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Appena arrivati in questa splendida sala, siamo ospiti dell’Istituto universitario europeo.
Sono Ferruccio Mannucci, vicepresidente Di Pietro democratica, do il benvenuto ai nostri relatori e a tutto il pubblico, i prossimi otto, nove mesi saranno messi complicati per l’Europa, le elezioni spagnole sono molto vicine a quelle francesi prima e forse quelle italiane, dopo un pochino più lontana, ma saranno appuntamenti sicuramente molto molto importanti.
Abbiamo voluto, come dire, titolare questa presentazione del libro del presidente Gentiloni come TA isole sta con l’Europa per ribadire la vicinanza di Fiesole all’Europa noi, ormai da tre anni Fiesole democratica nel mese di settembre, dedica una serata ad approfondire i temi per dare un contributo di conoscenza dei problemi e delle prospettive del nostro continente abbiamo cominciato nel 2024 con Prodi, poi abbiamo ospitato nel 25 Paolo Gentiloni nella splendida cornice
Il palazzo di via Castel di Foggia e poi l’ultimo settembre con Enrico Letta, oggi ci verrà presentata l’ultima fatica letteraria di Gentiloni diventare una potenza istruzioni per una rivoluzione europea, apprezziamo il suo, come dire ottimismo e la sua volontà di costruire un continente forte e con questo libro verrà rappresentato dalla nostra.
Una Giuliano Amato, il presidente del Consiglio, prima poi il presidente della Corte costituzionale dall’europarlamentare Lucia Annunziata e da Marco Buti, che ci dà una mano anno per anno, per organizzare questo tipo di iniziative.
Modera, l’incontro Angela Mauro, che ringraziamo, è la terza volta che ci accompagna anche lei, questa nostra fatica per conoscere e apprezzare meglio l’Europa dai Angela ragazze e pro prima del tuo o meno un saluto da parte dell’Istituto Universitario Europeo, solo un ringraziamento innanzitutto a Fiesole democratica Alessandro e tutti voi che siete qui con noi,
Questo per me è un benvenuto che faccio di cuore innanzitutto per un nostro Alumnus molto prestigioso, che il presidente Amato noi stavamo ragionando in realtà, guardando tra gli alunni dell’Istituto universitario europeo, in particolare nel settore diritto, c’abbiamo tre presidenti della Corte costituzionale e un altro personaggio sempre giudice della Corte costituzionale Sabino Cassese quindi,
Presidente Amato, Marta Cartabia Blanchard e Sabino Cassese e quindi questo dà anche un po’l’idea del di quanto in realtà l’Istituto universitario europeo sia anche dentro le Istituzioni e abbiamo anche contribuito e contribuisce a formare alcuni grandi servitori dello Stato.
Ringraziamento a Marco, che è un po’il motore di queste di di di di questi eventi e anche un po’il motore della nostra capacità di collegarci col territorio che possa essere appunto Fiesole, che può essere la Toscana con il lavoro che sta facendo nel quadro dell’emulava in altra incarnazione è veramente un ringraziamento a tutti voi per essere qui con noi in questa bellissima sala che noi chiamiamo del refettorio.
Io ho letto il libro, ma non voglio assolutamente
Parlare di di nulla per per non rovinare il il dibattito, c’è solo due cose che mi hanno colpito molto, l’utilizzo di due Tem, di due temi molto importante, che il tema dell’identità e il tema della sovranità per chi, come me, viene dalla carriera diplomatica c’è una frase che del,
Il presidente Gentiloni, il libro in cui si dice si può essere patrioti italiani e patrioti europei allo stesso tempo e questo naturalmente per un diplomatico e per una vecchia verso, per una vecchia visione della diplomazia sembra quasi un’aberrazione, no, il patriota è quello che serve lo Stato, lo Stato nazione in realtà è una visione dell’identità che è una visione vecchia che non è più corrispondente a quella che è la realtà dei tempi e che non è soprattutto più
Ah, in grado di far fronte alle sfide enormi che abbiamo come Stati nazione europei e come Europa in generale, e l’altro termine è quello della sovranità che viene usata a volte insieme a quella dell’autonomia del grande tema della sovranità strategica europea e di come costruire questa selezione modalità strategica declinandola in tutti gli aspetti che sono necessari per avere una reale sovranità europea e il presidente Gentiloni ne tratta alcuni, appunto. Naturalmente la sovranità digitale è naturalmente la sovranità, sicurezza e difesa. Naturalmente è importantissima la sovranità in termini economici e quindi il mercato dei capitali e l’unione bancaria, eccetera, eccetera, eccetera. Ma io lascio volentierissimo una parola Angela Mauro, e vi ringrazio veramente tutti per essere qui con noi
Grazie, io vi ringrazio per me, è sempre un onore venire qui e parlare d’Europa da appassionata europeista
è, inizierò leggendo qualche riga del proprio dell’attacco del libro di Gentiloni e poi vi spiego perché l’Europa lontana, assente, impotente, muta l’Europa è incapace di imporre la pace in Ucraina all’Europa che non la smette di adulare Trump quelle o che non lo Adula abbastanza e dov’è questa Europa quando schizzano in alto i prezzi dell’energia perché non interviene per non parlare della Cina, ma non si accorgono a Bruxelles delle invasioni dell’invasione di merci cinesi sussidiate dallo Stato, eccetera, eccetera. Vi ho letto queste righe per che dimostrano ampiamente come il libro di Gentiloni va dritto al punto dei luoghi comuni che
Ormai da qualche anno vengono agitati contro l’Unione europea con una certa un discreto successo nei sondaggi, nelle urne e a livello di opinione pubblica allora io dirò due cose sul libro, per poi iniziare dall’autore per iniziare nel nostro dibattito.
Che facciamo durare dei tempi subito sono un po’mi dimentico fino alle 18:45, quindi avremo due giri di domande, un 7 9 minuti a testa, poi sarà mia cura, diciamo farvi segno quando siamo, siamo arrivati al al limite e però volevo dire che questo è un libro,
Gliel’ho detto prima è bello, si fa leggere, come si vede dalle prime righe che subito ti attraggono nella lettura.
Ma è un libro necessario, è un libro che ci voleva, perché è un libro che prova a scalfire non solo a scalfire questi luoghi comuni, ma a incitare a alla costruzione di un orgoglio europeo, nonostante tutto, nonostante stia andando tutto a scatafascio in Europa e quindi punto per punto il libro di Gentiloni prende gli esempi dei vari dossier e con una scrittura, diciamo molto agile, non tecnica che tutti possono seguire. Anche i non addetti ai lavori ti porta per mano a cercare di capire come come fare per salvare questa casa comune, che per tanti anni ci ha tenuto al riparo dalle guerre, anzi è nata per mettere fine ai nazionalismi e costruire la pace e si è fatta con la pace come come scrivi, come scrivi benissimo ha, al contrario di
Insomma, la maggior parte degli Stati che nascono dalle guerre, le guerre civili, eccetera, è un libro, ovviamente, di per sé è interessante perché è scritto da un addetto ai lavori non soltanto in Commissione europea, ma anche come premier del primo mandato di Trump quel primo mandato che tutti pensavano essere un incidente della storia e invece in realtà era soltanto il segnale della storia che stava che stava cambiando.
E io volevo citare un altro passaggio del libro per proprio per darti la nella discussione che a sua volta una citazione che tu fai di Milan Kundera, che dice appunto l’Europa non si riferisce a nulla di geografico ma piuttosto ad una nozione spirituale sinonimo della parola Occidente con Trump che appunto e si è rivelato si sta rivelando non un alleato ma un predatore anche nei confronti dell’Europa l’Europa rischia di essere l’unica depositaria della nozione di Occidente,
Forse così in questo momento?
Ma innanzitutto, grazie anch’io, devo fare la mia parte di ringraziamenti, grazie a Angela anche per per le tue parole sul libro e Marco e Fiesole democratica che avete organizzato la cosa.
Giuliano Lucia, che che vi fanno l’onore di essere qui, che poi da dedicano una parte del loro tempo Lucia è avvenuta addirittura non so se da Bruxelles, da dove Bruxelles e da Bruxelles, e la presenza di Giuliano veramente mi fa piacere e penso che ci onori,
E questo libro è un po’cioè uno potrebbe dire, ma come con?
Con con la condizione che abbiamo.
D di rischio di di si parla molto dei nazionalismi in questo periodo, no, anche se poi, in fondo, non solo una storia così recente, l’emergere delle nazionalismo e la più grande vittoria nazionalismi è ormai vecchia di 11 anni no e la Brexit altro che che Sassonia Anhalt con tutto il rispetto per la Sassonia Anhalt però di questi tempi,
Infatti, stamattina scherzando alcuni di noi che Giuliano
Hanno partecipato a questa festa e l’ottimismo aveva detto, ma ma il titolo l’ha fatto?
Il direttore del Foglio il titolo di questo libro, per dare una un po’una carica di ottimismo, io penso che in questa condizione invece ci voglia proprio in questa condizione, in parte sia possibile e comunque ci voglia un risveglio di spinta verso una federazione europea, una un’Europa più forte,
Primo, perché mi sembra che il mondo ci sbatte in faccia.
L’importanza e anche il privilegio di essere europei.
Io utilizzo la abusati stima frase attribuita a Churchill sulla democrazia per dire che l’Europa è il miglior continente in cui è il peggior continente in cui vivere, ad eccezione di tutti gli altri.
E noi penso, siamo consapevoli, non so quanto ne siano consapevoli tutti gli italiani, ma certamente noi che siamo in questa stanza siamo consapevoli del privilegio che abbiamo di essere europei, di appartenere a un continente, a un’unione che è il 6% della popolazione mondiale è il 40% della spesa di welfare internazionale poi ovviamente tutti i giorni combattiamo su la sanità funziona o non funziona, la scuola funziona funziona, ma se facciamo dei paragoni,
Non con le autocrazie, ma con gli Stati Uniti.
Con altre parti del mondo abbiamo un vantaggio strepitoso, noi europei e lo abbiamo soprattutto a ragione Angela.
Io ricordo che il mio libro un.
Un editoriale dell’Economist di tre o quattro anni fa.
All’inizio forse no, un po’meno quando, all’inizio del secondo mandato di Trump, in cui?
L’Economist si diceva che in fondo questa formula d’land Free, la terra dei liberi che è una formula dell’inno nazionale americano, dovrebbe essere fatta propria dagli europei, che ormai il rischio in questo mondo con questo presidente americano è che diciamo così la titolarità della libertà sia molto europeo quindi,
Abbiamo un primo elemento che può giustificare, secondo me, questo discorso che certamente molto ambizioso, oggi, di un’Europa potenza, chiamiamola così, in primo luogo, è la consapevolezza di quello che è minacciato di quello che è in gioco del fatto che questa condizione dell’essere europei,
Può essere minacciata da chi minacciata, ma?
Dai russi, naturalmente, l’invasione dell’Ucraina dagli americani, perché è vero che gli americani, ormai da vent’anni, ci hanno fatto sapere che non siamo più il loro terreno principale strategico, ma nessuno lo ha fatto in modo così brutale e così ostile come lo sta facendo il presidente Trump e non è detto che un nuovo presidente torni automaticamente alla situazione.
Precedente e siamo sotto assedio, anche da parte dei nuovi colonialisti, dei dei signori degli algoritmi.
E di tutto quello che muove questa enorme vicenda, a questo può contrapporsi una identità europea.
Che cos’è un’identità europea
Ho trovato interessante una delle ultime voci che hanno ragionato sull’identità europea, è stato il papà.
In un discorso che lui ha fatto volutamente in questa cittadina.
Capitale della Lorena, Metz, che è una cittadina che ha cambiato.
Nazione quattro o cinque volte negli ultimi 150 anni è stato.
No francese, poi tedesca, poi francese, poi tedesca, poi francese e lui è andato a Metz, peraltro patria di di Robert Schuman, il, il lo statista cristiano della famosa dichiarazione di Schuman.
Su cui si fa il 9 maggio, la Giornata dell’Europa è andato lì ad affermare, non solo, come era abbastanza ovvio, le radici cristiane dell’Europa punto di vista.
Della Chiesa, ma ad affermare l’importanza dei valori europei
Del dell’Europa come terra di valori condivisi.
C’è questa dimensione.
Questa sera una buona occasione per per discuterne, infine, quindi c’è la minaccia esterna, c’è un’identità, io penso che tutto sommato ci sia, nonostante le enormi differenze, c’è una sovranità condivisa, già adesso questo è fondamentale che noi.
Capiamo e facciamo capire il discorso di una.
Passi verso una sovranità europea non è una utopia di qualche europeista, è esattamente quello che negli anni 90 e all’inizio di questo secolo è stato acquisito quello che è sancito nei cosiddetti trattati di Lisbona, elementi di sovranità vuol dire che c’abbiamo la stessa moneta.
Che la politica monetaria non la fanno i singoli paesi, ma lo fa la Banca centrale europea, che il diritto a giurisdizione europea prevale sulle giurisdizioni nazionali, cosa enorme, sulla quale nacque nella Germania dell’Ovest, non nella Germania dell’Est, il partito che si chiama adesso Afd che nacque facendo gli esposti alla Corte dei CAL sue contro la prevalenza del diritto comunitario sulla giurisdizione nazionale.
E poi abbiamo i confini e poi abbiamo quindi il punto è.
Questa parziale sovranità, questo iniziale meccanismo di sussidiarietà dagli Stati nazionali e l’Unione europea.
Questo almeno è il mio punto di vista o fa dei passi in avanti ulteriori di condivisione?
E io penso difesa, tesoro, abolizione dell’unanimità se mi chiedete tre cose fondamentali in cui fare questi passi avanti, oppure noi rischiamo di giocarcela, quella che abbiamo, perché Juan ti decenni ancora può durare il fatto che hai una banca centrale, ma le politiche economiche sono sparpagliate tra i 27 Paesi,
In America c’è stato un periodo piuttosto lungo in cui c’era il tesoro perché avevano messo insieme il debito dei delle 13 ex colonie e non c’era la Fed, la Fed è nata dopo molti anni.
Ma è nata, non è che poteva stare un secolo, il Tesoro americano senza una banca federale, con le banche del Texas, del della California Ecce e anche per noi questa sovranità nel campo monetario, che è forse la più visibile tra le sovranità condivise con l’Unione europea, è difficile che duri a lungo se non facciamo dei passi in avanti quindi io penso che oggi,
In parte anche grazie a Trump esistono.
Le condizioni per fare qualcosa di completamente inatteso, innovativo.
In fondo, pensate a quello che è stato fatto nelle alla fine degli anni 90.
Ma era ancora molto più ambizioso di questo no, l’unificazione tedesca, il marco che che lascia spazio all’euro la e poi l’allargamento, e poi il lavoro di cui Giuliano è stato tra i protagonisti che poi è andato a finire male, ma fino a un certo punto perché poi si è tradotto nei Trattati di Roma il lavoro della famosa convenzione dell’epoca,
Quei passi in avanti sono stati incredibili nel giro di sette, otto, 10 anni al massimo.
E io penso può sembrare paradossale, penso che abbiamo le condizioni esterne e forse anche interne, soprattutto se degli europeisti vincono le elezioni in Francia per sfruttare un momento che potrebbe essere di difficile per fare dei passi in avanti, almeno questo è quello che mi auguro dice sui due europeisti che l’Europa deve diventare una potenza.
Sì, grazie eh.
Ovviamente era ha citato già il lavoro della Convenzione, che ovviamente viene citato in un libro così non si può non citare il lavoro della commissione di presieduta da Giscard d’Estaing è.
Vicepresidente Amato.
La ricapitolo convenzione che lavorò a quella che poi si chiamò una Costituzione europea, che però fu bocciata dai referendum in Francia e Olanda, come si fa a riprendere il filo, cioè ci fu evidentemente un mancato coinvolgimento di popolo, se poi il popolo alla consultazione popolare bocciò i progetti come si fa riprendere da lì e se è il caso di riprendere da lì con l’avanzata dei nazionalismi di cui appunto si parla nel libro.
Permettetemi di dire leggete questo libro perché l’espressione che può essere sembrata ultroneo per un film politico, l’ultima opera letteraria.
E appropriata lui sarà anche un video e politico, però ha scritto un libro che è scritto bene e l’inizio questo inizio così giocoso che una dopo l’altra snocciola tutte le non verità, assunte come verità negative a proposito dell’Europa e stilisticamente anche bello questo.
Va detto a proposito del libro e io lo condivido profondamente questo impianto, ieri mi sono divertito presentando un altro libro sull’Europa.
Che ha questo stesso To The A ad essere ottimista, basandosi su ciò che siamo e su ciò che possiamo essere, ho contrastato l’attitudine tendenzialmente necrofila dei tanti che parlano oggi dell’Europa, irrimediabilmente in crisi dell’Europa, destinata a morire, eccetera ecco usciamo dalla necrofilia stilistica e non solo stilistica e guardiamo quello che possiamo fare.
In realtà quella non era una Costituzione, era un tentativo di costituzione che venne bocciata perché era già cominciato il sovranismo, il paradosso è questo che nei due anni di lavoro della convenzione si era talmente rafforzato il sovranismo che,
Tutti i protocolli che poi hanno accompagnato quel testo hanno basta leggerli a hanno avuto la funzione di dire qualunque cosa sia scritto qua dentro, le attribuzioni di noi Stati non vengono in alcun modo.
Toccate in realtà venivano toccate.
Una parte del lavoro è stata fatta su questo.
L’Europa si è rivelata capace di fare dei passi avanti nel momento in cui meno ci si aspettava e dal punto di vista della governance, lo ha fatto negli anni in cui c’eri, tu, Paolo e lo ricordi protagonista perché avevi l’economia della nascita del Next Generation You la cui gestione ha creato una nuova governance multilivello che probabilmente il modello per il futuro che non è nei comunitaria né intergovernativa.
Ma avvalendosi del potere della borsa acquisito dall’Europa, ancora dei competenze degli Stati membri a procedure di cui la Commissione diventa, insieme al Consiglio, la ispiratrice dell’impianto e poi.
Quella che valuta, ciò che vista ti fanno il congegno che negli Stati federali, in particolare negli Stati Uniti, ha consentito allo Stato federale di essere veramente federate, Renzi Neyts, oltre all’imposta federale sul reddito non dimenticate questo come elemento chiave della forza di una federazione, noi su queste piste ecco io ci sono più punti ma avendo qui,
Paolo lo vorrei sfruttare un attimo per questo
Sulla difesa possiamo lavorare e ha ragione l’autore del libro, ovviamente partendo dalla premessa che dobbiamo mettere in condizioni di funzionare autonomamente il pilastro europeo della NATO, non creando ex novo un esercito europeo come qualche imbecille va dicendo o per sostenere che solo così che lo farebbe o per negare che sia fattibile, insomma, è chiaro che stiamo parlando dell’integrazione che abbiamo già realizzato.
Bene, difficilissimo in materia militare attraverso la NATO, il problema è capire bene e io non l’ho capito che cosa ci manca.
Per renderlo autonomo, di sicuro un comando europeo, questo l’ho capito, ma quali armamenti, quali know-how, quali tecnologie ci servono?
Perché tutta la polemica che c’è sul riarmo potrebbe venir meno se mettessimo bene a fuoco che forse quel che soprattutto ci manca sono le tecnologie informative e comunicative che gli americani mettono dentro la NATO, ma lì mi è abbastanza chiaro.
È complicato per tutti la single voice, questo è quello che manca, cioè perché Paolo io possiamo difendere al massimo ciò che l’Europa è venuta facendo, ma non possiamo negare che in un mondo che, almeno per il momento,
È nelle mani di quelli che hanno da Bush grossa, noi dà voce, non ce l’abbiamo neanche piccola e quindi dobbiamo costruire la single Boys, e questa è una cosa non facile da fare, non facile da fare per questa cosa.
Lo accenno è stato suggerito intanto lo facciano i Paesi che sono d’accordo e gli altri si assoceranno anche con un accordo come Schengen, al di fuori dei trattati, per sottrarsi all’unanimità I can vita candida, ma se sono pochi e se gli altri poi si contrappongono, qual è l’effetto? Stiamo attenti perché è una single voice minoritaria e indebolita dal fatto che non rappresenta l’intera Europa. Io mi sono domandato Paolo ed era una domanda che volevo rivolgere a te che hai l’esperienza che Ivano nord all’interno della Commissione. Se il modello della politica commerciale non potrebbe essere utilizzato per la politica estera, che è la politica commerciale europea, una competenza esclusiva della commissione, ma non esclude che al di sotto e all’interno dei rapporti di scambio creati dall’Unione europea, del Mercosur, del trattato, con l’idea di quel che di autore
E i singoli Stati possano avere, ecco.
E poi c’è il terzo grande tema e su questo chiudo, ma visto che facciamo parlare lui penultimo sfruttiamo non è che può di dire una cosa, ringrazio tutti.
Kafla sta prendendo.
Deve rispondere, bravo studente, alla fine parla.
Insomma, no.
Ecco, il terzo grande tema è il Tesoro.
Ora io ho nella testa una convenzione che peraltro non è molto originale che quel che, finché non ci liberiamo dei debiti eccessivi di alcuni Stati nazionali, noi non riusciremo a completare l’incompiuta del mercato bancario europeo del mercato dei capitali europei, perché la presenza in questo mercato dei titoli dei debiti di cui i frugali diffidano diventa paralizzante nell’andare troppo verso l’Unità il 6 figurò Tian asset incontra questo problema che voi avete brillantemente superato con Next Generation New Pura.
Muovendoci euro dentro, insomma, ma in quella circostanza eccezionale ed avete superato il Safety European asset significa essere normalmente in quella condizione ora.
Qui, insomma, alcuni Stati europei devono capire che i loro debiti sono incompatibili con la vita comune, punto, e quindi gli italiani e i francesi devono uscire da questo oltre 130.
Patto di stabilità li aiuterebbe a farlo, cercano solo deroghe al medesimo più che applicazione, quindi Francia e Italia, da questo punto di vista, non aiutano il processo di integrazione, potrebbe, secondo te, avere un senso la proposta, che Ignazio Visco ha rinverdito e riproposto di recente per chi non se la ricorda dico,
Portare tutti i debiti nazionali a 60% come Maastricht comanda gli esuberi rispetto al 60 accumularli tutti in un unico fondo sul quale i pagamenti poi avvengono con eurobond, che diventerebbe il 6 Fosset fe, muore, stando che ciascun Paese paga, in proporzione,
Della quota che sul fondo comune Ecce
Io ho il grande sospetto che purtroppo la diffidenza dei frugali rimanga si benissimo, è così, poi però, se non paga, qualcun altro deve pagare.
La cosa divertente finisco che mi ha detto Ignazio in una discussione via mail che abbiamo avuto.
E che ha chiesto l’intelligenza artificiale, che cosa ne pensava intelligenza artificiale ha messo tutti i lati positivi della proposta e ha concluso dicendo, ma la diffidenza dei frugali rimarrà.
Lo sa anche l’intelligenza artificiale.
Però magari d’ispirazione americana, quindi è pessimista sull’Europa, non lo so.
E allora Lucia, tu, dal tuo Osservatorio, che il Parlamento europeo ne vedi delle belle, perché penso che il Parlamento europeo uno dei più massacrati da questa situazione di crisi perché ha perso potere. Il dossier della difesa, che è la priorità di questa legislatura europea, hanno deciso che va su una corsia preferenziale, non passa dal dibattito al Parlamento europeo, levando appunto senso e trasparenza e anche democrazia all’Unione, alle istituzioni europee e poi anche perché nell’ultimo periodo da in questa legislatura c’è stata un’accelerazione pazzesca, Paolo ne parla degli accordi del Ppe, la prima famiglia politica europea con le destre tutte le teste. Ormai il cordone sanitario è che teneva fuori dalla processi decisionali i le destre sovraniste è un ricordo del passato e i socialisti sono un po’, diciamo messi all’angolo da questo modo di fare del Ppe che trovo accordi con le destre anti europee
Sì.
Intanto, congratulazioni e Paolo, un libro utile su dei leghisti, ultime proposte, solo due secondo cui non sono proponibili, nel senso che sono troppo ambizioso, insomma, finisce il libro con 10 punti, come tutti i libri utili, sa anche chiudere sostanzialmente, io però ho l’impressione Paolo che rispetto a questo libro che tu hai scritto,
La crisi che tu riconosci.
È molto, molto, molto più avanti del breve spazio che c’è in realtà tra la tua scrittura, è quello che sta succedendo ora, la mia è la prima legislatura, però, come giornalista, diciamo non è che non conoscessi quella zona lì, per me è stato meraviglioso andare lì e continua a essere meraviglioso, anche perché per un giornalista e come sapete no che c’è quel programma su Rai 1, il paradiso delle signore, insomma, no, cioè queste questa, questa piccola serie sulle donne che stanno nei né che servono nei grandi magazzini, insomma, è la stessa cosa, cioè per un giornalista da dare in Europa è il paradiso vivente
Cioè nel senso che tu ti svegli la mattina e sai esattamente tutto quello che sta succedendo nel mondo e come il famoso discorso che mette il dito nella pentola e capisci quello che si mangia nel Regno, insomma, no.
È veramente, da questo punto di vista, un posto incredibile che ti fa capire che lì sì, capisci che noi siamo un continente.
E questa è una sensazione veramente strepitosa, insomma, cioè noi li riceviamo tantissimi giovani, ma persone da tutto abbiamo un fondo speciale per portar su la gente, devo dire quando passano di lì, tutti vengono presi da questa malìa no di sapere che quello è il potere ma anche un potere che puoi amare ma con una P maiuscola.
La situazione però è veramente molto difficile. Io intanto io faccio sono membro della Commissione Difesa ed Esteri, anche incinta, mi hanno messo insomma, certamente perché non sapevano a chi darlo e ho fatto moltissime, ho fatto in due anni 16 missioni, lo dico perché fare le missioni in Europa è veramente un privilegio, ci sono missioni elettorali, poi ci sono missioni umanitarie, missioni, missioni invece proprio di trattativa quasi tra governi sostanzialmente me me ne hanno dato uno per cinque mesi in Malawi che è il quarto Paese più
Povero del mondo, vi assicuro che è stato faticoso, insomma, anche perché non si capiva che era il presidente Watson, situazione così quindi ho fatto remissione, io faccio anche i dossier nel senso che ho sei file sono shadow rapporteur per tutto il su tutti questi sei file poi sono Israele trade,
Palestina in generale, di Iran, Libano, la Cina e l’interparlamentare con gli Stati Uniti, quindi voglio dire veramente per me è stata una grande crescita e tuttavia cresciuta anche Paolo la mia sensibilità ai limiti del potere del Parlamento voglio dirlo in maniera un po’Franca, insomma,
Se io mi dovessi descrivere oggi il Parlamento europeo sembra tutto come prima, ma non lo è per chi sta lì tutti i santi giorni e parla e discute, vede i progetti, eccetera, eccetera.
C’erano appunto, a quasi di panico, fa Paolo nel nella vita quotidiana di questo grande, di questa grande struttura, nel senso che.
È tutto molto fermo, l’Europa è sempre molto lenta, ma destra ha rallentato ancora di più.
E il per esempio una cosa che posso dire in prima persona il file cinese Giuliani è durato un anno.
Un anno di discussioni
C’è ed è finito con una spaccatura peraltro, insomma, no, cioè consegnato il 20 a me il 25 ottobre del 25.
Lo abbiamo votato la settimana scorsa,
C’è un rallentamento che chiaramente sa di prudenza, però secondo me sa anche di.
Senso.
Di essere un po’persi, L’idea Paolo di quello che si deve fare c’è.
E c’è un fortissimo e sono molto in linea con accolto, diciamo tutto quello che si vuol fare a partire a cominciare peraltro dalla questione del Tesoro, però non si sa che strada prendere, cioè come una situazione, una situazione che lei confusa anche se controllata perché in Europa tutti imparano a essere piuttosto formali sostanzialmente questa è una cosa che mi preoccupa.
Perché in questo momento bisognerebbe giocare un po’in avanti, no, avere la capacità di essere mobili, perché in fondo, in questo momento, per l’Europa, di che cosa si tratta e credo che tu lo dica in molte differenti maniere ci sono tre grandi potenze,
Oggi in gioco un e la Cina,
Un altro, gli Stati Uniti e un’altra delle Project 2 l’Europa lo è una potenza, lo è per dimensioni, lo è per ricchezza, forse non per popolazione.
Quindi voglio dire sono ci sono due enormi cose a vantaggio dell’Europa, ma sono tre cose che non riesce ad scarsi, noi, per esempio, abbiamo scrive un disavanzo commerciale con la Cina, ne avete letto in questi giorni perché abbiamo approvato.
La Cina guadagna in Europa nelle Sport 2 miliardi al giorno di euro, noi esportiamo in Cina l’equivalente per noi che perdiamo umilia Archeojazz, questi sono dei numeri ed è sono numeri che non vanno avanti e indietro, eppure abbiamo avuto sette anni con la Cina prima di riprendere questi colloqui sette anni di interruzione di relazioni diplomatiche,
Che ancora al momento non sono del tutto ripristina sostanzialmente, quindi c’è una forma di paura, a mio parere è anche addirittura in alcuni momenti, quando ci si trova davanti, scusate se racconto questa cosa, ma il potere a volto a sentimenti, a forza o debolezza non è un dato astratto sostanzialmente è un dato umano la gestione del potere,
Per cui io mi sono domandato a tante volte perché questa situazione è come una è quella che non ce l’ha detto e che tu descrivi che ovviamente, quando io sono arrivata nel 24 e ci siamo insediati, avevamo ancora una maggioranza di centrosinistra, un po’frastagliata ma insomma affaticata, però c’era, un anno dopo noi abbiamo 22 dei 27 Paesi europei che hanno un governo attrazione di destra, se non addirittura di destra, e nei prossimi quest’anno sarà il grande Superbowl delle elezioni, né in Europa noi abbiamo, diciamo, la possibilità che tutti i Paesi che votano, tra cui la l’Italia, la Spagna sulle politiche, le politiche, anche referendum, i francesi, i tedeschi andranno sulle politiche mano umano, perché l’aeroporto a fasce ci sono sei paesi che voteranno le politiche, più due presidenti che saranno eletti uno, il francese e un altro è il tedesco, allora le previsioni sono tutte che queste cose favoriranno l’estrema destra, ma quello che vi voglio raccontare e che quest’estrema destra ha preso il dominio del Parlamento. Ci sono delle cose quando io andavo un po’più giovane lì e credo, Paolo tu al fatto che esperienza la plenaria del Parlamento era una cosa per cui se uno mentre stava parlando uno star motiva arrivava un, diciamo uno di questi con le code
E del Parlamento europeo gli portava un tal salette e poi gli chiede se per favore potevo accompagnarlo fuori, perché già solo diciamo lo starnuto erano cose, noi oggi viviamo in una situazione in cui non avete idea, i Patriot hanno preso e applicato una tattica di puro disturbo, di puro disturbo in tutti i sensi gridano sì sì sì,
Il Sultano, per esempio, noi abbiamo e finisco su questo abbiamo votato in questa nuova maggioranza che ormai fa passare tutto quello a cui faceva il senso.
Abbiamo votato un decreto, cioè una risoluzione che permette il rimpatrio, questa era un po’sui giornali, peraltro non è andato, perché c’è paura su queste cose, qua quando è finito questo voto tutta la dei Pace, 8 che sta esattamente all’opposto da noi ASD cioè io sto qua quelli sonda si sono alzati in piedi e hanno cominciato a gridare Center back Center back, cioè il famoso Urlo dei patrioti del rimpatrio sostanzialmente è stato veramente ogni scena,
È veramente Bastanza che riscuote, allora ho cercato di dire l’atmosfera e un’atmosfera in cui, naturalmente tutti sappiamo che bisogna stare attenti, fare delle cose e tentare, eccetera, però la maggioranza è passato a destra, che uno di quelle regioni, io file nel file che ciò il famoso,
Scambio commerciale tra l’Italia e la Israele, che è da un anno che si chiede che venga bloccato da un anno, non ce la facciamo ogni volta che metto piede fuori da questa cosa, mi dicono perché non fate niente.
Beh, io dico perché non abbiamo i numeri, noi prendiamo le istruzioni, portiamo in Commissione e Luigi non ci sono cioè questo sta creando una situazione molto difficile, ma io vorrei porre qui la domanda e finisco
Che è la domanda più scomoda.
Perché non si riesce a reagire?
È una questione di classe dirigente o una questione di crisi dell’istituzione, io personalmente, Giuliano, penso che c’è una crisi seria della classe di efficienza,
Man sembra ovvia come cosa, ma non lo è perché finora l’Europa ha sempre saputo scegliere la sua classe dirigente raramente.
Che si è trovato in una situazione di confusione o di difficoltà, cioè la classe dirigente era molto coerente con i valori dell’Europa, oggi quello che noi abbiamo che improvvisamente questa classe dirigente perfettamente espressione degli ottant’anni di di Europa, donne quindi diciamo la parità completamente dentro le questioni democratiche e quindi capaci di fare tutti i discorsi eccetera la gestione delle relazioni internazionali come vi ho detto e via dicendo tutto in nome dei valori europei.
Improvvisamente c’è qualcosa che ha bloccato lo spostamento della destra e il fatto che improvvisamente ci sono chiese la mia opinione è che l’Europa esprime in maniera ancora più drammatica il problema che c’ha la popolazione e che tu anticipa, Giuliano.
E la popolazione europea ci sono, le guerre non vengono accettate.
E ci si sforza di continuare a lavorare su una normalità politica che è finita, è chiaro, cioè oggi l’Europa ha di fronte dei problemi che per 80 anni, non a caso per la pace nel nostro bandiere nella pace, potevamo fare la transizione, l’eguaglianza di genere e le scuole, i bambini e tutte queste robe così oggi noi abbiamo ancora quel manifesto di non abbiamo i fondi, non abbiamo la sicurezza, non sappiamo esattamente dove collocare queste cose Giuliano tra l’America e la Cina, come dicevo prima, ma mentre aspettiamo America e Cina si stanno fra stanno facendo un grande il prossimo anno,
E noi restiamo tagliati fuori, capisci, cioè le condizioni della guerra stanno hanno profondamente cambiato, perché magari l’Europa l’Europa tutta a mio parere.
E nega l’esistenza di queste guerre e pensa che se chiudi gli occhi e continuano a lavorare, questi guerre non si vedranno, l’Europa forse non sarà toccata al da altri episodi di guerra fossero non arriveranno i famosi missili iraniani che possono arrivare fino a Londra 4.004 mila chilometri di gittata insomma ma quello che non può da cui non puoi difenderti.
E che la guerra distrugge l’economia, le accelerano e quindi questo è comunque bellissima situazioni, io credo che noi dovremmo in ogni caso fatto di Giugliano e ho chiuso davvero cibo.
Che la questione, per esempio, delle militare di come di riformare i nostri eserciti e non a caso, una discussione che dentro l’Europa non viene.
Presa come dovrebbe, cioè ci sono tantissime cose che stanno succedendo, che non vanno bene e decisioni da prendere, cioè, ripeto, io sono in prima fila, purché il seguo la difesa, il dibattito che c’è in Europa ma soprattutto nei Paesi europei singoli non riesce a essere posto in maniera informata per cui si va da.
La fine del mondo al pacifismo come una posizione, diciamo sempre no, la verità è che qui c’è tutta una terza cosa, non mi ci metterò dentro, ma vi dico secondo me questo è il punto debole dell’Europa e il ritorno dell’economia e della fine diciamo delle situazioni della nostra classe dirigente.
Grazie e Marco, io ero in giro la domanda è, cioè c’è la guerra e non ci sono nemmeno gli Eurobond per la difesa, come fa notare Gentiloni nel libro, forse perché, come diceva Amato prima, avendo ancora un debito altissimo è anche difficile andare dai frugali a chiedere un nuovo Next Generation You per la difesa e ma sicuramente anche perché ormai c’è un connubio tra destre estreme austerity, perché poi, alla fine il patriota del Nord Europa non sta con Salvini o Meloni quando chiedono i fondi comuni? Per la verità, nemmeno lo chiedono il debito comune, perché Sandro che loro alleati non sono d’accordo, quindi non vogliono cadere in contraddizione, però, ecco, c’è questa tenaglia che si è ormai ossidata, no, allora, in primo luogo, grazie a tutti, son contento che la sala sia piena, per cui no benissimo, ringrazio anche Cristina Scaletti che il Sindaco di Fiesole che sta qua con noi, quindi Nobel
Benissimo una prova sul libro, ora, io debbo dire mi ci sono ritrovato parecchio perché per la almeno gli anni che tu hai descritto dell’esperienza europea, insomma l’abbiamo alla fine vissuti insieme, per cui per cui no, ci mancherebbe che tu non fossi d’accordo.
No, e quindi e quindi no e quindi no di De Zerbi mi è piaciuto e sono d’accordo con Giuliano quando dice che che il libro è scritto benissimo e quindi molto.
Ah, molto, molto attraenti, anche da quel punto di vista, no, io devo dire.
Per arrivare alla questione dell’eurobond, fammi fare un detour, un po’io debbo dire all’amico ho vissuto più di tredicenni a Bruxelles, poi adesso gli ultimi tre anni qua all’Istituto Universitario Europeo, ho maturato tre convinzioni fermissimi che poi magari ne discutiamo e cambi idea.
O che la prima è che se, se guardiamo in giro per il mondo, non solo in Europa ma anche al di là del al di là dell’Atlantico, qual è la caratteristica comune che, come dire, crea i problemi che abbiamo adesso con la crescita dei nazionalismi degli delle autocrazie e la come dire, la separazione fra centro e periferie, questo è un elemento che, se guardi se voi guardate Brexit, nessuna città universitaria ha votato per Brexit, guardate e gli Stati Uniti anche guardate a anche il fenomeno Afd in Germania, in parte anche anche qua, quindi Gilead già c’è questo elemento, come Dee Dee Dee, Dee, sconnessione fra chi vede quello che sta succedendo, la globalizzazione come un’opportunità e chi la vede come una grandissima congrue, con grandissimo timore, si sente e si sente escluso. L’Europa e fa parte purtroppo
È percepita in larga parte come quella che che per gli insider no per quelli che diciamo hanno le opportunità non per quelli che invece sono rimasti indietro, quindi noi bisogna ripensare fondamentalmente il welfare e lo stato sociale, non solo a livello nazionale ma in collegamento con le cose europee quindi questa è la prima convenzione, la seconda è che se noi guardiamo i sondaggi Eurobarometro, perché li facciamo a Bruxelles e quindi sono come di armonizzati ma anche sondaggi nazionali,
E si chiede ai cittadini che cosa volete, che l’Europa faccia di più o di meno, io vedo che c’è una grande domanda e anche importante, una cerca una certa omogeneità fra i Paesi del Sud, dei frugali, non c’è una non ve se tu guardi questi sondaggi non vedi una differenza, come dire, assolutamente fu fondamentale visioni completamente completamente diverse, quindi io ho l’impressione che ci sia una domanda politica in cerca di un’offerta che non c’è, questo è il secondo punto. Il terzo punto è che bisogna avere occasioni come queste,
Secondo me non si fanno passi avanti in quelle che erano una volta le fumose stanze adesso non son più fumose, ma son chiuse di Bruxelles o al Palazzo Berlaymont o all’Europarlamento o a Strasburgo. Bisogna portare il la discussione su questi temi nella fra la gente, quindi c’è una questione di democrazia, quindi allora questo secondo me son tre cubi, tre elementi che bisogna pene, tener presenti anche alla luce lo ricordava Lucia prima, diciamo, del sette elezioni del 2027. Adesso una Abel ha luogo prima e poi anche le elezioni dei Laender in Germania e noi l’abbiamo vista da Bruxelles che quando ci sono le elezioni regionali in Germania
Quella è la coda che scuote il cane, no, perché preoccupazione dice non si può fare attenzione, ecco, allora bisogna secondo me affrontare questi problemi per creare le condizioni per gli eurobond, per il e per il Tesoro noi abbiamo avuto e lo ricordava esso è molto, molto penne,
Ha spiegato nel libro in due diciamo anche gli, anche gli episodi no che hanno condotto al fatto che abbiamo in qualche modo ho gettato il cuore al di là dell’ostacolo. Nella primavera del 2020, con Connex con NextGenerationEU si è creata lì una condizione favorevole per cui la classica sfiducia che c’è fra i paesi e guardarsi un po’in cagnesco è stata rimossa dal fatto che diciamo la shock come Covid non è la grande crisi finanziaria, il debito della Grecia ce ci ci arriva fra capo e collo tutti quanti con di siamo coinvolti e quindi bisogna rispondere collettivamente qui per la e quindi le le gli eurobond, diciamo il il Tesoro embrionale che creammo che creano a quel tempo. Adesso, secondo me bisogna non
Non si può sperare o aspiranti, figura di non si può aspettarci una nuova crisi ancora più grave di quella che c’è adesso che diciamo se uno guarda fuori dalla finestra ritira visto Rocco con quello che sta succedendo, anche al di là dell’Atlantico, oltre che in alcuni paesi qua quindi bisogna creare le condizioni perché quel questo,
Queste diciamo emissioni comuni per fa, per progetti strategici comuni si si realizzi, allora qui ci son due vie e arrivo a Ignazio Visco perché abbiamo avuto lo stesso scambio e mi ha messo anche a parte delle vostre discussioni e anche anche l’intelligenza del tifo, anche l’intervento del giudice anche l’intelligenza,
Allora, ma io ho quello che ho fatto e ho posto la stessa questione di Visco, allo stesso motore, alla stessa intelligenza, e gli ho detto guarda, Ignazio ti stanno spiando perché a me ha dato risposte diverse da quelle che ha dato a lui, quindi evidentemente lui voleva un confirmation bias, no, lui voleva sentirsi dire quello eccellente proposta a me hanno detto, ha detto monsignor c’ha dei punti positivi, però, insomma, quindi, tra l’altro, Ignazio Visco vien da noi a novembre qua facendo, un seminario anche su queste cose, su queste cose qua quindi, quindi, bisogna cerca di come di di ricreare la fiducia. Allora ci sono due vie
Per i, per la, per gli eurobond, una è quella che propone Ignazio o altre variazioni di quelli su quella su quel tema lì ed è che si prende una parte una, diciamo, 15 20% del debito.
Nazionale, lui ne prende ancora di più, per lo mettiamo, diciamo, e lo mettiamo in comune
Eh sì, bisogna crea un po’le condizioni tecniche, così ormai i problemi si risolvono, tecnicamente non c’è quello e quindi questa è una via, l’altra via è quella di utilizzare il come abbiamo fatto fare Next Generation You a utilizzare il le emissioni comune per investimenti strategici comuni,
Allora la mia conclusione da esperienza brussellese, quindi prendetela per abbastanza vuole. La prima non funzionerà, cioè perché è una mutualizzazione del passato. Certo, quindi Schult la colpa dei debito dei tedeschi, che ha la stessa parola, invece, secondo me in accetta chance. Se giochiamo bene le nostre carte, ce l’abbiamo se mettiamo in diciamo in comune di emissioni, quindi facciamo emissioni per progetti da Avvenire per per la difesa. In primo luogo, io debbo dire qui con Paolo lo sa non metterei tutte le uova nel paniere della difesa. Secondo me, non è un equilibrio politico quello di avere tutto tutto sul sulla difesa, certamente è importante di, ma anche sui progetti di Draghi competitività, ma anche sulle questioni di welfare, cioè non si può lasciare all’Europa ma allergie. Lui ce lo mette nel libro. Sì, sì, questo lo mette, ma è un punto particolarmente importante perché non si può lasciare all’Europa e finisco qui la percezione che di della faccia feroce
L’Europa che cosa fa applica le regole del Pcus commercio internazionale, quindi a per regole di concorrenza, quindi ti dice di no, appare anche le regole sul mercato unico.
Vai a Bruges, Giorgetti, va a Bruxelles, chiede la flessibilità, gli dice di no, questo, come dire, non può essere un come dire una Pro un una proposizione che e quindi che che che funziona dal punto di vista pulisco tu devi avere una corrispondenza diciamo fra elemento disciplina e solidarietà e questo è la grande sfida che noi abbiamo davanti e questo può secondo me creare anche le condizioni per poi andare nella direzione del debito comune in maniera diciamo progressiva attraverso il finanziamento di progetti strategici comuni.
Anche perché, quando è stato c’è stata la discussione per i 90 miliardi per l’Ucraina, si è esclusa di usare l’Asl gli asset, si son fatti degli eurobond alla fine lì i quattro ore in 4 ore e i tedeschi si sono come i quattro ore 1 discussione però di mesi e insomma ci hanno bombardato di veline su questa storia ai tedeschi escludevano,
Assolutamente sul nostro cadavere.
L’hanno accettato in quattro sì esausta.
Quindi alla Pietro allora segue, seguendo l’ordine un po’che ci eravamo dati Lucia attorno da te, perché sarò breve questa volta perché ho parlato troppo e sia per rispondere alle sollecitazioni arrivati, ma anche per Mou, mettere un ennesimo tema nel libro che è davvero ricco ci sono tutti i temi
Non riusciremo a citarli tutti, ma ce n’è uno molto importante che sicuramente ti sta a cuore ed è il problema dell’assenza di media europei di testate giornalistiche europee, è importante perché attraverso i giornali e i media, le le tv si crea, forse si potrebbe creare un’opinione pubblica europea, no, per poi costruire quella sovranità, quell’identità europea che è la tesi centrale del libro,
Se devo sapere devi sapere che Paolo, che quando ho letto quel passaggio ha detto è proprio bravo, questo fa.
Non solo perché è un grandissimo tema e un po’nessuno lo mette in ballo, anche questo no è parte di quella reticenza di cui parlavo, perché la verità è che ci sono alcune cose che non sono state fatte davvero tipo, appunto un input creare lentamente un’informazione europea
Il problema è proprio questo, cioè che tutto quello che si sa dell’Europa è molto poco.
Ed è molto quando esce dal Parlamento, orientato in termini editoriali, non si riesce ancora a parlare, questo è il limite dell’informazione che c’è sull’Europa, diciamo con l’Inter Nita,
E la vicinanza con cui l’informazione di solito parla della politica,
Per esempio.
Non c’è mai una storia sull’equivalente della passeggiata,
Montecitorio coi divanetti, dove poi si ritrovano la Vs con Conte, eccetera, sto facendo una cosa,
Quello è un dettaglio, ci può non piacere, ma è una di quelle cose che ti racconta un clima
I dibattiti all’interno delle varie Group, di veri cricche delle varie cose e se ne sono tante, chi sono i potenti, chi non sono con cioè noi non riusciamo, l’Europa non riesce a parlare di se stessa con la, come dire, con con la storia,
Che sta creando, quindi è tutto molto, diciamo.
Ufficializzato e tu è tutto un po’senza sangue, dai non il sangue che scorre senza vitalità. Questa storia è complicato perché l’Europa è molto complicata su 27 Paesi, tante star poi noi che cosa facciamo in Europa, noi non siamo legislatori, non abbiamo un governo, noi dobbiamo, noi facciamo le regole, siamo dei regolatori, dopodiché queste regole vengono mandate a ciascun Paese, che ha la libertà di applicarle o non applicarlo lirici, recepirle o non recepirle
Tra l’altro quelle sulla libertà di stampa. Sono molto belle quelle europee, ma non sono state recepite sicuramente dall’Italia che nel recepito proprio un piccolo parte e moltissimi Paesi e non le hanno recepito. Quindi cosa dico che noi non riusciamo a far conoscere l’Europa e l’Europa nonostante il grande investimento non è riuscita a parlare, e questo tu lo hai detto quando io sono d’accordo con te non è riuscita a creare dei media europei, perché un media europeo implica che 27 paesi, poi saranno presto 31, probabilmente se eccetera si fa 31 Paesi riescono tutti a parlare nello stesso modo di questa istituzione, però questo è importante perché quando Giuliano dice che lui non ha Club, tu sei intelligente, ha capito subito il buco nel discorso sulla difesa, è chiaro, cioè
Parte non partì il progetto, quali progetti sono di che stiamo parlando di tecnologia piuttosto che di armi tradizionali ci sono tutta una serie di cose che non si riescono a far discutere, sarebbe molto più interessante, credetemi, se facciamo un seminario,
Sulla discussione sulla difesa europea, Sir sareste molto più rassicurati, o forse no di quanto si dica adesso, perché oggi è diventata una sfida tra due ca tra due squadre di calcio, sostanzialmente, ma il fatto che noi non riusciamo a raccontare questa cosa è un vero problema noi abbiamo un solo ministro leader a difesa e ho finito che si chiama cubi illius
E col k son tutti questi Callas mobiles, quelli Corbetta.
E cioè questi cubi Lives dice una serie di verità, sempre sempre, dopodiché, dopo un po’si cambia il discorso perché mi ha detto una di troppo e sostanzialmente capisci, ecco questo finito
E Marco attorno per te, per io apro temi, in realtà ci servirebbero tre giorni, almeno il bilancio, perché una delle sfide non so, se lo sapete, una delle dei test dei test per capire quale sarà il futuro dell’Unione europea è quanto sarà corposo. Il bilancio pluriennale dei prossimi sette anni e la discussione è in corso proprio adesso ed è notizia di oggi che la presidenza irlandese ha fatto la proposta di togliere altri 100 miliardi, quindi ci sono 100 100 in meno 300 in meno rispetto alle richieste dell’Europarlamento per il bilancio pluriennale. Quindi è lì che si misura anche la quanta voglia c’è tra gli stati di mettere in comune risorse per rafforzare le un euro Fergie diversi. Mi pare che, sebbene in calo duro, ma io debbo dire trovo abbastanza sorprendente
Che noi ascoltiamo i nostri leader
Di commerce per dirne uno, ma uno ne può, può citarne anche altri.
Che fanno dei grandi proclami su prendere il nostro destino nelle nostre mani, no, questo è il.
Siamo arrivati al punto di rottura, è il momento in cui in cui bisogna davvero mostrare l’Europa che fa il salto in avanti, poi nella stanza accanto
I ministri o dell’economia o del o del bilancio o The o degli Esteri, discutono del del bilancio europeo settennale che ricordo.
Sarà dal 2028 al 2034, avendo come dire, terminato i PNRR nazionali, quindi con quelli che sono già già passati
E si fanno delle battaglie feroci su non di rogo 0 1%, magari 0,01%, non quindi c’è un elemento qui qui c’è una un po’una sindrome bipolare, non fra di grandi proclami e poi il fatto che
Perché quando si arrivi a discutere di questi di questi temi, non non hai la possibilità di fare uno scatto in avanti, quello che è importante è che io penso
Non collegare i puntini porta delle conseguenze.
Prendiamo le discussioni di questi giorni.
La fa la richiesta di flessibilità da parte di Italia, Grecia, particolari Dahlem Italia, soprattutto ulteriore flessibilità, tra l’altro, io penso, considerando quello che sta succedendo sui mercati, i rischi, lo spread, che aumentano i tassi di interesse che stanno andando andando su ri, continua a insistere su flessibilità per,
Chiamiamole come sono via per motivi di elettorali non è neppure negato o no al
Credo che questo sia una una, una, una cattiva idea, ma quanto più paesi, soprattutto molto indebitati.
Quanto più questi richiedono flessibilità sulle regole comuni,
Quanto quanto più si allontana la prospettiva degli eurobond, e di cui si diceva prima è un accordo di alto profilo sul bilancio europeo, allora torniamo un attimo perché si citava precedentemente il momento hamiltoniana o negli Stati Uniti 1.789 13 litri di 13 Stati di allora,
Quindi, l’assunzione di debito a livello federale, ma un momento chiave.
Nel creare un bilancio federale americano, oltre a quello fu il fatto che, nella grande recessione del 1.839 40, quello che successe che il centro, quindi il governo federale si rifiutò di fare i bail-out degli Stati,
Degli Stati individuali. E questi, che cosa fecero fece no quello che abbiamo fatto noi col Patto di stabilità, cioè imposero alcuni nella diciamo parecchi nella Costituzione gli Stati americani imposero delle vincoli di cd discipline. Quindi, questo elemento di creazione dello spazio di manovra a livello europeo va necessariamente di pari passo con comportamenti prudenti virtuosi a livello a livello a livello nazionale. Quindi,
Chiedere la flessibilità allontana un l’eurobond e allontana anche un una soluzione, un compromesso favorevole sul bilancio bilancio qui alla mia preoccupazione in questo e chiudo chiudo con questo è che si arriverà ad un
Come dire a un accordo che rischia di essere, come dire, non buono e dico non buono, per non dire altri, usare altri aggettivi in cui si tagliano si taglia la la dimensione del bilancio e hanno già cominciato a farlo per soddisfare i frugali e ai Paesi del Nord.
E poi si tagliano le spese buone per la competitività, per, diciamo la le spese di Avvenire per preservare la PAC e per preservare, diciamo, le spese di, diciamo i fondi strutturali, che va benissimo perché quando prima dicevo bisogna come dire, riformare il welfare vuol dire anche tener tener presente queste queste esigenze però non si può fare come dire, tagliando poi le spese che son che sono legate al nostro futuro
E forse la difficoltà, appunto, è di mettere in piedi programmi e ragionamenti lungimiranti e al tempo stesso su quelli prendere i voti?
Ma è possibile farlo no, questo è il problema che erano ormai le democrazie rese asfittiche da una politica debole che non sa più agire massa, solo reagire ai malumori, un vecchio come me rimane stupefatto a volte nel constatare che si sta facendo il possibile e l’impossibile anche da associazioni come quella che ha organizzato questo incontro per ricostituire una democrazia partecipata e partecipativa.
Nel quale sia possibile non buttare, come si fa nei social, la propria incattivita visione della giornata che abbiamo vissuto, alla quale si contrappone una altrettanto incattivita visione altrui, ma si possano confrontare i punti di vista arrivando, oibò addirittura cambiare idea nel corso dell’incontro.
Quando c’erano i vecchi partiti, era la mia esperienza quotidiana, questa perché i vecchi partiti che avevano una rete territoriale attraverso questa rete mettevano insieme, anche perché non c’era ancora la televisione, non c’erano testé robe, i dirigenti nazionali e noi periferici e si discuteva, io ho raccontato tante volte che nella mia sezione capitava lo l’ordine del giorno era la pace nel mondo il ruolo dell’Europa, il ruolo dell’Italia vi impianto fognario del Comune,
Ma noi venivamo addestrati su tutto e addestravano i dirigenti a tener conto, ora questo modo di fare politica non c’è più.
E ahimè, anziché essere sostituito da altri modi di fare, lo stesso è stato sostituito da questa superficie realizzazione di una politica che non ha più il rapporto diretto con i cittadini che attraverso i comunicatori raccoglie quello che loro raccolgono dai sondaggi e che ovviamente si polarizza sulle estreme e di lì è incapace di muoversi. Allora il vero tema è quello di ritrovare la possibilità. Ormai è indistinguibile l’Italia dall’Europa perché i temi poi sono gli stessi. Insomma, noi avremmo bisogno di passare qua un pomeriggio per capire insieme,
Kick qualcosa e il riarmo del chi, di cui l’Europa ha davvero bisogno. Che cos’è esattamente di che cosa ha bisogno per avere una difesa? Io sono abbastanza convinto che se ne discutiamo
Con qualcuno esperto che ci guida in questa discussione che ci spiega che cosa manca, che cosa serve, eccetera, alla fine che ci troviamo d’accordo su ciò di cui, in assenza di questo, la politica decide e noi decidiamo sulla base delle parole io sono per il riarmo perché io sono un duro io sono pacifista, sono contro il riarmo, è completamente vuota questa contrapposizione, neppure quello che determina la decisione.
È qui il punto, allora noi giustamente diciamo e qui finisco che l’Europa è attrezzata come valori per realizzare tutto questo, ma perbacco noi abbiamo addirittura decisioni della Corte di giustizia, delle famose decisioni su Polonia, Ungheria in cui si dice che
I valori che identificano l’identità europea, quelli dell’articolo 2 del Trattato, prevalgono su valori di identità nazionale, che siano loro contrari, e tra questi valori c’è la solidarietà, c’è la solidarietà.
C’è il riconoscimento dei diritti delle minoranze, ma noi e la Corte di Giustizia lo dice dice addirittura che non abbiamo uno Stato europeo, ma abbiamo una società europea per la quale nel suo insieme questi valori valgono, ma questo lo dice la Corte di Giustizia qualcuno allora deve rendere prassi lo deve rendere realtà.
E questo qualcuno è l’attivazione dei tanti canali del democrazia partecipativa, io e qua chiudo o a dire sono io io credo, molto alle associazioni come questa per fare questo lavoro, perché poi?
E in questo mondo articolato, ci sono più italiani di quanti ce n’era nei partiti al mio tempo, quindi non è vero che gli italiani sono chiusi in se stessi e ci sono anche quelli aperti, ma allora usiamo queste nostre potenzialità anche per rafforzare la politica e per renderla più consapevole.
Ma vi dico l’ultima eresia, visto che oggi sono diventato eretico
Io addirittura proposto lo proposi in un appunto al presidente del Consiglio Monti sui partiti politici, io ritenevo un errore togliere del tutto il finanziamento ai partiti, perché togliermelo serve da un lato per realizzarli, dall’altro, a favorire i finanziamenti solo privati ma forse in quegli anni 2011 2012,
Il populismo questo chiedeva oggi si potrebbe riprendere la mia idea dare ai partiti dei soldi al solo scopo di organizzare e democrazia partecipativa sul territorio.
A me piacciono quando vanno in giro, eccetera, però.
Però non è che ascoltano, si ascoltano quando vanno in giro, in realtà poi basano Basciano molto, ecco baciasse rumeno e interagissero di più, allora, al solo scopo di organizzare questo con pagamento che avviene con prova documentale che le assemblee hanno avuto luogo
Aperta, usiamo anche i partiti per fare ciò che la Costituzione affida loro nell’articolo 49, ma questo in realtà diventa il tema, rafforzare la politica, rafforzare la dirigenza con maggiore consapevolezza ed evitare le decisioni sugli slogan, riarmo sì, riarmo o no e portarle sul concreto di ciò che ci serve ma ora l’esaminando,
Dimostrarci che al capitolo le domande almeno è riarmo Siri Herman o non possono non sottolineare uno dei punti che secondo me sono centrali per quello che conta è la mia opinione nel libro e che molto interessante è che il rischio che il riarmo fatto così su base nazionale sia un riarmo solo tedesco con anche il rischio e voglio essere proprio,
Tragica, ma sto citando Gentiloni
Alla domanda torneremmo in questo caso ad una rivalità tra Francia e Germania e ovviamente si fa l’ipotesi che in Francia vinca le penne anno prossimo alle presidenziali e in Germania, quando voteranno, vinca la FDA con la cancelliera appunto della della forza politica più estrema della galassia di destra a te puoi forse non so abbiamo tempo per dire grazie grazie innanzitutto anche alla sindaca.
Sono molto d’accordo all’ultimo gol decisivo a Giugliano.
Forse anche sarebbe un uso benefico di piattaforme digitali, ci potrebbe aiutare insieme in queste forme di di di dialogo e discussione del territorio io mi ero segnato che siamo un po’intima intimidito e il fatto che Giuliano Amato, dice Boccia, deve rispondere sono segnato cinque, cinque cose.
E la prima che, forse la più complicata, dal mio punto di vista, è questa storia che.
Per farla semplice chiamiamolo degli eurobond.
Perché è complicata, lasciamo stare il bilancio europeo, che è veramente una cosa da piangere onestamente, secondo me, cioè il bilancio europeo.
Immagino che lo sappiate, ma grosso modo equivale al bilancio di un paese come il Portogallo, l’Unione Europea 450 milioni d’abitanti, perché perché l’1% della ricchezza europea negli Stati Uniti il bilancio federale è grosso modo il 24% della ricchezza americana nei nostri Paesi europei la spesa pubblica nazionale è 45 46%.
E in Europa l’1%
Non dico che dovremmo arrivare senza avere ancora una federazione al 23% americano
Due facessimo l’1 e mezzo due, sarebbe una roba, potremmo fare l’Erasmus del Mediterraneo, fa un miliardo di cose con l’1 e mezzo per 100, quindi il dibattito sul bilancio è la più grande manifestazione di ipocrisia delle classi dirigenti europee, certo chiedono cosa l’Europa e impediscono all’Europa di fare alcun tipo.
Tifosi gli Invest, invece la questione degli eurobond è abbastanza complicata perché perché da una parte la strada per andare in quella direzione è quella che diceva prima, Marco Buti e anch’io, non trent’anni, ma insomma, cinque anni sono stato in quel in quel mondo ed è chiarissimo che lì se tu indichi un obiettivo,
Prima ricordavo l’esempio dei tedeschi che hanno ceduto sugli eurobond,
Per un prestito all’Ucraina nel corso di poche ore di riunione, semplicemente perché non potevano piegare la l’opposizione del primo ministro belga.
E sono stati decisi 100 miliardi di appoggio all’Ucraina.
Quattro giorni fa il cancelliere è emersa, è andato a Kiev con un viaggio inatteso, è molto, molto autorevole, ha fatto un’offerta di sostegno all’Ucraina, la più grande economia europea, la sua offerta era di 1 miliardo virgola 2, stiamo parlando 100 miliardi, l’operazione europea basata su eurobond 1 miliardo e 2 la la grande Germania quindi,
è evidente che, se si indica un obiettivo e l’obiettivo in quel momento è inevitabile,
È successo alla grande, prima l’abbiamo fatto, Marco, si ricorda bene con una cosa più piccola si chiamava suor per sostenere Consoli prestiti, meccanismi tipo alla cassa integrazione, sempre durante il Covid, con una velocità di decisioni.
Che abbiamo avuto in quel periodo pazzesco perché l’OMS dichiara lo stato di pandemia, l’11 marzo, il 18 marzo si sospende il patto di stabilità, a fine marzo si fa il fondo suo ai primi di aprile, io e il re e il commissario francese scriviamo un articolo E e C C ci trattano malissimo, come Marco ricorderà Bruxelles dicendo che ci voleva un fondo basato sulle emissioni comuni e dopo un mese da questo articolo si incontrano Macron e la Merkel e questa roba pass.
Quindi, certo, se indica un obiettivo, è più facile l’emissione di Eurobond, dove però il problema è che a un certo punto bisogna arrivare a una cosa stabile, Marco, lo sa meglio di me, ovviamente no, cioè a quello che adesso si chiama titolo sovrano europeo. Prima si diceva sei FAS dall’inglese, come si arriva a un titolo sovrano europeo da operazioni mirate di investimento. Questo è un tema secondo me che va che va approfondito partire dalla coda, cioè dal
Dal traguardo titolo sovrano europeo, attraverso la mutualizzazione di una parte del debito. Proposta Visco poco festa di di Olivier Blanchard, che erano economista francese che che ha fatto una proposta più o meno simile. E molto difficile farla passare, però l’esigenza per le nostre economie e di avere una cosa permanente e la domanda dei mercati finanziari e di avere una cosa permanente, perché noi oggi abbiamo grosso modo 35.000 miliardi nei mercati di Treasuries americani più o meno 35.000 miliardi, il bacino più grosso di titoli di Stato in euro sono 4.000 miliardi correggimi se sbaglio. Marco di Bund tedeschi,
Non c’è guerra, non c’è competizione, nonostante i Treasuries americani siano un po’barcollanti, visto l’aumento del debito americano, la profondità dell’offerta di di di buoni del Tesoro americano è tale che i Bund e Btp, Elio e ti francesi non ce la fanno a essere competitivi, quindi dobbiamo trovare un modo per tenere insieme la via per arrivarci, che indicare obiettivi comuni e fare missioni comuni ma poi renderlo permanente e questo sarà un po’la sfida sugli eurobond sulla difesa.
No, prima sulla politica estera Giuliano, diceva come si arriva a una single voice.
Lì c’è un problema, perché è vero, quello che dicevi Giugliano, si potrebbe usare il modello politica commerciale, no, però alla fine la politica commerciale si decide con la, con la maggioranza qualificata, per cui i francesi sono contro l’Accordo con Mercosur, votano contro e si fa lo stesso e invece purtroppo la politica estera,
Come la difesa, come le tasse, richiede l’unanimità e quindi lì, secondo me, per arrivare a una voce unica per fare qualcosa su alcune tragedie, noi non abbiamo fatto nulla come istituzioni europee sulla tragedia di Gaza che ha segnato una generazione di ragazzi e ragazze in Italia non abbiamo fatto niente, ma perché non abbiamo fatto niente e le istituzioni europee, perché alcuni Paesi e tra l’altro tra questi il principale Paese europeo e per ragioni storiche che conosciamo, cioè la Germania erano contrari e Sense est con l’unanimità è difficile arrivare,
Quindi il single voice, secondo me, ci riporta al tema abolire il diritto di veto e allo scandalo che è l’unico Paese importante in Europa che è aggrappato a conservare il diritto di veto si Alitalia.
Onestamente io capisco Cipro, no, ci hanno paura che noi ci vendiamo ai turchi o cose di questo genere, non capisco un grande Paese come l’Italia, se non con una spiegazione che si rifà al nazionalismo, terza questione, la difesa cosa manca?
Sulla difesa, io penso che
Nel dibattito pubblico manca tanto mancano tantissime cose perché.
La cosa più facile del mondo e dire che invece di di comprare missili dobbiamo fare ospedali, no, chiunque si presenti in un’assemblea, in un in un consesso pubblico, con questa.
Frase
Si becca il suo applauso, no vai alla Festa dell’Unità dice una cosa del genere e ti e ti battono le mani dopodiché
è molto più faticoso spiegare, ma cosa dobbiamo spiegare una cosa semplicissima gli americani hanno garantito la nostra sicurezza per 80 anni, non la garantiscono più ed è posti.
Immobile che quello che noi applichiamo alla nostra sicurezza nel nostro quartiere.
Polizia carabinieri nelle nostre case, chi se lo può permettere la porta blindata nei nostri negozi, le saracinesche invece, se andiamo a livello nazionale o a livello europeo non ci non ci interessa, non possiamo comprendere una spesa su questo però non è facile spiegare questo ci vuole senso di responsabilità da parte della politica per ingaggiare in questa discussione.
Poi, se andiamo al merito, che cosa manca, io penso che manchino i soldi e il problema vero è che certo si possono trovare dei palliativi la cosa che dice a Giuliano.
Certamente, se uno spiega che ci sono alcuni, i Neighbors li chiamano i tecnici, alcuni sistemi d’arma nuovi, la protezione dei cavi sottomarini, la guerra cibernetica, i droni, le difese antimissile, che sono delle cose virgolette, nuove e sulle quali è più facile convergere a livello europeo questo si può fare, però, se vogliamo sradicare la cosa più radicata che esiste nel procurement pubblico in tutta Europa che è il procurement militare, cioè le le nostre armi, l’esercito, la marina all’aviazione, in Italia come nel resto d’Europa da decenni hanno i loro sistemi di acquisizione, questi sistemi di acquisizione
Sono indirizzati prevalentemente agli Stati Uniti, se non si crea un’attrazione economica che non possono essere i 150 miliardi di prestiti del Fondo Safe, che è stato fatto, ma deve essere un incentivo economico notevole per acquistare in Comune per acquistare europeo, per fare delle cose insieme, se non si fa questo,
Abbiamo due rischi, gli sprechi, la sovrapposizione, io ricordo un ambasciatore americano alla NATO, una volta mi disse che la difesa europea li faceva pensare a un pranzo sociale in cui tutti portavano solo il De Serio no, perché no, perché non c’è.
Un equilibrio, e io ricordo spesso ai più anziani tra noi che si ricordano l’esistenza di un paese che si chiamava Cecoslovacchia, che i carri armati ciechi e i carri armati slovacchi non sono compatibili, hanno delle munizioni tra loro incompatibili in trent’anni quarant’anni, quindi.
Per evitare sprechi e sovrapposizioni da un lato, e dall’altro, per evitare il rischio che e Angela prima citava, perché io non sono tranquillo all’idea che la Germania ha spenderà 190 miliardi.
D per la difesa nel 2029 190 miliardi e l’ordine di grandezza di un Paese come la Russia, che ne spende grosso modo 200 e non lontanissimo da un Paese come la Cina.
Stiamo parlando di questo è il mio punto, non è neanche che l’Afd va al governo, perché non penso che ci vada o comunque non domani, il punto è che la memoria su cui si è costruita la Germania democratica alla Repubblica federale e poi la Germania unita col passare dei decenni si assottiglia la memoria e insomma una differenza di capacità militari tra i paesi europei non è cancellata dal fatto che sono 80 anni che non ci facciamo la guerra perché per secoli ci siamo fatti la guerra e quindi dobbiamo evitare e per evitarlo dobbiamo creare un incentivo economico alla convergenza delle industrie della difesa, del procurement, della Difesa.
Quarto, e penultimo tema, le cose che diceva Lucia sul sul Parlamento.
Io guardate, penso che il Parlamento europeo per io, l’ho conosciuto da fuori, il Parlamento europeo, però ho conosciuto abbastanza che ci sono stato 20 anni il Parlamento italiano dovessi paragonare, non direi che il Parlamento europeo è più forte o più debole del Parlamento italiano sono due animali diversi il Parlamento italiano è virgolette forte,
Per alcune decisioni politiche fondamentali.
La fiducia al governo, la legge di Bilancio.
Ma è debolissimo nella legislazione ordinaria corrente non.
Il Parlamento europeo.
È fortissimo nella legislazione.
Ordinaria corrente, pensate che a Strasburgo entrano nelle giornate in cui c’è la seduta, 10.000 persone ora parlamentare su 800 i loro collaboratori e i dipendenti del Parlamento, si arriva a 5.000 massimo 6.000 gli altri 4.000 sono quelli che in gergo vengono definiti i lobbisti portatori di portatori di interessi cioè il mondo delle decisioni.
Vere sulle non delle decisioni politiche, ma delle decisioni vere sulle questioni economiche, regolatori, eccetera ruota attorno al Parlamento europeo, quindi togliamoci dalla testa che quel Parlamento sia debole
Quel Parlamento è un Parlamento dimezzato sul piano politico.
Cioè se, se non si fa un passo in avanti.
Però sulla fiducia sul bilancio e e perché è dimezzato, perché si è rafforzata in un modo intollerabile, secondo me il ruolo del Consiglio europeo.
Sto Consiglio europeo, non esisteva trent’anni fa.
Erano c’era Giscard che s’era inventato di ogni tanto riunire i leader dei Paesi europei per fare delle delle discussioni informali.
Adesso, se andate a rue de la Loi c’è un palazzo, di fronte a quello della Commissione, ci lavorano 4.000 persone, tutti bravissimi funzionari, perché l’istituzione intergovernativa è diventata sempre più forte, i nostri ambasciatori sono riuniti continuamente tutti i giorni, quindi io penso che,
La modifica che ci serve è quella di dare più potere alle istituzioni più europee, quindi più potere alla Commissione io vorrei, Presidente della Commissione, e il Presidente del Consiglio nella stessa persona e più potere al Parlamento, che deve avere l’ultima parola sulla fiducia e l’ultima parola sul bilancio che in teoria attenzione avrebbe gialla e quindi se ci fossero le condizioni politiche che come dice giustamente Lucia si sono molto indeboliti e ultimamente potrebbe fare già molto di più ultimissima cosa.
Noi siamo prima all’inizio, dicevo, siamo un po’a metà no, nel senso che abbiamo fatto un percorso verso la sovranità, lo abbiamo fatto soprattutto.
Seconda metà degli anni 90 e inizio di questo secolo abbiamo fatto però delle cose molto importanti negli ultimi anni sul Next Generation You e Ucraina in modo particolare, ma siamo a metà.
Una cosa che che che banalissima, che dico anche nel libro è io ho giurato tre volte di fronte, a una volta Ciampi, una volta Napolitano, una volta Mattarella e si giura da ministro o da presidente del Consiglio sulla Costituzione, giurando che che si lavorerà nell’interesse esclusivo del Paese, poi ho giurato una volta di fronte, più modestamente all’Alta Corte del Lussemburgo e in cui si giura di lavorare nell’interesse esclusivo dell’Unione europea e senza nessun trattamento di riguardo per il Paese di provenienza. Questa piccola cosa banale di questi due Gerard giuramenti paralleli ci dice che siamo
In un contesto di sovranità condivisa,
Dicevo all’inizio, la dobbiamo difendere, se ci crediamo, qual è il problema e qual è quindi il messaggio, secondo me, per questa tornata, in cui voteranno più di 200 milioni di europei il problema è che si è creato una simmetria nel comportamento dei nemici, chiamiamola così dell’Europa e degli amici i nemici dell’Europa sono,
Al petto in fuori alzano la voce, sono molto aggressivi in Parlamento e nei vari Paesi il loro messaggio contro l’Unione europea è chiarissimo ed echeggia negli Stati Uniti Dismantle Hughes, uno degli obiettivi fondamentali degli ideologi di Trump, questa Heritage Foundation smantellare l’Unione europea, gli amici dell’Europa,
è la razionalità europea, è adesso va forte, Sant’Agostino, quindi la le confessioni, l’autocritica, e siamo noi che parliamo giustamente dei nostri difetti, ognuno di noi vorrebbe giustamente modificare l’Europa nella direzione che preferisce.
Guai a perdere questa qualità europea ci mancherebbe, ma oltre a questo dovremmo, secondo me, ricordarci, in questa tornata elettorale con oltre 200 milioni di elettori, che promuovere l’Europa a difendere l’Europa, mettere l’Europa al centro di questa battaglia politica è fondamentale se i nemici urlano e gli amici,
Una volta, si diceva, sono ben al Christie, cioè si occupano di tutto tranne che di difendere questa straordinaria realizzazione, che l’Europa non andiamo lontani e quindi il senso del mio libro un pochino è anche un appello a dire diamoci da fare perché questa cosa che ci sta così a cuore possiamo aiutarla anche noi anche con il nostro lavoro anche con la nostra voce anche con le nostre.
Riunioni
E grazie.
Tutto il tempo di parola.
La Cassazione saluto
Però.
Va bene, grazie innanzitutto un ringraziamento a Fiesole democratica, Alessandro feci, per aver regalato a Fiesole il privilegio di avere un pattern così privilegiato, appunto è così autorevole come Lucia Annunziata, Paolo Gentiloni, Giuliano Amato, Marco Buti.
La dottoressa Mauro, che ci che ci guida, e devo dire che anche molto bello e molto importante che sia stata scelta proprio Fiesole che conserva nel suo genoma l’eredità di menti visionarie, come come Aldo Moro, che volle proprio qui nella Badia Fiesolana l’Istituto universitario europeo e le volle proprio perché era convinto che l’Unione europea non potesse basarsi su un’unione monetaria su trattati oppure su leggi economiche e basta, ma dovesse consolidarsi in un bene condiviso che era quello della cultura, della libertà, della pace, della democrazia e così in quel silenzio operoso appunto della della Badia Aldo Moro pensava che tutti gli studiosi venuti dal mondo avrebbero potuto guardare l’Umanesimo e Rinascimento
E interiorizzando e poi diffonderlo in tutti i luoghi in cui poi sarebbero andate diffondendo quell’identità condivisa così preziosa, e così aveva fatto Giovanni Michelucci, pensando che l’architettura potesse essere incentrata sulla persona e voleva le città aperte stessa cosa Ernesto Balducci, con l’uomo planetarie ancora una scuola di musica di Fiesole saluto, Adriana verghiana, che qui a Vergani, che qui col maestro Farulli, che voleva la musica per tutti e di tutti e voleva che tutti potessero avere gli strumenti che non avrebbero né voluto né potuto comprare, portò alla musica dove c’era povertà e disperazione e lì su quelle note nasceva davvero la pace.
E questo è stato un significato straordinario che Fiesole ha voluto dare al mondo, ed è proprio su questa eredità che si consolida un valore preziosissimo della nostra Europa, così con concludo con una riflessione.
Io faccio orgogliosamente la sindaca di Fiesole, faccio altrettanto orgogliosamente il il medico e mi occupo di malattie rare, io li vedo tutti i giorni i volti dei miei pazienti o dei genitori dei piccoli pazienti che hanno la fortuna, grazie alla direttiva transfrontaliero europea di potersi curare in tutta Europa, di poter girare, poter avere le migliori cure, vedo quelli che vengono da me, ma vedo anche quelli che vanno altrove e sono pieni di una gratitudine profondissima che è un valore impagabile ed è un valore che profuma si di accesso alle cure di sanità ma anche di libertà di equità di umanità,
E sono proprio quegli stessi pazienti che riconoscono che quel valore lì dell’Europa, la gratuità del diritto, è qualche cosa che in altri contesti più strutturati, sicuramente economicamente non trovano e non vedono.
E allora, forse proprio grazie a questa umanità, alla cultura, alla conoscenza, alla democrazia, alla pace, noi davvero come Europa, abbiamo quella potenza gentile nella quale dobbiamo credere ardentemente ed è veramente un privilegio avervi avuto qui oggi a Fiesole speranza di potervi incontrare di nuovo e costruire ancora questo principio importantissimo che è la nostra Europa grazie a tutti.
Grazie io
Vi ricordo che i libri sono lì.
è l’autore, qui per autografa, arrivi grazie.
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