#Finsubito news dalla rete – Aree interne e rilancio Mezzogiorno, l’Intergruppo parlamentare presenta il piano per la rigenerazione del Sud – NTR24.TV


Rimettere al centro dell’agenda politica le aree interne, contrastare lo spopolamento e ridurre i divari economici e infrastrutturali tra il Mezzogiorno e il resto del Paese. Sono stati questi i temi al centro della giornata di incontri organizzata a Roma dall’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili, Isole minori”, presieduto dal deputato Alessandro Caramiello, che ha coinvolto contemporaneamente diverse sale della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, l’iniziativa ha registrato circa mille partecipanti, a fronte di 2.100 iscritti, alcuni dei quali impossibilitati a raggiungere la Capitale a causa dei blocchi stradali. Sei le sale utilizzate, con la partecipazione di parlamentari, rappresentanti diplomatici, amministratori locali, accademici, imprenditori ed esponenti del mondo culturale, religioso e associativo.

L’appuntamento principale si è svolto nell’Aula dei gruppi della Camera dei Deputati, dove si sono riunite circa 400 persone tra rappresentanti delle istituzioni, della politica e del mondo economico. Il tema centrale è stato il futuro delle aree interne italiane, per le quali l’Intergruppo si prepara a presentare una specifica proposta di legge finalizzata alla tutela, alla valorizzazione e alla rigenerazione dei territori più esposti al declino demografico e alle difficoltà socioeconomiche.

Una proposta di legge per rigenerare il Sud e le aree interne

Ad aprire i lavori, moderati dal giornalista Luca Antonio Pepe, sono stati il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, intervenuto da remoto, e il vicepresidente della Camera dei Deputati Sergio Costa, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà economiche e sociali che interessano molte aree interne del Paese.

Successivamente è intervenuto il presidente dell’Intergruppo, Alessandro Caramiello, che ha illustrato la genesi e le finalità dell’organismo parlamentare, al quale aderiscono, secondo quanto riferito dagli organizzatori, 50 parlamentari appartenenti a schieramenti politici diversi.

Caramiello ha evidenziato anche il ruolo del tavolo tecnico, presieduto dall’economista Giovanni Barretta e composto da circa 300 esperti tra economisti, giuristi, accademici e rappresentanti delle categorie imprenditoriali, impegnati a titolo volontario nell’elaborazione delle iniziative legislative.

È stato proprio Barretta a illustrare le linee guida della proposta di legge denominata “Piano speciale per la rigenerazione del Sud, delle Zone rurali, delle Aree interne e di Montagna e delle Isole Minori”.

Il progetto punta a intervenire su diversi fronti, a partire dalla distribuzione delle risorse pubbliche, con l’obiettivo di ridurre gli squilibri territoriali e favorire una maggiore convergenza economica e sociale tra le aree più sviluppate e quelle periferiche.

Tra le misure indicate figura il superamento dell’attuale meccanismo della cosiddetta clausola del 40% destinata agli investimenti pubblici nel Mezzogiorno, attraverso una revisione dei criteri di ripartizione degli stanziamenti in conto capitale. La proposta prevede di tenere conto, oltre che della popolazione, anche del Pil pro capite, del tasso di disoccupazione e della superficie territoriale.

L’obiettivo è assicurare una distribuzione delle risorse maggiormente rispondente alle condizioni economiche e alle esigenze dei singoli territori, considerando anche le differenze tra le aree interne e le zone costiere.

Fiscalità agevolata, servizi e infrastrutture contro lo spopolamento

Un altro asse centrale della proposta riguarda il contrasto allo spopolamento e il recupero dell’attrattività dei territori più fragili. In questa direzione, il piano prevede l’istituzione di una zona franca e l’introduzione di forme di fiscalità di vantaggio, anche attraverso la creazione di una Zona economica speciale dedicata alle aree interne, rurali e montane, denominata ZES-AIRM.

Tra gli interventi prospettati figurano inoltre incentivi al ripopolamento, misure di sostegno alle giovani coppie e il potenziamento dei servizi essenziali, a partire dalla sanità e dalla telemedicina.

Particolare attenzione viene riservata anche al trasporto pubblico locale, con la possibilità di ricorrere a servizi su richiesta, e all’organizzazione scolastica. La proposta punta infatti a introdurre criteri specifici per gli istituti situati nelle aree fragili, superando una logica di dimensionamento che, secondo i promotori, non terrebbe sufficientemente conto delle peculiarità dei territori a bassa densità abitativa.

Il documento affronta anche il problema del divario infrastrutturale, indicando tra le priorità la realizzazione di nuovi collegamenti stradali e ferroviari e il recupero delle linee ferroviarie dismesse.

Secondo l’impostazione illustrata dal tavolo tecnico, queste infrastrutture non dovrebbero essere valutate esclusivamente sulla base dei criteri di redditività economica, ma anche in relazione alla loro funzione sociale e territoriale: collegare i centri periferici, facilitare gli spostamenti e consentire alle comunità più isolate di accedere ai principali circuiti economici e ai servizi.

Un ruolo strategico viene attribuito, infine, alle infrastrutture digitali, considerate uno strumento essenziale per superare l’isolamento geografico, favorire nuove opportunità lavorative e sostenere lo sviluppo delle imprese.

A seguire è intervenuto Pino Aprile, scrittore e presidente onorario dell’Intergruppo, che ha rilanciato l’allarme sulle disuguaglianze territoriali e sulle conseguenze che, a suo giudizio, l’autonomia differenziata potrebbe produrre sul divario tra Nord e Sud.

Premio “Eccellenza 2026” alle personalità del mondo italiano

La seconda parte della giornata è stata dedicata alla premiazione delle eccellenze meridionali e italiane, con il conferimento del Premio “Eccellenza 2026”, assegnato dal comitato scientifico dell’Intergruppo a personalità distintesi nei rispettivi ambiti professionali, culturali, istituzionali e imprenditoriali.

Tra gli ospiti di rilievo figuravano il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, il cardinale Matteo Zuppi, i principi Elettra e Guglielmo Marconi e il giornalista Marco Travaglio.

Presenti anche rappresentanti del mondo universitario, della ricerca e dello sport, tra cui Pierpaolo Limone, rettore dell’Università Telematica Pegaso, Marco Margarita, presidente dell’Università eCampus, Vito Tisci, presidente del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, e Mariastella Giorlandino, presidente della Fondazione Artemisia.

Il riconoscimento ha coinvolto inoltre esponenti di importanti realtà imprenditoriali italiane, tra cui Leonardo, MSC e Aeroitalia, insieme a rappresentanti di associazioni, istituzioni locali e organizzazioni della società civile.

Particolarmente significativo, secondo gli organizzatori, l’intervento di Nicola Gratteri, che ha affrontato il tema del Mezzogiorno anche nella prospettiva delle sue disuguaglianze territoriali e delle opportunità di riscatto e sviluppo.

Caramiello traccia il bilancio di quattro anni di attività

A chiudere la manifestazione è stato Alessandro Caramiello, che ha ripercorso le attività svolte dall’Intergruppo parlamentare nel corso degli ultimi quattro anni, soffermandosi sul lavoro di confronto tra rappresentanti politici, competenze tecniche e realtà territoriali.

La giornata si è conclusa con un intervento a sorpresa dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha voluto salutare i partecipanti.

L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, mondo accademico, imprese e società civile su una questione che investe il futuro di numerosi territori italiani. Al centro del dibattito, la necessità di superare una visione emergenziale delle aree interne e di promuovere politiche capaci di garantire servizi, infrastrutture, opportunità occupazionali e condizioni favorevoli alla permanenza delle comunità.

La proposta di legge annunciata dall’Intergruppo punta ora a tradurre queste priorità in un percorso normativo organico, con l’obiettivo dichiarato di contrastare lo spopolamento, valorizzare le risorse locali e ridurre i divari che continuano a separare le aree più fragili dai principali poli di sviluppo del Paese.




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