Dalle 9:00 di martedì 6 ottobre alle 16:00 di giovedì 5 novembre 2026 le PMI che investono in una sede operativa lombarda possono chiedere un contributo a fondo perduto per progetti di economia circolare in quattro filiere prioritarie. È Ri.Circo.Lo. Filiere prioritarie (Risorse Circolari in Lombardia), il bando della Regione Lombardia approvato con il decreto n. 9121 del 7 luglio 2026: 7 milioni di euro, assegnati con una graduatoria a punteggio.
Il numero da maneggiare con cura è il 60%. Vale solo per le piccole imprese, in de minimis o con l’art. 47 del GBER, e con l’art. 47 si calcola di regola sui costi supplementari certificati da una perizia, non sull’investimento. E con qualunque regime un ordine firmato prima di inviare la domanda fa perdere il contributo.
Ri.Circo.Lo. Filiere prioritarie in 30 secondi
- Cos’è: contributo a fondo perduto della Regione Lombardia (PR FESR 2021-2027, azione 2.6.2) per riciclo, riuso, simbiosi industriale e prevenzione dei rifiuti.
- Per chi: PMI, comprese start-up e PMI innovative, singole o in aggregazione, in quattro filiere: plastiche e tessile; RAEE e batterie; fosforo; materie prime critiche.
- Quanto: 60% per le piccole e 50% per le medie in de minimis (entro il plafond di 300.000 euro in tre anni) o con l’art. 47 del GBER; 20% e 10% con l’art. 17. Spesa minima 50.000 euro; tetto di 1,5 milioni per progetto, che una singola impresa raggiunge solo in GBER.
- Quando: dalle 9:00 del 6 ottobre alle 16:00 del 5 novembre 2026. Non è un click day: servono almeno 50 punti su 100.
- Come: online su Bandi e Servizi, con accesso SPID, CNS o CIE e bollo da 16 euro con pagoPA. I documenti si sottoscrivono con firma digitale, elettronica qualificata o avanzata (valgono anche CNS e CRS con il software di firma avanzata); il modulo di adesione va firmato dal legale rappresentante e ricaricato solo se compila un delegato.
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| Voce | Ri.Circo.Lo. Filiere prioritarie | Fonte |
|---|---|---|
| Atti | DGR XII/6119 del 04/05/2026 (criteri); d.d.s. n. 9121 del 07/07/2026 (bando), BURL Serie Ordinaria n. 28 del 10/07/2026; regime SA.123400 | link in fondo alla pagina |
| Dotazione | 7.000.000 euro (2,5 milioni sul 2026, 4,5 sul 2027), aumentabile con nuove risorse | d.d.s. 9121, punto 2 |
| Tetti | 1,5 milioni di contributo per progetto con qualunque regime; in de minimis 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre anni | bando, par. B.1.b |
| Selezione | graduatoria (D.Lgs. 184/2025, art. 13 c. 2 lett. b), almeno 50 punti, esito atteso entro il 05/03/2027 | bando, par. C.2 e C.3 |
| Durata | 24 mesi dal decreto di concessione, proroga fino a 365 giorni | bando, par. B.2 e D.3 |
Le quattro filiere di Ri.Circo.Lo. e cosa resta fuori
Il progetto deve stare in almeno uno di questi ambiti (bando, par. B.2):
- Plastiche, gomme, polimeri e tessile: residui rimessi in ciclo, simbiosi industriale, imballaggi riutilizzati, logistica inversa, materiali end of waste (che hanno cessato di essere rifiuti), riciclo innovativo.
- AEE e RAEE, fotovoltaico, batterie e accumulatori: ecodesign, riutilizzo, trattamento e riciclo, anche delle materie critiche della black mass.
- Fosforo: recupero da reflui, fanghi, rifiuti organici e ceneri, solo come fosforo elementare, sali, soluzioni o minerali.
- Materie prime critiche del Reg. UE 2024/1252 non comprese negli altri ambiti.
Il filtro è soprattutto tecnologico: serve una maturità (TRL) almeno pari a 6, dalla fattibilità dimostrata alla scala commerciale. Non è un bando per la ricerca di base, né per un macchinario standard senza effetto misurabile sui materiali.
Restano fuori discariche, aumenti di capacità per rifiuti residui senza recupero di materiali e investimenti legati ai combustibili fossili (Reg. UE 2021/1058, art. 7). Questi ultimi si valutano spesa per spesa (FAQ n. 2 del 22 settembre 2026): esce il macchinario a fonti fossili, non il progetto, salvo prova tecnica che non esistono alternative conformi, nemmeno più care. Nel fosforo sono esclusi incenerimento, pirolisi e gassificazione come pretrattamento, e non si finanziano fanghi per l’agricoltura, gessi di defecazione e biochar.
Da non confondere con le altre misure sull’economia circolare
Non è la prima edizione per le imprese, e gli esiti delle precedenti sono negli atti regionali. In tutte e quattro sono state finanziate tutte le domande arrivate in graduatoria, in due casi dopo un aumento di dotazione:
- Plastica e tessile (2024): 68 domande, una ritirata, 14 escluse e 53 in graduatoria, finanziate tutte dopo che la dotazione è salita da 5 a 7,01 milioni; graduatoria 129 giorni dopo la chiusura (d.d.s. 212 e 959 del 2025).
- STEP (2025, azione 2.9.1, aperta anche alle grandi imprese): 15 domande, 13 ammissibili, finanziate per intero con lo scorrimento di marzo 2026 e un aumento di dotazione; graduatoria dopo 110 giorni (d.d.s. 19043/2025 e 3051/2026).
- Costruzione e demolizione (2025): 19 domande e 15 finanziate, con 5,62 milioni assegnati su 10; graduatoria dopo 123 giorni (d.d.s. 3115/2026).
- Rifiuti alimentari (2025): 13 domande e 9 finanziate, con 0,62 milioni su 2,3; graduatoria dopo 88 giorni (d.d.s. 3624 e 4303 del 2026).
Erano bandi con filiere e regole diverse (nel 2024 il 50% in de minimis e 60 punti minimi; per STEP almeno 500.000 euro di spese): dicono quanta domanda c’è stata, non garantiscono il contributo a chi presenta adesso. Per le altre regioni c’è la nostra guida ai bandi per l’economia circolare del 2026; se il progetto sta fuori da queste quattro filiere, restano gli altri bandi della Regione Lombardia per il 2026.
Chi può partecipare al bando Ri.Circo.Lo. Lombardia
Ricevono il contributo le PMI della definizione europea (Allegato I del Reg. UE 651/2014), di qualunque forma giuridica, iscritte e attive nel Registro delle imprese. Le microimprese prendono l’aliquota della piccola per lettura delle soglie europee: il bando nomina solo piccole e medie. Servono DURC regolare e polizza catastrofale in regola; le imprese in difficoltà sono escluse con qualunque regime, e dimensione e assenza di difficoltà vanno mantenute fino alla concessione.
In aggregazione il capofila presenta e rendiconta per tutti, ogni partner risponde della propria quota e i limiti per voce di spesa si calcolano sull’intero progetto. Una grande impresa entra solo come partner, senza contributo.
De minimis, art. 47 o art. 17: quale regime rende di più
Il regime lo sceglie l’impresa nella domanda:
- De minimis (il tetto di aiuti che un’impresa unica, cioè insieme alle imprese legate da rapporti di controllo, può ricevere nell’arco di tre anni su base mobile: 300.000 euro): 60% o 50% senza altre condizioni, ma consuma plafond.
- Art. 47 del GBER (il regolamento generale di esenzione, Reg. UE 651/2014): stesse aliquote, ma sui soli costi supplementari rispetto all’investimento meno virtuoso che si farebbe senza aiuto. Li fissa una perizia asseverata a carico dell’impresa, e la tecnologia non deve essere già pratica commerciale redditizia in tutta l’Unione. Senza perizia, solo due casi in strutture esistenti: fosforo da reflui o da ceneri di monoincenerimento dei fanghi; materie critiche da RAEE, pannelli, batterie o black mass con processi chimico fisici, non meccanici.
- Art. 17 (investimenti delle PMI): 20% o 10% dell’intero investimento, senza il forfait del 7%, per nuovo stabilimento, ampliamento, diversificazione o cambiamento sostanziale del processo.
Finché il plafond de minimis copre il contributo, l’art. 47 non rende di più: stessa aliquota, base uguale o più bassa e una perizia da pagare. Diventa utile quando il plafond si esaurisce: con il plafond intatto, oltre 500.000 euro di spese per una piccola impresa e 600.000 per una media, forfait compreso; prima, se l’impresa unica ha già ricevuto aiuti de minimis.
Il calcolo su tre progetti di taglia diversa
Euro, IVA esclusa, plafond de minimis intatto; per l’art. 47 indichiamo da quale soglia di costi supplementari conviene.
| Regime | Piccola impresa, 100.000 di spese | Piccola impresa, 700.000 di spese | Media impresa, 3.000.000 di spese |
|---|---|---|---|
| De minimis, forfait del 7% compreso | 64.200 | 300.000 (il calcolo darebbe 449.400) | 300.000 (il calcolo darebbe 1.605.000) |
| GBER art. 17, senza forfait | 20.000 | 140.000 | 300.000 |
| GBER art. 47, sui costi della perizia | mai più del de minimis | supera il de minimis oltre 500.000 di costi supplementari | supera gli altri due oltre 600.000; tocca il tetto di 1.500.000 solo con 3.000.000 |
| Scelta che regge sui numeri | de minimis | de minimis, salvo perizia oltre 500.000 | art. 47 se la perizia regge, altrimenti art. 17, che non consuma plafond |
Per una singola impresa il tetto di 1,5 milioni lo tocca in pratica solo l’art. 47: con l’art. 17 una piccola impresa dovrebbe investire 7,5 milioni. E con 7 milioni di dotazione i progetti al tetto sarebbero al massimo quattro. In aggregazione il massimale si conta per partner: tre piccole imprese che non formano la stessa impresa unica possono prendere 300.000 euro ciascuna in de minimis.
Se in istruttoria il plafond risulta più corto, gli uffici propongono una riduzione o il passaggio al GBER, ma dal de minimis si passa solo all’art. 17, che per una piccola impresa vale un terzo (par. B.1.c): la visura del Registro nazionale aiuti va letta prima di scegliere. In questa misura il de minimis è una delle tre strade, non un obbligo (par. B.1.c). Per gli altri fondi europei gestiti dalla Regione c’è la nostra pagina sui fondi europei in Lombardia; il confronto fra i regimi è nella guida alla scelta fra GBER e de minimis.
Attenzione, GBER in scadenza. Il Reg. UE 651/2014 si applica fino al 31 dicembre 2026 (art. 59), la graduatoria è attesa entro il 5 marzo 2027 e il d.d.s. 9121 rinvia a un atto successivo l’eventuale adeguamento al nuovo GBER. Chi presenta in art. 47 o art. 17 deve mettere in conto che alla concessione si applichino regole adeguate: quali, gli atti non lo dicono.
Spese ammesse, spesa minima e data da cui contano
Servono almeno 50.000 euro di spese ammissibili, IVA esclusa, sull’intero progetto anche in aggregazione. Il bando non dice se le percentuali per voce includono il forfait: finché la Regione non lo chiarisce, conviene rispettarle su entrambe le basi (bando, par. B.3).
| Voce di spesa | Limite sul progetto | Condizioni |
|---|---|---|
| a) Beni strumentali, impianti, attrezzature, revamping | almeno 30% | beni durevoli, anche usati |
| b) Hardware | nessun tetto proprio | esclusi smartphone, tablet e cellulari |
| c) Software, licenze, cloud e SaaS | massimo 5% | legati al progetto |
| d) Consulenze, prove, prototipi, certificazioni, brevetti | massimo 20% | esclusa la perizia asseverata |
| e) Opere edili e impiantistiche | massimo 25% | progettazione e direzione lavori comprese |
| f) Costi indiretti | forfait del 7% delle voci da a) a e) | solo de minimis e art. 47 |
| Escluse | nessuna quota | affitti, leasing, noleggio, IVA, ore del personale, fatture fra partner o da imprese collegate |
Attenzione alla data di avvio. Con qualunque regime, de minimis compreso, il progetto parte dopo l’invio della domanda: un ordine vincolante firmato prima fa perdere il contributo, mentre permessi e studi di fattibilità non contano (par. B.1.c). L’Allegato G, le linee guida di rendicontazione, fa decorrere le spese dal giorno dopo la pubblicazione del bando, il corpo del bando dalla domanda: vale la regola più stretta. Nell’edizione 2024 la Regione ha corretto la stessa formula come errore materiale (d.d.s. 3007 del 7 marzo 2025).
Domanda su Bandi e Servizi e graduatoria a punteggio
Si presenta solo online, dalla pagina del bando su Bandi e Servizi, e fa fede la data di invio registrata dal protocollo. La validazione di registrazione e profilo può chiedere fino a 16 ore lavorative, durante le quali non si opera sulla piattaforma (par. C.1 punto 5). Il profilo aziendale non è legato al bando: si crea dal menu utente di Bandi e Servizi e resta disponibile per le domande successive, quindi conviene crearlo, o controllarne i dati, prima del 6 ottobre. Fra gli allegati ci sono la relazione tecnica, la perizia per l’art. 47, il certificato della polizza catastrofale e, da 150.000 euro di contributo, l’antimafia. I moduli B.1 e B.2 citano ancora la DGR 4648 del 2025, dell’edizione costruzione e demolizione: è un residuo di copia, gli atti giusti sono la DGR XII/6119/2026 e il d.d.s. 9121/2026.
Prima vengono le verifiche di ammissibilità, anche su normativa e Programma regionale dei rifiuti, DNSH (nessun danno significativo all’ambiente) e verifica climatica, con al massimo 10 giorni per le integrazioni. Poi il Nucleo tecnico di valutazione assegna fino a 100 punti: qualità dell’iniziativa 41, risultati sui rifiuti 41, acqua ed energia 12, CO2 evitata 6. Sopra i 50 si aggiungono fino a 12 punti di premialità, fra cui accordi con enti di ricerca, studi LCA, certificazioni ambientali, start-up e PMI innovative.
Il criterio singolo più pesante è la quantificazione di almeno un risultato atteso sui rifiuti: 20 punti, più di cofinanziamento (4) e premialità (12) messi insieme, ed è anche il primo spareggio. L’ordine di invio viene solo dopo: presentare alle 9:00 del 6 ottobre serve a vincere un pareggio, non a scavalcare un progetto migliore. E chiedere l’aliquota piena senza altre spese vale 0 punti di cofinanziamento: per averne 4 l’agevolazione deve stare sotto il 25% del costo complessivo del progetto.
Chiarimenti: [email protected]; assistenza tecnica: [email protected] e numero verde 800.131.151.
Dopo la graduatoria: anticipo, rendicontazione e vincoli
- Graduatoria entro 120 giorni dalla chiusura, cioè entro venerdì 5 marzo 2027, sospensioni per integrazioni escluse; l’ultimo progetto finanziabile può avere una concessione parziale.
- Accettazione entro 20 giorni dalla pubblicazione del decreto di concessione, pena la decadenza.
- Anticipo facoltativo del 30%, chiesto entro 60 giorni con fideiussione di pari importo e durata di almeno 36 mesi: su 60.000 euro di contributo sono 18.000.
- Progetto realizzato e rendicontato entro 24 mesi dal decreto di concessione, proroga fino a 365 giorni; saldo entro 80 giorni. Pagamenti solo tracciabili da conti dell’impresa, mai in contanti o in compensazione.
- Vincoli: beni non ceduti per 5 anni dal decreto di concessione, attività non trasferita fuori dalla Lombardia, documenti conservati 10 anni dal saldo. Chi li viola, supera i 24 mesi o sfora il cumulo consentito rischia la revoca.
Sulla restituzione c’è una discordanza: il bando applica il tasso di riferimento BCE vigente all’ordinativo di pagamento più 5 punti per anno dall’erogazione, anche per la rinuncia; il Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025, art. 17 c. 4) usa il tasso alla data della revoca, con i 5 punti solo per revoche imputabili o per delocalizzazione e nessuna maggiorazione per rinuncia o rideterminazione. Finché la Regione non chiarisce, chi valuta una rinuncia fa i conti con la versione del bando.
Cumulo con altri aiuti e Registro nazionale aiuti
Il contributo si cumula, anche sugli stessi costi, con altri aiuti di Stato, de minimis compresi, e con misure generali come gli incentivi fiscali, entro il 100% dei costi e senza superare l’intensità più alta consentita. Con i fondi PNRR il doppio finanziamento è vietato, salvo Transizione 5.0 su quote di costo diverse. Concessione ed erogazione passano dal Registro nazionale degli aiuti di Stato. Per coprire il resto dell’investimento, la nostra mappa mensile dei bandi a fondo perduto ancora aperti riporta scadenze e dotazioni.
Come si tassa e come si contabilizza il contributo Ri.Circo.Lo.
Il bando non qualifica fiscalmente il contributo: valgono le regole generali, e conta cosa copre.
| Cosa copre il contributo | Bilancio | IRES e IRAP | Ritenuta del 4% |
|---|---|---|---|
| Beni strumentali, hardware, opere e software capitalizzati | conto impianti: quota annua in A5 con risconto (metodo indiretto) o minor costo del bene (diretto), OIC 16 par. da 86 a 88, OIC 24 per il software | segue l’ammortamento, non è sopravvenienza tassata per cassa (art. 88 c. 3 lett. b TUIR); concorre all’IRAP | esclusa per l’acquisto di beni strumentali (art. 28 c. 2 DPR 600/1973); su opere e software dipende da come l’ente classifica la voce |
| Consulenze e servizi spesati, forfait del 7% | conto esercizio, voce A5 (OIC 12 par. 56 lett. f) | ricavo di competenza (art. 85 c. 1 lett. h TUIR); concorre all’IRAP | sì, a titolo d’acconto, salvo il nodo dei fondi UE |
Con IRES al 24% e IRAP al 3,9% senza maggiorazioni regionali, per un’impresa con reddito imponibile il contributo vale al netto circa il 72,1%: 64.200 euro diventano circa 46.300. La ritenuta è un acconto che si recupera in dichiarazione (risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 586/2021). Sui programmi cofinanziati dall’Unione la prassi l’ha esclusa per l’integrità dei pagamenti (risoluzione 51/E/2010), ma per il ciclo 2021-2027 manca un chiarimento, e qui la quota UE è di 280.000 euro su 7 milioni. Se la Regione tratterrà il 4% sulla parte in conto esercizio non è determinabile: né il bando né la prassi lo dicono.
Fra i due metodi del conto impianti, l’indiretto alza ogni anno valore della produzione e ROL, quindi la capacità di dedurre interessi passivi (art. 96 TUIR); il diretto no. Per la dimensione d’impresa contano fatturato e totale attivo (DM 18 aprile 2005, art. 2 c. 5): il contributo non tocca il fatturato, il metodo indiretto lascia l’attivo al lordo e pesa solo vicino alle soglie.
Domande frequenti sul bando Ri.Circo.Lo. Filiere prioritarie
Un’impresa con sede legale fuori dalla Lombardia può partecipare?
Sì. Conta la sede operativa lombarda dell’intervento, che può essere già attiva alla domanda o essere attivata entro la prima richiesta di erogazione del contributo: se si chiede l’anticipo, entro quella richiesta. L’impresa però deve risultare iscritta e attiva nel Registro delle imprese già quando presenta la domanda (par. A.3), anche se ha la sede legale all’estero. Il codice fiscale italiano riguarda invece la persona che compila: se non ce l’ha, entra su Bandi e Servizi con credenziali rilasciate dalla piattaforma al posto di SPID, CNS o CIE (par. C.1 punti 2 e 4).
Ci sono limiti sui codici ATECO?
No, lo chiarisce la FAQ n. 1 del 22 settembre 2026. Restano esclusi i settori fuori dal GBER e dal de minimis, come produzione agricola primaria e pesca: chi lavora anche lì partecipa separando attività o costi.
Si possono comprare macchinari usati?
Sì, con la dichiarazione del venditore su provenienza e assenza di contributi negli ultimi 5 anni (3 se il venditore è una PMI, previa valutazione dell’Autorità di gestione per il DPR 10 marzo 2025 n. 66), a un prezzo non superiore al mercato e inferiore al nuovo.
Chi ha già avuto un contributo Ri.Circo.Lo. può ripresentarsi?
Sì, per un progetto diverso o per sviluppare quello già finanziato, anche con più domande. Il plafond de minimis però è uno solo.
Cosa succede se le spese finali sono più basse del previsto?
Il contributo si riduce in proporzione, mentre i maggiori costi restano all’impresa. Se una variante porta il progetto sotto i 50 punti, il contributo decade.
Il contributo Ri.Circo.Lo. è tassato?
Sì: la parte sugli investimenti segue l’ammortamento, quella sui costi spesati è ricavo dell’esercizio. Niente ritenuta del 4% sui contributi per l’acquisto di beni strumentali.
Vuoi capire quale regime conviene al tuo progetto prima di scegliere? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per una valutazione sul tuo caso.
Fonti, lette il 23 settembre 2026: il decreto n. 9121 del 7 luglio 2026 (BURL Serie Ordinaria n. 28 del 10 luglio 2026) con il testo del bando, la DGR XII/6119 del 4 maggio 2026 (BURL Serie Ordinaria n. 19 del 7 maggio 2026) e le FAQ ufficiali del 22 settembre 2026.
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