#Finsubito news dalla rete – le dimissioni di Lucidi non chiudono la questione


Riceviamo e pubblichiamo
“Un avvicendamento che lascia aperte le domande
Le dimissioni del rag. Massimo Lucidi dalle cariche di Consigliere e Amministratore Delegato della Banca Popolare del Lazio, annunciate il 30 settembre 2026 con efficacia immediata, rappresentano un passaggio significativo, ma non bastano a chiudere le criticità e gli interrogativi emersi negli ultimi anni. Contestualmente, il Consiglio di Amministrazione ha nominato Cosimo Damiano Capolupo Direttore Generale, subordinando l’efficacia della nomina all’esito positivo della verifica dei requisiti previsti dalla normativa.

La decisione è stata presentata come funzionale alla continuità gestionale e a una nuova fase di sviluppo. Tuttavia, secondo le informazioni in possesso dell’Associazione, Lucidi continuerebbe a ricoprire la carica di Consigliere di Amministrazione di Blu Banca, società del Gruppo sottoposta alla direzione e al coordinamento della Capogruppo. Se confermata, la circostanza richiede una spiegazione: perché l’avvicendamento non ha riguardato anche la
controllata? Quali valutazioni sono state compiute sulla permanenza nell’incarico e sui criteri di correttezza previsti
dalla normativa bancaria? I soci hanno diritto di conoscere le ragioni delle scelte che incidono sulla governance dell’intero Gruppo.

I precedenti e il D.M. 169/2020
L’Associazione richiama il provvedimento sanzionatorio della Banca d’Italia n. 418 del 23 luglio 2019 relativo a Banca Popolare del Lazio. A questo si aggiunge il comunicato di Blu Banca del 5 marzo 2026: l’Istituto ha reso noto che il G.I.P. del Tribunale di Roma aveva accolto la richiesta di patteggiamento della società ai sensi del D.Lgs. 231/2001, in relazione a contestazioni riguardanti un’ipotesi di reato presupposto di riciclaggio. Il procedimento nei confronti dell’ente si è concluso con una sanzione pecuniaria di 30.900 euro e una confisca determinata in via equitativa. Nel medesimo comunicato, Blu Banca ha precisato che le posizioni delle figure apicali del Gruppo inizialmente interessate dall’indagine erano state archiviate e ha richiamato le iniziative adottate per rafforzare i controlli interni e la prevenzione dei rischi. L’Associazione non intende sovrapporre la responsabilità dell’ente a quella delle persone fisiche né attribuire automaticamente responsabilità individuali. Ritiene però necessario chiarire come siano state valutate le responsabilità organizzative, i poteri effettivamente esercitati e l’efficacia dei presidi di controllo.

Il D.M. 169 del 23 novembre 2020 disciplina i requisiti e i criteri di idoneità degli esponenti bancari. L’articolo 4, comma 2, lettera f), include tra gli elementi rilevanti, ai fini della correttezza, determinate situazioni relative a incarichi presso intermediari destinatari di sanzioni amministrative o ai sensi del D.Lgs. 231/2001. L’articolo 5 richiede una valutazione specifica e motivata che consideri, tra l’altro, gravità e durata dei fatti, periodo di riferimento, grado di responsabilità dell’esponente ed effettivo assetto dei poteri. Non vi è automatismo di inidoneità: occorre però una valutazione documentata, coerente con la sana e prudente gestione e con la reputazione della banca. Per questo chiediamo se siano state svolte e documentate tutte le verifiche previste, considerando congiuntamente i precedenti del 2019, il procedimento definito nel 2026, la durata degli incarichi e la distribuzione dei poteri. Non si tratta di anticipare giudizi riservati agli organi competenti, ma di verificare completezza e trasparenza delle procedure.

Responsabilità della Capogruppo e scelte di governance
La documentazione Pillar 3 attribuisce alla Capogruppo funzioni di indirizzo strategico, coordinamento e controllo, mentre le controllate mantengono la propria specializzazione operativa. È quindi essenziale comprendere quali informazioni sulle criticità di Blu Banca siano giunte agli organi della Capogruppo, con quali tempi e attraverso quali procedure; quali approfondimenti siano stati richiesti dalla Presidente Sabrina Morelli e dal Consiglio; e quali decisioni siano state assunte e verbalizzate.

La nomina di Cosimo Damiano Capolupo, che ha maturato una precedente esperienza professionale presso Banca d’Italia, dovrà essere valutata soprattutto sulla base delle iniziative concrete: una ricognizione delle criticità pregresse, il riesame dei controlli e dei flussi informativi tra Capogruppo e controllata e la verifica delle procedure di valutazione degli esponenti. I soci attendono di capire se il cambiamento annunciato porterà una reale discontinuità o conserverà gli assetti e gli indirizzi precedenti. Ulteriori interrogativi riguardano la nomina di Michele Patanè, deliberata secondo il comunicato del 13 ottobre 2026 in sostituzione del consigliere dimissionario Lucidi. La scelta è prevista dallo Statuto, ma Patanè aveva già preso parte agli organi societari negli anni cui si riferisce il provvedimento sanzionatorio del 2019. Il tema non è personale: occorre sapere quali criteri abbiano guidato la scelta, se siano state considerate figure indipendenti dai precedenti equilibri e se il Consiglio abbia valutato il segnale inviato ai soci. Inoltre, l’Associazione chiede perché non risultino ancora pubblicati i documenti relativi alla cooptazione.

Il valore delle azioni e i risultati delle strategie
La perdita di valore delle azioni resta una questione centrale per migliaia di soci. Dal valore storico di 36 euro richiamato dall’Associazione, il prezzo medio degli scambi sul mercato Vorvel nell’ottobre 2026 risulta pari a 14,20 euro: una diminuzione di circa il 60,6%. Il confronto riguarda i due valori indicati e non costituisce il rendimento totale dell’investimento, poiché non considera eventuali dividendi percepiti. Per molti soci le azioni rappresentano anche un legame costruito nel tempo con una banca radicata nel territorio, nella quale famiglie e risparmiatori hanno riposto fiducia. L’Associazione chiede pertanto un rendiconto trasparente dei piani industriali legati alla nascita e allo sviluppo di Blu Banca, confrontando obiettivi dichiarati e risultati effettivi in termini di redditività, efficienza, controllo dei rischi e valorizzazione del capitale dei soci. Non sarebbe corretto attribuire automaticamente l’intera diminuzione del prezzo a singoli amministratori senza un’analisi economica completa. È però legittimo chiedere alla governance di rendere conto dei risultati delle strategie adottate e del valore che esse hanno prodotto per i soci.

Controlli, responsabilità e rinnovamento
L’Associazione ritiene opportuno che le autorità competenti, ciascuna per quanto di propria attribuzione, valutino la corretta applicazione delle regole sui requisiti di idoneità degli esponenti, anche alla luce delle dichiarazioni pubblicate dalla Banca in vista dell’ultima assemblea sui requisiti di onorabilità e sui criteri di correttezza. Gli eventuali approfondimenti dovrebbero riguardare sia le posizioni individuali sia il funzionamento complessivo dei processi decisionali e dei controlli. Non si afferma che siano state necessariamente commesse violazioni né si presume l’esistenza di responsabilità penali individuali: si chiede trasparenza a tutela del risparmio, della reputazione dell’Istituto e della fiducia del pubblico. La Presidente Morelli e l’intero Consiglio sono chiamati a rendere conto anche delle scelte gestionali: costi dei canoni di locazione delle filiali; affidamenti concessi senza garanzie e successivamente passati a sofferenza o perdita, con effetti sugli utili; benefit quali appartamenti e automobili; ricorso alle consulenze esterne; costo e legittimità della figura del Presidente onorario. Si tratta di questioni da chiarire sulla base di dati e documenti, non di giudizi da dare per acquisiti. La responsabilità degli amministratori si misura anche nella partecipazione alle decisioni collegiali, nella vigilanza sulla gestione e nella capacità di intervenire quando emergono criticità. Per questo l’Associazione ritiene che l’attuale Consiglio debba valutare seriamente l’opportunità di rimettere il mandato al giudizio dei soci, aprendo, se la compagine sociale lo riterrà, la strada a un rinnovamento più ampio.

La Banca appartiene ai soci
La Banca Popolare del Lazio è un patrimonio economico e sociale costruito attraverso la fiducia di generazioni di soci, clienti e risparmiatori. La sua tutela richiede scelte trasparenti, una governance autorevole e controlli capaci di prevenire le criticità, non soltanto di affrontarle quando sono già emerse. Le dimissioni di un Amministratore Delegato non possono concludere da sole il percorso di verifica e rinnovamento. Restano aperti gli interrogativi su Blu Banca, sull’applicazione del D.M. 169/2020, sul ruolo di controllo della Capogruppo, sulle scelte industriali e sulla tutela del valore delle partecipazioni.

Alla Presidente Morelli e all’intero Consiglio chiediamo: la strada intrapresa è davvero quella più adeguata a restituire valore, credibilità e fiducia ai soci? Siete disponibili a sottoporre al loro giudizio non soltanto i nuovi programmi, ma anche i risultati delle decisioni assunte negli anni precedenti? L’Associazione Soci Insieme BPL continuerà a chiedere chiarezza, trasparenza e rispetto delle regole, nell’interesse della Banca e della sua compagine sociale. Il futuro dell’Istituto non può essere deciso prescindendo dalla fiducia, dai diritti e dal patrimonio dei soci”.
Associazione Soci Insieme BPL, per la tutela dei soci, la trasparenza della governance e la valorizzazione del patrimonio della Banca Popolare del Lazio.


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