#Finsubito news dalla rete – Legge 106 e congedo per malattie invalidanti, oncologiche, croniche: come riscattare i contributi INPS


I lavoratori dipendenti con malattie oncologiche, invalidanti o croniche, anche rare, e un’invalidità pari o superiore al 74% possono chiedere fino a 24 mesi di congedo non retribuito. La legge 106 consente di recuperare i periodi senza contributi ai fini pensionistici: ecco chi può farlo, come presentare la domanda all’INPS e come viene calcolato il costo

I lavoratori dipendenti con malattie oncologiche, invalidanti o croniche, anche rare, e un’invalidità pari o superiore al 74% possono usufruire di un congedo non retribuito fino a 24 mesi e riscattare i relativi periodi ai fini pensionistici. Ma chi può presentare la domanda e quanto costa? Ecco cosa sapere su:

  • chi può riscattare i contributi e quali periodi sono ammessi;
  • come presentare la domanda all’INPS e quali documenti servono;
  • quanto costa il riscatto e come viene calcolato l’onere;
  • quali effetti ha sulla pensione e quali sono le alternative previste.

Congedo per malattie gravi: che cosa prevede la legge

I lavoratori dipendenti affetti da malattie oncologiche, malattie invalidanti o croniche, comprese quelle rare, che comportano una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%, possono usufruire di un periodo di congedo dal lavoro fino a un massimo di 24 mesi, continuativi oppure frazionati.

La misura è stata introdotta dall’articolo 1, comma 1, della legge 18 luglio 2025, n. 106, (la cosiddetta legge 106, ndr) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 2025, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori che, a causa delle proprie condizioni di salute, hanno bisogno di un periodo prolungato di assenza dal lavoro.

Durante il congedo il lavoratore conserva il posto di lavoro, ma non percepisce la retribuzione e non può svolgere attività lavorativa. Inoltre, il periodo non viene conteggiato nell’anzianità di servizio e, soprattutto, non è coperto da contribuzione previdenziale.  I lavoratori possono però recuperare la copertura contributiva dei periodi di congedo, sostenendo personalmente il relativo onere. La copertura può essere ottenuta attraverso il riscatto oppure, secondo l’interpretazione estensiva adottata dall’INPS, mediante la prosecuzione volontaria dei contributi.

Al proposito, l’INPS ha pubblicato la circolare n.108 del 22 ottobre, dedicata alle modalità applicative di queste casistiche: vediamo come funziona questa possibilità e quali passaggi occorre seguire.

Riscatto dei contributi per il congedo: chi può richiederlo

La possibilità di riscattare i contributi riguarda i lavoratori dipendenti, pubblici o privati, che abbiano effettivamente usufruito del congedo previsto dalla legge n. 106/2025. Per accedere al riscatto bisogna inoltre rispettare alcune condizioni:

  • Il congedo deve essere stato fruito a partire dal 9 agosto 2025, data di entrata in vigore della legge. Non sono riscattabili, sulla base di questa disposizione, periodi precedenti.
  • Il periodo complessivo non può superare 24 mesi nell’arco della vita lavorativa. Il limite comprende i periodi fruiti in modo continuativo e quelli frazionati.
  • Il periodo non deve essere già coperto da contribuzione previdenziale. L’assenza di contributi deve essere verificata non soltanto presso la gestione nella quale viene presentata la domanda, ma anche presso eventuali altre forme di previdenza obbligatoria.
  • Il congedo deve collocarsi all’interno di un rapporto di lavoro dipendente, durante il quale la prestazione lavorativa sia stata effettivamente sospesa per fruire della misura prevista dalla legge.

Attenzione: questi periodi sono distinti dal congedo per gravi e documentati motivi familiari previsto dalla legge n. 53/2000 e dal riscatto di determinati periodi di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro disciplinato dal decreto legislativo n. 564/1996. I limiti previsti per questi istituti, pertanto, non assorbono i 24 mesi riconosciuti dalla nuova disciplina.

Anche chi ha lasciato il lavoro o è già in pensione può fare domanda?

Sì. La possibilità di riscattare i periodi di congedo non è riservata a chi è ancora dipendente al momento della richiesta: la domanda può essere presentata anche da chi ha cessato il rapporto di lavoro e da chi è già titolare di una pensione, fermo restando il rispetto degli eventuali termini di decadenza previsti dalla normativa applicabile alla gestione previdenziale interessata.

La domanda può essere presentata anche dal superstite dell’interessato.

Congedo: come presentare la domanda di riscatto all’INPS

La domanda può essere presentata dal 9 agosto 2025 e deve essere indirizzata alla gestione previdenziale nella quale risulta accreditata la contribuzione relativa al rapporto di lavoro durante il quale è stato fruito il congedo. Se la contribuzione è stata successivamente trasferita o ricongiunta, la richiesta deve essere presentata alla gestione previdenziale nella quale è confluita la contribuzione obbligatoria relativa al periodo lavorativo interessato.

Per chi presenta la domanda all’INPS sono disponibili tre canali:

1. Online, attraverso il sito INPS

Dopo aver fatto l’accesso con la propria identità digitale sul sito INPS, il percorso è: Pensione e Previdenza → Ricongiunzioni e riscatti → Portale dei servizi per la gestione della posizione assicurativa.

2. Tramite Contact Center INPS

È possibile rivolgersi al servizio telefonico ai seguenti numeri:

  • 803 164 da telefono fisso, gratuitamente;
  • 06 164164 da rete mobile, con costi determinati dal proprio piano tariffario.

3. Attraverso un patronato o un intermediario autorizzato

Chi ha difficoltà a utilizzare i servizi telematici può rivolgersi a un patronato o a un intermediario dell’Istituto, che può trasmettere la domanda attraverso i servizi disponibili.

Quali documenti servono per chiedere il riscatto dei contributi

Per ottenere il riscatto è necessario dimostrare che il periodo per il quale si chiede la copertura contributiva corrisponda effettivamente al congedo previsto dalla legge n. 106/2025. Il documento principale può essere il provvedimento con cui il datore di lavoro ha concesso il congedo, oppure un’altra documentazione equivalente che dimostri che l’assenza è stata autorizzata e fruita in base alla specifica disposizione normativa.

Che cosa succede se non si dispone più del provvedimento di concessione?

La circolare ammette una soluzione alternativa. È possibile presentare una dichiarazione del datore di lavoro rilasciata successivamente, riferita al periodo passato, purché sia accompagnata dalla documentazione sanitaria che aveva determinato la concessione del congedo e da elementi che consentano di verificare l’effettiva assenza dal servizio.

È quindi importante conservare, quando disponibili, i documenti relativi alla concessione del congedo, alla situazione lavorativa e alla documentazione sanitaria che ne ha giustificato la fruizione.

Quanto costa riscattare i contributi del congedo?

Il riscatto non è gratuito: l’onere è a carico di chi presenta la domanda: i periodi riscattati vengono valutati secondo le regole del sistema contributivo. Il costo viene determinato applicando il meccanismo di calcolo percentuale previsto dall’articolo 2, comma 5, del decreto legislativo n. 184/1997.

In particolare, per determinare l’importo si considerano:

  • l’aliquota contributiva in vigore alla data di presentazione della domanda nella gestione previdenziale interessata;
  • la retribuzione assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda;
  • la durata del periodo per il quale si richiede il riscatto.

La retribuzione di riferimento viene rapportata al periodo da riscattare, attribuendola temporalmente e proporzionalmente ai periodi interessati.

Non esiste quindi un importo fisso valido per tutti: il costo dipende dalla situazione retributiva e previdenziale del richiedente e dalla durata del periodo da coprire.

La rivalutazione del montante contributivo individuale decorre dalla data della domanda di riscatto.

Per quanto riguarda i termini di pagamento, le modalità di accettazione dell’onere e la gestione degli eventuali ritardi nei versamenti, la circolare rinvia alle disposizioni generali applicabili ai riscatti nella singola gestione previdenziale. Per conoscere l’importo effettivo e le condizioni di pagamento, è quindi necessario fare riferimento alla propria posizione e alle indicazioni fornite dall’INPS.

C’è inoltre un aspetto fiscale da considerare: l’onere effettivamente versato è deducibile dal reddito complessivo ai fini fiscali per il soggetto che lo sostiene.

Il periodo di congedo riscattato vale per la pensione?

Sì. Una volta perfezionato il riscatto, l’anzianità contributiva acquisita è utile sia per il diritto alla pensione sia per determinarne l’importo. Il riscatto permette dunque di recuperare, ai fini previdenziali, periodi che altrimenti rimarrebbero privi di contribuzione: un aspetto importante per chi ha dovuto interrompere temporaneamente l’attività lavorativa per affrontare una malattia grave e vuole evitare che l’assenza si traduca in un vuoto contributivo.

Congedo per malattie gravi e riscatto contributi: tabella riepilogativa

Aspetto Che cosa sapere
Riferimento normativo Legge 18 luglio 2025, n. 106, articolo 1, comma 1
Beneficiari Lavoratori dipendenti pubblici e privati affetti da malattie oncologiche, invalidanti o croniche, anche rare, con invalidità pari o superiore al 74%
Durata massima del congedo 24 mesi, continuativi o frazionati
Periodi riscattabili Congedo fruito a partire dal 9 agosto 2025
Rapporto di lavoro Il congedo deve essere stato fruito durante un rapporto di lavoro dipendente
Copertura contributiva Il periodo non deve essere già coperto da contribuzione previdenziale
Chi può presentare la domanda L’interessato, anche se ha cessato il lavoro o è già pensionato, oppure il superstite
Dove presentare la domanda Alla gestione previdenziale competente; per l’INPS, online, tramite Contact Center o patronato
Documenti Provvedimento di concessione del congedo o documentazione equivalente; in alternativa, dichiarazione successiva del datore di lavoro supportata dalla documentazione sanitaria e da elementi che comprovino l’assenza
Costo A carico del richiedente, calcolato in base alla retribuzione, all’aliquota contributiva applicabile e alla durata del periodo
Deducibilità fiscale L’onere versato è deducibile dal reddito complessivo di chi lo sostiene
Utilità ai fini pensionistici Il periodo riscattato è utile per il diritto e per la misura della pensione

FAQ Riscatto dei contributi per il congedo

Chi ha un’invalidità del 74% può riscattare i contributi del periodo di congedo?

Non automaticamente. Il requisito dell’invalidità pari o superiore al 74% deve accompagnarsi alle altre condizioni previste dalla legge: il lavoratore deve essere affetto da una delle patologie indicate dalla norma e aver effettivamente fruito dello specifico congedo previsto dalla legge n. 106/2025.

Si possono riscattare periodi di congedo precedenti al 9 agosto 2025?

No, non attraverso questa specifica disposizione. L’INPS chiarisce che sono riscattabili i periodi di congedo fruiti a partire dal 9 agosto 2025, data di entrata in vigore della legge.

Il congedo per malattia previsto dalla legge 106 è retribuito?

No, il congedo previsto dalla legge n. 106/2025 non è retribuito. Durante l’assenza il lavoratore conserva il posto di lavoro, ma non può svolgere attività lavorativa e il periodo non viene conteggiato nell’anzianità di servizio né coperto da contribuzione previdenziale. Restano ferme le eventuali condizioni più favorevoli previste dalla contrattazione collettiva o dalla disciplina applicabile al rapporto di lavoro.

È possibile riscattare tutti i 24 mesi di congedo?

Sì, nel rispetto delle condizioni previste dalla norma. Il limite massimo complessivo riscattabile è di 24 mesi nell’arco della vita lavorativa, anche se il congedo è stato fruito in più periodi. Non possono essere riscattati periodi già coperti da contribuzione.

Chi ha già lasciato il lavoro può chiedere il riscatto?

Sì. Non è necessario che il rapporto di lavoro sia ancora in essere al momento della domanda. Possono presentarla anche gli assicurati che hanno cessato il servizio e coloro che sono già titolari di una pensione, nel rispetto degli eventuali termini di decadenza applicabili.

Quanto costa il riscatto dei contributi?

L’importo varia in base alla retribuzione di riferimento, all’aliquota contributiva applicabile e alla durata del periodo da riscattare. Non è quindi possibile indicare un costo uguale per tutti. L’onere versato è deducibile dal reddito complessivo del soggetto che lo sostiene.

Si può chiedere il riscatto se non si trova più la documentazione del congedo?

Sì, a determinate condizioni. L’INPS ammette una dichiarazione del datore di lavoro rilasciata successivamente, purché sia accompagnata dalla documentazione sanitaria che aveva giustificato il congedo e da elementi che consentano di verificare l’effettiva assenza dal servizio.

I contributi riscattati aumentano la pensione?

Il periodo riscattato è utile sia per maturare il diritto alla pensione sia per determinarne la misura. L’effetto concreto dipende dalla posizione previdenziale individuale e dal periodo recuperato.

Il riscatto è automatico?

No. Il lavoratore, o il soggetto legittimato nei casi previsti, deve presentare domanda alla gestione previdenziale competente, fornire la documentazione richiesta e sostenere l’onere determinato secondo le regole applicabili.

Si può scegliere un’alternativa al riscatto?

Sì. L’INPS, interpretando la norma in senso estensivo, riconosce la possibilità di optare per la copertura del periodo attraverso il riscatto oppure mediante la prosecuzione volontaria, secondo la disciplina vigente: prima di scegliere è opportuno verificare con l’INPS o con un patronato le condizioni applicabili alla propria posizione previdenziale.

Per approfondire

Circolare INPS numero 108 del 22-10-2026

Redazione


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม