Dalla A alla Z, la politica vastese si prepara alle comunali del 2027 tra candidature, alleanze, ambizioni e promesse. Un alfabeto elettorale in continuo aggiornamento, al passo con gli sviluppi ormai quotidiani di una partita ancora tutta da giocare.
A come Assessori. Nel centrosinistra vastese la partita per la candidatura a sindaco si gioca tutta dentro la giunta comunale. È da lì che uscirà il nome del candidato alla successione di Francesco Menna. Una battaglia sotterranea, fatta di equilibri, ambizioni e mosse più o meno visibili, che va avanti ormai da mesi. Perché, prima ancora di conquistare il consenso degli elettori, bisogna conquistare quello della propria coalizione. Ed è una partita più complicata.
B come Bosco. Per l’assessora comunale al Welfare si potrebbero aprire le porte di Palazzo dell’Emiciclo, all’Aquila. Tutto dipende dalle elezioni suppletive della Camera dei deputati: se a vincerle fosse il candidato del centrosinistra, Luciano D’Amico, per Anna Bosco si aprirebbe la possibilità di entrare in Consiglio regionale. Il seggio lasciato vacante spetterebbe infatti al Pd nella circoscrizione della provincia di Chieti. Per ora è uno scenario ipotetico. Ma nella scacchiera del dopo Menna, anche le caselle regionali possono ridisegnare gli equilibri.
C come Carlesi. Fratelli d’Italia ha messo sul tavolo del centrodestra il nome del proprio candidato sindaco: Piernicola Carlesi, coordinatore cittadino del partito di Giorgia Meloni. Una proposta che ha incassato l’apprezzamento di Forza Italia e Udc, favorevoli alla candidatura. Un’improvvisa accelerazione nel centrodestra. Resta da capire se il nome indicato da FdI riuscirà a mettere d’accordo tutta la coalizione o se il tavolo delle trattative riserverà altre sorprese.
D come Della Penna. L’assessore comunale a Sport, Viabilità, Sicurezza e Polizia locale è il portavoce di Progetto Civico Italia, il movimento guidato dall’assessore capitolino Alessandro Onorato, che si prepara a sbarcare anche a Vasto. Un’altra lista nel centrosinistra, che alle ultime elezioni comunali ne contava già sette. Più liste significano più aspiranti candidati, più ambizioni da tenere insieme e più caselle da riempire. Soprattutto quando, dopo un’eventuale vittoria, arriva il momento di distribuire gli assessorati. Perché vincere è complicato, ma trovare posto a tutti quelli che hanno contribuito a farlo può diventare un’impresa nell’impresa.
E come Effetto domino. Suppletive, Regione e Comune di Vasto: tre scenari che si intrecciano, con conseguenze a cascata. Il primo tassello è quello delle suppletive per la Camera: se il candidato del centrosinistra conquistasse il seggio, Anna Bosco entrerebbe in Consiglio regionale. Non per una rivendicazione politica, ma per un calcolo matematico legato al metodo D’Hondt per l’assegnazione dei seggi. E poi c’è Vasto, dove gli equilibri della giunta e la corsa alla candidatura a sindaco si giocano anche alla luce di questi scenari. Con un conseguente effetto domino.
F come FdI. Nel centrodestra vastese, che la candidatura a sindaco tocchi stavolta a Fratelli d’Italia appare una prospettiva abbastanza fisiologica. Nel 2016 era toccato, dopo le primarie, a Massimo Desiati, allora alla guida di una lista civica; nel 2021 la scelta era caduta su Guido Giangiacomo, all’epoca in Forza Italia prima del passaggio a FdI. Ora, dopo due tornate elettorali, la rotazione porta naturalmente verso il partito di Giorgia Meloni. Non soltanto per una questione di alternanza, ma anche perché Fratelli d’Italia è la forza più grande della coalizione. Ecco perché il nome di Piernicola Carlesi è sul tavolo.
G come Grande Vasto e Grande Pescara. La Grande Pescara, la città che sarebbe dovuta nascere il 1° gennaio 2027, si allontana: la Regione ha rinviato al 2029 il progetto e disposto un nuovo referendum, previsto per il prossimo anno, che cancella quello del 2014, vinto dal sì. La strada, insomma, è in salita.
A Vasto, intanto, è tornato a riaccendersi il dibattito sulla Grande Vasto, rilanciato nelle scorse settimane da un post sui social di Massimiliano Zocaro, vicecoordinatore provinciale di Forza Italia. Un tema che Chiaro Quotidiano aveva riportato al centro dell’attenzione già nel 2023, rievocando il Piano Kurokawa che, mezzo secoko fa, immaginava la fusione tra Vasto e San Salvo.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: creare un’area metropolitana capace di fare da contraltare alla Grande Pescara e dare al territorio un peso maggiore nelle decisioni regionali, per non restare confinato al ruolo di periferia. Peccato che, mentre la Grande Pescara si allontana, la Grande Vasto resti per ora una chimera, sospesa tra suggestioni urbanistiche e dibattito politico. Un confronto che, dopo aver alimentato il dibattito estivo, sembra già essersi sgonfiato. Per ora, più che una città nuova, resta una vecchia idea.
I come Incognite. Il punto interrogativo più grande riguarda il campo largo del centrosinistra. Il Movimento 5 Stelle ha già messo sul tavolo i propri paletti: no a un eventuale terzo mandato del sindaco uscente, Francesco Menna, e parola d’ordine “discontinuità”. Una posizione che pesa, soprattutto considerando che i pentastellati sono stati all’opposizione negli ultimi quindici anni. Il dialogo, ammesso che decolli, parte dunque in salita.
L come Lega. Il Carroccio prende tempo sulla candidatura di Piernicola Carlesi, proposta da Fratelli d’Italia per la corsa a sindaco. Il coordinatore cittadino della Lega, Francesco Del Prete, ha chiesto agli alleati «un paio di settimane», anche alla luce della campagna elettorale per le suppletive, per capire quale strada prendere. Prima si confronterà con il coordinatore regionale Vincenzo D’Incecco, poi convocherà l’assemblea degli iscritti di Vasto.
La Lega, insomma, non ha ancora sciolto le riserve. E al tavolo del centrodestra ha messo sul piatto un’altra richiesta: allargare la coalizione alle liste civiche. «Da soli non si vince», ha sottolineato Del Prete.
M come Menna. Il sindaco uscente è davanti a un punto interrogativo sul proprio futuro politico. È in attesa degli sviluppi della riforma del Tuel, il Testo unico degli enti locali, che contiene la norma sul terzo mandato contenuta nel disegno di legge in discussione in Parlamento. Se la riforma sarà approvata in tempo per le elezioni della primavera 2027, Menna potrebbe tentare la ricandidatura.
Il primo cittadino ha messo sul tavolo anche un’altra condizione: le primarie, da fare «con o senza di me», per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra. Un passaggio sul quale, tra gli alleati, non sembra esserci particolare entusiasmo, così come sulla possibilità di un terzo mandato di Menna. Insomma, il sindaco aspetta il Parlamento, ma la coalizione dovrà fare i conti anche con le ambizioni dei singoli.
N come Nessuno. Nessuno nel centrosinistra si candida ufficialmente, nessuno tratta con nessuno, nessuno ha fretta. Eppure, dietro le quinte, tutti si muovono.
O come Ospedale. Del nuovo ospedale di Vasto si parla dal 1999. Da allora è diventato un appuntamento fisso di tutte le campagne elettorali, comunali e regionali, fino a questa. La novità, stavolta, è l’annuncio del governo regionale sui tempi della gara: per la nuova struttura di contrada Pozzitello, al confine con San Salvo, l’aggiudicazione dell’appalto è prevista a novembre. Poi toccherà alla posa della prima pietra.
Un passaggio atteso da anni, che inevitabilmente entrerà anche nella campagna elettorale per le comunali di Vasto. Perché un ospedale atteso da oltre un quarto di secolo è un argomento che nessuno può permettersi di lasciare fuori dal dibattito. E se i tempi annunciati saranno rispettati, la partita potrà proseguire anche alle Regionali del 2029. Del resto, tra annunci, scadenze e prime pietre, il nuovo ospedale sembra avere ormai un posto assicurato in ogni campagna elettorale.
P come Prospero. Per mesi il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Francesco Prospero, è stato uno dei papabili alla candidatura a sindaco per il partito e per il centrodestra. In un’intervista a Chiaro Quotidiano aveva dato la propria disponibilità, mentre le voci provenienti dall’interno della coalizione davano già in estate per imminente l’annuncio della sua candidatura.
Poi la partita ha preso un’altra direzione: FdI ha messo sul tavolo il nome di Piernicola Carlesi, coordinatore cittadino del partito. Per Prospero, almeno per ora, le porte della candidatura a sindaco sembrano dunque chiudersi.
Contattato da Chiaro Quotidiano, il consigliere regionale non rilascia dichiarazioni, spiegando che, in questa fase, l’unico a poter parlare delle elezioni comunali è il coordinatore regionale di FdI, Etelwardo Sigismondi. Una risposta che rimanda la questione ai vertici del partito. Chissà se il discorso è chiuso davvero.
Q come Quantità. La corsa al candidato è già iniziata e, a giudicare dalle manovre in corso, si preannuncia una competizione all’insegna dei numeri. Si prospettano coalizioni imbottite di liste civiche, ciascuna a caccia di candidati da arruolare in ogni quartiere. Perché, in una campagna elettorale comunale, la quantità conta: più liste, più nomi, più preferenze da mettere in cascina.
Nelle passate tornate elettorali si è arrivati persino a candidare più componenti della stessa famiglia. Una sorta di mobilitazione domestica, con il voto che diventa una questione di parentela oltre che di consenso. E allora, in attesa di conoscere programmi e candidati sindaco, una certezza sembra già esserci: la caccia ai nomi è aperta. Resta da capire se, alla fine, alla quantità corrisponderà anche la qualità.
R come Reel. Quella del 2027 sarà la prima campagna elettorale per le comunali di Vasto giocata anche a colpi di reel. E qualcuno è già partito da mesi. Francesco Menna ha imboccato la strada dei video brevi sui social con una campagna arrembante, tra messaggi politici, iniziative amministrative e presenza costante sul web. Perché oggi la partita elettorale si gioca nelle piazze, ma anche sugli schermi degli smartphone.
S come Suppletive. Il 15 e 16 novembre si vota in tutta la provincia di Chieti per eleggere il deputato destinato a prendere il posto di Alberto Bagnai. I seggi saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. In palio c’è un solo seggio alla Camera, nel collegio uninominale che comprende 104 Comuni.
La sfida è a quattro. Il centrodestra schiera Mario Colantonio, consigliere comunale della Lega a Chieti; il campo largo punta su Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo e consigliere regionale. Completano la scheda Massimo Pasqualone, candidato di Dimensione Bandecchi, e Danilo Ranieri, in corsa con Italia Domani, il movimento legato a Marco Rizzo.
Per Vasto, però, le suppletive non sono soltanto una parentesi parlamentare. Il risultato potrebbe avere riflessi anche sugli equilibri politici regionali e, di conseguenza, sulle strategie in vista delle comunali del 2027. Perché, nella politica abruzzese, le partite si giocano spesso su più tavoli contemporaneamente. E mentre si cerca il futuro sindaco di Vasto, c’è chi guarda anche a quello che succederà nelle urne di novembre.
V come Vannacci. Futuro Nazionale, il partito fondato dall’ex generale Roberto Vannacci, si prepara a entrare nella partita delle comunali di Vasto. Per ora, però, il movimento non siede al tavolo delle trattative del centrodestra. «Non eravamo presenti perché non siamo stati invitati», dice a Chiaro Quotidiano Generoso Leonzio, portavoce locale.
La porta al dialogo, assicura, resta aperta: «Siamo disponibili a dialogare col centrodestra. Altrimenti avremo una nostra lista e un nostro candidato sindaco». Un messaggio che aggiunge un’altra variabile alla costruzione della coalizione. Perché, tra partiti, movimenti e liste civiche, il centrodestra deve ancora definire i confini della propria alleanza. E mentre si discute di chi dovrà guidarla, c’è già chi bussa alla porta. O, più precisamente, fa sapere di non essere stato invitato.
Z come Zes. La Zona economica speciale, annunciata prima per il Vastese, poi estesa all’intero Abruzzo e infine a tutto il Mezzogiorno, avrebbe dovuto attirare investimenti, invogliare le imprese con condizioni agevolate e creare nuove opportunità di lavoro. A distanza di alcuni anni, però, per il territorio vastese la promessa di una svolta economica resta ancora in gran parte da verificare. Finora, almeno sul fronte delle opere visibili, il bilancio locale si ferma alla rotatoria di Punta Penna, sulla Statale 16, realizzata nell’ambito degli interventi collegati alla Zes. Un’infrastruttura utile, ma ben lontana dalle aspettative di rilancio economico che avevano accompagnato gli annunci. La Zes, insomma, era stata presentata come una leva per cambiare il destino industriale del Vastese. Per ora, più che una rivoluzione economica, si vede una rotatoria.
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