- Ore 07:35 Europa attesa in ripresa dopo Warsh (Fed) e Nagel (Bce)
Le borse europee rimbalzano ma con poca convinzione in avvio di seduta (Dax +0,35%, Cac40 +0,08%, Ftse100 -0,25% e Ftse Mib +0,56% a 49.675 punti). Nei mercati obbligazionari, i rendimenti scendono con quello dei titoli di Stato francesi a dieci anni che registra il calo più significativo al 4,77%.
La Francia è improvvisamente diventata il porto sicuro dell’Europa?
«A quanto pare la Francia è improvvisamente diventata il porto sicuro definitivo dell’Europa! Solo per illustrare che il comportamento degli investitori, e ciò che viene poi detto e scritto sui movimenti di mercato, è spesso poco più di una descrizione dell’emozione del giorno», sottolinea Simon Wiersma, Chief Investment Strategist di Ing.
Anche il rendimento del Bund tedesco a dieci anni cala al 3,40% e quello del Btp stessa scadenza al 4,48%. «Oggi ci aspettiamo di vedere una certa correzione a questa mossa, poiché le pressioni inflazionistiche non sono scomparse e i mercati azionari sembrano destinati a riprendersi ulteriormente», prevede Wiersma.
Spread stabile a 106 in attesa delle cedole minime garantite del nuovo Btp Valore
Lo spread Btp/Bund è stabile a 106,8 punti base. Il ministero dell’Economia annuncia le cedole minime garantite del nuovo Btp Valore, un’emissione dual-tranche a scadenza cinque anni suddivisa in una tranche che paga coupon trimestrali secondo il tradizionale schema step-up e una seconda che stacca una cedola unica a scadenza. I titoli, destinati al mercato retail, possono essere acquistati singolarmente o insieme. L’offerta si apre lunedì 19 ottobre e termina alle 13 di venerdì 23 ottobre, salvo chiusura anticipata.
Si accende il dibattito sull’energia
Il contesto europeo è dominato dal dibattito sull’energia e dalla discussione sulle regole relative alle emissioni di CO2. Un gruppo di Paesi composto da Italia, Francia, Grecia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia sta chiedendo maggior flessibilità nella politica energetica europea per attenuare l’impatto dei prezzi dell’energia su famiglie e imprese. Tra le proposte figurano il possibile rinvio del sistema ETS2 fino al 2030, modifiche ai requisiti sui carburanti e una revisione delle regole del mercato delle emissioni.
Altri Stati membri, tra cui Germania e Paesi nordici, sostengono invece il mantenimento dell’attuale impianto normativo legato alla transizione energetica. Le discussioni proseguono mentre il costo delle quote di emissione continua a rappresentare una componente significativa del prezzo dell’energia elettrica. Sul versante macroeconomico, gli operatori attendono la lettura finale dell’inflazione di settembre dell’Eurozona. Il consenso indica un indice dei prezzi al consumo al 3,8% annuo, con l’inflazione core al 2,5%.
A Milano in evidenza Brunello Cucinelli, Buzzi, le banche, De’ Longhi
Sul listino milanese Mps passa di mano a quota 11,13 euro (+0,65%) dopo che Fondaco Lux, che detiene lo 0,41% della banca senese , ha detto che voterà contro le offerte per acquistare Banco Bpm e Banca Generali all’assemblea del 29 ottobre. Ha inoltre espresso una valutazione preliminarmente favorevole dell’ops annunciata da Intesa Sanpaolo (+0,77% a 6,13 euro) sul Monte, ritenendo che l’integrazione in un gruppo di maggiori dimensioni possa creare valore nel medio-lungo termine.
Mentre Unicredit (+0,79% a 75,66 euro) ha incassato il via libera della Bce ad aumentare la propria partecipazione in Commerzbank dal 30% fino al 50%, nell’ambito della procedura prevista dalla normativa europea sull’acquisizione di partecipazioni qualificate. L’ok di Francoforte, scrive MF-Milano Finanza, consentirà al gruppo guidato da Andrea Orcel di assumere il controllo della banca tedesca dopo l’ops conclusa in estate e apre la strada al trasferimento delle azioni aderenti all’offerta.
Ma non esaurisce l’iter autorizzativo. Mancano ancora all’appello l’ok antitrust della Commissione Europea, che ha fissato al 16 novembre la scadenza della prima fase d’esame, e il nulla osta dell’autorità polacca per il controllo indiretto di mBank, di cui Commerzbank detiene il 69,1%. Unicredit si è già assicurata una quota del 47,59% nel capitale di Commerzbank, fra azioni possedute, titoli conferiti all’offerta e strumenti finanziari. La partecipazione corrisponde al 49,65% dei diritti di voto, tenendo conto delle azioni proprie senza voto.
Nel settore auto Stellantis (+0,55% a 3,89 euro) sta testando un nuovo propulsore diesel-ibrido per i suoi veicoli commerciali di grandi dimensioni in Europa, ha annunciato la Uilm al termine di un incontro con il gruppo. Tra l’altro Rbc ha tagliato il target price da 5 a 4 euro sul titolo, confermando il rating sector perform.
Tra i titoli oil con il greggio in calo (future sul Brent -0,66% a 105,22 dollari al barile) Eni che ha detto che le manifestazioni in corso presso la raffineria di Taranto, nell’ambito delle proteste sul futuro dell’ex Ilva, continuano a bloccare i flussi logistici in entrata e uscita dal sito, con il rischio di una fermata degli impianti, flette dello 0,41% a 25,67 euro. Il gruppo avvierà da novembre la perforazione di un massimo di sei pozzi di sviluppo destinati ad alimentare Coral North, la nuova unità galleggiante di liquefazione del gas naturale al largo delle coste del Mozambico, ha detto un executive a Reuters.
Meglio nel settore delle costruzioni Buzzi con un +3% a 37,73 euro e in quello del lusso Brunello Cucinelli (+3,70% a 86,8 euro) che ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita dei ricavi per il 2026 dopo risultati definiti «molto, molto positivi» nei primi nove mesi del 2026. Il gruppo vede per l’intero esercizio un margine ebit del 17% e un debito netto in calo a 169 milioni di euro da 198 milioni dell’anno precedente.
Citi post conti del terzo trimestre ha confermato il rating buy e il target price a 108 euro sul titolo, osservando che il gruppo ha registrato un miglioramento dell’utile per azione, rafforzando la capacità del marchio di resistere in un contesto difficile per il settore del lusso. Non solo. L’esposizione a una clientela di fascia alta e il forte andamento delle vendite delle collezioni Autunno/Inverno, sia al consumatore finale (sell-out) sia ai distributori (sell-in), hanno sostenuto la crescita di Brunello Cucinelli a cambi costanti del +13,5% (Citi/consenso: +13%/+12%). Mentre l’andamento delle vendite a ottobre è risultato in linea con il trend dei primi nove mesi del 2026
Più cauta Jefferies che ha ribadito un rating hold e un target price a 88 euro, anche se l’andamento commerciale di Brunello Cucinelli continua a sorprendere positivamente. «Tuttavia, il più ampio ridimensionamento dei multipli di valutazione dell’intero gruppo di società comparabili del settore del lusso limita in parte la possibilità che valutazioni più elevate si aggiungano ai risultati interessanti in termini di utili. Sulla base di un p/e 2027 pari a 33,1x, l’azione tratta attualmente a premio dell’11% rispetto ai concorrenti del segmento ultra-lusso (premio medio post-Covid: +5%; range da +35% a -12%). Il gruppo è valutato con un premio del 30% rispetto al settore del lusso nel suo complesso (premio medio post-Covid: +36%; range da +82% a +6%)», precisa Jefferies.
Sotto i riflettori anche De’ Longhi (+2,25% a 42,78 euro) che ha annunciato l’incremento della partecipazione nella divisione professionale fino all’88%, attraverso l’acquisto di una quota del 26%. L’operazione comporta un esborso di 662,50 milioni di euro e rafforza il peso di un’attività che continua a mostrare dinamiche di crescita superiori a quelle del business tradizionale.
Occhio poi a D’Amico International Shipping (-1,10% a 8,53 euro), dopo le indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti starebbero valutando un alleggerimento selettivo delle sanzioni nei confronti di parte della flotta petrolifera russa e iraniana. L’impatto operativo potrebbe risultare limitato a causa delle caratteristiche tecniche e normative di molte delle imbarcazioni coinvolte.
Infine, Vincenzo Zucchi ha reso noto che il 14 ottobre l’ad, il cfo ed il presidente del collegio sindacale della società unitamente agli advisors nominati dalla stessa hanno avuto un primo incontro con l’esperto nominato nell’ambito della composizione negoziata della crisi, Roberto Marinoni. L’azienda ha poi intrapreso un dialogo costruttivo con i principali creditori finanziari. E il Tribunale di Busto Arsizio ha fissato l’udienza per la conferma delle misure di protezione e per la concessione delle cautele richieste per il 25 novembre.
Ore 07:35 Europa attesa in ripresa dopo Warsh (Fed) e Nagel (Bce)
Borse europee sono attese rimbalzare in avvio di seduta (+0,78% il future sull’Eurostoxx) in seguito al sell-off del 15 ottobre con l’ondata di vendite sui titoli tecnologici. Anche i futures Usa sono positivi (+0,19% quello sul Dow Jones e +0,18% quello sull’S&P500) con il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, che non ha fatto nulla per ridimensionare l’aspettativa dei mercati secondo cui la banca centrale statunitense manterrà invariati i tassi d’interesse in occasione della riunione prevista per la fine di ottobre.
Warsh rafforza l’aspettativa dei mercati di una pausa della Fed sui tassi a ottobre
A Bangkok, nell’ambito degli incontri annuali del Fondo monetario internazionale, Warsh non ha rilasciato dichiarazioni sulla politica monetaria né sulle prospettive dell’economia statunitense, limitandosi a ribadire che la Fed garantirà la stabilità dei prezzi. «Abbiamo chiarito molto bene che avremmo garantito la stabilità dei prezzi e, circa un mese fa, abbiamo ridotto in parte il grado di accomodamento della politica monetaria», ha affermato Warsh. «Non anticipo mai le decisioni delle riunioni. Non credo sia opportuno dichiarare oggi che cosa potrei fare nelle riunioni che si terranno da qui alla fine dell’anno».
Gli investitori hanno ridotto le scommesse su un rialzo dei tassi in occasione della riunione di politica monetaria della banca centrale del 27-28 ottobre. Le probabilità di un aumento, che prima dell’intervento di Warsh si attestavano intorno al 27%, sono scese sotto il 15% dopo le sue dichiarazioni. «Era chiaro che non avrebbe fornito alcun elemento a cui il mercato potesse aggrapparsi per assumere una posizione più aggressiva in materia di politica monetaria», sottolinea Derek Tang, economista di Monetary Policy Analytics.
A settembre la Fed ha aumentato i tassi d’interesse di 25 punti base, il primo rialzo dal 2023. La decisione ha ottenuto il sostegno di tutti i 19 responsabili della politica monetaria e la maggioranza ha ritenuto probabile un ulteriore aumento entro la fine dell’anno. Nelle ultime settimane, alcuni esponenti di primo piano della Fed hanno ribadito che potrebbero essere necessari altri rialzi dei tassi, sottolineando tuttavia che la banca centrale dispone ancora di tempo per raccogliere nuovi dati economici prima di intervenire di nuovo.
L’AI è uno uno shock economico
Warsh ha inoltre ribadito la sua visione ottimistica sull’intelligenza artificiale, definendola l’innovazione più importante nell’economia globale a cui abbia assistito nel corso della sua vita. Ha tuttavia avvertito che, nel breve periodo, l’AI potrebbe alimentare la domanda.
«È evidente che questa nuova tecnologia», ha chiarito «sta incidendo sul lato della domanda dell’economia prima ancora di produrre effetti sul lato dell’offerta. Se sei un banchiere centrale e il tuo compito è garantire la stabilità dei prezzi e la piena occupazione, devi riconoscere che si tratta di uno shock economico». Comunque, secondo Warsh, nel medio periodo l’intelligenza artificiale rappresenterà uno shock positivo dal lato dell’offerta, grazie ai potenziali incrementi di produttività.
Il numero uno della Fed ha, infine, annunciato che la task force da lui istituita per studiare la produttività e l’occupazione, impegnata ad analizzare le implicazioni dell’intelligenza artificiale, terrà un’audizione a San Francisco il 16 novembre. Si tratta di una delle cinque task force istituite da Warsh, che presenteranno le proprie raccomandazioni al Federal Open Market Committee verso la fine di quest’anno o all’inizio del 2027.
Nagel non vede il rischio che l’AI possa farci precipitare in una grave crisi finanziaria
In Europa, invece, la Germania continuerà a rappresentare un’ancora di stabilità, in un contesto di turbolenze sui mercati obbligazionari, e sta «ritrovando la propria forma» dopo anni di stagnazione economica, secondo quanto ha dichiarato a Bangkok il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel.
Nagel ha spiegato che le recenti turbolenze sui mercati obbligazionari (il 16 ottobre il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 5,09% e quello del Btp 10 anni al 4,48%) riflettono una combinazione di inflazione più elevata, crescita economica resiliente e aumento della domanda di capitali da parte delle società attive nel settore dell’intelligenza artificiale. «Non vedo il rischio che questa situazione possa farci precipitare in una grave crisi finanziaria», ha affermato Nagel, aggiunge che la Germania si sta «rimettendo in forma» per affrontare le sfide future, grazie a un «programma di rafforzamento» basato su riforme economiche che il governo dovrebbe attuare integralmente, affinché i cittadini possano percepirne concretamente gli effetti positivi.
Il governo tedesco ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica, portandole all’1,3% nel 2026 e all’1,1% nel 2027, rispetto alle stime di aprile, che indicavano, rispettivamente, una crescita dello 0,5% nel 2026 e dello 0,9% nel 2027. Ha tuttavia rivisto al rialzo anche le previsioni d’inflazione, a causa del conflitto con l’Iran. Ma per Nagel l’attuale contesto inflazionistico è diverso da quello di quattro anni fa, quando i rincari provocati dall’invasione russa dell’Ucraina furono trasferiti sui consumatori.
«Sospetto che lo shock che stiamo affrontando in questo momento possa essere assorbito, almeno in parte, dalle imprese», ha spiegato Nagel. A settembre, la Bce ha aumentato i tassi d’interesse per la seconda volta quest’anno, nel tentativo di contenere l’aumento dell’inflazione, interamente riconducibile al rincaro dei costi energetici causato dalla guerra con l’Iran. «Se la situazione dovesse rimanere quella attuale, non posso escludere la possibilità che si renda necessario un ulteriore intervento», ha concluso Nagel. Focus allora alle sull’inflazione a settembre finale dell’Eurozona e alle 15:15 sulla produzione industriale a settembre negli Stati Uniti. In attesa l’euro sale dello 0,06% a 1,1223 dollari.
A Milano occhio a Mps, Unicredit, Stellantis, Eni, Brunello Cucinelli, De’ Longhi, D’Amico e Vincenzo Zucchi
Sul listino milanese occhio a Mps dopo che Fondaco Lux, che detiene lo 0,41% della banca senese , ha detto che voterà contro le offerte per acquistare Banco Bpm e Banca Generali all’assemblea del 29 ottobre. Ha inoltre espresso una valutazione preliminarmente favorevole dell’ops annunciata da Intesa Sanpaolo sul Monte, ritenendo che l’integrazione in un gruppo di maggiori dimensioni possa creare valore nel medio-lungo termine.
Mentre Unicredit ha incassato il via libera della Bce ad aumentare la propria partecipazione in Commerzbank dal 30% fino al 50%, nell’ambito della procedura prevista dalla normativa europea sull’acquisizione di partecipazioni qualificate. L’ok di Francoforte, scrive MF-Milano Finanza, consentirà al gruppo guidato da Andrea Orcel di assumere il controllo della banca tedesca dopo l’ops conclusa in estate e apre la strada al trasferimento delle azioni aderenti all’offerta.
Ma non esaurisce l’iter autorizzativo. Mancano ancora all’appello l’ok antitrust della Commissione Europea, che ha fissato al 16 novembre la scadenza della prima fase d’esame, e il nulla osta dell’autorità polacca per il controllo indiretto di mBank, di cui Commerzbank detiene il 69,1%. Unicredit si è già assicurata una quota del 47,59% nel capitale di Commerzbank, fra azioni possedute, titoli conferiti all’offerta e strumenti finanziari. La partecipazione corrisponde al 49,65% dei diritti di voto, tenendo conto delle azioni proprie senza voto.
Nel settore auto Stellantis sta testando un nuovo propulsore diesel-ibrido per i suoi veicoli commerciali di grandi dimensioni in Europa, ha annunciato la Uilm al termine di un incontro con il gruppo. Tra l’altro Rbc ha tagliato il target price da 5 a 4 euro sul titolo, confermando il rating sector perform.
Tra i titoli oil è da monitorare Eni che ha detto che le manifestazioni in corso presso la raffineria di Taranto, nell’ambito delle proteste sul futuro dell’ex Ilva, continuano a bloccare i flussi logistici in entrata e uscita dal sito, con il rischio di una fermata degli impianti. Il gruppo avvierà da novembre la perforazione di un massimo di sei pozzi di sviluppo destinati ad alimentare Coral North, la nuova unità galleggiante di liquefazione del gas naturale al largo delle coste del Mozambico, ha detto un executive a Reuters.
Nel lusso Brunello Cucinelli rivisto al rialzo le previsioni di crescita dei ricavi per il 2026 dopo risultati definiti «molto, molto positivi» nei primi nove mesi del 2026. Il gruppo vede per l’intero esercizio un margine ebit del 17% e un debito netto in calo a 169 milioni di euro da 198 milioni dell’anno precedente.
Citi post conti del terzo trimestre ha confermato il rating buy e il target price a 108 euro sul titolo, osservando che il gruppo ha registrato un miglioramento dell’utile per azione, rafforzando la capacità del marchio di resistere in un contesto difficile per il settore del lusso. Non solo. L’esposizione a una clientela di fascia alta e il forte andamento delle vendite delle collezioni Autunno/Inverno, sia al consumatore finale (sell-out) sia ai distributori (sell-in), hanno sostenuto la crescita di Brunello Cucinelli a cambi costanti del +13,5% (Citi/consenso: +13%/+12%). Mentre l’andamento delle vendite a ottobre è risultato in linea con il trend dei primi nove mesi del 2026
Più cauta Jefferies che ha ribadito un rating hold e un target price a 88 euro, anche se l’andamento commerciale di Brunello Cucinelli continua a sorprendere positivamente. «Tuttavia, il più ampio ridimensionamento dei multipli di valutazione dell’intero gruppo di società comparabili del settore del lusso limita in parte la possibilità che valutazioni più elevate si aggiungano ai risultati interessanti in termini di utili. Sulla base di un p/e 2027 pari a 33,1x, l’azione tratta attualmente a premio dell’11% rispetto ai concorrenti del segmento ultra-lusso (premio medio post-Covid: +5%; range da +35% a -12%). Il gruppo è valutato con un premio del 30% rispetto al settore del lusso nel suo complesso (premio medio post-Covid: +36%; range da +82% a +6%)», precisa Jefferies.
Sotto i riflettori anche De’ Longhi che ha annunciato l’incremento della partecipazione nella divisione professionale fino all’88%, attraverso l’acquisto di una quota del 26%. L’operazione comporta un esborso di 662,50 milioni di euro e rafforza il peso di un’attività che continua a mostrare dinamiche di crescita superiori a quelle del business tradizionale.
Occhio poi a D’Amico International Shipping, dopo le indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti starebbero valutando un alleggerimento selettivo delle sanzioni nei confronti di parte della flotta petrolifera russa e iraniana. L’impatto operativo potrebbe risultare limitato a causa delle caratteristiche tecniche e normative di molte delle imbarcazioni coinvolte.
Infine, Vincenzo Zucchi ha reso noto che il 14 ottobre l’ad, il cfo ed il presidente del collegio sindacale della società unitamente agli advisors nominati dalla stessa hanno avuto un primo incontro con l’esperto nominato nell’ambito della composizione negoziata della crisi, Roberto Marinoni. L’azienda ha poi intrapreso un dialogo costruttivo con i principali creditori finanziari. E il Tribunale di Busto Arsizio ha fissato l’udienza per la conferma delle misure di protezione e per la concessione delle cautele richieste per il 25 novembre. (riproduzione riservata)
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





