Il contributo finanziario alla Manovra dovrà arrivare da «tutto il mondo finanziario» non solo dalle banche e dalle assicurazioni, ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani a margine del Welfare Italia Forum, indicando la necessità di coinvolgere anche altre realtà, tra cui Cassa depositi e prestiti. Roberto Occhiuto, Presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia ha poi alzato il tiro ipotizzando il coinvolgimento delle compagnie petrolifere. Spazio poi in Manovra sarà dato a misure fiscali anche per i giovani fino a 30 anni e per le piccole e medie imprese con l’allargamento dell’energy release. Sul tema poi della sanità il ministro della Salute Orazio Schillaci ha spiegato come attenzione sarà data agli operatori sanitari, «sia in termini di assunzioni, ma soprattutto anche di valorizzazione di chi già lavora nel Servizio sanitario nazionale».
La questione sanità
Risorse alla sanità che stanno già scatenando polemiche tra diversi presidenti delle Regioni. Nel Documento programmatico di Bilancio, inviato la settimana scorsa a Bruxelles e alle Camere, per la sanità sono infatti stati previsti 2,4 miliardi di euro, la metà di quanto aveva richiesto il ministro Schillaci.
I presidenti del centro sinistra: Michele de Pascale (Emilia-Romagna), Stefania Proietti (Umbria), Alessandra Todde (Sardegna), Eugenio Giani (Toscana), Roberto Fico (Campania) e Antonio Decaro (Puglia), sono tornati a ribadire l’assoluta centralità del bisogno di finanziare adeguatamente la sanità pubblica italiana, contestando dunque le poche risorse che si vogliono mettere in Manovra. «Il Governo ascolti il proprio ministro della Salute. È stato lo stesso Orazio Schillaci a indicare in 5,5 miliardi di euro le risorse aggiuntive necessarie per sostenere il Fondo sanitario nazionale».
Dai giovani alle Pmi passando per l’Irpef
Non si potrà fare tutto. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, l’ha ripetuto più volte. Le forze politiche della maggioranza dovranno scegliere a cosa dare priorità. Si tratta di una Manovra di 23,5 miliardi di cui 14,4 legati alla clausola di salvaguardia ottenuta dall’Ue per fare investimenti in energia e difesa (7,2 miliardi per voce) e i restanti nove miliardi per le misure bandiera del governo.
La coperta è ancora più corta del solito e gli interventi dovranno quindi essere ponderati. Da Forza Italia arrivano due segnali: da una parte si vuole tagliare l’Irpef al ceto medio e dall’altra mettere in campo misure fiscali per aiutare i giovani fino a 30. Il problema è che non ci sono soldi per tutto.
Il Documento programmatico di Bilancio, al momento, non ha messo a budget 2,7 miliardi nella voce “fisco” che sarebbe la quota necessaria per attuare il taglio del cuneo fiscale per il 2027 per redditi fino a 60.000 euro. L’obiettivo è portare la tassazione dal 43 al 33%, come rivendicato dalla vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli.
Dall’altra parte Tajani ha puntato il faro sui giovani, forse anche viste le proteste degli ultimi giorni, sostenendo che è allo studio una misura fiscale dedicata ai giovani fino a 30 anni per favorirne l’ingresso nel mondo del lavoro e l’autonomia economica. Accanto a questo ha proposto di ampliare la possibilità di usare il trattamento di fine rapporto nei primi anni di lavoro, anziché destinarlo esclusivamente all’accantonamento previdenziale.
A queste proposte si deve aggiungere poi il cavallo di battaglia della Lega che vuole estendere la flat tax al 15% fino a 100.000 euro. Misura che gioca non solo la partita dei fondi ma anche quella dell’ok da parte della Commissione Ue. Il punto fermo è che non si potrà fare tutto e in questa Manovra di fine legislatura le scelte saranno obbligate.
Transizione 5.0 strutturale
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sta lavorando per far diventare strutturale Transizione 5.0 in modo da aiutare le imprese anche sugli investimenti in innovazione. Dall’altra parte c’è l’ipotesi “energy release” da ampliare alle piccole e medie imprese. Fino ad oggi la misura ha riguardato gli energivori, e l’obiettivo è rendere le bollette dell’elettricità più basse per tutti.
No a tassa sugli extra profitti sì all’aumento dell’Ires
«Sono sempre contrario alle famose tassazioni sugli extra profitti», ha ribadito Tajani aggiungendo che però in una fase di difficoltà straordinarie è necessario un contributo del sistema finanziario che sia frutto della collaborazione e non di una logica punitiva. Collaborazione che sembra essersi rotta. Il Presidente dell’Associazione bancaria italiana (Abi), Antonio Patuelli, nei giorni scorsi aveva spiegato come nessuno era stato convocato dal Governo e che, al momento, non si tratta di un contributo concordato. Tensione che poi è aumentata ulteriormente quando è intervenuto anche Giorgetti per dire che «il prelievo sulle banche sarà sostenibile, non morirà nessuno». Toni diversi dal mondo assicurativo. Matteo Laterza, direttore generale di Unipol Group, ha dichiarato che per il momento «è ancora presto per fare una valutazione su quello che può essere il potenziale contributo: siamo appena all’inizio e non mi sento di poter commentare eventuali proposte». Laterza però ha poi sottolineato che «vedremo quali saranno le richieste. Abbiamo sempre fatto il nostro come settore e come compagnia, quindi continueremo a farlo. Abbiamo sempre rispettato quelle che sono le leggi e le disposizioni del governo e siamo un soggetto italiano, quindi stiamo alle norme italiane».
Il calendario della Manovra
Slitta la Manovra. L’approvazione del disegno di legge di Bilancio da parte del Consiglio dei ministri slitterà di qualche giorno. Questo weekend dovrebbe arrivare la decisione della Commissione sull’ulteriore flessibilità che potrebbe dare qualche spazio in più in legge di Bilancio che al momento prevede: 5 miliardi per famiglie, 3,4 per le imprese, difesa 4,6 miliardi (gli altri 2,5 miliardi della clausola di salvaguardia saranno destinati a spese previste nei tendenziali) e 3,4 miliardi a misure di sostegno alle imprese. Si scende poi a 3,1 miliardi per le infrastrutture e a 2,4 per la sanità.
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