#Finsubito news dalla rete – Tim, rivoluzione manager: Poste conquista i vertici


🌐 Tim, scatta la prima riorganizzazione del management dopo la conquista da parte di Poste Italiane. Elio Schiavo e Leonardo de Carvalho Capdeville lasceranno volontariamente il gruppo entro dicembre 2026. Dal 19 ottobre Mirko Mischiatti, manager proveniente da Poste, assumerà la guida di Enterprise & Innovative Solutions, mentre Claudio Ongaro diventerà Chief Technology Officer. L’amministratore delegato Pietro Labriola manterrà temporaneamente anche le deleghe alla strategia. Le nomine segnano una fase importante nell’integrazione tra due grandi aziende italiane, dopo l’Opas che ha portato Poste a controllare circa l’86% di Telecom Italia.

Tim cambia volto: due manager lasciano e Poste entra nella cabina di comando

La nuova stagione di Tim comincia dai vertici aziendali. A poche settimane dalla conclusione dell’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Poste Italiane, il gruppo delle telecomunicazioni annuncia un riassetto organizzativo che coinvolge due delle sue aree più importanti: i servizi alle imprese e la gestione tecnologica.

Il cambiamento diventerà operativo lunedì 19 ottobre 2026 e riguarda direttamente la prima linea manageriale che risponde all’amministratore delegato Pietro Labriola.

Elio Schiavo e Leonardo de Carvalho Capdeville lasceranno Tim entro la fine dell’anno, mentre le rispettive responsabilità saranno affidate a Mirko Mischiatti e Claudio Ongaro.

L’azienda ha precisato che le uscite derivano da decisioni volontarie dei due dirigenti, intenzionati a intraprendere nuove esperienze professionali. Non sono state comunicate destinazioni future né motivazioni ulteriori.

Ma il significato industriale del riassetto va oltre il normale avvicendamento di manager: arriva infatti mentre Poste Italiane sta assumendo un ruolo centrale nell’indirizzo strategico di Tim.

Per il gruppo telefonico si apre una fase nella quale l’integrazione delle competenze, delle infrastrutture e delle attività tecnologiche diventa una delle priorità.

Mirko Mischiatti arriva da Poste: guiderà il business Enterprise di Tim

Il nome destinato ad attirare maggiore attenzione è quello di Mirko Mischiatti, chiamato a guidare la funzione Enterprise & Innovative Solutions.

Il nuovo manager arriva direttamente da Poste Italiane, dove ricopriva la responsabilità dell’area Digital, Technology & Operations e dove ha partecipato alla trasformazione tecnologica del gruppo.

La sua nomina rappresenta un passaggio significativo perché porta nella prima linea di Tim un dirigente con una lunga esperienza nelle infrastrutture informatiche, nella digitalizzazione aziendale e nella gestione di organizzazioni complesse.

Mischiatti entrerà nella struttura organizzativa di Telecom Italia rispondendo direttamente all’amministratore delegato.

Il settore affidatogli è strategico: comprende attività legate ai servizi digitali, alle tecnologie innovative e alle soluzioni destinate al mercato delle imprese e delle organizzazioni.

La scelta indica la volontà di valorizzare competenze maturate all’interno di Poste in un’area nella quale le due aziende possono sviluppare collaborazioni industriali.

L’obiettivo potenziale è accelerare l’integrazione tecnologica e commerciale, favorendo lo sviluppo di servizi avanzati per aziende, pubbliche amministrazioni e grandi organizzazioni.

Non sono stati però annunciati, contestualmente alle nomine, nuovi obiettivi economici specifici per la divisione Enterprise.

Chi è Mirko Mischiatti: oltre 25 anni tra innovazione e trasformazione digitale

Il curriculum del nuovo responsabile Enterprise racconta un percorso costruito prevalentemente nel campo dell’innovazione tecnologica.

Con oltre venticinque anni di esperienza professionale, Mischiatti ha lavorato in organizzazioni operanti nelle telecomunicazioni, nella finanza, nelle assicurazioni e nella logistica.

Prima dell’ingresso in Poste Italiane, avvenuto nel 2012, ha maturato esperienze in Hewlett Packard e Accenture, due realtà importanti nel settore delle tecnologie e della consulenza.

Dal 2020 ha assunto un ruolo centrale nella funzione Digital, Technology & Operations di Poste, partecipando a un processo di modernizzazione che ha interessato servizi digitali, applicazioni, sistemi informatici e processi aziendali.

Nel maggio 2026 le sue responsabilità si erano ampliate anche al marketing strategico di gruppo, con compiti di coordinamento delle strategie delle differenti unità operative.

Tra le funzioni affidategli figuravano l’elaborazione del piano industriale e l’allineamento delle politiche commerciali relative a clienti, prodotti e canali distributivi.

Un’esperienza che potrebbe risultare particolarmente utile nel nuovo incarico.

La divisione Enterprise di Tim opera infatti in un mercato in cui tecnologia, capacità commerciale e sviluppo di soluzioni digitali devono procedere in maniera coordinata.

L’arrivo di Mischiatti non rappresenta soltanto una sostituzione manageriale, ma introduce nell’organizzazione competenze direttamente collegate alla strategia industriale del nuovo azionista di controllo.

Claudio Ongaro nuovo Chief Technology Officer: cambiano le responsabilità

La seconda nomina riguarda Claudio Ongaro, che dal 19 ottobre assumerà la posizione di Chief Technology Officer di Tim.

Il manager, già presente nel gruppo, proveniva dalla funzione Chief Strategy, Business Development & Wholebuy Office.

Con il nuovo incarico passerà a guidare la struttura tecnologica, una delle aree fondamentali per la competitività dell’operatore.

Il ruolo di Chief Technology Officer è particolarmente rilevante in un settore nel quale prestazioni delle reti, sviluppo dei servizi digitali, gestione degli investimenti e innovazione tecnologica condizionano direttamente la qualità dell’offerta commerciale.

L’evoluzione delle reti mobili, l’espansione delle tecnologie 5G e l’affidabilità delle piattaforme rappresentano infatti alcune delle principali sfide per gli operatori delle telecomunicazioni.

La nomina di Ongaro garantisce un elemento di continuità interna, affidando una responsabilità strategica a un dirigente che già conosce l’organizzazione e le priorità industriali.

Contestualmente, la funzione precedentemente affidata a Ongaro sarà assunta ad interim da Pietro Labriola.

Si tratta di un accentramento temporaneo delle responsabilità strategiche nelle mani dell’amministratore delegato, in una fase delicata per l’evoluzione del gruppo.

Labriola concentra la strategia mentre Poste rafforza il controllo

Pietro Labriola rimane una figura centrale nel nuovo assetto.

Dopo aver guidato il processo di trasformazione di Telecom Italia negli anni precedenti, l’amministratore delegato si trova ora a gestire una fase differente: l’integrazione all’interno del gruppo Poste Italiane.

L’attribuzione temporanea delle competenze sulla strategia e sullo sviluppo del business gli consente di mantenere un controllo diretto su alcune delle decisioni più importanti.

Il quadro organizzativo riflette quindi una combinazione di continuità e cambiamento.

Da un lato resta l’amministratore delegato già alla guida di Tim; dall’altro arriva nella prima linea manageriale un dirigente proveniente dall’azionista di controllo.

Questa soluzione può favorire il coordinamento delle priorità industriali, senza implicare necessariamente una sostituzione generalizzata della dirigenza.

L’annuncio del 16 ottobre riguarda infatti incarichi specifici e non costituisce, da solo, la prova di una più ampia revisione dell’intero management aziendale.

Opas Poste-Tim, il controllo passa all’86%: nasce un gigante nazionale

Le nomine arrivano dopo un’operazione finanziaria che ha modificato profondamente gli assetti proprietari delle telecomunicazioni italiane.

L’Opas promossa da Poste Italiane si è conclusa a settembre 2026, portando il gruppo guidato da Matteo Del Fante a detenere circa l’86% del capitale di Tim.

Un risultato che ha sancito il controllo societario e ha aperto formalmente la strada all’integrazione industriale.

I numeri della nuova integrazione Poste-Tim

Partecipazione Poste in Tim

Ricavi aggregati indicativi

Occupati complessivi indicativi

Obiettivo di sinergie annuali

Valori comunicati in occasione della conclusione dell’Opas. Le sinergie sono obiettivi industriali, non risparmi già realizzati.

Il 30 settembre il consiglio di amministrazione di Poste ha inoltre deliberato l’avvio dell’attività di direzione e coordinamento su Tim, accompagnandola con un regolamento per disciplinare i rapporti tra le due aziende.

La nuova struttura prevede coordinamento delle decisioni strategiche, condivisione di informazioni e ricerca di economie di scala.

Tim conserva la propria autonomia giuridica, pur entrando nel perimetro di direzione e coordinamento del nuovo azionista di controllo.

Le prime nomine manageriali arrivano quindi all’interno di un processo societario già avviato e destinato a svilupparsi nei prossimi mesi.

Poste e Tim, la sfida delle sinergie da 700 milioni di euro all’anno

Il cuore economico dell’operazione è rappresentato dall’obiettivo di realizzare almeno 700 milioni di euro annui di sinergie, attraverso l’integrazione delle attività e il miglioramento dell’efficienza operativa.

È una cifra significativa, che richiederà interventi in diversi ambiti organizzativi e industriali.

Le opportunità riguardano innanzitutto tecnologia e sistemi informatici, ma anche la distribuzione commerciale, la gestione dei servizi digitali e la valorizzazione delle rispettive reti di clienti.

Poste dispone di una presenza capillare sul territorio italiano e di attività che spaziano dalla logistica ai servizi finanziari, assicurativi e di pagamento.

Tim porta nell’integrazione competenze nelle telecomunicazioni, infrastrutture tecnologiche, servizi di connettività e una presenza consolidata nel mercato delle imprese.

Il potenziale vantaggio industriale consiste nella possibilità di sviluppare servizi integrati e utilizzare in maniera coordinata le competenze delle due organizzazioni.

È tuttavia importante distinguere le prospettive dai risultati effettivi.

I 700 milioni rappresentano un obiettivo dichiarato e non un beneficio economico già conseguito.

Per verificarne la realizzazione saranno necessari i futuri risultati finanziari e il nuovo piano industriale, atteso nel primo trimestre del 2027.

Enterprise, cloud e cybersecurity: perché la nomina di Mischiatti è strategica

Tra le aree più interessanti per lo sviluppo futuro di Tim figura il mercato Enterprise, che comprende la domanda di soluzioni tecnologiche proveniente da imprese, enti pubblici e grandi organizzazioni.

Il settore offre opportunità legate alla progressiva digitalizzazione dei processi aziendali.

Cloud computing, protezione informatica, infrastrutture digitali, gestione dei dati e connettività avanzata rappresentano alcuni dei principali ambiti nei quali gli operatori possono sviluppare nuovi servizi.

L’intelligenza artificiale sta inoltre modificando le esigenze delle aziende, aumentando l’attenzione verso piattaforme sicure, elaborazione dei dati e automazione delle attività.

In questo contesto, la nomina di un manager con esperienza nella trasformazione digitale di Poste assume un preciso significato industriale.

Tim potrebbe valorizzare ulteriormente il proprio posizionamento nei servizi tecnologici per le imprese, attraverso una maggiore integrazione delle attività commerciali e digitali.

Non è stato tuttavia annunciato, con il riassetto del 16 ottobre, uno specifico piano di nuove acquisizioni o investimenti per la divisione guidata da Mischiatti.

Che cosa cambia per i dipendenti Tim dopo l’Opas

Il nuovo assetto manageriale solleva inevitabilmente interrogativi anche sulle possibili conseguenze organizzative e occupazionali.

L’integrazione tra due grandi gruppi comporta normalmente la revisione di processi, responsabilità e strutture operative.

Questo non significa però che le nomine annunciate costituiscano automaticamente il preludio a tagli del personale.

Nel comunicato relativo al nuovo management non vengono indicate misure di riduzione degli organici, chiusure di sedi o programmi straordinari di esodo.

Le uscite di Schiavo e Capdeville sono state espressamente descritte come volontarie.

Occorrerà quindi attendere gli sviluppi del piano industriale per comprendere l’organizzazione futura delle differenti funzioni aziendali.

Per i dipendenti il vero passaggio decisivo sarà capire come verranno distribuite le attività, quali competenze saranno valorizzate e quali eventuali cambiamenti verranno discussi con le rappresentanze sindacali.

Del Fante e Labriola, l’integrazione entra nella fase operativa

La sfida che attende Poste Italiane e Tim non consiste soltanto nell’accorpare partecipazioni e strutture societarie.

È necessario dimostrare che due organizzazioni nate e cresciute in settori differenti possano generare un valore industriale superiore alla somma delle rispettive attività.

Il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha progressivamente ampliato il proprio modello di business, puntando sull’integrazione tra servizi fisici e digitali.

L’acquisizione del controllo di Tim rappresenta un ulteriore passaggio in questa direzione.

Per Labriola si apre invece una fase nella quale il consolidamento tecnologico e commerciale dovrà essere coordinato con le strategie del nuovo azionista.

La scelta di Mischiatti e Ongaro fornisce una prima indicazione sulle priorità: presidiare il mercato Enterprise e rafforzare la direzione tecnologica.

Resta da comprendere come queste decisioni si tradurranno in nuovi prodotti, investimenti e risultati economici.

Tim, cosa succede dal 19 ottobre e cosa aspettarsi nel 2027

Il primo appuntamento è fissato per lunedì 19 ottobre, quando le nuove nomine diventeranno operative.

Mirko Mischiatti assumerà la guida della divisione Enterprise & Innovative Solutions, Claudio Ongaro diventerà Chief Technology Officer e Pietro Labriola eserciterà temporaneamente le responsabilità precedentemente affidate a Ongaro.

Entro dicembre si completeranno le uscite di Schiavo e Capdeville.

La tappa successiva sarà rappresentata dal piano industriale dell’integrazione Poste-Tim, atteso nel primo trimestre del 2027.

Sarà quello il momento per valutare con maggiore precisione obiettivi, investimenti, sinergie e modello organizzativo della nuova realtà.

Il cambiamento annunciato il 16 ottobre è dunque il primo segnale concreto di una riorganizzazione manageriale successiva all’Opas.

Una transizione che vede Poste Italiane rafforzare il proprio collegamento con le strutture operative di Tim, mentre Labriola continua a guidare il gruppo telefonico.

La partita decisiva si giocherà sulla capacità di trasformare il controllo societario in risultati industriali misurabili, servizi migliori e sviluppo tecnologico.

Per Tim comincia una nuova fase: non soltanto nuovi manager ai vertici, ma la prova di quanto l’integrazione con Poste Italiane potrà cambiare il futuro delle telecomunicazioni e dei servizi digitali in Italia.

Le fotografie visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative.


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