“Non si tratta necessariamente di raggiungere una crescita esponenziale dell’export, ma soprattutto di garantire alla Conference un posto stabile nel panorama della distribuzione italiana”. Il Belgio è tra i principali attori mondiali nel commercio delle pere: all’interno dell’Unione europea occupa il secondo posto per volume di esportazioni, mentre a livello globale si colloca al quinto. L’Italia rappresenta oggi circa l’8% dell’export pericolo belga.
Durante una tavola rotonda con giornalisti italiani, gli esportatori di pere Jeroen Buyck di Calsa, Olivier Vanroye di Vergro, Anastasia Antsipava di Devos-Wouters e Tony Derwael di Bel’Export hanno sottolineato l’importanza del mercato italiano e le opportunità ancora inesplorate per la varietà Conference. “È un mercato importante per noi e vediamo che l’interesse dall’Italia continua a crescere”, esordisce Jeroen Buyck, responsabile commerciale di Calsa. “I consumatori italiani apprezzano la qualità e hanno una cultura gastronomica molto radicata. Questo rende l’Italia un mercato interessante, a patto di saper offrire un prodotto all’altezza”.
© Jannick Flach | FreshPlaza.it
La Conference ha margini di crescita in Italia
La Conference non è una varietà sconosciuta in Italia: viene coltivata anche nel Paese, ma la produzione italiana è calata sensibilmente nell’ultimo decennio. Secondo gli esportatori, questo crea spazio per i fornitori belgi. “Il consumatore italiano conosce la Conference e ne apprezza la qualità”, afferma Buyck. “La produzione italiana si è ridotta negli ultimi anni, e questo potrebbe aprire opportunità che noi dal Belgio siamo in grado di cogliere”.
Gli esportatori non si sono posti obiettivi di crescita quantitativi precisi per l’Italia. Ciò che conta di più, a loro avviso, è che la Conference rimanga strutturalmente disponibile e riconoscibile sul mercato. “Non credo che dobbiamo fissarci su una percentuale di crescita specifica”, dice Buyck. “L’importante è che la Conference resti rilevante. Se un grossista italiano pensa di aver bisogno di Conference, deve sapere che può rivolgersi a un fornitore belga”.
Far conoscere la pera al consumatore
Una presenza più solida nella distribuzione italiana richiede un approccio mirato. La Conference ha un aspetto diverso rispetto alle pere a cui i consumatori italiani sono abituati: il colore verde-brunastro può rappresentare un ostacolo. “Nel Sud Italia vediamo sicuramente delle opportunità, ma al Nord dobbiamo fare uno sforzo maggiore per convincere”, spiega Anastasia Antsipava di Devos-Wouters. “Non basta dire: questa è una pera diversa, provatela. Bisogna mostrare cosa rende speciale la Conference e dare ai consumatori la possibilità di assaggiarla”.
Anche ristoranti e chef possono svolgere un ruolo importante, secondo i partecipanti alla tavola rotonda. La cultura gastronomica italiana offre la possibilità di valorizzare la Conference non solo come frutto da tavola, ma anche come ingrediente in cucina. “Attraverso chef e ristoranti si può raggiungere un pubblico diverso. Ci sono molti programmi di cucina e figure influenti che orientano le scelte dei consumatori. La Conference può essere utilizzata anche nelle ricette: è un altro modo per mostrarne il potenziale”.

Un punto di forza della varietà è la sua versatilità. La Conference può essere consumata sia quando è ancora soda e croccante, sia quando è morbida, succosa e dolce. “È una caratteristica molto specifica della Conference”, spiega Olivier Vanroye di Vergro. “Questo permette di soddisfare gusti diversi”. Per gli esportatori, la pera è interessante anche per la sua ottima conservabilità. “È un prodotto con cui è piacevole lavorare. Si conserva a lungo, può essere esportata su lunghe distanze e rimane accessibile per il consumatore”.
Il clima, una sfida sempre più pressante
Oltre alle qualità intrinseche della Conference, gli esportatori indicano la posizione geografica del Belgio come un vantaggio competitivo rilevante. Dal Belgio, sia i mercati dell’Europa settentrionale che quelli meridionale sono raggiungibili con relativa facilità. “Diciamo spesso che il Belgio si trova al centro dell’Europa”, spiega Tony Derwael di Bel’Export. “Non in senso strettamente geografico, ma dal punto di vista logistico la nostra posizione è davvero strategica. In poche ore si raggiungono grandi mercati e città. Anche la disponibilità di trasporti gioca un ruolo fondamentale: il Belgio si trova su rotte logistiche chiave tra il Regno Unito, la Francia, i Paesi Bassi e l’Europa meridionale”.
Le condizioni di coltivazione offrono, per ora, ulteriori vantaggi. In alcune aree dell’Europa meridionale la pressione di caldo e siccità è in aumento, mentre Belgio e Paesi Bassi riescono a ottenere rese per ettaro relativamente elevate. “Il clima sta diventando una sfida sempre più seria per le zone di produzione meridionali”, osserva Vanroye. “In Belgio e nei Paesi Bassi le rese per ettaro sono notevolmente più alte, e questo ci garantisce una posizione di forza”.
Tuttavia, anche la pericoltura belga deve fare i conti con i cambiamenti climatici in modo sempre più evidente. Estati siccitose e torride, ma anche grandinate sempre più frequenti, generano incertezza. “Vent’anni fa il meteo era un fattore molto meno determinante”, sottolinea Derwael. “Oggi è un’attenzione costante, anno dopo anno. Abbiamo avuto un’estate molto secca e più grandine rispetto al passato. Speriamo di poter continuare a coltivare la Conference qui, ma per farlo dovremo adattarci e continuare a investire”.
L’irrigazione sta diventando una priorità imprescindibile. “Se dieci anni fa si parlava di irrigazione, era qualcosa che riguardava la Spagna o l’Italia. Oggi è una realtà anche in Belgio. Dobbiamo investire nella gestione dell’acqua e assicurarci che i terreni siano adeguatamente preparati per affrontare i periodi di siccità”.

Nuove varietà e nuovi concorrenti
Pur riconoscendo la solidità attuale della Conference, gli esportatori non vogliono dipendere esclusivamente da un’unica varietà di fronte alle sfide future. Il settore guarda quindi anche a nuovi cultivar e all’evoluzione dei gusti dei consumatori. “La Conference è una pera straordinaria, ma dobbiamo anche guardare avanti”, afferma Buyck. “Dobbiamo continuare a studiare quali varietà i consumatori vorranno mangiare in futuro”.
Non è un compito semplice, perché la pericoltura richiede investimenti a lungo termine. “Con le pere non si può cambiare prodotto da un anno all’altro come si farebbe con le patate”, spiega Antsipava. “Un ciclo produttivo completo dura circa dieci-undici anni. Se pianti oggi, devi già avere un’idea di come sarà il mercato tra un decennio”.
Il mercato europeo resta il pilastro fondamentale
Le sfide non mancano, nonostante le opportunità individuate. Il dibattito su export, clima e normative porta gli esportatori a riflettere sul ruolo dell’Europa. Un mercato interno europeo che funzioni bene è, a loro avviso, indispensabile per il settore frutticolo belga. “Abbiamo bisogno gli uni degli altri”, dice Buyck. “Un anno possiamo avere più produzione a causa del meteo; l’anno successivo la situazione può essere completamente diversa. Per questo è fondamentale che i prodotti possano circolare liberamente tra i Paesi europei”.
Anche il crescente protezionismo preoccupa il settore. “Se in Belgio hai un buon raccolto e in un altro Paese la produzione è scarsa, devi poter integrare l’offerta reciprocamente. L’anno dopo la situazione potrebbe essere esattamente opposta”. Per la Conference, la sfida non riguarda solo l’aumento delle esportazioni, ma soprattutto il consolidamento della posizione già conquistata. “La cosa più importante è che la Conference rimanga rilevante”, conclude Buyck. “Se un operatore commerciale in Italia pensa alla Conference e sa chi chiamare in Belgio, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo”.
Per arrivarci, il settore dovrà continuare a investire in irrigazione, nuove varietà, sostenibilità, condizioni di lavoro e comunicazione verso il consumatore. “La Conference è oggi un prodotto di grande valore”, afferma Vanroye. “Ma non possiamo semplicemente continuare a fare quello che facevamo dieci o vent’anni fa. Il clima cambia, il mercato cambia, il consumatore cambia. Se vogliamo continuare a coltivare e ad esportare questa pera, dobbiamo cambiare anche noi”.
Per maggiori informazioni:
Jeroen Buyck
Calsa
Roeselaarsestraat 9b
8850 Ardooie, Belgio
+32 (0)51 74 73 74
[email protected]
www.calsa.be
Olivier Vanroye
Vergro
Kleine Roeselarestraat 5
8760 Meulebeke, Belgio
+32 051 48 90 76
[email protected]
www.vergro.com
Anastasia Antsipava
Devos-Wouters
+32 16 77 97 58
[email protected]
www.devos-wouters.com
Tony Derwael
Bel’Export
Neremstraat 2
3840 Borgloon, Belgio
+32 12 440 551
[email protected]
www.belexport.com
Nele Van Avermaet
VLAM
+32 2 552 80 32
[email protected]
www.vlam.be
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