#Finsubito news dalla rete – Sondrio, l’eredità delle Olimpiadi passa da lavoro e imprese


Il Rapporto sull’economia della Camera di commercio indica le condizioni per trasformare i Giochi in sviluppo duraturo: più lavoratori, case accessibili e formazione. Nel 2025 saldo positivo di 83 imprese, con segnali incoraggianti da giovani e donne.

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Le Olimpiadi hanno dimostrato la capacità della provincia di Sondrio di organizzarsi, collaborare e affrontare una sfida complessa. Un’esperienza che può diventare una risorsa per lo sviluppo economico, ma perché le ricadute dei Giochi siano durature occorre creare le condizioni per sostenere la crescita, a cominciare dalla disponibilità di lavoratori e dalle possibilità di attrarre nuove competenze sul territorio. Il rischio altrimenti è la desertificazione.

È questo il filo che lega i risultati dell’evento sportivo internazionale alle prospettive delineate dal Rapporto sull’economia della provincia di Sondrio, presentato ieri nella sala Martinelli della Camera di commercio, davanti ai rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e delle categorie. Accanto all’analisi degli indicatori economici, lo studio ha raccolto le valutazioni di operatori economici e amministratori locali attraverso due focus group. Dal confronto è emerso un giudizio positivo sulla capacità organizzativa e sul coordinamento tra istituzioni, metodo di lavoro da replicare anche per i futuri progetti di sviluppo.

«Le Olimpiadi rappresentano una sfida vinta – ha detto la presidente della Camera di commercio, Loretta Credaro, facendo gli onori di casa -. Adesso siamo pronti ad affrontarne altre, nella consapevolezza che la crescita economica di un territorio è positiva quando il benessere è diffuso».

I dati sulla percezione delle ricadute olimpiche mostrano che esiste una base su cui costruire. Fedele De Novellis, di Ref, la società che ha curato il rapporto, ha illustrato i risultati dell’indagine: il 23,6% delle imprese sondriesi rileva un impatto diretto dei Giochi, il 45,5% riconosce effetti sull’economia nel suo complesso e il 48% ritiene che l’evento lascerà un’eredità duratura sul territorio. «Se questo si tradurrà in crescita lo vedremo nei prossimi anni» ha aggiunto De Novellis.

Perché le aspettative diventino risultati, una delle priorità è estendere le ricadute oltre l’Alta Valle, dove la percezione dell’eredità olimpica è più marcata. Il turismo può fare da traino anche per il resto del sistema produttivo, generando domanda per le imprese e rafforzando l’immagine della provincia. In questo percorso, il rapporto individua nella filiera agroalimentare uno degli ambiti da valorizzare.

L’espansione delle attività, però, richiede personale. Ed è proprio questo uno degli ostacoli contro cui si scontra l’economia provinciale: la difficoltà delle imprese a reperire lavoratori. Nel 2025 l’occupazione è cresciuta, ma il numero degli occupati resta inferiore di quasi quattromila unità rispetto ai livelli precedenti alla pandemia. Anche il calo della disoccupazione, scesa fino a sfiorare il 4%, va letto alla luce della riduzione delle forze di lavoro, determinata in parte dalla contrazione della popolazione in età lavorativa.

Frutto del cambiamento demografico che condiziona la capacità del territorio di sostenere nuove attività. Sondrio, insieme a Lecco, presenta alcuni degli indici di vecchiaia e dei tassi di dipendenza degli anziani più elevati della Lombardia. In un mercato del lavoro vicino alla saturazione, la crescita della domanda di personale rischia quindi di incontrare un’offerta insufficiente, proprio mentre le opportunità legate al turismo e al suo indotto potrebbero aumentare.

Il settore turistico evidenzia in modo particolare questo squilibrio. Per rendere stabile la crescita servono percorsi di formazione adeguati e condizioni che rendano più attrattive le professioni dell’ospitalità e della montagna.

Tra queste condizioni c’è anche la possibilità di trovare casa. L’aumento della domanda turistica può ridurre la disponibilità di alloggi a canoni accessibili, rendendo più difficile per le imprese ospitare o assumere personale stagionale e per i lavoratori trasferirsi in valle.

Le indicazioni del rapporto vanno in questa direzione: potenziare il trasporto pubblico, favorire la disponibilità di abitazioni per le famiglie residenti e investire nella formazione avanzata e continua.

Il tessuto imprenditoriale della provincia di Sondrio tiene, ma la crescita resta contenuta. Nel 2025 le nuove iscrizioni hanno superato le cessazioni, con un saldo positivo di 83 imprese, mentre arrivano segnali incoraggianti dall’imprenditoria giovanile e femminile. Sondrio è la provincia lombarda con la maggiore incidenza di imprese di under 35.

Sono alcuni dei dati che arrivano dal Rapporto sull’economia della provincia di Sondrio della Camera di commercio.

L’anno scorso sono state registrate 728 nuove attività a fronte di 645 cessazioni non d’ufficio. Il tasso di crescita della base imprenditoriale ha raggiunto lo 0,6%, in miglioramento rispetto allo 0,07% del 2024. A sostenere il risultato è stata soprattutto la diminuzione delle chiusure, scese dell’8% in un anno: un segnale di tenuta più che di forte accelerazione dell’iniziativa imprenditoriale.

Le imprese attive con sede in provincia sono 12.988, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. Il quadro, però, cambia a seconda dei settori. Turismo e ristorazione hanno registrato una crescita, in controtendenza rispetto alla diminuzione rilevata in Lombardia, mentre si riduce il numero di imprese nel commercio, nell’agricoltura e nella manifattura. Quest’ultima ha perso 23 attività secondo il confronto tra gli stock di imprese attive; il bilancio delle iscrizioni e cessazioni evidenzia una contrazione ancora più marcata, con 24 imprese in meno.

A distinguersi sono soprattutto le iniziative guidate da giovani. Nel 2025 le imprese giovanili sono aumentate dell’1,3%, pari a 16 attività in più rispetto al 2024. Rappresentano il 9,7% del totale provinciale, contro l’8,4% regionale e l’8,5% nazionale: Sondrio è la provincia lombarda con la maggiore incidenza di imprese condotte da under 35.

Il dato acquista rilievo anche guardando ai settori di attività. In provincia pesa più che altrove la presenza di giovani imprenditori nell’agricoltura e nel turismo. Proprio nell’alloggio e nella ristorazione la quota di imprese giovanili sul totale del comparto è salita dal 9,9% del 2022 al 14,4% del 2025, mentre a livello regionale il numero di queste attività ha registrato una contrazione. Non mancano, però, le differenze: nell’ultimo anno le imprese giovanili sono diminuite soprattutto nel commercio e in agricoltura.

Ancora più decisa è la crescita dell’imprenditoria femminile. Le imprese attive guidate da donne sono 3.221, circa un quarto del totale provinciale, con un’incidenza superiore sia alla media lombarda sia a quella nazionale. Nel 2025 sono aumentate del 2,1%, con 66 attività in più: un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti e un risultato in controtendenza rispetto al lieve calo regionale. L’incremento ha interessato quasi tutti i mandamenti, con l’eccezione del Tiranese, mentre la crescita più consistente si è registrata in Alta Valtellina, con un aumento del 6,1%.

La struttura produttiva locale continua ad essere caratterizzata dalla piccola dimensione: il 46% degli addetti lavora in microimprese con meno di dieci dipendenti, una quota che sale a circa il 60% nelle costruzioni e nel comparto alberghiero e della ristorazione.

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