#Finsubito news dalla rete – Uniba, inaugurato l’anno accademico: borse di studio, tra ricerca e futuro dei giovani


BARI – Il futuro dei giovani, il diritto allo studio e la necessità di rafforzare il rapporto tra università, istituzioni e sistema produttivo sono stati i temi centrali dell’inaugurazione dell’anno accademico 2026/2027 dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. La cerimonia si è svolta venerdì 9 ottobre nella cornice del Teatro Petruzzelli, con un programma dedicato al ruolo della conoscenza nella crescita economica e sociale del territorio.

“Università connessa. Talenti, Territori, Sviluppo” è il titolo scelto dall’Ateneo per l’appuntamento, che ha visto la partecipazione delle autorità accademiche e istituzionali e gli interventi del vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione, Raffaele Fitto, e del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.

La giornata ha rappresentato un’occasione di confronto sulle sfide che attendono il sistema universitario, dalla formazione delle nuove generazioni alla valorizzazione della ricerca, fino alla capacità dei territori di trasformare competenze e innovazione in opportunità occupazionali.

Particolare attenzione è stata riservata al Mezzogiorno e alla necessità di ridurre gli squilibri che ancora condizionano le possibilità di crescita delle regioni considerate meno sviluppate.

Il ruolo delle università nella competitività europea

Nel corso della sua lectio magistralis, Fitto ha affrontato le prospettive dell’Unione europea, evidenziando come alle difficoltà del contesto internazionale si affianchino importanti possibilità di sviluppo.

«L’Europa oggi vive in una condizione di difficoltà, per alcuni versi, ma di grandi potenzialità dall’altro», ha osservato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea.

Secondo Fitto, uno dei passaggi decisivi riguarda la capacità delle istituzioni di collaborare con il mondo della formazione e della ricerca, individuando percorsi che possano rafforzare la competitività europea.

«Si tratta di capire come nel rapporto tra le diverse istituzioni e nel dialogo con una istituzione, come l’Università, si possano costruire delle opportunità per il futuro rendendo l’Europa più competitiva», ha dichiarato.

Il rappresentante europeo ha richiamato inoltre la necessità di consolidare il ruolo dell’Unione sullo scenario internazionale e di affrontare gli ostacoli che ancora limitano il pieno funzionamento del mercato interno.

In questa prospettiva assume particolare rilievo il potenziale economico rappresentato da un mercato europeo di 450 milioni di consumatori, che secondo Fitto potrebbe essere valorizzato attraverso una maggiore integrazione e una più efficace capacità di competere.

Il mondo accademico viene considerato uno degli strumenti fondamentali per raggiungere questo obiettivo.

«Le università hanno un ruolo decisivo in questo contesto», ha sottolineato Fitto, richiamando in particolare le opportunità che possono derivarne per la Puglia, il Mezzogiorno e le altre regioni europee caratterizzate da maggiori difficoltà strutturali.

Il rafforzamento della formazione, della ricerca e delle competenze rappresenta quindi, nella visione illustrata durante la cerimonia, una componente essenziale delle politiche di sviluppo e coesione.

La Regione: «Nessun giovane deve rinunciare a studiare per ragioni economiche»

Nel suo intervento, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha ribadito l’impegno dell’amministrazione regionale a sostenere il sistema universitario, indicandolo come uno dei principali strumenti per costruire nuove prospettive economiche e sociali.

«Sostenere il sistema universitario significa investire nel futuro della nostra comunità e significa scegliere quale Puglia vogliamo essere tra 10, 20, 30 anni», ha affermato il presidente.

La prospettiva illustrata dalla Regione è quella di un territorio capace di offrire percorsi formativi moderni e competitivi, favorendo contemporaneamente l’arrivo di studenti, docenti e ricercatori provenienti da altre regioni e dall’estero.

Un obiettivo strettamente collegato alla possibilità di consentire ai giovani pugliesi di costruire il proprio futuro senza essere necessariamente costretti a trasferirsi altrove per mancanza di opportunità.

Il presidente ha insistito sulla necessità di superare le disuguaglianze territoriali, soprattutto nelle aree del Mezzogiorno che hanno storicamente registrato maggiori difficoltà economiche.

Secondo Decaro, il luogo di nascita non deve determinare le possibilità di formazione, lavoro e realizzazione personale. Per questo motivo, università e centri di ricerca devono occupare una posizione centrale nelle scelte delle istituzioni.

Tra le questioni affrontate figura quella del diritto allo studio, con particolare riferimento al sostegno economico agli universitari.

Il presidente ha ricordato il lavoro svolto nelle settimane precedenti per individuare le risorse necessarie a raggiungere l’obiettivo della copertura del 100% delle borse di studio per gli studenti che ne hanno fatto richiesta.

«In Puglia nessuno deve essere costretto a rinunciare all’Università per ragioni economiche», ha dichiarato, ribadendo che il sostegno alla formazione deve rappresentare una priorità anche quando comporta scelte finanziarie impegnative.

Decaro ha riconosciuto che la disponibilità delle risorse costituisce una difficoltà destinata a riproporsi anche nei prossimi anni, ma ha sottolineato la necessità di garantire continuità agli interventi.

La possibilità di frequentare l’università, secondo il presidente, non riguarda soltanto l’acquisizione di competenze professionali, ma anche la crescita personale, la formazione del pensiero critico e la partecipazione alla vita democratica.

Talenti e innovazione, il rapporto con le imprese

Un altro tema centrale della cerimonia è stato il collegamento tra attività accademica e sviluppo economico.

La Regione ha richiamato l’esigenza di costruire una collaborazione più stretta tra università, istituzioni, imprese e mondo del lavoro, affinché i risultati della ricerca possano tradursi in innovazione e nuove opportunità produttive.

«Dobbiamo fare in modo che un’idea nata in un laboratorio possa trovare le condizioni per crescere, che una ricerca possa diventare innovazione, che l’innovazione possa generare nuove imprese, nuovi servizi e nuove opportunità di lavoro», ha spiegato Decaro.

Una prospettiva nella quale la competitività dei territori non dipende esclusivamente dalla presenza di infrastrutture materiali, ma anche dalla qualità delle conoscenze prodotte e dalla capacità di attrarre professionalità qualificate.

Per il presidente della Regione, la Puglia deve puntare a diventare un territorio capace di valorizzare ricerca, formazione e trasferimento tecnologico, creando condizioni favorevoli alla crescita delle imprese e allo sviluppo di nuove attività.

Il tema della valorizzazione dei talenti è stato affrontato anche attraverso un richiamo al mondo dell’arte. Prendendo spunto da una frase attribuita a Pablo Picasso e dalla mostra dedicata all’artista in inaugurazione a poca distanza dal teatro, Decaro ha evidenziato come le capacità individuali abbiano bisogno di opportunità concrete per emergere.

Il talento, secondo il presidente, non può essere considerato una risorsa sufficiente da sola: deve trovare ambienti capaci di riconoscerlo, sostenerlo e trasformarlo in occasioni di crescita personale e collettiva.

Da qui l’invito alle istituzioni a creare le condizioni affinché le competenze sviluppate negli atenei possano contribuire al progresso economico e culturale delle comunità.

Studenti fuori sede, servizi e diritto alla casa

Nel corso della cerimonia è stato affrontato anche il tema delle condizioni materiali che rendono possibile la frequenza universitaria.

Accanto alle borse di studio, il presidente della Regione ha richiamato la necessità di migliorare i servizi destinati agli studenti, a partire dai trasporti e dalla disponibilità di alloggi economicamente accessibili.

Abitazioni, mobilità, spazi culturali e luoghi di aggregazione sono stati indicati come elementi indispensabili per rendere le città universitarie più accoglienti e favorire la partecipazione alla vita accademica.

Un obiettivo che, secondo Decaro, richiede la collaborazione delle amministrazioni comunali e delle altre istituzioni territoriali.

La Regione può intervenire attraverso le proprie competenze e risorse, ma il miglioramento delle condizioni di vita degli studenti necessita di una strategia condivisa con gli atenei e con gli enti locali.

Il presidente ha quindi proposto una collaborazione territoriale stabile a sostegno della conoscenza, capace di unire politiche formative, servizi pubblici e opportunità di sviluppo.

La sfida di trattenere e richiamare i giovani

Un passaggio significativo dell’intervento regionale ha riguardato la mobilità dei giovani e dei ricercatori, con particolare attenzione alla possibilità di rendere la Puglia un territorio nel quale scegliere di vivere e lavorare.

Secondo Decaro, l’obiettivo non deve essere quello di impedire ai ragazzi di partire per completare la formazione o maturare esperienze professionali in altri Paesi, ma di creare condizioni che consentano loro di tornare.

«A un giovane pugliese dobbiamo poter dire: puoi partire, puoi studiare fuori, puoi fare esperienze in Europa e nel mondo. Ma qui troverai le condizioni per tornare se lo vorrai», ha affermato il presidente.

Lo stesso principio dovrebbe valere per gli studiosi e i ricercatori provenienti dall’estero, ai quali il sistema universitario pugliese dovrebbe poter offrire opportunità concrete di crescita scientifica e professionale.

L’attrattività di un territorio, secondo la Regione, deve fondarsi sulla capacità di creare occasioni di studio, ricerca e lavoro, rendendo possibile una scelta consapevole di permanenza o di ritorno.

In questo percorso assumono particolare importanza la continuità delle politiche pubbliche e la disponibilità di investimenti di lungo periodo.

Decaro ha ricordato che i risultati della ricerca e della formazione non sempre possono essere misurati nell’arco di pochi mesi o di una singola annualità finanziaria.

Un progetto può richiedere diversi anni per svilupparsi, mentre i benefici prodotti dall’investimento nella conoscenza possono manifestarsi anche a distanza di molto tempo.

Per questa ragione, il presidente ha sollecitato una programmazione capace di superare le scadenze immediate e di assicurare stabilità alle iniziative rivolte agli atenei.

Una nuova stagione accademica tra ricerca e sviluppo

L’inaugurazione dell’anno accademico 2026/2027 dell’Università di Bari si è così trasformata in un confronto sul contributo che il sistema universitario può offrire alle trasformazioni economiche e sociali della Puglia.

Da una parte la dimensione europea, con il richiamo alla competitività, al mercato interno e alle opportunità per le regioni meno sviluppate. Dall’altra quella regionale, con l’attenzione rivolta al diritto allo studio, alla valorizzazione dei talenti e al collegamento tra conoscenza e lavoro.

Il presidente Decaro ha concluso il proprio intervento rivolgendo un augurio agli studenti, ai ricercatori, ai docenti e al personale universitario, sottolineando la responsabilità condivisa di costruire opportunità per le generazioni future.

«Il destino della Puglia passa anche dalle vostre aule, dai vostri laboratori, dalle idee che lì nasceranno e dalle persone che avranno il coraggio di immaginare qualcosa che ancora non esiste», ha dichiarato.

Nel suo messaggio conclusivo ha inoltre ribadito la volontà della Regione di sostenere ricerca, innovazione e formazione attraverso politiche capaci di garantire continuità nel tempo.

Il nuovo anno accademico dell’Ateneo barese si apre quindi all’insegna del rapporto tra università e territorio, con l’obiettivo di trasformare la crescita delle competenze in opportunità per gli studenti e in nuove prospettive di sviluppo per l’intera regione.




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