i propri strumenti per garantire il riequilibrio”.
I risultati raggiunti saranno ora valutati dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che discuterà i prossimi passi con i leader europei in occasione del prossimo Consiglio europeo. La decisione finale spetterà ai vertici dell’Unione. Sul fronte dei negoziati, Sefcovic ha infine annunciato un nuovo incontro ministeriale con il ministro cinese Wang Wentao entro gennaio e la convocazione della terza tornata di consultazioni su commercio e investimenti a marzo.
L’Associazione dei costruttori di auto europei (Acea) ha accolto con favore l’intesa, sottolineando che “in attesa di analizzare i dettagli completi dell’intesa, tale annuncio rappresenta un passo positivo verso l’attenuazione delle tensioni commerciali tra le due parti”. L’industria automobilistica europea, si legge in una nota diffusa da Acea, ha prosperato per decenni grazie a una concorrenza aperta ed equa.
Tuttavia, il rapido e improvviso aumento delle importazioni di veicoli ibridi plug-in e ibridi elettrici dalla Cina “sta avendo un effetto destabilizzante sul mercato automobilistico europeo”. Nel primo semestre del 2026, la quota di mercato dei marchi cinesi in Europa si è attestata al 14% per i veicoli ibridi elettrici (in crescita rispetto al 2% del 2024) e al 25% per gli ibridi plug-in (rispetto al 2% del 2024). Sebbene l’annuncio odierno rappresenti un passo nella giusta direzione, l’Acea sottolinea che “sarà necessario affrontare a tempo debito altre questioni importanti, tra cui il possibile impatto destabilizzante delle importazioni su segmenti quali autobus e autocarri”.
“Una destabilizzazione netta e improvvisa del mercato europeo, accompagnata da guerre dei prezzi che rispecchiano l’attuale situazione del mercato cinese, avrebbe ripercussioni fortemente negative sull’intera economia europea”, ha dichiarato Sigrid de Vries, Direttore Generale dell’Acea. “L’annuncio di oggi può contribuire a favorire, in modo ordinato, la transizione verso una nuova fase della presenza cinese sul mercato europeo; ciò risponde agli interessi a lungo termine di tutte le parti coinvolte”. (riproduzione riservata)
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