L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle pubbliche amministrazioni dovrà accompagnarsi a nuove garanzie per i lavoratori, a una maggiore attenzione alla sicurezza e allo sviluppo delle competenze del personale. Le disposizioni sono contenute nel D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026, che adegua la normativa nazionale al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act).
Il provvedimento, in vigore dal 23 ottobre 2026, introduce misure che interessano anche le istituzioni scolastiche, sia nella gestione dei rapporti di lavoro sia nell’organizzazione delle attività amministrative e nella prevenzione dei rischi professionali.
Le decisioni sul personale restano affidate alle persone
L’articolo 41 stabilisce che le decisioni definitive riguardanti la costituzione, la modificazione e la risoluzione del rapporto di lavoro, comprese le valutazioni delle prestazioni e i provvedimenti disciplinari, non possono essere adottate esclusivamente attraverso sistemi automatizzati.
La decisione finale deve essere assunta da una persona fisica, dotata di un potere effettivo e autonomo. La disposizione impedisce quindi che il ricorso all’intelligenza artificiale si traduca in una sostituzione integrale della valutazione umana nelle determinazioni che incidono sul rapporto di lavoro.
La garanzia opera anche quando il lavoratore abbia prestato il proprio consenso all’utilizzo del sistema, poiché tale consenso non costituisce un’eccezione al divieto.
Il decreto distingue tuttavia le decisioni definitive relative alla costituzione del rapporto dalle attività di ricerca e selezione delle candidature, anche quando queste ultime comportino l’esclusione dalle successive fasi della procedura.
Per le scuole, la disposizione assume rilievo soprattutto nell’eventuale impiego di strumenti di intelligenza artificiale a supporto delle attività di gestione e valutazione del personale.
Informativa e diritto a conoscere le motivazioni
L’impiego di sistemi di intelligenza artificiale nei processi decisionali relativi al lavoro deve rispettare la dignità e la riservatezza dei dipendenti, oltre al principio di non discriminazione.
Prima dell’avvio del trattamento, il datore di lavoro è tenuto ad assolvere gli obblighi informativi previsti dall’articolo 1-bis del D.Lgs. 152/1997.
Il lavoratore può inoltre richiedere una motivazione comprensibile della decisione che lo riguarda, ottenuta attraverso l’intervento di una persona fisica. La spiegazione deve comprendere l’eventuale incidenza dell’intelligenza artificiale sul procedimento decisionale e i principali parametri utilizzati.
Restano garantiti i diritti riconosciuti dalla normativa europea sulla protezione dei dati personali.
Il decreto prevede conseguenze particolarmente rilevanti in caso di violazione del divieto di decisione esclusivamente automatizzata: sono nulle le decisioni adottate in contrasto con tale disposizione, compreso il licenziamento.
Intelligenza artificiale e valutazione dei rischi
L’articolo 42 interviene sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, collegando l’introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008.
Quando tali strumenti incidono sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sulle modalità di svolgimento delle prestazioni o sui processi decisionali rilevanti per la sicurezza, il loro utilizzo deve essere considerato nell’ambito della valutazione dei rischi prevista dall’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008.
Nelle istituzioni scolastiche, ciò richiede particolare attenzione qualora vengano introdotte applicazioni capaci di modificare concretamente le condizioni di lavoro del personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario.
L’eventuale impatto di questi strumenti dovrà essere esaminato nel processo di valutazione dei rischi, considerando le caratteristiche delle applicazioni adottate e le attività sulle quali intervengono.
Il decreto stabilisce inoltre che i datori di lavoro assicurino un’adeguata informazione e formazione dei lavoratori sui rischi specifici connessi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e sulle misure di prevenzione e protezione adottate.
Formazione del personale pubblico e nuove competenze
L’articolo 40 affida al Ministro per la pubblica amministrazione il compito di indirizzare e coordinare le politiche di reclutamento, formazione, aggiornamento e riqualificazione professionale dei dipendenti pubblici in relazione all’impiego dell’intelligenza artificiale.
L’obiettivo è favorire l’innovazione organizzativa e gestionale, la semplificazione amministrativa e l’accelerazione dei procedimenti.
Un passaggio significativo riguarda la definizione di un quadro minimo di competenze sull’intelligenza artificiale per il personale pubblico. Tale quadro sarà individuato attraverso apposite linee guida ministeriali, sentite l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), previa intesa in Conferenza Stato-Regioni.
Per realizzare gli interventi formativi, il Ministero potrà avvalersi della Scuola nazionale dell’amministrazione (SNA), di Formez PA e della collaborazione di università, enti di ricerca e istituzioni dell’alta formazione.
Le ricadute operative per le scuole
Per i Dirigenti scolastici e gli uffici amministrativi, le nuove disposizioni richiamano tre aspetti da considerare nell’eventuale introduzione di strumenti di intelligenza artificiale:
- Gestione del personale: assicurare che le decisioni definitive sul rapporto di lavoro siano adottate da una persona fisica con effettiva autonomia, rispettando gli obblighi di informazione e i diritti dei dipendenti.
- Salute e sicurezza: valutare i rischi derivanti dai sistemi che incidono sulle condizioni di lavoro e garantire la formazione e l’informazione necessarie.
- Competenze professionali: seguire lo sviluppo delle linee guida ministeriali e delle iniziative formative rivolte ai dipendenti pubblici.
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