#Finsubito news dalla rete – Provincia di Cosenza, dopo intercettazioni e pedinamenti arrivano le carte: la Dda ricostruisce la genesi dell’impero di Succurro$Ambrogio



DDA ALLA PROVINCIA DI COSENZA, PRIMA DELLE CARTE POTREBBE ESSERCI GIÀ UN’ALTRA STORIA: INTERCETTAZIONI, PEDINAMENTI E RAPPORTI DA RICOSTRUIRE

Le acquisizioni negli uffici Edilizia e Patrimonio riguardano tre vicende di peso: la caserma di Cetraro, l’ex albergo Lucanto di Lorica e il project financing da 100 milioni di euro. Ma l’attività investigativa non coincide necessariamente con il momento in cui gli inquirenti entrano negli uffici e portano via i documenti.

C’è un aspetto delle indagini antimafia che spesso sfugge a chi osserva le vicende giudiziarie soltanto quando diventano pubbliche: il momento in cui gli investigatori acquisiscono documenti non coincide necessariamente con l’inizio del loro lavoro. Anzi, forse è tutto il contrario… 

È una distinzione importante, soprattutto adesso che la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha acquisito documentazione non solo al Comune di San Giovanni in Fiore ma anche negli uffici Edilizia e Patrimonio della Provincia di Cosenza, nell’ambito di accertamenti che riguardano fascicoli relativi a operazioni differenti per natura e dimensioni ma che portano tutti a una stessa matrice.

La caserma dei carabinieri di Cetraro, l’ex albergo Lucanto di Lorica e il project financing da 100 milioni di euro per l’efficientamento energetico degli immobili provinciali sono tre vicende che hanno storie amministrative diverse, ma che sono state concepite dalla stessa regia ovvero la “Ambrogio&Succurro SpA”. La domanda, a questo punto, è inevitabile: che tipo di lavoro e di investigazioni può esserci dietro un’acquisizione documentale di questo genere?

LE INDAGINI NON COMINCIANO QUANDO ARRIVANO LE TELECAMERE

Nelle inchieste complesse, il lavoro investigativo può svilupparsi per mesi attraverso attività differenti, spesso lontane dalla scena pubblica e invisibili all’esterno. La ricostruzione può partire da segnalazioni, denunce, esposti, precedenti accertamenti o verifiche economico-finanziarie. Può proseguire attraverso l’analisi dei rapporti societari, dei contratti, dei pagamenti e delle decisioni amministrative. E, quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge, può comprendere strumenti investigativi come le intercettazioni telefoniche o ambientali e i servizi di osservazione e pedinamento. Non esiste una sequenza obbligatoria. Non tutte le indagini prevedono intercettazioni e pedinamenti, e non è possibile affermare che siano stati utilizzati anche nel caso della Provincia di Cosenza senza elementi che lo confermino. Ma il principio generale è chiaro: l’attività investigativa può avere una storia precedente al momento in cui gli investigatori acquisiscono materialmente i documenti. Diciamo pure che è quasi sempre così, altrimenti – vivaddio – come farebbe un magistrato ad andare a chiedere determinati documenti e determinate pratiche? Per opera e virtù dello… Spirito Santo? E’ chiaro che deve sapere già non diciamo tutto ma almeno qualcosa.

IL VALORE DELLE CARTE È NEI COLLEGAMENTI

Un contratto, una determina, una fattura o un pagamento possono sembrare, presi singolarmente, atti ordinari della pubblica amministrazione. Il loro significato può cambiare quando vengono confrontati con altri documenti, con la cronologia delle decisioni, con i rapporti tra i soggetti coinvolti e con i flussi finanziari. È in questo lavoro di confronto che possono emergere contraddizioni, passaggi da chiarire o elementi meritevoli di ulteriori verifiche.

Le intercettazioni, che di solito vengono disposte prima dell’acquisizione dei fatidici documenti, possono contribuire a ricostruire comunicazioni e rapporti e indirizzare la ricerca dei documenti. I servizi di osservazione possono documentare incontri e contatti. L’esame degli atti amministrativi e contabili può consentire di verificare come siano state prese determinate decisioni e quali conseguenze economiche abbiano prodotto. Sono strumenti diversi, che possono integrarsi oppure essere utilizzati separatamente. Nessuno, da solo, dimostra un illecito. Ma insieme ad altri riscontri possono contribuire alla ricostruzione di vicende articolate.

TRE OPERAZIONI, UNA DOMANDA SUL PATRIMONIO PUBBLICO

Nel caso della Provincia di Cosenza e del Comune di San Giovanni in Fiore, la documentazione acquisita interessa tre operazioni che meritano di essere ricostruite ciascuna nella propria specificità.

C’è una caserma destinata all’Arma che non è mai entrata in funzione, con una lunga vicenda di rapporti contrattuali e contenziosi. C’è l’ex albergo Lucanto di Lorica, un’operazione immobiliare sulla quale occorre continuare a verificare atti, procedure e responsabilità amministrative. E c’è un project financing da 100 milioni di euro, una dimensione economica che rende essenziale comprendere la struttura dell’operazione, gli obblighi delle parti e le modalità con cui sono state assunte le decisioni.

Anche un bambino capisce che le tre vicende sono strettamente collegate anche sul piano penale e la ricostruzione documentale serve a mettere nero su bianco a tre storie che portano dietro di loro un intreccio disarmante di corruzione, malaffare mafioso e riciclaggio di denaro. E non solo perché c’è anche da fare una domanda concreta: quali decisioni sono state prese, sulla base di quali valutazioni, con quali conseguenze economiche e con quali risultati per l’amministrazione pubblica?

Le acquisizioni del 4 ottobre rappresentano il dato concreto da cui partire. Il resto deve essere ricostruito attraverso riscontri. Sono in tanti a pensare che prima di quell’intervento siano state effettuate intercettazioni, pedinamenti o altre attività riservate. Certo, non possiamo sapere da quanto tempo gli investigatori stessero esaminando le singole vicende, ma i diretti interessati e chi gli sta intorno sanno di sicuro che cosa e chi devono temere. Da qui in avanti, sarà decisivo capire quali elementi emergeranno dall’esame dei documenti e se saranno necessari ulteriori accertamenti. Perché, quando si parla di operazioni immobiliari, grandi contratti e patrimonio pubblico, la questione non si esaurisce nella firma di un atto. Occorre ricostruire l’intero percorso delle decisioni, verificare i rapporti economici e accertare quanto è accaduto e come si sia formato – per esempio – un patrimonio illegale.

La Dda adesso ha acquisito le carte. Quelle della Provincia di Cosenza sono già arrivate, presto arriveranno anche quelle del Comune della Città di Fiore. La domanda, adesso, è: che cosa emergerà dal loro esame e quale quadro potranno restituire gli accertamenti? Su questo terreno continueremo a lavorare anche noi: documenti, fatti verificabili e domande precise. Sempre più pressanti.


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