Il noleggio a breve termine protagonista della crescita – anche se moderata – del comparto nel trimestre appena terminato. Da luglio a settembre, infatti, le immatricolazioni del noleggio veicoli (auto e veicoli commerciali leggeri) hanno riportato un incremento del 3,1%, grazie alla spinta del breve termine (+29%), mentre il segmento del lungo termina si conferma sui volumi dello scorso anno, segnando un -0,8%. A indicarlo è l’analisi condotta da Aniasa e Dataforce: i dati indicano un aumento complessivo nei volumi di 3.000 unità, con un totale che si avvicina alle 100.000 immatricolazioni. Sono quasi 4.000 le targhe aggiuntive del noleggio a breve termine (tutte vetture, perché il comparto dei veicoli commerciali leggeri è stabile), mentre quello a lungo termine registra 2.000 auto in più e quasi 3.000 mezzi da lavoro in meno rispetto al terzo trimestre del 2025.
Con questi risultati, il noleggio continua a mantenere una posizione fondamentale sul mercato: la quota di questo comparto è infatti del 26,6% nel trimestre, ma sale al 31,6% nei primi 9 mesi dell’anno, sul totale delle immatricolazioni nazionali. Il noleggio dunque non cala nei volumi, ma scende di quota soltanto perché il canale dei privati e quello delle auto-immatricolazioni sono saliti di più. Nel terzo trimestre 2026, comunque, oltre un veicolo su 4 risulta essere immatricolato sui canali del noleggio. Un dato che si avvicina a 1 su 3 nel dato cumulativo da gennaio a settembre: quest’anno il noleggio ha targato 443.728 veicoli, circa 25.000 in più dello stesso periodo del 2025 (+5,9%).
Tra le tendenze principali di questo terzo trimestre 2026 occorre segnalare un sempre più evidente passaggio del noleggio alle tipologie di alimentazione più ecologiche (soprattutto nel comparto auto), con un’accelerazione delle immatricolazioni di plug-in hybrid eccellente nel Nlt (+37%) e clamorosa nel Nbt (+72%). Importante avanzata anche delle full hybrid tra le vetture di Nlt (+13%), mentre nel breve termine sono raddoppiate. Nell’ambito dei veicoli commerciali leggeri, la pesante contrazione del diesel (-22,8% nel Nlt) inizia a essere parzialmente compensata dall’avanzata delle ibride “vere” (che quasi raddoppiano le nuove targhe nel Nlt sia per le full hybrid sia per le plug-in hybrid).
In controtendenza, invece, il canale del noleggio a breve termine tra i Vcl: le immatricolazioni di veicoli a gasolio crescono del 16,3% e tutte le altre alimentazioni calano. L’incremento delle immatricolazioni di auto elettriche pure è più contenuto rispetto al mercato nel suo complesso: +21,2% nel Nlt e +27,1% nel Nbt (+70% quest’anno nel mercato totale). Invece nell’ambito dei veicoli commerciali leggeri i mezzi a corrente sono in calo (-5,6% nel Nlt e -53,4% nel Nbt). Da rimarcare la pesante flessione del diesel in ambito vetture di noleggio a lungo termine: -34,5%. Le auto a gasolio rappresentano nel trimestre una quota di mercato del 18,1% (nel mercato nel suo complesso quest’anno sono arrivate all’11,5%).
Lo studio dell’Associazione che in Confindustria rappresenta il settore della mobilità pay-per-use e dalla società di analisi di mercato Dataforce indica che, in riferimento alle immatricolazioni del terzo trimestre di quest’anno, il comparto del noleggio continua, come nel semestre precedente, a viaggiare a due velocità: il breve termine rimane il canale con il maggior tasso di crescita in assoluto (+36,5% da gennaio a settembre), mentre il lungo termine è l’unico tra i canali della distribuzione ad apparire in rosso, seppur molto moderato (-0,8%). Ma per leggere in maniera corretta i dati del noleggio a lungo termine nel 2026, occorre ricordare che nel 2025 il comparto vide una forte spinta (soprattutto legata alle società captive e al bando Consip, in particolare nella prima parte dell’anno), un picco quindi anomalo. Il dato di quest’anno non è affatto negativo, soprattutto se messo a confronto con anni a stagionalità più ordinaria: nel 2026 da gennaio a settembre il noleggio a lungo termine ha totalizzato 313.000 immatricolazioni tra autovetture e veicoli commerciali leggeri, circa 10.000 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Il breve termine, da parte sua, prosegue a viaggiare su ritmi serrati: 35.000 unità aggiuntive sul 2025 e 37.000 sul 2024, avendo quest’anno raggiunto quota 130.000 unità.
Da luglio a settembre il settore del noleggio ha immatricolato 98.682 veicoli (+3,1%), di cui 83.092 vetture (+7,6%) e 15.590 commerciali leggeri (-15,5%). La quota del noleggio sull’intero mercato raggiunge il 26,6%, che in ambito vetture si traduce in una quota del 25% e nel settore dei mezzi da lavoro del 40,9%.
“I dati dei primi nove mesi confermano la capacità del settore di sostenere il mercato automotive e di rispondere alle esigenze di mobilità di imprese, professionisti, cittadini e turisti. Una crescita che rischia tuttavia di essere frenata da una vera e propria ‘bulimia legislativa’, che negli ultimi mesi ha investito il settore: dalle modifiche alla disciplina dei fringe benefit alle insane complicazioni sull’Imposta Provinciale di Trascrizione e sul bollo, fino all’assurda previsione contenuta nel Codice della Strada che trasferirebbe sulle società di noleggio i costi delle multe non pagate dai clienti stranieri. Un insieme di misure che addensa nubi sulle prospettive del comparto e rende sempre più difficile programmare investimenti. L’incertezza del quadro regolatorio, unita a una visione del settore come una sorta di bancomat da cui drenare nuove risorse, rischia di compromettere lo sviluppo di un mercato che genera valore ben oltre i propri confini, dando un contributo concreto alla transizione ecologica (le flotte a nolo hanno un’età media di circa 4 anni, contro gli oltre 11 anni del parco circolante nazionale) e all’industria turistica, permettendo a milioni di visitatori di raggiungere borghi, località e attrazioni non adeguatamente serviti dal trasporto pubblico”, ha commentato Italo Folonari, presidente di Aniasa. E ha aggiunto: “Chiediamo quindi alle istituzioni di superare un approccio normativo frammentato, di avviare il più volte declamato percorso di semplificazione e razionalizzazione delle regole, eliminando sovrapposizioni, adempimenti e disposizioni che aumentano la complessità senza produrre benefici e di riconoscere pienamente il noleggio come un asset strategico per il Paese. Servono stabilità, certezza delle regole e una visione di medio-lungo periodo. È ora di definire un quadro normativo unico dedicato al settore”.
Top 5 autoveicoli più noleggiati
Nella classifica del terzo trimestre del 2026 Fiat Panda è tornata in testa dei modelli più noleggiati nel lungo termine, con un totale di 4.864 unità da luglio a settembre (+59%). La piccola Fiat mantiene la testa anche nel periodo gennaio-settembre avvicinandosi alle 15.000 immatricolazioni. Al secondo posto del terzo trimestre sale Peugeot 3008, che ha più che raddoppiato le immatricolazioni di Nlt (+119,8%), con una formidabile accelerazione soprattutto a settembre. Scende al terzo posto Volkswagen Tiguan da luglio a settembre (-15,1%), precedendo BYD Seal U (+45,2%) e BMW X1 (-27,4%). Tra i veicoli commerciali leggeri, il modello più noleggiato continua a essere il Fiat Doblò, pur con immatricolazioni in forte flessione (-56,6%), come del resto avviene per quasi tutti i modelli nella Top 5, tranne che per Fiat Scudo, secondo in graduatoria (+86,5%). Terzo posto per Fiat Ducato (-45,9%). Nelle posizioni successive Ford Transit (-20,1%) e Ford Transit Custom (-9,4%).
Nel noleggio a breve termine (Nbt) la Top 5 delle vetture nel terzo trimestre 2026 vede al primo posto BYD Seal U (+31,1%), mentre nel cumulato gennaio-settembre il primato è di BYD Atto 2, che è quarta nel terzo trimestre. Al secondo posto MG ZS (+150,2%), seguita da un’altra MG (MG 3 che quasi decuplica le immatricolazioni). Quinta Audi A3 (+148,6%). In ambito Lcv, Fiat Scudo, che moltiplica per sei le nuove targhe, conquista il primato; a seguire Fiat Ducato, Iveco Daily, Toyota Pro Ace e Mercedes Sprinter.
L’analisi per utilizzatore
Nel noleggio a lungo termine, confrontando le quote di mercato del noleggio ai privati e di quello ad aziende del 2026 con i quattro anni interi precedenti, si nota che la quota dei privati è andata calando tra il 2022 e il 2023 (dal 19,1% al 14,8%), per poi risalire di 2,2 punti fino al 17% di quota nel 2024. Ancora una forte crescita nel 2025, con il raggiungimento di una percentuale del 22,1% e infine una flessione quest’anno, quando la quota dei privati sul totale dei noleggi a lungo termine è scesa al 20,7%. Quasi 4 noleggi su 5 nel 2026 rimangono ancora appannaggio dei clienti aziendali.
Nel noleggio a lungo termine, confrontando le quote di mercato del noleggio ai privati e di quello ad aziende del 2026 con i quattro anni interi precedenti, si nota che la quota dei privati è andata calando tra il 2022 e il 2023 (dal 19,1% al 14,8%), per poi risalire di 2,2 punti fino al 17% di quota nel 2024. Ancora una forte crescita nel 2025, con il raggiungimento di una percentuale del 22,1% e infine una flessione quest’anno, quando la quota dei privati sul totale dei noleggi a lungo termine è scesa al 20,7%. Quasi 4 noleggi su 5 nel 2026 rimangono ancora appannaggio dei clienti aziendali.
L’analisi per alimentazione
Nel noleggio a lungo termine di auto l’alimentazione più diffusa nel terzo trimestre 2026 rimane quella a benzina (comprese le mild hybrid) con una quota che però scende al 36,4% pur aumentando il numero delle immatricolazioni. Se le immatricolazioni di vetture a Nlt quest’anno sono scese dello 0,8%, ancora più evidente è il calo delle nuove targhe di auto a benzina: -8,2%. Ma la contrazione delle immatricolazioni di auto a gasolio nel Nlt è nettamente più elevata, perché è stata del -22,2% su base annua, mentre nel terzo trimestre è stata addirittura del 34,5%, raggiungendo una quota di mercato di appena il 18,1%.
Da luglio a settembre il diesel è stata l’unica alimentazione che ha perso terreno. La sua quota di mercato è ormai nettamente inferiore a quella delle plug-in hybrid che, a fronte di un incremento delle nuove targhe del 37%, ha conquistato una quota del 23,5%. È la più alta dopo quella delle auto a benzina (36,4%, ma in calo). La crescita di immatricolazioni Phev nel Nlt è ancora più vigorosa nei 9 mesi: +66,3%. Più contenuta, ma comunque importante, l’avanzata delle auto a gpl nel Nlt da luglio a settembre: +26,4%. A seguire, le elettriche (+21,2%), le full hybrid (+13,1%) e le benzina (+9%, mild hybrid comprese). La quota di auto a corrente unita a quella delle ibride “vere” raggiunge nel terzo trimestre il 43,4%: le motorizzazioni più ecologiche si avvicinano a raggiungere la metà del mercato del Nlt.
Le immatricolazioni di Bev in ambito Nlt sono state oltre 6.000 unità nel trimestre e hanno conquistato l’8,9% delle nuove targhe. Nel mercato totale quest’anno la quota delle auto elettriche è invece leggermente inferiore: 8,2%. La quota delle full hybrid nel Nlt nel 2026 rimane attorno al 9,5%, mentre nel mercato nel suo complesso è del 16,2%. Rovesciata invece è la situazione delle plug-in hybrid: nel noleggio a lungo termine la quota di mercato, favorita dalla normativa sul fringe benefit, è del 19,5%, mentre sul mercato totale è del 9,2%: meno della metà.
Sono numeri confortanti nell’ambito della transizione ecologica, ma risulta evidente che, in Italia, il rinnovamento del parco circolante è nettamente più lento rispetto agli altri Paesi europei automobilisticamente più rilevanti. Come sostiene da tempo Aniasa, una fiscalità più favorevole sulle auto aziendali in termini di detraibilità dell’Iva e di deducibilità dei costi contribuirebbe ad accelerare il rinnovo, non solo con le nuove immatricolazioni, ma anche agevolando gli acquisti dei clienti privati nel mercato dell’usato proveniente dalle flotte.
Nei veicoli commerciali leggeri, sempre in ambito Nlt, il diesel si mantiene su percentuali di valore assoluto e rimane molto vicino alla soglia dell’80% (nel terzo trimestre è esattamente al 77,3%). La perdita di immatricolazioni è pari a -22,8% (con 10.127 targhe), un dato molto vicino al calo medio del mercato (-17,7%). La seconda alimentazione più diffusa nel trimestre è quella a benzina, che conquista una quota del 9,5% e perde il 4% nelle immatricolazioni. Alle altre tipologie di alimentazione rimangono soltanto le briciole: 1.022 veicoli elettrici (quota di mercato pari al 7,8%), 556 full hybrid (4,2%), 112 plug-in hybrid (0,9%) e 46 gpl (0,4%).
Nel noleggio a breve termine, benzina al 40,5% da luglio a settembre del 2026, mentre il diesel precipita al 14,4% (nei 9 mesi è addirittura all’11,8%). La quota di mercato delle auto a gasolio è praticamente la metà di quella delle plug-in hybrid (27%) e di poco superiore a quella delle full hybrid (9,2%). Auto elettriche in crescita: nel noleggio a breve termine nel terzo trimestre conquistano l’8,2% di quota.
Tra i veicoli commerciali leggeri, il noleggio a breve termine evidenzia una scelta pressoché obbligata verso il diesel: il 92,2% di quota di mercato (in leggero calo), molto superiore a quella del noleggio a lungo termine. Nemmeno il benzina è preso in considerazione da questo canale, con appena 7 nuove targhe nel trimestre. Ibridi e a gas sono praticamente sconosciuti in questo canale, mentre quelli Bev stanno diventando ormai l’unica alternativa al diesel: nel terzo trimestre hanno conquistato una market share nel Nbt Vcl del 6,7%.
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