#Finsubito news dalla rete – Decreto 179/2026 attua l’AI Act: nuove regole per formazione, lavoro e professioni


Dal 23 ottobre 2026 il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179 introduce in Italia nuove regole sull’intelligenza artificiale. Riguardano sviluppatori e fornitori, ma anche imprese, datori di lavoro e professionisti che impiegano sistemi di AI. Il provvedimento adegua la normativa nazionale al Regolamento UE 2024/1689, l’AI Act, e traduce in obblighi concreti la supervisione umana, la formazione, la trasparenza e la vigilanza.

Per stabilire se un’organizzazione è interessata dalle regole, occorre guardare al ruolo che svolge, non soltanto a chi ha costruito il software. Anche adottare un sistema per selezionare candidati, valutare dipendenti o fornire prestazioni professionali può comportare responsabilità specifiche. A determinarle sono la funzione svolta e il livello di rischio del sistema.

Chi usa l’AI e quali regole si applicano

Il decreto assegna compiti distinti ai soggetti coinvolti. AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale, è l’autorità nazionale di notifica; all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) spetta un ruolo centrale nella vigilanza del mercato. Nei controlli intervengono anche il Garante per la protezione dei dati personali e le autorità competenti nei singoli settori. Per imprese e professionisti, il dato operativo è chiaro: l’uso professionale di un sistema può far scattare obblighi anche quando non lo si è sviluppato né venduto.

Nel rapporto di lavoro, l’impiego dell’AI non sposta la decisione finale fuori dall’organizzazione. Assunzioni, modifiche o cessazioni del rapporto, valutazioni delle prestazioni e provvedimenti disciplinari devono restare affidati a una persona fisica. La supervisione richiesta deve essere effettiva e autonoma. Il consenso del dipendente, inoltre, non permette di rinunciare a questa tutela.

La riserva di decisione umana non si estende alla ricerca e selezione delle candidature, inclusa l’esclusione dalle fasi successive. Restano comunque applicabili le garanzie sulla protezione dei dati e i principi di dignità, riservatezza e non discriminazione. Dopo una decisione assistita dall’AI, il lavoratore può chiedere una motivazione intelligibile: deve poter conoscere l’eventuale incidenza del sistema e i principali parametri presi in considerazione.

Formazione, trasparenza e responsabilità

Prima di introdurre sistemi che incidono sui processi lavorativi, l’impresa deve rispettare gli obblighi informativi previsti dalla disciplina nazionale sul rapporto di lavoro. Se l’AI cambia l’organizzazione, i ritmi produttivi o le modalità della prestazione, il datore deve aggiornare la valutazione dei rischi. Lo stesso vale quando sono coinvolti aspetti rilevanti per la sicurezza. Ai lavoratori vanno inoltre comunicate le informazioni sui pericoli specifici e sulle misure di prevenzione, accompagnate dalla formazione necessaria.

Per gli ordini e i collegi professionali, la formazione sull’AI dovrà entrare sia nei percorsi iniziali sia in quelli di aggiornamento. I contenuti copriranno gli aspetti tecnici, giuridici e deontologici: il funzionamento e i limiti degli strumenti, le tecniche di interrogazione, le regole europee e nazionali, la responsabilità professionale e la trasparenza verso il cliente. Gli organismi professionali hanno sei mesi dall’entrata in vigore per aggiornare i regolamenti formativi, dunque la scadenza cade ad aprile 2027.

L’obbligo formativo riguarda anche le associazioni delle professioni non ordinistiche. Un freelance che opera come professionista dovrà quindi considerare le regole del proprio settore e gli obblighi collegati al sistema utilizzato. Per i compensi, il decreto permette di modulare l’equo compenso in base alla classificazione di rischio dell’AI impiegata. I parametri professionali dovranno essere aggiornati entro dodici mesi dall’entrata in vigore. Sono previsti percorsi formativi specifici anche per magistrati e personale giudiziario, organizzati dalla Scuola Superiore della Magistratura e dal Ministero della Giustizia.

Controlli, sanzioni e scadenze operative

Le sanzioni nazionali seguono le fasce dell’AI Act e variano in funzione della violazione e della dimensione economica dell’operatore. Per le pratiche vietate si può arrivare a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale annuo. Per varie violazioni degli obblighi relativi ai sistemi ad alto rischio e alla trasparenza, il massimo è di 15 milioni o il 3%. La trasmissione di informazioni inesatte o fuorvianti può essere punita con multe fino a 7,5 milioni o all’1%. Per le violazioni sulla valutazione d’impatto e sul diritto alla spiegazione, il limite è un milione o lo 0,5%.

Per PMI, microimprese e start-up innovative valgono i limiti agevolati stabiliti dal regolamento europeo. Le autorità possono disporre anche misure non pecuniarie: nei casi meno gravi, per esempio, una diffida o la pubblicazione dell’illecito.

Le scadenze nazionali ed europee vanno tenute distinte. Il D.Lgs. 179/2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 ottobre 2026 ed entra in vigore il 23 ottobre. L’AI Act, invece, applica le proprie disposizioni per gradi, secondo termini che dipendono dal tipo di obbligo. Continuano a valere anche il GDPR e le norme sulla sicurezza sul lavoro. Le procedure già adottate per rispettarli possono essere utili, ma le organizzazioni devono controllare anche gli adempimenti specifici previsti dall’AI Act.

Per un datore di lavoro, il primo passaggio è censire gli strumenti in uso e i processi in cui intervengono, distinguendo il supporto operativo dalla decisione finale. Vanno poi documentate le modalità di supervisione umana, aggiornate le informative e la valutazione dei rischi, e predisposto un percorso per rispondere alle richieste di motivazione. Sono verifiche che richiedono di coinvolgere le funzioni aziendali interessate.

Anche il professionista deve censire i sistemi utilizzati, determinarne la classe di rischio e integrare nella prestazione i controlli sugli output. Quando richiesto, dovrà informare il cliente. La formazione interna va organizzata in vista dell’entrata in vigore; per aggiornare i regolamenti degli ordini e dei collegi la scadenza è aprile 2027, mentre per i parametri dei compensi il termine è di dodici mesi dal 23 ottobre 2026.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม