#Finsubito news dalla rete – Asp Cosenza, l’appalto-farsa del servizio di lavanolo negli ospedali a “mister 100 milioni”: l’istruttoria del Rup all’Anac evidenzia caos e disorganizzazione



Da qualche giorno stiamo pubblicando una delibera di fuoco – con relativa sintesi ancora più esplicativa – dell’Autorità Nazionale Anrio Corruzione contro l’Asp di Cosenza e in particolare sull’affidamento dell’appalto volgarmente detto “delle lavanderie”. In realtà, si tratta del servizio di lavanolo (abbreviazione di lavanoleggio) e quindi di biancheria, materasseria e capi di vestiario dell’Asp di Cosenza. I lavoratori in questione si occupano della consegna e del ritiro della biancheria dei pazienti, in più consegnano i kit per sale operatorie e le divise dei sanitari. Un servizio di grande importanza, soprattutto se si pensa che ancora siamo nel vortice della pandemia e va da se che la pulizia è un aspetto fondamentale soprattutto negli ospedali.
Vi chiederete: ma come mai state riesumando questa storia? Il motivo è semplice: dal 4 ottobre scorso la Dda di Catanzaro ha acceso i riflettori sul faccendiere abruzzese Antonio Colasante, attivo e operante nei settori dell’energia e dalla sanità. La Dda ha messo nel mirino il vergognoso project financing da 100 milioni per il molto presunto efficientamente energetico dell’ente, assegnato dalla ormai ex presidente della Provincia Rosaria Succurro non si capisce ancora per quali motivi. Così come non si capisce perché il suo successore, il forzista Biagio Faragalli (ovvero esponente della stessa cricca di affaristi) non lo abbia ancora revocato. Oggi ci occupiamo dell’istruttoria del RUP (Responsabile Unico del Procedimento), che è un lungo “rosario” di irregolarità… 
L’ISTRUTTORIA DEL RUP 

Nel corso dell’istruttoria il RUP ha dichiarato di aver esercitato un monitoraggio costante sull’esecuzione del servizio di lavanolo, affermando di aver tempestivamente trasmesso alla Hospital Service le segnalazioni di disservizio e le criticità pervenute da parte dei Direttori Sanitari, dei Dirigenti e dei Responsabili dei vari Servizi.

In merito ai controlli svolti, il RUP ha rappresentato che i due Direttori dell’esecuzione, coadiuvati da personale tecnico di supporto, avrebbero effettuato sopralluoghi presso i Presidi Ospedalieri e le principali strutture sanitarie distrettuali al fine di verificare l’osservanza degli standard qualitativi e quantitativi previsti. Detti controlli, secondo quanto dichiarato, sarebbero stati talvolta effettuati in contraddittorio con la società appaltatrice e avrebbero interessato in particolare le strutture che avevano manifestato specifiche criticità operative. In aggiunta, il RUP ha chiarito che il riscontro quantitativo dei servizi forniti è stato effettuato mensilmente attraverso la verifica delle bolle di consegna prodotte dalla società Hospital Service, documenti che venivano vistati dai referenti delle singole strutture aziendali.

Nel corso dell’anno 2023, il RUP ha riferito di aver trasmesso segnalazioni finalizzate a sollecitare un miglioramento complessivo della qualità del servizio, promuovendo anche specifici incontri tecnici con i rappresentanti della società appaltatrice e con i referenti sanitari dell’ASP. Tali incontri, secondo quanto dichiarato, avrebbero avuto ad oggetto criticità legate, tra l’altro, alla dispersione della biancheria piana, alla gestione delle divise del personale addetto al Servizio 118, nonché alla mancata o incompleta installazione dei distributori automatici per le divise presso i Blocchi Operatori.

Il RUP ha inoltre sostenuto che, nel corso dei primi otto mesi del 2024, si sarebbe osservata una riduzione complessiva delle criticità operative, anche grazie all’introduzione di interventi correttivi da parte della società appaltatrice. Tra questi, si menziona l’avvio della distribuzione automatizzata della biancheria confezionata nei Blocchi Operatori di vari ospedali dell’ASP, con contestuale installazione di moduli per la raccolta del materiale sporco, nonché l’estensione della distribuzione e del ritiro dei dispositivi in TTR anche alla giornata del sabato, in ottemperanza alle richieste avanzate dai Presidi interessati.

Tale attività di vigilanza ha condotto, in data 4 agosto 2023, alla redazione della prima contestazione ufficiale nei confronti della società appaltatrice, ai sensi dell’articolo 14 della Convenzione Rep. n. 5/2021, contestazione che si fondava su gravi irregolarità relative alla qualità del servizio, alla gestione operativa e alla continuità delle forniture.

La suddetta nota di contestazione, acquisita agli atti e sottoscritta dal Direttore dell’UOC Gestione Tecnico Patrimoniale, riportava che, a fronte di numerosi reclami provenienti dai Direttori Sanitari dei Presidi Ospedalieri, dai Direttori dei Servizi Territoriali e dai Dirigenti Medici, erano emerse reiterate inadempienze agli obblighi contrattuali, in particolare riferite alla mancata consegna di divise e calzature nei Servizi Territoriali e nei Dipartimenti. Veniva contestata la fornitura incompleta di tali materiali nei Presidi Ospedalieri, nonché la carenza o assenza del reintegro delle divise nei Blocchi Operatori. Ulteriori disservizi venivano rilevati con riguardo alla mancata installazione dei distributori automatici presso i Blocchi Operatori, alla disorganizzazione nella gestione del guardaroba, alla mancata consegna dei dispositivi per l’identificazione del personale e, infine, ai ritardi nella consegna della biancheria piana e nel ritiro di quella sporca. La contestazione, oltre a elencare in dettaglio le difformità riscontrate, richiamava la necessità di un rigoroso rispetto delle prestazioni contrattuali, da rendere a perfetta regola d’arte e conformemente alle previsioni normative e tecniche del Capitolato, con esplicito richiamo alla clausola risolutiva espressa contenuta nell’art. 14 della Convenzione.

Successivamente, con nota prot. n. 138645 dell’8 novembre 2024, sottoscritta dai due Direttori dell’esecuzione, la ASP ha contestato alla società appaltatrice che i Direttori Sanitari di Presidio avevano segnalato diversi disservizi e anomalie relativi alle forniture di biancheria ed attrezzature, in particolare condizioni di scarsa pulizia e igiene della biancheria piana e confezionata presso il Presidio di Praia a Mare, la consegna di un armadio-kit sterile inadeguato destinato al Blocco Operatorio del Presidio di Cetraro ed ulteriori carenze generalizzate, quali la fornitura incompleta di divise e di kit sterili. La ASP ha quindi invitato la Hospital Service ad attivarsi con immediatezza per risolvere le criticità e ad assicurare un costante monitoraggio dei processi di gestione e fornitura, affinché venissero sempre garantiti gli standard qualitativi ed i requisiti contrattuali previsti dal capitolato.

Con nota del 13 novembre 2024 la Hospital Service ha riscontrato le contestazioni della ASP, affermando che gli episodi segnalati erano in parte fisiologici per un servizio industriale ed in parte imputabili a comportamenti del personale sanitario (es. presenza di penne nelle tasche o mancata segnalazione di cambi reparto). Ha assicurato il reintegro dei materiali difettosi o dispersi, chiedendo tuttavia il rimborso per gli articoli dispersi e, quanto ai kit sterili, ha ribadito che le forniture sono state concordate ex ante con i referenti dei Blocchi Operatori e che, anche in seguito a richieste successive, la società ha sempre provveduto con tempestività. Ha infine chiesto un incontro ufficiale con la committenza, alla luce dell’elevato numero di capi dispersi e delle conseguenti contestazioni di disservizio, che determinano per l’appaltatore un rilevante pregiudizio economico.

Vi è poi la successiva nota prot. n. 60028 del 22 aprile 2025, mediante la quale la ASP ha avviato il procedimento per l’applicazione delle penali per le riscontrate inadempienze già oggetto delle precedenti segnalazioni, in particolare la persistente irregolarità nella consegna e nel reintegro della biancheria, la mancata tracciabilità dei materiali, nonché la discontinuità nell’erogazione del servizio in diverse strutture sanitarie... (continua)


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