Si è conclusa oggi, al Monastero di Camaldoli, la quarta edizione di Forum Civica – Oltre i divari, promossa dalla Fondazione Next Generation EuroPA, con la Florence School of Transnational Governance dell’European University Institute come partner scientifico. Tre giornate di confronto tra studiosi, rappresentanti delle istituzioni europee, amministratori ed esperti, dedicate alle sfide che attraversano l’Europa: dalle disuguaglianze economiche e territoriali all’accesso ai servizi pubblici, dalla trasformazione digitale alla tenuta delle istituzioni democratiche.
Uno dei confronti più significativi ha riguardato l’impatto del Next Generation EU e del PNRR sulla crescita economica e sull’efficacia degli investimenti europei. Secondo Roberto Castaldi, professore associato di Filosofia politica all’Università eCampus, il piano europeo ha sostenuto l’economia durante la fase di spesa, senza però aumentare la capacità di crescita potenziale di lungo periodo, contrariamente alle aspettative iniziali. Una valutazione critica alla quale ha risposto Francesco Rossi Salvemini, membro della Task Force per la Ripresa e la Resilienza della Commissione europea, riconoscendo risultati inferiori alle previsioni, ma sottolineando il rilancio degli investimenti pubblici dopo un decennio di stagnazione. “La nostra crescita non è stata brillante, però probabilmente senza lo strumento del PNRR sarebbe stata una tragedia”, ha osservato Rossi Salvemini. Castaldi ha inoltre richiamato l’attenzione sulle difficoltà dell’Italia nell’utilizzo dei fondi europei destinati alla coesione territoriale, denunciando una gestione delle risorse che considera inefficiente e una scarsa partecipazione alla definizione degli obiettivi.
Il rapporto tra Pubblica Amministrazione e democrazia è stato invece al centro della lectio magistralis di Claudio Radaelli, professore alla Florence School of Transnational Governance dell’European University Institute. “I governi populisti italiani che sono andati al governo negli anni non hanno mai avuto una vera agenda di riforma per la Pubblica amministrazione”, ha affermato Radaelli. Il politologo ha evidenziato come la burocrazia italiana, pur mostrando una forte capacità di resistenza alle riforme, fatichi a opporsi apertamente a provvedimenti che possono compromettere i principi democratici. Una debolezza particolarmente rilevante quando gli attacchi allo Stato di diritto avvengono attraverso strumenti formalmente legali.
Fake news, social network e intelligenza artificiale sono stati al centro del confronto sulla disinformazione e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee. Lisa Ginsborg, Senior Fellow della Florence School of Transnational Governance dell’European University Institute, ha evidenziato come la disinformazione sull’Unione europea tenda ad aumentare in prossimità delle elezioni, contribuendo a influenzare la percezione dei cittadini. Ginsborg ha illustrato il lavoro dell’Osservatorio europeo dei media digitali (EDMO) e della sua rete di fact-checker, impegnata a individuare e verificare le notizie false o fuorvianti. La ricercatrice ha inoltre sottolineato come l’accesso ancora limitato ai dati delle grandi piattaforme digitali renda difficile studiare e contrastare il fenomeno, richiamando la necessità di rafforzare la ricerca, l’alfabetizzazione digitale e la trasparenza delle piattaforme.
La digitalizzazione della giustizia e il rischio di creare nuove barriere per i cittadini più fragili sono stati al centro dell’intervento di Laura Boy, del Tribunale di Firenze, nella giornata conclusiva del Forum. “Nel sistema giudiziario è fondamentale accompagnare la transizione digitale, prestando particolare attenzione ai cittadini più fragili. L’accesso alla giustizia significa prima di tutto garantire il riconoscimento dei diritti e rendere le istituzioni più vicine alle persone, evitando che la digitalizzazione crei nuovi ostacoli e barriere”, ha spiegato Boy. Tra gli strumenti per avvicinare i servizi giudiziari ai cittadini, la relatrice ha richiamato il progetto degli Uffici di prossimità, circa 400 in Italia, di cui 30 in Toscana, che offrono supporto nelle istanze giudiziarie e nell’accesso ai servizi online dei tribunali.
La carenza di personale nei piccoli Comuni è stata al centro dell’intervento di Pierciro Galeone, direttore di IFEL, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà delle amministrazioni locali nel garantire servizi e gestire gli investimenti. “Il problema più grande che hanno oggi i piccoli Comuni non sono le risorse finanziarie, ma le risorse umane. È su questo che il sistema rischia di rompersi. Nel 2008 i Comuni avevano quasi 500.000 dipendenti, oggi ne hanno 350.000”, ha spiegato Galeone, ricordando come il blocco del turnover abbia contribuito alla riduzione degli organici. Nonostante la ripresa delle assunzioni, i piccoli Comuni continuano a incontrare difficoltà nell’attrarre personale. Galeone ha inoltre citato una ricerca condotta sui piccoli Comuni piemontesi, dalla quale emerge il ricorso sempre più diffuso all’esternalizzazione di funzioni amministrative fondamentali, come la gestione dei bilanci e delle entrate.
La quarta edizione di Forum Civica si chiude così con una riflessione sul ruolo delle istituzioni nell’affrontare i divari economici, territoriali e digitali, sulla necessità di rafforzare la capacità amministrativa e sull’importanza di garantire a tutti i cittadini l’accesso ai servizi e ai diritti, senza lasciare indietro i territori e le persone più fragili.
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