Sassari Mille euro netti al mese di differenza tra due dirigenti medici. Oltre 400 tra due infermieri. Stesso contratto nazionale, stesso servizio sanitario, buste paga profondamente diverse. E con un paradosso in più: è l’Aou di Sassari, chiamata a gestire i casi più complessi del Nord Sardegna, a trovarsi dalla parte più povera del confronto. Dopo le barelle nei corridoi, gli organici ridotti all’osso, i turni tirati e le centinaia di ore accumulate oltre l’orario, la vertenza dell’Aou entra adesso direttamente negli stipendi. E i numeri sono difficili da aggirare.
Confronti Abbiamo messo a confronto i cedolini di due pediatri-neonatologi con lo stesso incarico e la stessa anzianità di servizio. Uno lavora al San Francesco di Nuoro (Asl), l’altro al Santissima Annunziata di Sassari (Aou). Nel mese preso in esame il primo porta a casa oltre 4600 euro netti, il secondo poco più di 3600. La differenza supera i 1000 euro. «Lo denunciamo da tempo – attacca Miriam Pastorino, segretaria regionale della Fp Cgil per i dirigenti medici e sanitari e dirigente medico dell’Aou –. A Sassari aumentano complessità, responsabilità e carichi di lavoro, ma questo non si traduce in un riconoscimento economico adeguato. In alcune situazioni la forbice può superare i 20mila euro lordi l’anno».
Il caso Il paradosso è che quando un caso diventa troppo complesso per essere gestito in un presidio periferico viene trasferito a Sassari. Ma il medico che lo prende in carico guadagna anche mille euro in meno del collega che gli ha inviato il paziente. «Continuiamo a chiedere sempre di più allo stesso personale – prosegue Pastorino –. Più turni, più responsabilità, più ore, pazienti più complessi. Poi però altrove, con lo stesso contratto nazionale, si guadagna di più. Così diventa sempre più difficile convincere un professionista a venire a lavorare a Sassari e ancora più difficile convincerlo a restare».
Gratis È lo stesso meccanismo raccontato nei giorni scorsi dai lavoratori durante l’assemblea che ha preparato lo sciopero dell’8 e 9 ottobre: reparti pieni, carenze che in alcune realtà arrivano al 40 per cento e ore accumulate di plusorario impossibili da recuperare. «Tutto ormai si tiene insieme grazie alle ore lavorate in eccesso da dirigenza e comparto – sottolinea Paolo Dettori, segretario della Fp Cgil –. Ore non pagate, accumulate e difficili da recuperare, quando non vengono direttamente cancellate».
Il punto, per Dettori, non è mettere in competizione le aziende sanitarie, ma evitare che differenze nella gestione dei fondi e della contrattazione producano trattamenti diversi all’interno dello stesso sistema. «La competizione dovrebbe avvenire dando qualcosa in più, non privando i lavoratori di ciò che gli spetta. Il contratto nazionale è lo stesso. Ma poi ci sono fondi, incarichi, indennità, premi e contrattazione integrativa. In Aou e in altre aziende dell’isola questi strumenti sono stati gestiti e costituiti malissimo». Dentro questo capitolo la Cgil inserisce anche il contenzioso sui fondi. «In primo grado – ricorda Dettori – abbiamo vinto una causa da 7 milioni di euro proprio contro l’Aou, che ha poi presentato appello». È su questi meccanismi, secondo il sindacato, che nasce una parte importante della forbice salariale.
Infermieri La distanza non riguarda soltanto i camici bianchi, ma anche il comparto. In questo caso il confronto è tra un infermiere che lavora a Sassari e uno che lavora ad Alghero. Nell’Asl l’accordo sul lavoro notturno ha portato l’indennità da 4 a 7 euro lordi per ogni ora lavorata: con 32 ore di notte al mese significa 96 euro in più, pari a 1.152 euro lordi l’anno. A questa cifra può aggiungersi l’indennità per particolari condizioni di lavoro, che arriva a 110 euro al mese. Sommate, le due voci valgono circa 2.500 euro l’anno. Nel Pronto soccorso la distanza cresce ancora. L’indennità specifica può arrivare a circa 340 euro al mese e, sommata all’incremento per il lavoro notturno, porta il beneficio complessivo a oltre 400 euro lordi mensili.
Ingiusto «Due infermieri possono fare lo stesso lavoro e ritrovarsi con retribuzioni profondamente diverse – dice Antonio Monni, segretario generale della Cisl Fp di Sassari –. Il punto non è togliere qualcosa a chi lavora nell’Asl, ma fare in modo che anche all’Aou gli strumenti del contratto vengano trasformati in salario e riconoscimenti concreti. Il problema è la mancata certificazione dei fondi e degli accordi, uno dei nodi che hanno bloccato la contrattazione integrativa Aou, creando una discriminante salariale inaccettabile».
La fuga La questione economica si intreccia con quella degli organici e delle dimissioni. «A Sassari – insiste Dettori – nessuno vuole più venire a lavorare e, se può, nemmeno a curarsi. Questa non è più soltanto una vertenza economica: riguarda la capacità dell’ospedale di continuare a svolgere il ruolo di hub per tutto il Nord Sardegna. Organici ridotti significano turni più pesanti, più ore da accumulare e condizioni di lavoro sempre peggiori. Chiaro che il personale si dimette. E queste dimissioni, nei prossimi mesi, potrebbero diventare di massa». Per ora sono individuali e continuano a erodere una pianta organica già insufficiente. All’Aou servirebbero subito almeno 40-50 infermieri, 25-30 Oss e 15 tecnici di radiologia soltanto per uscire dalla gestione quotidiana dell’emergenza. Per riportare davvero in equilibrio turni, ferie e riposi, il fabbisogno salirebbe a 60-65 infermieri, 40-45 Oss e almeno 30-40 tecnici di radiologia.
La vertenza Per la dirigenza medica restano aperti il riconoscimento delle ore aggiuntive, i premi di risultato 2023, 2024 e 2025, i ritardi nell’indennità di esclusività e nell’assegnazione degli incarichi. Per il comparto ci sono Dep 2024 e 2025, produttività, salario accessorio, straordinari, prestazioni aggiuntive, buoni pasto e incentivi. L’8 e 9 ottobre tutto questo finirà nello sciopero. E accanto alle barelle nei corridoi e ai racconti dei medici costretti a lavorare davanti agli armadi, i sindacati porteranno un’altra fotografia della crisi. Questa volta non è stata scattata in reparto. È stampata sulla busta paga.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

